Siracusa, castelli, torri e fortificazioni nel comune - ClickSicilia Informazioni Turistiche

Vai ai contenuti

Siracusa, castelli, torri e fortificazioni nel comune

Brucoli è la frazione marittima di Augusta a 5 km

Castello di Brucoli
una torre quadrangolare, recintata da bastione, quasi quadrato, munito di torri angolari cilindriche e di una torre poligonale mediana su uno dei lati minori. il castello, da cui si domina buona pane del golfo di Catania, fu utilizzato quale posto di guardia e di avvistamento con un presidio militare alle dipendenze della vicina piazzaforte di Augusta. Nel secolo XIX, risultando ormai militarmente inutile, il forte venne del tutto abbandonato.



Castello Euarialo

Castello Eurialo

Il Castello Eurialo rappresenta il culmine della fortificazione della città di Siracusa il cui nome pare alluda a quello greco di Euryelo testa di chiodo.
Voluto da Dionisio I, tiranno di Siracusa, sorge sul punto più alto a120 m s.l.m. distante circa 7 km da Siracusa. Questa imponente opera militare risale fu costruita nel 400 a.C. con lo scopo di proteggere la città.  
L'entrata del Castello è protetta da tre fossati. Il primo più piccolo è lungo 6 m e profondo 4 m, mentre il secondo a 86 m dal primo, è lungo circa 50 m a difesa di un'opera avanzata alle spalle della quale si trova il terzo fossato largo 17 m e profondo 9 m. Seguendo questo percorso troviamo un recinto e il mastio, che ha forma trapezoidale, difeso da cinque grandi torri. Al di là del mastio vi è un grande recinto dove era presente la porta d'ingresso al castello aperta su un muro spesso circa 5 m.
Tutta la costruzione presentava degli elementi strategici che servivano per cogliere di sorpresa gli eventuali assalitori come, ad esempio, l'intricato sussegursi di gallerie che dava la possibilità di spostare le truppe da un punto all'altro della fortezza senza essere visti o la "porta ad invito" (opera a tenaglia), posta nel tratto nord delle mura, dove chi avesse tentato l'ingresso si sarebbe trovato circondato sotto l'attacco delle milizie del castello. All'interno della costruzione si dispongono anche i vari ambienti di servizio per i soldati come le cucine gli alloggi i magazzini le cisterne ecc.

castello Maniace

Denominazione: Castel Maniace; palacium Syracusarum; castrum Maniacii
Comune: Siracusa

Provincia: Siracusa
Ubicazione: Ortigia
Localizzazione storica: VaI di Noto
Proprietà attuale: Pubblica

Uso attuale: Visitabile
Stato di consistenza: complesso architettonico conservato nelle parti principali. La fabbrica sveva è integralmente conservata nelle sue mura perimetrali e in dieci delle venticinque crociere, senza le rimanenti, occupate da fabbriche posteriori al 1704 e da un ampio cortile centrale, non completato e senza alcun elemento delle torri e del piano superiore; la fabbrica del forte della Vignazza è integra nella redazione risalente al 1850; i bastioni attorno alla fabbrica sveva sono sostanzialmente integri;

Volgendo le spalle alla mitica fonte Aretusa, possiamo scorgere la possente mole del Castello Maniace, sulla punta estrema dell'isola.
L'edificio è fra i più importanti monumenti del periodo svevo e certamente quello che ancor oggi vede formulate il maggior numero di congetture. Il castello sorge su un luogo dove la tradizione narra di precedenti fortificazioni; i recenti scavi, tuttavia, non hanno portato alla luce alcuna traccia del maniero che dal condottiero bizantino Giorgio Maniace prende il nome. È probabile che le profonde escavazioni del banco roccioso fatte in età sveva per le nuove fondazioni abbiano completamente cancellato ogni traccia del probabile fortilizio preesistente...
Ma cos'era veramente il Maniace?  A Trapani la fortezza è all'estremità della città, verso il territorio e non sulla punta; a Messina è nel punto dove l'abitato incontra il territorio; ad Augusta - che ha una conformazione geografica del tutto simile a Siracusa, con due porti - il castello è posto a difesa del porto e della città. Federico II, uomo intelligentissimo, che sapeva costruire i castelli nel punto giusto, ne avrebbe mai costruito uno a Siracusa con scopi difensivi all'imboccatura del porto in posizione eccentrica rispetto alla città? Ben sapeva che la difesa di Siracusa era garantita da un lato dal mare e dall'altro da un castello ancora efficiente, il Marieth, posto sulla terraferma, all'imbocco dell'istmo per Ortigia. Per capire l'importanza strategica del sito basti pensare che proprio dal lato dove sorgeva il Marieth si diramava il complicatissimo sistema difensivo voluto da Carlo V per Siracusa.
Anche i dati costruttivi accrescono i dubbi. Manca infatti baglio, cioè la piazza d'arme: quello spazio interno che consentiva le manovre delle macchine da guerra, le ingombranti catapulte, o trabucchi, destinate a lanciare pietre o altro. Né l'interno viene in nostro soccorso. Abbiamo detto che si trattava di una grande sala ipostila, cioè piena di crociere e di colonne che ha soltanto nel modulo centrale un prezioso cortile ma che non ha niente a che vedere con lo spazio di manovra. Le torri stesse, ingombrate all'interno dalle scale, non potevano servire a scopi difensivi.
Inoltre l'assenza di strutture abitative, dei depositi per le derrate alimentari e per il munizionamento, accrescono ancor di più il fascino ed il mistero di questa imponente costruzione.
Nel bene e nel male, nei momenti di gloria come in quelli di più bassa decadenza, la storia del castello si è intrecciata con quella di Siracusa: fu qui che Federico firmò il rescritto per la fondazione dell'Università di Napoli. Nel 1288 vi dimorò con la famiglia il re Pietro d'Aragona.
Federico II d'Aragona nel 1321, qui convocò il Parlamento siciliano che sancìì l'eredita del figlio Pietro II d'Aragona.
Nel periodo in cui Siracusa fu sede della Camera Reginale (1305 1536) il castello ha ospitato le Regine Costanza d'Aragona nel 1362, Maria d'Aragona nel 1399, Bianca d'Aragona nel 1416, e l'ultima che ebbe in dominio la Città, Germana de Foix, seconda moglie, ora vedova, di Ferdinando il Cattolico.
Nel 1540 qui alloggiò anche l'ammiraglio Andrea Doria durate la spedizione organizzata da Carlo V contro i Musulmani. Purtroppo nei secoli la struttura dell'edificio è stata rimaneggiata, dovendola adattare a residenza, a caserma, a prigione.
Per tutto il XIV sec. il castello non fu adibito a scopi militari: in alternativa al Marieth veniva impiegato come luogo di contenzione.
Soppressa la Camera della Regina, Carlo V, collaborato attivamente dal Vicerè di Sicilia Ferrante Gonzaga, intraprese un programma di ampio respiro di consolidamento delle fortificazioni esistenti e di edificazioni di nuovi baluardi. In tale articolato sistema difensivo il castello Maniace doveva diventare il punto di forza: non più in una visione decentrata dalla città, ma punta di diamante protesa sul mare.
Dal XVI sec. si inizia un nuovo sistema di munizionamento dell'edificio con l'uso dell'artiglieria. Comincia cosìì un progressivo rafforzamento del castello con opere e strutture complementari (batteria Vignazza, casamatta borbonica, polveriere) con il rischio non solo di vedere stravolta l'antica struttura ma addirittura demolita.
Altri guasti vennero dai due potenti terremoti che nel 1542 e nel 1693 hanno sconvolto la città, e dello scoppio, nel 1704, della polveriera del castello che danneggiò irrimediabilmente tutta la parte Nord Ovest: crollò l'intero torrione e una parte della cinta muraria.
Nei pressi della torre Ovest si trova il Bagno della Regina: vi si accede da una porticina aperta nel paramento murario e si scende per una scala intagliata nella viva roccia. Si giunge in un ambiente sulle cui dimensioni ed utilizzo molto si è fantasticato. Si narrava che fosse spazioso ed adorno di marmi, con sedili e vasche. Nella realtà si tratta solo di un minuscolo ambiente di circa 1 m per lato ed altro non è che una fonte di approvvigionamento idrico del castello, che sfrutta una delle polluzioni di acqua dolce delle quali un tempo era ricca Ortigia.

La fabbrica sveva è costituita da un quadrato con lati di m 58 con torri scalari cilindriche agli angoli orientate in senso nord-sud; all'interno, resti dell'unico immenso salone formato da venticinque crociere di cui ne sopravvivono dieci; cortile rettangolare occupante lo spazio di sei crociere tra cui quella centrale; fabbrica addossata al muro est occupante due crociere, già utilizzata come polveriera; fabbrica addossata al muro nord occupante due crociere, già utilizzata come caserma; fabbrica addossata al muro ovest occupante due crociere già destinata a carcere.

Il forte della Vignazza ha forma allungata con due muri perimetrali a due livelli e opera a diamante sulla estremità; la piazza d'armi ha pianta poligonale irregolare con opere di presidio disposte lungo i margini e fabbriche varie e moderne addossate alle murature; svariati resti di costruzioni e fondazioni della chiesa di San Giacomo.

Sul porto grande si erge il bastione Molino a due livelli con fabbrica sul mare con profilo a spezzate: fossato tra la piazza d'armi e l'area della caserma Abela.

Castello Maniace

Castello Maniace

Denominazione: Castel Maniace; palacium Syracusarum; castrum Maniacii
Comune: Siracusa
Provincia: Siracusa
Ubicazione: Ortigia
Localizzazione storica: VaI di Noto
Proprietà attuale: Pubblica

La fabbrica sveva è costituita da un quadrato con lati di m 58 con torri scalari cilindriche agli angoli orientate in senso nord-sud; all'interno, resti dell'unico immenso salone formato da venticinque crociere di cui ne sopravvivono dieci; cortile rettangolare occupante lo spazio di sei crociere tra cui quella centrale; fabbrica addossata al muro est occupante due crociere, già utilizzata come polveriera; fabbrica addossata al muro nord occupante due crociere, già utilizzata come caserma; fabbrica addossata al muro ovest occupante due crociere già destinata a carcere.

Il forte della Vignazza ha forma allungata con due muri perimetrali a due livelli e opera a diamante sulla estremità; la piazza d'armi ha pianta poligonale irregolare con opere di presidio disposte lungo i margini e fabbriche varie e moderne addossate alle murature; svariati resti di costruzioni e fondazioni della chiesa di San Giacomo. Sul porto grande si erge il bastione Molino a due livelli con fabbrica sul mare con profilo a spezzate: fossato tra la piazza d'armi e l'area della caserma Abela.

Stato di consistenza: complesso architettonico conservato nelle parti principali. La fabbrica sveva è integralmente conservata nelle sue mura perimetrali e in dieci delle venticinque crociere, senza le rimanenti, occupate da fabbriche posteriori al 1704 e da un ampio cortile centrale, non completato e senza alcun elemento delle torri e del piano superiore; la fabbrica del forte della Vignazza è integra nella redazione risalente al 1850; i bastioni attorno alla fabbrica sveva sono sostanzialmente integri; la piazza d'armi e il forte del molino sono in parte occupati da moderne costruzioni la cui realizzazione non ha interessato le strutture antiche.


Informazioni e accoglienza turistica a Siracusa
Per ricevere maggiori informazioni turistiche per visitare il Comune la sua storia i monumenti da visitare, riserve naturali e spiagge, visite guidate, orari di apertura, biglietti d'ingresso, numeri utili per il turista, strumenti per programmare una vacanza, cosa fare, dove mangiare, dove dormire. offerte di soggiorno e pacchetti di viaggio da parte di alberghi e operatori turistici locali.

Per comunicazioni o collaborazioni, il tempo che potete dedicare da parte vostra ad aiutarci a titolo gratuiito, per meglio potere sviluppare le pagine del sito, potreste farlo inviando il vostro materiale.
Ogni Vostra opera inviata, ci autorizza automaticamente e tacitamente alla sua eventuale pubblicazione gratuita per tutte le volte che il nostro circuito lo riterrà opportuno. Resta inteso che la proprietà del materiale è comunque degli autori che ci autorizzano.
Per contatti: info@clicksicilia.com
Torna ai contenuti | Torna al menu