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castello gagliano castelferrato

Castello di Sperlinga

Castello di Gagliano

Denominazione: castello di Gagliano; castrum Gagliani
Provincia: Enna
Comune:  Gagliano Castelferrato
Ubicazione: situato in posizione elevata a nord est dell’abitato, nel quartiere I della chiesa Madre; è accessibile dalla piazza antistante la Matrice percorrendo la via della Porta Falsa Proprietà attuale: privata; è in corso l’esproprio da parte del comune
Uso attuale: numerosi ambienti ipogei sono stati utilizzati fino a poco
tempo fa come depositi; attualmente sono in corso lavori di restauro sulle parti murarie e opere di consolidamento della rupe.
Stato di consistenza: resti fuori terra visibili che consentono una lettura ricostruttiva parziale dell’impianto

Descrizione

La cinta muraria esterna si snodava ai piedi della rupe ed è parzialmente identificabile con le case poste lungo la via della Porta Falsa ; quest’ultima è ancora esistente e si apre a sud verso la campagna in un muro rettilineo  di circa m 2,5 di spessore e 22 di lunghezza.

Dalla Porta Falsa si prosegue lungo un ripido sentiero sino a giungere al portone d’accesso al nucleo centrale del castello. Esso è costituito da uno spazio irregolare, posto a quota 731 m s.l.m., ricavato in uno spazio ristretto compreso tra le tre rupi e delimitato a sud e sud-est da resti di un muro di cinta.

Nello spazio tra le rupi sono visibili i resti di un edificio rettangolare  di circa m 7x14 con l’asse maggiore orientato in senso nord-sud.
Nella rupe, immediatamente ad ovest dell’edificio rettangolare, è stata scavata una sala polilobata  caratterizzata da un portale di ingresso sormontato da un’interessante timpano ogivale. Altri camminamenti ed ambienti ipogei sono presenti nella rupe ad est dell’ edificio rettangolare.
A sud dell’ingresso al nucleo centrale si trova un ambiente ipogeo , di circa 22 m di lunghezza per 4 di larghezza, con quattro aperture, orientate a sud .


Nell’VIII e IX secolo i musulmani conquistarono la Sicilia ad opera di Abu-Fihr, di Fadhl-ibn-Iacub,di Abu-l-Aghlab-Ibrahim, di Al-Abbas, di Kafagia e di Hassan-ibn-Ammar.

Michele Amari nella sua celebre Storia dei musulmani in Sicilia, racconta che Abbas si accampò nell’857 d.C. in una fortezza chiamata AlQasr-el-Hedid cioè Castello di Ferro; facile identificare il luogo in Castelferrato cioè Gagliano.

L’assedio durò due mesi. I gaglianesi si difesero fino a quando scarseggiarono i viveri che i musulmani non facevano arrivare all’interno della fortezza. Abbas esclamò: ”Veramente questo è un castello di ferro”; frase questa che fa presupporre la fortezza già conosciuta come luogo imprendibile e minaccioso.

“I gaglianesi – continua l’Amari – offrirono quindicimila aurei affinché finisse l’assedio.”

Abbas ricusò la somma, strinse d’assedio il castello, avendolo a patti miserandi.

Dovevano essere distrutte le fabbriche, solamente duecento cittadini potevano rimanere liberi, gli altri dovevano rimanere schiavi. Difatti, gli schiavi furono condotti a Palermo dove furono venduti”.

L’antico nome di Galaria fu tramutato dagli arabi in Galwaniah; nome questo riportato dal grande geografo arabo Idrisi.

Il Castello di Gagliano Castelferrato è arroccato su una rupe rocciosa (650 m.), la Rocca, che sovrasta il centro abitato. Il nome Castelferrato fu aggiunto nel 1862 proprio perché il paese era dominato dalla fortezza detta appunto “di ferro”. La prima edificazione del castello risale probabilmente al XI sec. circa e acquisì notevole importanza quando Federico II lo scelse come sede privata. Per alcuni anni fu, infatti, sia residenza del monarca sia luogo di difesa contro le probabili congiure. Storia e leggenda avvolgono quest’affascinante fortezza che oltre ad essere stata abitazione di lusso fu anche luogo prettamente militare  (263 a.C). Scavato nella roccia, infatti, resistette per lungo tempo agli assalti dell’esercito arabo grazie alle solide mura e torri, a fossi e cisterne. All’interno della base rocciosa sono presenti anche canali di aerazione e illuminazione di grande architettura. L’arredamento stesso fu ricavato dalla roccia. Diversi furono i nobili al potere, dalla famiglia Centelles ai Castello fino al declino del mondo feudale.

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