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borghi approdi di ulisse in Sicilia

Gli approdi di Ulisse

il progetto Approdi di Ulisse, che è stato promosso dalla Regione e che vede tra i partner l'Agci Sicilia.
I risultati del progetto sono stati presentati a Termini Imerese, uno dei cinque comuni del progetto insieme a Acicastello, Lipari, Sciacca e Mazara del Vallo.

Gli approdi di Ulisse

Vedi la tavola 62 da Capo San Marco a Capo Rossello

La cittadina di Sciacca
si trova sulla costa del Canale di Sicilia tra le foci del fiume Platani e Belice, a circa 65 metri sul livello del mare: ad est s’innalza il monte San Calogero alto 386 metri, alle cui falde scaturiscono, per un percorso di circa sei chilometri, le famose acque termali.
È situata a forma di anfiteatro sul mare a mezzogiorno della Sicilia, di fronte all'isola di Pantelleria e Tunisi, a metà strada tra le rovine di Selinunte, Eraclea Minoa, ed Agrigento.

L'antica Cappella di San Giorgio dei Genovesi è stata costruita nel 1520 dai numerosi mercanti genovesi, residenti a Sciacca per curare i loro affari. Non è più officiata e si trova vicino il porto ed è in parte interrata.

La Chiesa di Maria SS. del Soccorso o Duomo si trova in Piazza Don Minzioni e risale al XII secolo. La chiesa ha tre ampie navate con monumentali archi in stile normanno. La facciata non è stata completata e mostra delle colonne e dei portali ad arco curve. Completano la decorazione della facciata tre sculture di Antonello e Domenico Gagini. All'interno si conservano numerose opere del 1400-1500 fra le quali una scultura di Antonello Gagini ed una statua, raffigurante la Madonna della Catena, attribuita a Francesco Laurana.

la chiesa di Sant’Antonio Abate, risalente al XV secolo.

la Chiesa del Collegio, che si trova sulla via Roma. Ha un portale a timpano triangolare e l'interno è ad unica navata con cappelle incassate. Nel presbiterio si trova una tela di Domenico Domenichino, mentre in una delle cappelle si trova una Madonna del 1655 di Michele Blasco.

la Chiesa di San Domenico e il suo Convento, risalenti al 1176 la prima e al 1742 il secondo. La chiesa, in stile barocco, ha una sola navata con otto cappelle

la Chiesa del Carmine nell'omonima piazza, che incorpora la Chiesa del Salvatore col suo rosone medievale.

la Chiesa di Santa Margherita del 1342 fatta erigere da Eleonora d'Aragona, moglie del Peralta. L'ingresso principale è catalano, mentre il portale marmoreo che si trova sulla destra fu realizzato nel 1468 da Pietro de Bonitate su disegno di Francesco Laurana. L'interno, ad unica navata, è barocco e conserva stucchi policromati ed affreschi di Ferraro del XVII secolo. Sull'altare si trova un'icona in marmo del 1507-1512, una statua in legno del 1544, opera di Frigia, che raffigura Santa Margherita, ed un organo ligneo del 1641. Nella navata si trovano sei grandi riquadri e tanti medaglioni realizzati dal Portulani tra il 1529 e il 1530.

La Chiesa dello Spasimo di Corso Vittorio Emanuele è del 1632 e nel vicino Convento si trova il Cortile del Palazzo Fazzello costruito nel Cinquecento.

La Chiesa di San Michele, l'interno è a tre navate con colonne ed archi al centro. La chiesa conserva anche un crocifisso del Quattrocento, due acquasantiere del Cinqucento, una scultura ed un polittico del Cinquecento ed una statua seicentesca in legno di San Michele.

la Chiesa di Santa Maria dell'Itria ed il suo monastero: sono state volute anch’esse dal Peralta. La chiesa (detta anche di Badia Grande) è del 1776, ma fu fondata nel 1380.

La Chiesa di San Nicolò La Latina, che si trova in Piazza San Nicolò, risalente al XII secolo, ha un prospetto decorato, tipico dell'architettura arabo-normanna.

Più importante è la Chiesa di Santa Maria delle Giummare in via Valverde, l'interno, ad unica navata, si trova sulla sinistra la cinquecentesca Cappella della Madonna delle Grazie. Da ammirare il rilievo dai San Gerolamo, un'acquasantiera del Quattrocento, un crocifisso cinquecentesco ed una Vergine col Bambino nell'altare maggiore attribuito a Laurana.

la Chiesa di Sant’Agostino conserva all'interno una statua della Vergine di G. Gagini del 1538 e portali barocchi.

Datata al XV secolo, la Chiesa di San Francesco conserva pitture del saccense Rossi.

Infine sulla come del Monte Cronio si trovano le Stufe naturali, un antiquarium che conserva le testimonianze rinvenute all'interno delle grotte di San Calogero risalenti al neolitico, il Santuario di San Calogero del XVIII secolo con una ricca decorazione barocca, la Statua cinquecentesca di A. G. Gagini.

www.castelloincantato.net

per gli approdi vedi tavola 61 da Marsala a Capo San Marco

Mazzara del vallo è affacciata sul Mar Mediterraneo, alla foce del fiume Màzaro, dista meno di 200 km dalle coste tunisine del Nord Africa.

La Basilica Cattedrale sorse in epoca normanna, al posto di una precedente moschea per volere di Ruggero I, in seguito alla creazione nel 1093 della diocesi. Venne ricostruita completamente alla fine del XVII Secolo in forme barocche, per opera di Don Pietro Castro. All'interno si conserva il gruppo statuario rappresentante la Trasfigurazione di Antonello Gagini.

La Chiesa di San Nicolò Regale del 1124, splendido gioiello dell’architettura normanna, è considerato uno dei più bei monumenti  della Sicilia di quel periodo. All’impianto di tipo bizantino -  pianta centrica inscritta in un quadrato e tre absidi leggermente aggettanti - associa  elementi tipicamente arabi quali il  paramento murario con conci in vista, le archeggiature ogivali cieche, a rincassi multipli, che inquadrano le aperture, la cupoletta centrale. La sua costruzione, compresa tra il 1100 e il 1150, è ritenuta di pertinenza religiosa benedettina.

la Chiesa della Madonna delle Giummare dell'XI secolo (detta anche Madonna dell'Alto), entrambe di chiara matrice arabo-normanna.

La Chiesa di San Michele, del XII secolo, con annesso convento femminile benedettino, venne rifatta nel XVII Secolo in forme barocche.

La Chiesa di Santa Caterina, risalente al 1318 venne pure rimaneggiata in epoca barocca, un bel portale chiaramontano a sesto acuto con ghiera a zig-zag, sul fianco destro, rimanda alle origini trecentesche della chiesa: fondata con l'annesso monastero nel 1318, fu più volte trasformata e modificata fino ad assumere l'attuale aspetto barocco. Caratterizzano l'estrosa facciata settecentesca l'alto portale sormontato da una finestra, con ricca decorazione tra cui si inserisce il simulacro di Santa Caterina d'Alessandria. Da notare inoltre la robusta torre campanaria.
L'interno è abbellito da stucchi neoclassici e da affreschi del palermitano Giuseppe Testa (1797), autore anche del grande quadro con la Gloria di San Benedetto e Santa Scolastica. Pregevole la statua marmorea della Santa titolare, fine opera  di Antonello Gagini (1524).

La Chiesa di San Francesco è un esempio di barocco siciliano, ricco di policromia e decorazioni, la chiesa e il convento di San Francesco d’Assisi, caratterizzato da vicoli tortuosi e cortili. La chiesa, già intitolata a San Biagio in epoca normanna, subì un rifacimento nel 1216 e l’aggiunta del convento, il secondo francescano in Sicilia; in età barocca (1680) venne nuovamente ristrutturata e  fastosamente abbellita con pregevoli stucchi e pitture che ricoprono completamente i paramenti murari interni e la volta  con soggetti sacri e profani. Notevole il portale settecentesco che contiene un tondo con La Stigmatizzazione di San Francesco, di Francesco Incrivaglia (1730).

chiesa dedicata alla Madonna del Paradiso, è ad un'unica navata: nell'alto dell'abside sopra l'altare venne incastonato il prezioso quadro in una cornice marmorea sorretta da due angeli. Nell'abside sono collocati quattro quadri (Annunciazione, incoronazione, primo prodigio e quello della cattedrale), opere che il Gianbecchina ha realizzato per il santuario negli anni cinquanta del secolo scorso. Negli altari laterali sono esposti alla venerazione tre quadri del 1700: S. Vito, S. Sebastiano, Madonna del Rosario

Chiesa di Santa Veneranda, la facciata settecentesca di questa chiesa, edificata nella seconda metà del XVII secolo, che si conclude con due estrose logge campanarie, elevate nel 1788, il portale di squisito gusto rococò, oltre che la lunga balconata a petto d'oca, in ferro battuto. Il mosso interno, con pianta a croce greca absidata, è decorato con statue in stucco ed ospita una statua di Santa Veneranda (1583), attribuita agli scultori Vincenzo e Giacomo Gagini. Degna di nota è la cupola emisferica, rivestita esternamente da un tiburio ottagonale  coronato da una balaustra.

il Museo Regionale di Sant’Egidio, ochiesa di Sant Egidio, d' architettura quattrocentesca nella quale convivono elementi arabi e tardo gotici, cui si associa l’elegante cupola  completata nel 1578, emisferica all’esterno, cordonata all’interno, poggiante su un tamburo ottagono, che nella parte più bassa si fonde con il volume prismatico della navata.
Satiro danzante dove è esposta la celeberrima statua bronzea del Satiro Danzante, rinvenuta nelle acque dello Stretto di Sicilia nel 1998

www.diocesimazara.it


Museo Diocesano Vi sono custodite anche interessanti sculture come l’Ecce Homo (metà sec.XVIII), attribuito ad Alberto Tipa, e il sarcofago Montaperto riferito a Domenico Gagini (1485).

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