Erice, castelli, torri e fortificazioni nel comune - ClickSicilia Informazioni Turistiche

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Erice, castelli, torri e fortificazioni nel comune

Castello di Erice

Castello di Erice

Denominazione: Castello di Erice; castrum Montis Sancti Juliani;
Comune: Erice - Provincia: Trapani
Ubicazione: Spigolo sud di monte Erice
Proprietà attuale: pubblica Comune

Il complesso architettonico conservato nelle parti principali sono attualmente in uso le fuorvianti denominazioni turistiche di “castello di Venere” e “torri del Ballio” per le due parti del complesso.
Il nucleo più interno del castello o “castello di Venere” è preceduto dalla basse cour protetta da un circuito murario a pianta rettangolare molto allungata con tre torri, pesantemente restaurate e in parte ricostruite dal Pepoli.
L’ingresso del “castello di Venere”, ad arco ogivale, è sovrastato dallo stemma degli Asburgo di Spagna; sulla medesima parete si apre una bifora e su di essa sporge una caditoia di lastroni calcarei: questi ultimi elementi potrebbero essere, almeno
in parte, frutto di restauri ottocenteschi, così come le merlature ghibelline.
Il “castello di Venere” consta di una vasta cinta muraria di perimetro irregolare, adattata alla topografia del sito. Il complesso edilizio principale sorge sul lato della cinta che guarda verso il centro abitato; altri ambienti di destinazione incerta si aprono sulla corte centrale. Scavi degli anni ‘30 hanno messo in luce i resti di una chiesetta.

Le sue antiche origini elime oggi si rintracciano tutte nel nome, Erice, re che qui ebbe il suo trono, ma anche la sua disfatta. Dopo varie vicissitudini, legate alla bellezza del centro abitato - sede del culto di Venere - e all’invidia da ciò provocata, furono i Normanni che ripopolarono la città, portando sul Monte San Giuliano tutta la loro sapienza architettonica lasciandoci, oggi, ammirare una città esattamente come loro stessi la disegnarono. Quindi è da visitare l’intero borgo, a partire dal castello, costruito sulle macerie del tempio pagano, la chiesa di San Martino o quella di San Domenico (sono oltre sessanta gli edifici religiosi in Erice, e la maggior parte di questi medievali), e il Duomo trecentesco, che conserva tutte le sue forme originarie impreziosite dalla torre campanaria e dal merletto delle bifore.
È in perfetto stile medievale, come abbiamo detto, l’impianto urbano, con le stradine strette che si aprono sui cortili delle case e i loro giardini, veri e propri piccoli capolavori. Indimenticabile il panorama che si apre dal balio, il giardino pubblico con una balconata a picco sul mare, che deve il suo nome al baiulo, funzionario del governo normanno che qui svolgeva i suoi compiti.


Castello di Venere

Castello di Venere
Pozzo di Venere
Castello Normanno

Sorge sulle rovine dell’antico tempio dedicato alla dea “Euploia” (garante di una felice navigazione) chiamata secondo le dominazioni Ibla per i Sicani, Astante per i Fenici, Afrodite per i Greci e infine Venere per i Romani. Oggetto di un importante culto marinaro che si svolgeva attraverso un rito di “prostituzione” sacra, durò dall’VIII sec. a.c. fino alla decadenza dell’impero romano.
La fortezza è situata su una rupe isolata cui anticamente si accedeva attraverso un ponte levatoio.
Al di sopra del portale d’ingresso si nota lo stemma degli Asburgo di Spagna, a testimonianza della successiva denominazione spagnola.

Torri del Balio

Torri del Balio

Queste torri medioevali costituivano gli avamposti della fortezza militare, sede del governatore (“bajulo”).
Le due costruzioni erano unite da poderose cortine murarie. Il conte Agostino Pepoli, intorno alla metà del XIX sec., fece ricostruire, sulla torre centrale, la preesistente torre pentagonale demolita nel XVII sec. Perché dalla sua sommità, in caso di sommosse, poteva essere attaccata la cittadella.
I giardini circostanti vennero sistemati, in stile inglese, nel 1872 a spese del Pepoli e a lui si deve anche l’edificazione della sottostante “Torretta Pepoli”, manierosa costruzione d’ispirazione moresca.

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