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Agrigento, le manifestazioni, feste, sagre ed eventi

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Feste e sagre Agrigento
Feste e sagre nel Comune di Agrigento

La festa del Santo Patrono, le sagre ed altri eventi, per chi ama scoprire il territorio, attraverso percorsi enogastronomici, girovagando per la storia del comune, sono appuntamenti da non perdere, per rivivere la storia e le usanze del passato.

Sagra del Mandorlo in Fiore ad Agrigento
01 / 10 febbraio - Agrigento

La Sagra del Mandorlo in Fiore nasce nel 1934 a Naro da un'idea del Conte Dott. Alfonso Gaetani, lo scopo era quello di esaltare la primavera agrigentina.  Ogni anno da piu di 60 anni la valle, ricoperta da un meraviglioso manto fiorito di alberi di mandorli, è scenario di questa importante e unica manifestazione, che raccoglie la partecipazione di vari gruppi folcloristici provenienti da varie parti del mondo, che ci allieteranno danzando insieme sulle note delle loro melodie tradizionali. La manifestazione, si apre con l'accensione del tripode dell'amicizia innanzi al tempio della Concordia e si conclude con l'esibizione dei gruppi nella valle e l'attribuzione dell'ambito tempio d'oro, trofeo raffigurante il tempio di Castore e Polluce.  Il Festival si articola in una serie di esibizioni dei gruppi folk per le vie cittadine, fiaccolata serale del folklore, musica Folk e degustazioni tipiche siciliane.
Sagra del Mandorlo in Fiore ad Agrigento febbraio
La manifestazione, si apre con l'accensione del tripode dell'amicizia innanzi al tempio della Concordia e si conclude con l'esibizione dei gruppi nella valle e l'attribuzione dell'ambito tempio d'oro, trofeo raffigurante il tempio di Castore e Polluce.  Il Festival si articola in una serie di esibizioni dei gruppi folk per le vie cittadine e presso il teatro Pirandello, fiaccolata serale del folklore, musica Folk e degustazioni tipiche siciliane.

Il mito di Filide e Acamante , le origini della sagra del mandorlo in fiore sono legato al mito greco di Filide ed Acamante . Filide era una principessa innamorata di Acamante figlio di Teseo contro Troia con gli Achei. L'attesa del ritorno si protrasse tanto a lungo che trascorreva intere giornate ad aspettare il ritorno del suo amato. Il tempo scorreva inesorabile ed Acamante non vedendo apparire le navi, di ritorno da Troia, la consumarono al punto a farla morire . Quando Filide fece ritorno ella era morta, seppe che l'amata trascorreva la sua logorante attese sulla spiaggia e li Acamante vide un albero di mandorle, sconfortato dalla notizia della maorte dell'amata si strinse all'albero, quasi con affetto, ricordandosi di Filide all'improvviso la pianta si ricoprì di fiori.  

www.edvision.it/sagradelmandorloinfiore
www.sagradelmandorlo.net


MandorlARA Sagra del Mandorlo a Tavola
01 / 10 febbraio - Agrigento

MandorlARA la Sagra del Mandorlo a Tavola a cura dei ristoratori e del Consorzio turistico “Valle dei Templi”. Ad organizzare la manifestazione, che ha in questi anni enfatizzato a tavola, il prezioso frutto che ci appartiene fin dalla fondazione dell’antica Akragas, i ristoratori aderenti all’ARA di Agrigento, un menu ricco e completo con antipasto, due primi, secondo con contorno e dessert, in cui la mandorla diventa regina delle tavole.  Il menu MandorlARA sarà disponibile (su prenotazione in alcuni ristoranti) dal 1 al 10 febbraio 2013 nelle strutture che aderiscono all’iniziativa.
Grazie al grande entusiasmo degli chef e dei ristoratori la manifestazione si arricchisce di nuove pietanze e invenzioni in cucina ed è ormai un appuntamento irrinunciabile per i cultori della buona tavola. Tutti i menù a base di mandorla sono diversi e in perfetta sintonia con la cucina del territorio agrigentino, magnifico bacino di materie prime di altissimo livello, siano esse tratte dal mare o dall’entroterra.

Consorzio Turistico Valle dei Templi
Tel.: +39 3930012258
www.consorziodeitempli.ag.it


Ad Agrigento dalla prima alla seconda domenica di luglio, festeggiamenti in onore di San Calogero il monaco Calogero, venuto in Sicilia ad evangelizzare e diffondere la fede cristiana, durante un lungo periodo di pestilenza andasse in giro a chiedere del pane da dare ai poveri. La gente, rintanata in casa per paura della peste, al passaggio del monaco avrebbe lanciato il pane dalle finestre per evitare che Calogero si avvicinasse troppo alle proprie abitazioni. A testimoniare la profonda fede nei confronti del santo legata alle antiche tradizioni, basta vedere le manifestazioni che pone in essere, chi abbia ricevuto una grazia.
I festeggiamenti iniziano il venerdì antecedente la prima domenica di luglio, il programma della domenica ha inzio la mattina con "l'Alborata”, lo sparo di mortaretti e la "Fiera" di equini, bovini, ovini. Alle 9 l'inizio delle celebrazioni religiose. A mezzogiorno la statua del Santo deposta dal suo abituale posizionamento sull'abside e fissato da robusti perni sulla "vara", viene portato in processione dai devoti portatori, a cui è affidata per tutta la giornata, e che trasporteranno in spalla per le vie della città lungo il tradizionale percorso che va da via Atenea fino a porta Addolorata. Qui alle 18 la statua del Santo viene posta sul carro trionfale. Alle 20.30 inizia la processione che si conclude al viale della Vittoria, con la partecipazione delle autorità comunali e delle confraternite di Agrigento. Dopo lo spettacolo pirotecnico, "a maschiata di San Calò" e la fiaccolata, la statua del Santo farà rientro al santuario.
La domenica successiva, giornata conclusiva dei festeggiamenti, la mattina hanno inizio la "Sagra del Grano", alle 13 inizia la processione diurna del Santo da via Atenea fino a porta Addolorata, che avrà poi percorso inverso con la processione serale prevista per le 20.30. I festeggiamenti si chiuderanno con il rientro del simulacro del Santo nella sua chiesa.
www.sancalogero.org

25 febbraio - Agrigento
Festa di San Gerlando il patrono ad Agrigento, Gerlando fu una pedina fondamentale nell'opera di riconversione della Sicilia voluta dai re normanni. Il Gran Conte Ruggero - che lo conosceva bene, visto che era suo parente - lo chiamò in Sicilia subito dopo la conquista di Palermo per affidargli proprio quella diocesi agrigentina che appariva come la più ostica da riconquistare alla fede cristiana.

Festa di San Gerlando ad Agrigento
25 febbraio - Agrigento (AG)
In una città, Agrigento, che adora Calogero, santo nero e sanguigno, c'è molta gente che s'angustia d'avere a Patrono San Gerlando. Eppure questo francese - era nato a Besançon intorno al 1030 - di probabili ascendenze teutoniche visto che il nome, d'origine gallica, significa "oriundo della Germania". E questo perché Gerlando ebbe il grandissimo merito di riuscire nell'improba opera di rievangelizzazione di un territorio agrigentino divenuto ormai, dopo due secoli di dominazione araba, completamente musulmano. Punti di forza di Gerlando furono le opere di carità ma soprattutto la predicazione. La sua maniera di arringare la folla era definita "dolce come il miele", e si sottolineava come con le sole parole il Santo fosse capace di convincere ebrei e musulmani a convertirsi. Ma a quanto farebbero pensare alcuni detti popolari come lo scherzoso "firrìa, Ggiurlà!" , ossia "levati di torno, Gerlando!", il patrono di Agrigento aveva il suo punto di forza... nell'insistenza.
Comunque sia Gerlando fu una pedina fondamentale nell'opera di riconversione della Sicilia voluta dai re normanni. Il Gran Conte Ruggero lo chiamò in Sicilia subito dopo la conquista di Palermo per affidargli proprio quella diocesi agrigentina che appariva come la più ostica da riconquistare alla fede cristiana. In quei tempi, inoltre, la giurisdizione dei Vescovo agrigentino includeva anche Termini Imerese e si estendeva sino alle porte di Palermo. La diocesi si vantava dell'appellativo di "bimare", poiché si affacciava a sud sulle acque che conducevano all'Africa e a nord su quelle che recavano in Europa. Il Papa, in una bolla del 1099, scriveva: "Karissime Frater Gerlande, quem omnipotens Dominus... notris tamquam Beati Petri minibus consecrare dignatus est".
All'interno del Duomo di Monreale si trova un'immagine del Santo ricca di riferimenti simbolici che sembrano confermare questa sua capacità di convincere il popolo a scegliere la religione cristiana. In quell'immagine la mano sinistra reca il Vangelo, su cui il santo punta lo sguardo; la destra - come anche nel Cristo Pantocreatore di Cefalù - compone con indice e medio l'iniziale e la finale in lingua greca del nome Gesù e, con l'anulare incrociato con il pollice e il mignolo, l'iniziale e la finale di Cristo. Il Santo ci viene poi mostrato con orecchie molto sviluppate, a indicare l'attenzione per tutto ciò che Gesù ci ha insegnato.
Altri chiarissimi segni sono la tonsura, i paramenti sacerdotali azzurri - per i bizantini quel colore era simbolo del potere umanizzante del verbo di Cristo -, lo sfondo in oro, che indica la luce del Paradiso nel cammino della Chiesa. Persino le scarpe, segno della preziosità del personaggio nelle icone bízantine, richiamano ad una evangelizzazione in cammino verso i fratelli. Ma non solo nell'opera di conversione fu impegnato il primo vescovo cristiano nell'Agrigento del secondo millennio: proprio sotto il vescovato di Gerlando - poco prima del 1100, anno in cui il vescovo secondo alcune fonti sarebbe morto (altri indicano altre date fino al 1104) - presero il via i lavori per l'erezione della Cattedrale. E 200 anni dopo, durante il periodo di vescovado di Bertoldo De Labro, la basilica venne intitolata proprio a Gerlando, nel frattempo divenuto santo e patrono della Città dei Templi.

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