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Augusta turismo, guida turistica del Comune

Guida turistica Augusta

La città si affaccia sul Mar Ionio

Fondata da Federico II, il quale colse il valore strategico del luogo e vi edificò un castello.
Augusta ha il suo centro storico su un'isola dove insiste la mole del Castello svevo che guarda il mare. Una visita guidata della città di Augusta può degnamente iniziare dal Castello svevo. Esso si presenta al pubblico con la sua struttura quadrata purtroppo oggi in non buono stato di conservazione tanto da impedire la visita alla maggior parte dei locali di uno dei maggiori colossi architettonici svevi.
Si presume che esso doveva comprendere quattro torri quadrate ai suoi vertici ed altre due torri poligonali nei restanti lati, ma allo stato attuale dei fatti si può ammirare solo una di quelle poligonali.
Per un lungo periodo il Castello è stato utilizzato come carcere.
Tra gli altri edifici difensivi cittadini ricordiamo il Forte Avalos, il Forte Garcia e quello Vittoria edificati nel corso del 1500.
Augusta ha un aspetto architettonico relativamente recente a causa delle ricostruzioni urbane avvenute dopo il terremoto del 1693, anche se il centro storico presenta chiese ed edifici barocchi di rilievo.
L'ingresso della cittadella è segnato dalla Porta Spagnola, una costruzione risalente al 1681, chiusa da due imponenti bastioni.

La chiesa di Santa Maria Assunta o chiesa madre è la chiesa principale di Augusta e si trova in piazza Duomo con prospetto rivolto verso est. Nel 1700 era l'unica parrocchia esistente in città. La chiesa attuale è quella ricostruita sulle rovine della chiesa crollata con il terremoto del 1693.

Il prospetto è articolato su di un duplice ordine, raccordato da ampie volute laterali. Il piano basso presenta tre aperture che danno adito alle rispettive navate. Sull'ingresso principale si apre la finestra della cantoria. La cella campanaria è composta da tre piccole aperture con balconcini in ferro battuto, opera di un artigiano locale. Un timpano con cornice e dentellatura chiude la parte superiore dell'edificio. L'interno è a croce latina con tre navate e volta a botte sostenuta da pilastri adorni di lesene. Entrati nella chiesa percorretela in senso orario:
Nella parete sud della navata di sinistra vi si trovano quattro altari dedicati rispettivamente a san Filippo Neri, alla Madonna del Rosario, a santa Lucia e ai santi Pietro e Paolo; inoltre vi si trova la statua della Madonna di Fatima.
Nella zona ovest si distinguono: la cappella del Sacramento che è delimitata da un cancello in ferro battuto, l'abside e la cappella del Crocifisso.

L'abside è accessibile tramite un'ampia scalinata centrale, alla cui sommità, nei due lati, si trova un transetto in stile neoclassico; nella parti laterali il coro in legno e quattro tele, due per parte, raffiguranti episodi della vita di Maria, che, in vista del restauro della chiesa, sono state tolte; nella parte centrale, in alto, è posta la tela raffigurante l'assunzione di Maria. L'altare maggiore è in marmo; nella parte anteriore sono dei bassorilievi: in basso osserviamo: a sinistra la croce, simbolo della fede, al entro Gesù con i due discepoli di Emmaus e a destra l'ancora, simbolo della speranza; in alto sono raffigurati: sinistra e a destra due altari, al centro il sacrificio di Isacco.
Nella parte nord della navata di destra si evidenziano quattro altari dedicati rispettivamente al sacro Cuore, alla natività di Gesù, a sant'Antonio di Padova e a san Domenico; inoltre vi si trovano il battistero con bassorilievo in maiolica raffigurante il battesimo di Gesù, e, sotto, il fonte battesimale di forma semisferica con bordo ottagonale.

Nella parte alta delle due navate laterali si distinguono dieci lunette con ventri istoriati, illustranti vari episodi della vita della Madonna; quelle della navata di sinistra rappresentano: l'annunzio dell'Angelo a Maria, la visita di Maria a santa Elisabetta, lo sposalizio di Maria, la nascita di Gesù e la Sacra Famiglia; quelle delle navate di destra descrivono: lo smarrimento ed il ritrovamento di Gesù nel tempio, il miracolo delle nozze di Cana, Maria ai piedi della croce, Maria e gli apostoli nel cenacolo ed infine la Dormitio di Maria. Nelle navate laterali, inoltre, sono posti sei confessionali, tre per parte, di pregevole fattura. Nella navata centrale e precisamente sul lato sinistro, posto quasi al centro della chiesa, si nota un pulpito in legno scolpito nel secolo scorso dal maestro augustano Stagnaro; poco più avanti si trova l'organo con cantoria, probabilmente del '700. Nella parte destra della navata, di fronte all'organo, un tempo vi era il "banco senatorio", così come testimoniano le due targhette in marmo poste nell'arcata. Sopra l'ingresso si può ammirare un'altra vetrata istoriata, nella quale è rappresentata Maria con il Bambino.

Il Patrimonio architettonico

Il vero titolare della chiesa è San Nicolò; la pala dell'altare maggiore raffigura infatti il santo con le anime del Purgatorio.
La denominazione Anime Sante deriva dal fatto che vi risiedeva l'Arciconfraternita dei Bianchi sotto il titolo del Crocifisso e della Madonna del Suffragio. I componenti, nobili, avevano tre compiti, uno era quello di suffragare l'anima dei defunti, il secondo consisteva nell'occuparsi dei condannati a morte, un altro compito era quello di sovvenire ai poveri.

Dopo la scomparsa dell'Arciconfraternita dei Bianchi, la chiesa ospita ora la Confraternita della Madonna Odigitria.

La facciata dell'edificio sacro è in stile barocco. Il campanile, all'origine priva di campanile, costruito poi a metà Ottocento. Nel secondo dopoguerra si era pensato di cambiarlo con uno più consono alla facciata. Di pregevole fattura la pala dell'altare maggiore da poco restaurata.

Augusta informazioni turistiche sul patrimonio architettonico

Chiesa e Convento di San Domenico di Guzman
La Chiesa e il Convento furono edificati nel 1229 e dedicate a San Domenico di Guzman patrono della città. La Chiesa è collocata nell’omonima piazza che si apre sulla Via XIV Ottobre. L' antica chiesa fu distrutta dai Turchi durante l'assedio del 1551, riedificata nel 1580 subì una nuova distruzione a causa dell'infausto sisma del gennaio 1693.
Nella nuova ricostruzione del 1848, così come ci appare oggi, fu modificato il piano di costruzione. Nell' antica chiesa il prospetto era rivolto ad ovest e invece come si vede oggi il prospetto è rivolto ad est. La facciata è di manifattura neoclassica e il prospetto è suddiviso in due parti: quello centrale è leggermente avanzato rispetto al secondo che contiene la torre campanaria. In quello centrale vi è collocata al centro una grande finestra cantoria con la grata a balconcino. L'interno è in stile neoclassico ad una sola navata. Nell'abside vi è una scritta latina: In Te speraverunt patres nostri.

La statua del santo patrono, che viene festeggiato ogni anno il 24 Maggio, ha potuto così rientrare nella
  sua sede naturale dopo anni di forzato esilio nella Chiesa Madre.

Chiesa e Convento della Madonna del Carmelo

Nel 1565 gli Augustani, stremati dalle scorrerie turche si rivolsero alla Madonna del Carmelo per ottenere la sua protezione e quindi l' allontanamento dei Turchi. Ottenuta questa grazia dedicarono l’antica Chiesa di Sant’Agata alla Madonna del Carmelo, incaricando fra Vincenzo Mencarella da Lentini di erigere accanto ad essa un Convento di Frati Carmelitani. Il tremendo terremoto del 1693 danneggiò notevolmente la Chiesa e il Convento, ricostruiti negli anni successivi di dimensioni maggiori.

Nel 1866, il Convento non sfuggì alle legge oppressiva dei beni ecclesiastici e fu requisito dal comune per alloggiarvi la Guardia Nazionale, ed ancora oggi l’ex Convento è sede della Caserma dei Carabinieri. L' interno della Chiesa è ad unica navata e presenta un abside semicircolare; ai lati della navata sono ricavate dieci piccole cappelle a pianta rettangolare.

Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio - dedicata a San Nicolò

La Chiesa, distrutta dal sisma del 1693 fu ricostruita nel 1699. Un piccolo gioiello incastonato tra la via Garibaldi e la via Principale Umberto. Osservandola con attenzione non si può non rimanere colpiti dalla bellezza delle sue forme, dall’armonia degli elementi strutturali che la compongono, dal sapiente dosaggio e contrasto dei colori, e’ probabilmente la Chiesa con il maggiore valore artistico della città, sicuramente la più interessante architettura sacra cittadina nella quale è possibile riconoscere  i caratteri del barocco. La chiesa sorge dove nel XIV secolo era collocata la Chiesa dedicata a S. Pietro Martire. Il progetto è attribuito a Filippo Juvara, architetto messinese, anche se non ci sono certezze in questo senso. L'elegante prospetto convesso, adorno di nicchie, è arricchito da una cancellata in ferro battuto che si apre sulla via Principe Umberto; nel suo battente è raffigurato un serpente sormontato da una croce
  che simboleggia ed esalta la vittoria del bene sul male. Nella facciata si coglie con disagio la struttura campanaria che mal si intona con il resto della costruzione, ciò fa pensare ad una modifica del progetto originario.

Sopra l’ingresso è posizionata la finestra cantoria in legno, il portale è sormontato da uno stemma coronato dove spiccano due lettere M ed A sovrapposte con accanto una R.

L’interno della Chiesa è a navata unica, le pareti risultano arricchite da dodici semicolonne incastonate in pilastri, sovrastati da una trabeazione che si sviluppa lungo tutto il perimetro della sala. Nella parete di sinistra si ammirano un crocifisso ligneo e il simulacro della Madonna della Provvidenza, proveniente dalla Chiesa di S. Eligio non più esistente. Nella parete di destra è posizionato un quadro del XVIII secolo raffigurante S. Pasquale Baylon ed il simulacro in legno della Madonna dell’Idria, proveniente dalla omonima Chiesa scomparsa. A seguire una tela, un ex voto “Joannis Corallo 1833” raffigurante Papa S. Gregorio Magno. Sull’altare maggiore, al centro della navata, si può ammirare una grande pala ritraente S. Nicolò con la Madonna del Suffragio e le anime purganti, anche questa ex voto “Sebastiano Traina 1811”. Nel XVI secolo, intorno al 1622, la Chiesa risulta essere sede della “Compagnia dei Bianchi”, così chiamata per via delle vesti indossate dai confratelli. Era formata da nobili e aristocratici, che si occupavano degli ultimi istanti di vita dei condannati a morte.

Chiesa e Convento delle Grazie

La Chiesa, annessa al Convento dei Minori Osservanti si trova nella Piazza delle Grazie, essa fu costruita nel 1630 e riedificata intorno al 1653 con l’intenzione di farne il tempio più grande e maestoso della città, visto che allora la Madonna delle Grazie tra i fedeli era la più venerata. Distrutta dal terremoto del 1693 fu prontamente riedificata negli anni successivi. Nel 1866 per la legge sulla requisizione dei beni della chiesa il Comune si accorpò il Convento dove trovarono sistemazione le carceri, le scuderie e magazzini al piano terreno, mentre a quello superiore trovò posto l' infermeria facente funzione da Ospedale. In tempi più recenti il convento è stato sede degli uffici della Pretura e sede staccata del Tribunale di Siracusa.
La Chiesa presenta un prospetto molto semplice, mentre l’interno, a navata unica, è caratterizzato da profonde cappelle sistemate ai lati del perimetro. Al suo interno vi sono alcuni sepolcri di famiglie gentilizie augustane.
Sull' altare notiamo il quadro della Vergine col Bambino e a destra un crocifisso ligneo, entrambi datati 1600.
La Chiesa era sede della confraternita dei Civili.
Al’interno è custodito il simulacro del “Cristo cosiddetto dei ricchi”, portato in processione dalla Confraternita dell’Immacolata la sera del Venerdì Santo, dopo la crocefissione e la deposizione che avviene su un palco posto nell’antistante piazza. Rappresenta uno dei momenti sacri più sentiti dall’intera popolazione.

Chiesa di Maria SS Annunziata

E’ una delle chiese  più antiche della città, è sita in via Garibaldi lato ponente, la sua edificazione sembra risalire al XIV secolo. Fu ricostruita dopo il terremoto del 1693. Sede della confraternita dei Naviganti e Fluirai (de feluca: piccolo veliero a due alberi). L’interno si presenta a unica navata con un abside semicircolare rimaneggiato in età neoclassica; in esso sono conservati; un pregevole ostensorio argenteo del XVIII secolo ed alcune tele di buona fattura, probabilmente donate come voto dalla marineria locale.
Dal mese di maggio 2009 la chiesa è stata riaperta al culto dopo un accurato restauro. Del progetto di restauro si è fatto carico la Compagnia di Navigazione Augustea.

Chiesa di San Giuseppe

La Chiesa, già presente nel 1648 fu ricostruita sulle macerie causate dal terremoto del 1693.
Essa è sita in via Garibaldi lato ovest ed è sede della omonima Confraternita dei falegnami  e maestri d'ascia. Il prospetto della chiesa si sviluppa in tre ordini ed in ogni ordine risultano tre campate:
Nel primo vi è un portale in legno, nel secondo ordine il portone d'accesso con sopra la finestra cantoria, nel terzo ordine viene ospitata la cella campanaria.
Sull' ordine centrale si apre un portale sulla cui sommità una lapide marmorea riporta la scritta :”Templum Sancti Josephi Expensis Fidelium Extructum”, a ricordo che la Chiesa fu eretta con il contributo dei fedeli.
L'interno è a una sola navata, ha un pavimento di marmo policromo con riquadri che si alternano a cerchi. Presenta quattro altari, tra cui il più interessante è quello marmoreo del 1743, donato dalla famiglia Virgopia-Palazzotto e dedicato alla Madonna della Lettera protettrice di Messina, ex-voto per il termine della peste subita da quella città. La chiesa è rimasta chiusa al culto a causa dei danneggiamenti del sisma del 1990. Il 10 marzo 2009, la Chiesa di San Giuseppe è stata riaperta ai fedeli.

Chiesa e Convento di San Francesco di Paola
La Chiesa è collocata in Via Xifonia, edificata nel 1639 e dedicata ai Santi Pietro e Paolo, fu successivamente rilevata dai Padri Minimi Isidoro e Dionisio, che ampliarono la chiesa dedicandola a San Francesco di Paola e costruendo accanto il convento. Il terremoto del 1693 rase praticamente al suolo la Chiesa ed il Convento, quest’ultimo ancora non del tutto ultimato. Entrambe le strutture furono ricostruite a partire dal 1719. La Chiesa si presenta a forma di croce latina con tre navate ed è rappresentata nella sua struttura con ampi archi simili a quelli dei conventi domenicani.
Entrando, sul lato sinistro vi è ricavata una cappella dedicata alla Madonna Addolorata. L'altare principale della Chiesa è decorato con tre formelle di marmo raffiguranti due importanti miracoli avvenuti nella nostra città per intercessione di San Francesco di Paola.

Chiesa di San Sebastiano Martire
La chiesa fu terminata nel 1719 e sorge sulle rovine della antica chiesa dedicata al SS. Sacramento, come testimonia la nicchia posta sulla facciata contenente un ostensorio in pietra. La Chiesa dedicata a San Sebastiano Martire, è allocata all'incrocio tra Via Megara e Via Limpetra. La facciata è costituita da due distinti corpi affiancati separati da lesene in pietra arenaria a vista. Il suo interno, formato da una sola navata, presenta un pregevole soffitto ligneo, purtroppo notevolmente deteriorato, dipinto con rappresentazioni della vita del Santo Martire, nelle pareti laterali vi sono le stazioni della via crucis raffigurate da dipinti realizzati e donati dal Signor Giovanni Baffo di Augusta.
La Parrocchia di San Sebastiano Martire fu istituita dall'allora Vescovo di Siracusa, Sua Eccellenza Asdrubale Termini † (30 maggio 1695 - 6 giugno 1722).

Chiesa della Madonna del Perpetuo Socoorso

Chiesa Sant'Andrea Martire

Chiesa di Santa Barbara

Chiesa del Sacro Cuore

Chiesa di Santa Lucia

Chiesa Cristo Re

Informazioni e accoglienza turistica ad Augusta
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