Borgo di Erice, la guida dei borghi presenti in Sicilia - ClickSicilia Informazioni Turistiche

Vai ai contenuti

Menu principale:

Borgo di Erice, la guida dei borghi presenti in Sicilia

Il borgo siciliano di Erice
Erice. Il monte su cui sorge è stato, in tempi remoti, sede del culto di una dea della fecondità, adorata col nome di Astarte dai Fenici, che vi costruirono un tempio. Afrodite per i Greci, la dea che dal monte Eryx – punto di riferimento per i naviganti – proteggeva chi andava per mare, era per i Romani la Venere Ericina, deputata anche all’amore. La notte, un grande fuoco acceso nell’area sacra fungeva da faro. La fama di Venere Ericina divenne tale che le fu dedicato un tempio anche a Roma e il suo culto si diffuse in tutto il Mediterraneo.

Ciò che resta oggi dell’antico castello di Venere è opera dei Normanni (XII-XIII secolo) che per la sua costruzione reimpiegarono probabilmente il materiale proveniente dal tempio della Venere Ericina. Il castello era recintato da torri collegate fra loro da due cortine merlate e da un ponte levatoio, lo stesso di cui parlò nel 1185 il geografo arabo Ibn-Jubayr.

Accanto alle torri si trova il Balio, bellissimo giardino all’inglese da dove si gode un panorama che comprende da una parte la costa tirrenica del golfo di Trapani, dalla particolare forma a falce, e il monte Cofano, dietro il quale si intravede la punta di San Vito lo Capo; dall’altra parte il porto di Trapani con le sue saline, le isole Egadi e l’isola di Mozia fino a Mazara del Vallo. Nelle giornate più luminose si scorgono Capo Bon e la costa africana, e i Fenici sembrano ancora vicini.

Incrocio di culture, Erice ospita, poco sotto le tre torri del castello, nella torretta fatta costruire nel 1873 dallo studioso e mecenate conte Agostino Pepoli come rifugio silenzioso per le sue meditazioni, l’Osservatorio permanente di Pace. Erice è dunque tornata ad essere «Faro del Mediterraneo» riscoprendo la sua antica vocazione di bussola per i naviganti.

Il percorso di visita del borgo può iniziare da Porta Trapani, oltre la quale si apre il corso Vittorio Emanuele che porta alla piazza centrale. Lungo il corso, e nelle viuzze intorno, sfilano le facciate barocche dei palazzi e le emergenze principali, dalla chiesa di San Martino, di origine forse normanna e rifatta alla fine del Seicento, all’impianto urbanistico medievale che circonda la chiesa di Sant’Albertino degli Abbati, pure secentesca. Altre chiese da vedere sono quella di San Giuliano, anch’essa di origine normanna (1080) e ristrutturata nel Seicento, e quella di San Cataldo, che custodisce opere del grande scultore siciliano Antonello Gagini e della sua bottega. Le stradine intorno al secentesco monastero di San Carlo, come la via La Russa e la via San Carlo, sono di grande fascino. Al centro del reticolato medievale si trova il complesso di San Pietro con chiesa tardo trecentesca rifatta nel 1745 e monastero. Da via Guarnotti si entra in piazza San Domenico, da dove ci si immette in via Cordici per raggiungere piazza Umberto, su cui si affacciano il Municipio, la Biblioteca Comunale e il Museo Antonio Cordici.

Costeggiando il retro di palazzi del Sei-Settecento si arriva alla chiesa Madre, che sta di fronte alle mura ciclopiche del periodo elimo-fenicio (VIII-VII sec. a.C.). Eretta nel 1314 per volere del re Federico d’Aragona che si rifugiò a Erice durante la guerra del Vespro, presenta un campanile quadrangolare con bifore che aveva funzione di torre di avvistamento, le originarie forme gotiche all’esterno e, nella parete destra, nove croci provenienti, secondo la tradizione, dal tempio di Venere.

Merita infine un cenno il Quartiere Spagnolo, sorto nel XVII secolo, quando con la dominazione spagnola in Sicilia vigeva l’obbligo per tutte le città di offrire gratuitamente vitto e alloggio ai soldati della guarnigione. Gli abitanti di Erice ottennero dal governo del viceré di costruire a proprie spese un fortino, dietro la chiesa di Sant’Antonio, in cui ospitare i militari. I lavori per la costruzione del Quartiere Spagnolo furono interrotti nel 1632 e mai più ripresi. I soldati spagnoli furono accolti nel castello normanno.
Informazioni e accoglienza turistica a Erice
Per ricevere maggiori informazioni turistiche per visitare il Comune la sua storia i monumenti da visitare, riserve naturali e spiagge, visite guidate, orari di apertura, biglietti d'ingresso, numeri utili per il turista, strumenti per programmare una vacanza, cosa fare, dove mangiare, dove dormire. offerte di soggiorno e pacchetti di viaggio da parte di alberghi e operatori turistici locali.
Per comunicazioni o collaborazioni, il tempo che potete dedicare da parte vostra ad aiutarci a titolo gratuiito, per meglio potere sviluppare le pagine del sito, potreste farlo inviando il vostro materiale.
Ogni Vostra opera inviata, ci autorizza automaticamente e tacitamente alla sua eventuale pubblicazione gratuita per tutte le volte che il nostro circuito lo riterrà opportuno. Resta inteso che la proprietà del materiale è comunque degli autori che ci autorizzano.
Torna ai contenuti | Torna al menu