Borgo di Cefalù, la guida dei borghi presenti in Sicilia - Sicilia Informazioni Turistiche

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Borgo di Cefalù, la guida dei borghi presenti in Sicilia

Il borgo siciliano di Cefalù
La cattedrale è l´asse su cui ancora ruota l´intera città storica, inserita in un contesto ambientale di grande fascino, tra il vasto orizzonte marino e il tozzo monte cui è addossata.

La Rocca che sovrasta la città, già nota ai Fenici come "promontorio di Ercole", è una roccia calcarea alta 270 m, dalla cui sommità si gode uno splendido panorama. In cima ha un edificio megalitico, noto come Tempio di Diana, forse legato a un culto dell´acqua, come proverebbe la vicina cisterna risalente al IX sec. a.C.

Della stessa epoca (fine V sec. a.C.) del tempio, che tanto ha affascinato i viaggiatori europei, è la cinta muraria megalitica, di cui restano solide vestigia lungo la scogliera della Giudecca (Postierla) e presso l´antica Porta Terra (oggi Piazza Garibaldi).
Ma torniamo alla Cattedrale.

Rimane un mistero il motivo per cui Ruggero II volle edificare una chiesa così imponente, destinata a diventare anche il suo mausoleo, in questa piccola città anziché a Palermo, la capitale del suo regno. Sta di fatto che il re normanno eresse qui il suo capolavoro: tanto grande da uscire quasi dal campo visivo, severo nel blocco compatto delle due torri, ma prezioso per il caldo colore dorato delle cortine murarie e lo sfavillio dei mosaici all´interno.

La cosa straordinaria è che il tempio normanno, condizionato da prescrizioni liturgiche bizantine, fu realizzato da architetti e maestranze islamiche, presenti ancora in Sicilia nell´ambito di quel linguaggio culturale che legava l´isola alle regioni del Maghreb. Insomma, una meravigliosa sintesi di tre culture, stimolata dal fatto che il re voleva una chiesa che fosse anche fortezza e monumento funerario. Alla radice della progettazione ci fu dunque l´architettura maghrebina dei palazzi-fortezza ziriti e hammaditi, la stessa cultura che permise a Ruggero di costruire i capolavori di Palermo.

L´interno della cattedrale è dominato dal solenne ritmo del colonnato e dall´immagine incombente del Cristo Pantocratore (che qui dicono sia più bello di quello di Monreale) nel catino dell´abside, tutto a mosaici su fondo oro, con scritte in greco e latino, di pregevolissima fattura bizantina (1148).

La croce lignea che si scorge, sospesa, nell´abside centrale, è attribuita a Guglielmo da Pesaro (sec. XV). Pregevoli anche il fonte battesimale romanico e il chiostro annesso alla cattedrale, decorato da colonne binate con capitelli scolpiti.
Lasciamo questa imperiale fragranza, questo fuoco di vecchie icone, per andare alla scoperta delle altre bellezze della Cefalù medievale.

Come il Palazzo Maria in Piazza Duomo e l´Osterio Magno in Corso Ruggero. Quest´ultimo edificio, risalente al XIII sec., fu probabilmente costruito su una struttura preesistente, identificata, secondo una falsa tradizione, con la residenza di re Ruggero. Di proprietà dei conti Ventimiglia, conserva due belle bifore duecentesche e una trifora trecentesca ed è oggi adibito a spazio espositivo.

Da non perdere, inoltre, il Lavatoio medievale, cui si accede attraverso un´elegante scalinata di pietra lavica. Interamente scavato nella roccia e usato fino a non molto tempo fa, è la foce del fiume Cefalino - citato già da Boccaccio - che nasce dalle montagne a 1000 m d´altitudine e giunge a Cefalù attraverso un percorso sotterraneo di 12 km.
Il barocco, altra epoca d´oro per la Sicilia, è rappresentato a Cefalù dai prospetti del Monte della Pietà (1716) e della bella Chiesa del Purgatorio (1668) ma anche da portali, mensole e altri dettagli architettonici che vivacizzano angoli, vie e piccole piazze del centro storico, il cui impianto rimane comunque medievale. Nella Chiesa del Purgatorio degna di nota è la cripta rettangolare con cadaveri completamente essiccati.

Interessanti sono anche il Seminario vescovile (1638) che si affaccia su Piazza Duomo e il manieristico portale bugnato del cinquecentesco Palazzo Piraino.
Non si può lasciare Cefalù senza una visita al Museo Mandralisca, anche solo per vedere - tra le tante collezioni - lo straordinario Ritratto d´ignoto (1465-70) di Antonello da Messina.
Esauriti i capolavori, è bello infine passeggiare senza meta tra i vicoli, tra i tanti angoli medievali caratterizzati da piccoli archi che collegano un edificio all´altro.

Attraverso Porta Pescara, concluso il giro, si arriva alla marina. Il vecchio porto, soprattutto la sera, è una di quelle visioni da cui non si vorrebbe più staccare gli occhi.

Informazioni e accoglienza turistica a Cefalù
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