Cosa vedere in Sicilia alcuni posti da vedere assolutamente - ClickSicilia Informazioni Turistiche

Vai ai contenuti

Cosa vedere in Sicilia alcuni posti da vedere assolutamente

Cosa vedere in Sicilia, così che la Sicilia vi lasci a bocca aperta
Cosa vedere in Sicilia, così che la Sicilia vi lasci a bocca aperta.

Senza vedere la Sicilia non e' possibile farsi un'idea dell'Italia. La Sicilia e' la chiave di tutto. - Johann Wolfgang Goethe da "Viaggio in Italia", 1787

Il viaggio comincia nel capoluogo della regione, Palermo, città di mercati alla vecchia maniera e delizioso street food, prosegue poi la riserva naturale dello Zingaro e la poetica scopello, per portaci alle rustiche ma con buon gusto isole Egadi, alla deliziosa Erice, tra i templi di Segesta e di Agrigento, nelle acque della scala dei turchi e tra i gioielli di Pietra e del Barocco Siciliano, Ragusa, Noto, Modica, sulla costa est scopriamo la impeccabili Siracusa e poi Taormina la preziosa, una scalata tra i crateri del vulcano più attivo d’Europa e conclusione nelle isole eolie.

Giro della città di Palermo la si gira facilmente a piedi, rappresenta un fantastico connubbio tra di arte Arabo-Normanna che tra l’undicesimo ed il tredicesimo secolo.
La camminata comincerà alla Cappella Palatina, per poi proseguire lungo il Cassaro fino a Porta Nuova. Segue la visita alla Cattedrale, una antica moschea convertita in cattedrale nel 1185.
Da qui si prosegue verso i Quatto Canti che rappresenta il centro della città vecchia ma anche luogo in cui si incontrano il Cassaro e via Maqueda, le principali vie della città.
Svoltate a destra per arrivare a Piazza Pretoria, conosciuta anche come la Piazza delle Vergogna a causa dei nudi che provocarono scalpore. La camminata terminerà alla Chiesa della Martorana che è anche sede della parrocchia di San Nicola dei Greci.
Non potrei parlare di Palermo se non ne considerassi anche i mercati. Se un temo la Vucciria era IL mercato, oggi purtroppo non è così, consiglio quindi di dirottare verso Ballarò ed il Mercato del Capo che ancora oggi mantengono lo stile di un tempo per uno snack di strada.
Per sapere cosa mangiare a Palermo leggi: Street Food Palermo, una guida al cibo di strada.

Nel pomeriggio guidare fino a Monreale per visitare la Cattedrale famosa per i meravigliosi mosaici bizzantini.
Buona parte della cattedrale è rivestita da mosaici di scuola bizantina a fondo oro e che presentano caratteristiche stilistiche e decorative nuove rispetto al passato nonostante le evidenti similitudini con le decorazioni della Cappella Palatina.
Obiettivo di Guglielmo II fu infatti quello di realizzare un complesso artistico senza precedenti che potesse mostrare la magnificenza raggiunta dalla città durante il periodo della dominazione normanna. Ritorno a Palermo passando per Bagheria.

Oggi cominciamo a muoverci ed adentrarci nella Sicilia delle riserve Naturali, scoprendo la meravigliosa Riserva dello Zingaro facendo un salto nella poetica Scopello per terminare questa giornata a San Vito lo Capo per un bagno pomeridiano prima della fine della giornata.
Prima di adentrarci nella Riserva dello Zingaro, percorribile solo a piedi ci fermiamo per un bagno nelll’antico borgo di Scopello (dal Greco Skopelòs: scoglio), un cortile seicentesco che si affaccia su una baia bellissima circondato da poche case addossate ed una piazzetta lastricata dove si erge la torre Bennistra.
La giornata prosegue alla Riserva dello Zingaro, percorribile solo a piedi o con barca, che vanta una superficie di 1650 ettari ed una fascia litoranea di circa 7 Km, formata da una costa rocciosa di calcari del Mesozoico, in cui si alternano calette e  strapiombanti falesie che portano dai 913 mt di altitudine del Monte Speziale fino al mare.

Non è difficile capire perché Cefalù, tra le località balneari più belle della Sicilia, sia stata inserita tra i borghi più belli d’Italia. Con le antiche rovine che affacciano sul mare e le sue spiagge, Cefalù è da sempre tra le località più amate dell’isola. La sua cattedrale normanna ed il tempio posto sulla cima della montagna che si affaccia sul mare.

Erice, Segesta, Sciacca
Erice, antica città fenicia e greca, arroccata a 751 m, la città labirinto con piccole strade di pietra e bellissimi cortili interni.
Prima di lasciare Erice, una visita all'isolotto di Mozia è dovuta, il tragitto per raggiungere Selinunte, vale la pena fermarsi presso le saline di Trapani per poi preseguire il percorso vero Segesta, una delle principali città degli Elimi che secondo la tradizione antica proveniva da Troia.
Se si è interessati all’altro parco archeologico altrettanto bello, Selinunte, allora sulla via per Sciacca deviare verso Castelvetrano e raggiungere il parco di Selinunte.
La zona archeologica di Selinunte è costituita dall’ Acropoli, dalla Collina orientale, dal pianoro di Contrada Manuzza, dal santuario della Malophoros in contrada Gaggera e da due Necropoli (Manicalunga e Galera Bagliazzo). Tutto il materiale per costruire i templi fu ricavato dalle Cave di Cusa
La visita prosegue per arrivare a Sciacca, città famosa per il carnevale, il mare e le terme di Monte San Calogero.
Alla città antica si accede attraverso tre porte:  Porta Palermo, la pià nuova e riedificata in stile barocco nel 1753, Porta San Salvatore, la più antica e pià bella che porta al centro storico della citta, e Porta San Calogero, che tutt’oggi si conserva nella sua forma originaria.

A Realmonte all'interno di una cava di salgemma è stata scavata una chiesa unica al mondo

A pochi chilometri da Agrigento e dalla spettacolare Scala dei Turchi, a Realmonte nella contrada Scavuzzo si trova un giacimento di salgemma che si sviluppa fino a 600 metri sotto la collina. Una vera e propria miniera di sale di origine mesozoica (oltre 100 milioni di anni fa), che Italkali sfrutta da oltre 40 anni e immette sul mercato con il noto marchio Sale di Sicilia.
Questo giacimento non è solo un importante sito di estrazione del salgemma: è anche un luogo di culto unico al mondo, seppure poco noto. Scavata nel sale nel 2000 dagli stessi minatori a una profondità di 60 metri sotto il livello del mare, infatti, qui si trova una chiesa ipogea nota come “cattedrale del sale”. Le pareti sono di halite purissima (halite è il nome scientifico del salgemma), che sfumano dal bianco al grigio chiaro. Tutti gli elementi architettonici e d’arredo, dal battistero all’altare, così come il crocifisso e la statua di Santa Barbara – protettrice dei minatori –, sono interamente ed esclusivamente di salgemma.
Ogni anno il 4 dicembre, festa di S. Barbara, la cattedrale ospita una messa riservata ai minatori del sale e alle loro famiglie. Un luogo di culto intimo e privato, quindi, ma visitabile su prenotazione una volta al mese.

Queste sono una alternativa alle isole eolie, difficile dire quale arcipelago valga la pena rispetto l’altro, qualsiasi scegliate non sbagliate. Se l’idea è quella di visitare le Egadi allora dopo aver visitato Erice, fermatevi a trapani ed il giorno dopo prendere l’aliscafo per raggiungere favignana.
Rimandare quindi Selinunte e Sciacca, Segeste è troppo fuori mano, per quando si torna in Sicilia, passando per Mazzara del Vallo e Marsala.

Agrigento – Valle dei templi, Scala dei turchi e Favara
Agrigento vanta due siti di grande importanza e fama, la Valle dei Templi e la Scala dei turchi, ma non solo, la vera sopresa inaspettata si trova a pochi chilometri di distanza dalla città.
Prima visita, per evitare la calura di mezzogiorno, la Valle dei Templi, che richiederà qualche ora.
Segue poi la camminata fino alla imponente, e probabilmente vista migliaia di volte in foto,  scala dei turchi, una parete rocciosa costituita di marna, roccia sedimentaira di natura calcarea ed argillosa, che dona un colore bianchissimo.

Favara, borgo siciliano ruvalutato negli ultimi anni grazie ad un progetto di arte contemporanea conosciuto come il Cultural Farm, la Fattoria della cultura.
E per spiegare di cosa si tratta mi permetto di riportare le parole di chi questo luogo innovativo l’ha pensato.
Non è facile spiegare Farm Cultural Park. Ed è normale che non tutti abbiano capito quale è la sua ragion d’essere. Tutti però si sono accorti, che Favara non è più come prima.
Tutti si sono accorti che ogni giorno arrivano turisti e visitatori di tutto il mondo e tutti hanno letto qualche articolo o hanno visto la loro città in televisione. Non per la mafia, non per l’abusivismo. Ma per l’arte, la cultura, la rigenerazione urbana.
Piazza Cavour è la piazza principale di Favara; è una bellissima piazza e ospita diversi palazzi nobiliari, il Castello Chiaramonte, la biblioteca comunale creata dal Barone Mendola, mecenate dimenticato. Seianni fa di sera la piazza diventava un piccolo Maracaná, ospitava campionati di calcio africani sino alle prime ore della mattina. Era bello anche allora ma nessun altro se non gli immigrati vivevano quella bellissima parte della Città. Oggi la piazza ospita alberghetti, pizzerie, bar, osterie e i giovani di Favara non vanno più la sera a San Leone. Sono gli amici di Agrigento che finalmente, per la prima volta vengono a Favara a trascorrere le serate. E i giovani di Favara finalmente si sentono orgogliosi.

Ragusa passando per Piazza Armerina
La provincia del ragusano, non lo nascondo, è probabilmente la mia preferita. Il barocco Siciliano si è particolarmente sviluppato in questa provincia, in particolare Noto e Ragusa (oltre che Catania).
Prima di arrivare a Noto, guidando da Agrigento si farà una deviazione per Piazza Armerina per visitare la Villa Romana del Casale, patrimonio dell’UNESCO.
Arriviamo finalmente nella bellissima Ragusa che fu gravemente danneggiata nel 1693 da un terremoto.
La città è divisa in due parti ben distinte:  Ragusa Ibla, la ricostruzione della città vecchia sul colle, e Ragusa Superiore, edificata ex novo dopo il terremoto.
Ragusa Ibla vanta un insieme impressionante di manufatti Barocchi, tra cui la chiesa di San Giorgio di Rosario Gagliardi, progettata da Gagliardi nel 1738, riuscendo a sfruttare al meglio la topografia del sito in cui è stata costruita, una collina.


Questa giornata ci poterà nel cuore del Barocco con una breve incursione del mondo del Commissario Montalbano.
Partenza da Ragusa per raggiungere Modica, caratterizzata da abitazioni addossate le une alle altre, che in molti casi sono spesso estensione di antiche grotte abitate da epoca preistorica.
Le chiese si affacciano su scalinate, e non su piazze come in genere accade, tipico di queste città costruite su colline. I monumenti di maggior richiamo sono: il Duomo di San Giorgio,  il Duomo di San Pietro, la Chiesa di Santa Maria di Gesù, Chiesa di San Giovanni Evangelista, la  Chiesa del carmine, Palazzo Polara, Palazzo Napolino-Tommasi Rosso, il Palazzo Grimaldi ed infine il Castello dei Conti di Modica.
Il cioccolato di Modica
Modica è famosa per la produzione di cioccolato che vanta origini antiche riportando in Messico dove, 3.500 anni, fa i Maya e gli Aztechi definivano il cioccolato come cibo degli dei.
Intorno al 1519, gli Spagnoli allora dominatori, importarono, dal Sud America, nella Contea di Modica i primi chicchi di cioccolato dal Latino America per farlo diventare un commercio nel 1580.
Oggi le tecniche di lavorazione sono rimaste artigianali senza mai diventare industriali, motivo per cui oggi solo in questa città si può assaggiare il cioccolato di fattura Azteca, fatto con la ricetta di sempre.
Inoltre, solo in questa città oggi il cioccolato si lavora ancora a freddo, cosa che non si fa più neanche in Latino America o in Spagna.
Motivo per cui questo cioccolato è unico ed ormai introvabile, se non per l’appunto nella Ex Contea del Regno delle due Sicilie.
Per poter produrre questo cioccolato così particolare bisogna tostare e macinare i semi di cacao fino ad ottenere un composto molto omogeneo, poi, per avere un prodotto ben fluido, bisognerà riscaldarlo a circa 40°. A questo punto si aggiunge lo zucchero semolato che, non riuscendo a sciogliersi per la bassa temperatura, darà al cioccolato modicano il caratteristico aspetto ruvido e una consistenza granulosa. In molti casi in questa fase si aggiungono eventuali aromi e spezie (il peperoncino per esempio).
Già da qualche anno la città di Modica è la protagonista di un celebre evento, l’ Eurochocolate, durante il quale è possibile gustare qualunque tipo di specialità dolciaria, compreso il cioccolato di Modica.
Per maggiori informazioni: Il portale del cioccolato di Modica
modica chocolate
La giornata continua verso Scicli, città barocca il cui centro, nel 2002, è stato insignito del titolo di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO, con altri sette comuni nella lista delle Città tardo barocche del Val di Noto. Qui, gli amanti del Commissario Montalabano riconosceranno il palazzo del commissariato di Vigata, che, in realtà, + il municipio di Scicli, mentre la stanza del questore è invece l’ufficio del sindaco di Scicli.
Proseguiamo per il Giardino di Pietra, Noto, per una passeggiata al centro e un aperitivo prima di rientrare a Ragusa in serata.
Estensione mare se si ha un giorno in più – La punta Sud
Questa è una zona di Sicilia che mi piace particolarmente, non la metto come “must do” per il semplice fatto che haimè i tempi stringono, ma se solo avete un giorno in più dei 14, allora sempre tenendo come base Ragusa, possiamo dedicare questa giornata al mare e alla zona dei famosi pomodori: Pachino.
Partenza da Ragusa per raggiungere l’isola delle correnti, a seguire Portopalo di capo Passero con il suo mare incantevole, cammiante verso il castello e troverete delle baie bellissime, segue poi apertivo a Marzamemi che in questi ultimi anni sta cambiando da paese di pescatori a località alternativa.

Cavagrande del Cassibile: i laghetti di Avola
Laghetti di Avola AnticaI laghetti di Avola antica sono immersi in un territorio naturale dall'immenso fascino. Per raggiungerli bisogna patire un po'. Il percorso è particolarmente stancante, forse fin troppo, soprattutto per le persone fuori forma e per la gente un po' più avanti con l'età, ma la loro vista è in grado di ripagare qualunque sforzo fisico...

Cicerone disse che Siracusa è la più bella città che i Greci costruirono in Occidente.
Non possiamo dargli torto, vista la posizione suggestiva in cui sorge e le numerose attrattive che offre.
Questa giornata la dedichiamo interamente alla città cominciando con il Parco Archeologico della Neapolis, dove ammirare il teatro greco, l’anfiteatro, le latomie, l’orecchio di Dionisio e l’ara di Lerone.

Tragedie greche a Siracusa
Un tempo le rappresentazioni greche, in greco, si tenevano al teatro antico di Siracusa ogni due anni, oggi ogni estate per due mesi, si può assistere alla rappresentazione di tragedie, alla vecchia maniera, senza amplificatori e prima del tramonto, di opere greche per un salto nel passato.
Seguiamo poi per scoprire le vie di Ortigia, il centro storico di Siracusa, che si trova su un’isola, e raggiungere la fonte di Aretusa.
Per chi fosse interessato meritano una visita le catacombe di San Giovanni, che dopo quelle di Roma sono le più estese d’Italia, la chiesa di Santa Lucia, dove ammirare un Caravaggio che racconta il Seppellimento di Santa Lucia, ed infine il Museo archeologico più importante di Sicilia.
Per gli amanti delle tradizioni, Siracusa ne offre una molto sicilia, ovvero il teatro dei Pupi, marionette che cantano la gesta dei paladini di Francia.

Necropoli rupestre di Pantalica
Non lontano da Siracusa, situata vicino a delle cave a cielo aperto, si sviluppa la necropoli rupestre di Pantalica, che combina rilevanza ambientale e valore archeologico.
Pantalica era un insediamento posto su un altopiano dei Monti Iblei dove trovarono rifugio gli abitanti della fascia costiera costretti a scappare per l'arrivo dei Siculi e delle popolazioni italiche nella prima metà del XIII secolo a.C.
A questo periodo risalgono le scenografiche necropoli costituite da circa 5000 tombe a grotticella scavate nella roccia naturale e l’Anaktoron (Palazzo del principe), posizionato sulla cima della collina, che ricorda la grandiosità dei palazzi micenei.
Il villaggio che assimilò gli usi e costumi delle diverse dominazioni, nel Medioevo diventò un rifugio delle popolazioni stremate dalle incursioni dei popoli nemici.

Taormina & Isola Bella o Mazzarò
Taormina la bella che con il teatro greco e l’isola bella vale il tempo della deviazione e dello stop.
E’ piccola e compatta e in una giornata è possibile visitare le principali attrazione, se siete qui tra luglio ed Agosto o primi di Settembre regalatevi una serata al teatro greco per uno spettacolo.

Amato da molti e conosciuto da pochi, Savoca, piccolo borgo del messinese, accoglie i suoi visitatori con uno dei più celebri fotogrammi del cinema, all’imbocco del paese il settecentesco Palazzo Trimarchi rivela ancora l’insegna del celebre Bar Vitelli dove Michael Corleone ne Il Padrino parlò con il padre della futura moglie Apollonia Vitelli.
All’interno del Bar è possibile gustare, oltre all’ottima granita al limone, un piccolo museo fotografico del Padrino che racconta le settimane di riprese e gli scorci sapientemente adottati dal regista Francis Ford Coppola.
Dopo la visita al bar il cinetour prosegue con la Chiesa di S. Nicolò (impropriamente detta di Santa Lucia) che fece da sfondo alle nozze.
Le sorprese di Savoca non si fermano ai luoghi di culto del Il Padrino, il comune infatti conserva ancora oggi molte costruzioni che ricordano le origini medioevali ed il periodo rinascimentale, lungo le strette vie del centro storico edifici barocchi si alternano a costruzioni rurali d’inizio novecento, nell’aria frizzante degli agrumeti, all’ombra del mandorlo le terrazze naturali lasciano intravedere il mare che accarezza le coste.
I sette quartieri del centro storico racchiudono un numero incredibile di costruzioni civili e religiose, tra i luoghi d’interesse vanno ricordati i ruderi del Castello di Pentefur, appartenuto ai leggendari fondatori di Savoca, la Chiesa di Santa Maria in Cielo Assunta e la sua Cripta dove venivano effettuate le mummificazioni, i resti delle mura e l’antica Porta della Città.
Un meta, entrata a far parte del club I Borghi più belli d’Italia, resa celebra dal perfetto mix di suggestioni artistiche e naturali, dall’incontro tra la storia della civiltà e la storia del cinema.

L’Etna è il vulcano più attivo d’Europa se non del mondo, passeggiare tra i crateri a 2900mt di altitudine è una esperienza unica che nessun altro vulcano nel mondo regala, o forse pochi, ammetto che l’erte Ale ha vinto il primo posto.
L’escursione richiede mezza giornata, è possible organizzarla di primo pomeriggio magari facendo uno stop prima nelle acque ghiacciate delle Gole dell’Alcantera.

Isole Eolie ,Stromboli, Salina e Panarea
Pochissimi i giorni a disposizione e tocca scegliere anche qui, consiglio vivamente l’isola di Stromboli, con scalata notturna, altrattanto belle, come differenti, sono Salina e Panarea.

Informazioni e accoglienza turistica in Sicilia
Città e Comuni della Sicilia

Per ricevere maggiori informazioni turistiche per visitare il Comune la sua storia i monumenti da visitare, riserve naturali e spiagge, visite guidate, orari di apertura, biglietti d'ingresso, numeri utili per il turista, strumenti per programmare una vacanza, cosa fare, dove mangiare, dove dormire. offerte di soggiorno e pacchetti di viaggio da parte di alberghi e operatori turistici locali.

Per comunicazioni o collaborazioni, il tempo che potete dedicare da parte vostra ad aiutarci a titolo gratuiito, per meglio potere sviluppare le pagine del sito, potreste farlo inviando il vostro materiale.
Ogni Vostra opera inviata, ci autorizza automaticamente e tacitamente alla sua eventuale pubblicazione gratuita per tutte le volte che il nostro circuito lo riterrà opportuno. Resta inteso che la proprietà del materiale è comunque degli autori che ci autorizzano.
Per contatti: info@clicksicilia.com
Torna ai contenuti | Torna al menu