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castelli e torri di Sicilia

La gerarchia

Alla base stava la massa dei contadini (laboratores), che producevano la ricchezza per il mantenimento delle altre due classi. Al centro c'erano i signori feudali  i (bellatores) e il clero (oratores), che vivevano del ricavato delle loro terre. Al vertice c' era il re, che era, nominalmente, il padrone assoluto di tutte le terre del regno (Stato patrimoniale)

1) IL RE GARANTE DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE
Nella società feudale, il re era il garante della giustizia e della pace e tutti erano sotto la sua protezione, anche quando la giustizia del signore feudale aveva fatto il suo corso (in questo caso il re fungeva da tribunale di ultima istanza).
In teoria il re era elettivo, ma di fatto la corona era divenuta ereditaria.
Solo raramente poteva avvenire che una dinastia fosse deposta per sostituirla con un'altra.

2) LA CURIA REGIS E' AL CENTRO DELLO STATO
Il re, per governare, aveva bisogno di una propria corte (curia regis), formata da ufficiali che sbrigavano gli affari correnti del regno e del palazzo.
Gli uffici più importanti erano quelli del Siniscalco, del Maggiordomo, dello Sceriffo e del Ciambellano, a cui si aggiungevano il Segretario della corte di giustizia e il Segretario della cancelleria.
Gli uffici propriamente amministrativi, di solito, venivano ricoperti da ecclesiastici. Quelli militari da nobili. Il re aveva una proprio consiglio di Stato che era formato da questi nobili e da quelli che, di volta in volta, venivano convocati.

I castelli in Sicilia da visitare
I castelli in Sicilia da visitare indirizzi informazioni contatti

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Quando pronunciamo la parola castello, la fantasia porta a rievocare un universo fantastico, meraviglioso popolato cavalieri, di assedi e di duelli, di amori e di delitti, di veleni e tradimenti e dame.

Nelle pietre dei castelli è incisi la storia. In Sicilia, di castelli, ne troviamo molti, perché tanti sono gli invasori che si sono succeduti, e gli edifici hanno lasciato un segno del loro passaggio.

Se durante il regno normanno i castelli sono poco più che singole torri cintate da un muro, grandiose sono le regge costruite dagli Altavilla, con quel Ruggero che conquistò la Sicilia agli Arabi e fondò il Regnum Siciliae, nel 1100.

Così, se sarà il XIV il secolo d'oro dei castelli dei ricchissimi baroni siciliani (i Ventimiglia, i Chiaramonte, i Peralta), complice la debolezza della casa d'Aragona, è stato il Duecento con Federico II di Svevia e il genio costruttivo di Riccardo da Lentini a vedere l'erezione di grandiose fortificazioni .

Riccardo da Lentini (XIII secolo – XIII secolo) è stato un architetto italiano, presso la corte sveva di Federico II. Fu praepositus aedificiorum, ovvero capo di tutti gli artisti dell'imperatore svevo.

Riccardo svolse la sua opera durante il regno di Federico II di Svevia, nella costruzione di alcune importanti fortezze dal 1220 al 1250. Le fortificazioni federiciane avevano lo scopo sia di difesa, ma erano più che altro volte al controllo ed al mantenimento dell'ordine del regno, con la loro presenza.

Tra le opere principali realizzate il castello di Milazzo (ME) il Castello Ursino di Catania, il Castello Maniace di Siracusa, il Castello di Lombardia a Enna, il Castello di Augusta (SR) ed il castello dell'Imperatore di Prato.

Lavorò alla realizzazione e rimaneggiamento dei castelli di Caltagirone (CT), di Agira (EN), di Licodia Eubea (CT), Castelvetrano (TP) e Lentini (SR) oggi non più esistenti. A queste opere va aggiunto il Castel del Monte ad Andria (BA) anche se di incerta attribuzione come il Castello dell'Imperatore di Prato che è l'esempio significativo della sua architettura nell'Italia centro-settentrionale. Alcuni attribuiscono all'opera di Riccardo la Torre di Federico II a Enna.


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