Castelbuono, castelli, torri e fortificazioni nel comune - ClickSicilia Informazioni Turistiche

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Castelbuono, castelli, torri e fortificazioni nel comune

Castello di Castelbuono
Castelbuono
Fu fondato nel 1316 sul colle di S.Pietro dal ConteFrancesco I° Ventimiglia, su una costruzione bizantina. Il Castello presenta quattro torri angolari più una torre cilindrica tipica della architettura angioina.La costruzione attuale manca del terzo piano, della merlatura ghibellinae di un loggiato che trovavasi nel prospetto della corte interna. Al suo interno vi è una preziosa cappella dedicata a S.Anna, patrona di Castelbuono, adornata in tutte le pareti, di magnifici stucchi dei fratelli Giuseppe e Giacomo Serpotta.
In una preziosa ed artistica urna d'argento è custodito il Sacro Teschio di S.Anna, oggetto di grandiosi festeggiamenti che si svolgono ogni anno dal 17 al 27 luglio.
Castelbuono

Agli inizi del Trecento, i signori della contea di Geraci, la nobile famiglia dei Ventimiglia, decisero di costruire un castello sul poggio che dominava il casale di Ypsigro.
“Anno incarnati verbi MCCCXVI Ind. XV Regnante gloriosissimo domino nostro rege Friderico rege Sicilie anno regni sui XXI. Nos Franciscus comes Vintimili Yscle maioris et Giracii dominus utriusque Petralie incepimus hoc Costrum Belvidiri de Ypsigro in Christi nomine edificare” (L’anno del Verbo Incarnato 1316, regnando il gloriosissimo Federico [d’Aragona] re di Sicilia, noi, Francesco conte di Ventimiglia, d’Yscle maggiore e Geraci e signore delle due Petralie, abbiamo incominciato a edificare il Castello Belvedere d’Ypsigro nel nome di Cristo). Questa iscrizione battezza il castello del buon aere e da qui il nome del paese che ingloba nella sua nuova struttura un fortilizio bizantino.
Altra tappa medievale di Castelbuono è la Matrice vecchia dedicata a Santa Maria Assunta, sorta nel Trecento sulle rovine di un tempio pagano forse in onore del dio sole.
Da visitare, ancora, il Mausoleo, costruzione ottagonale in stile tardo romanico-gotico; la Chiesa di San Nicolò e quella del Crocifisso, entrambe esistenti già nel casale di Ypsigro. Unico segno della passata grandezza, in mezzo a tanto squallore, la cappella. Troppo grande e troppo ricca forse, con le pareti interamente rivestite dai poderosi stucchi del Serpotta, su fondo oro, essa è la viva testimonianza dello sfarzo di cui vollero circondarsi i castellani, tra il XVII e il XVIII secolo.
Dietro l'altare, nella sua urna d'argento, è tuttora custodita la famosa Reliquia.

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