Caltabellotta, le manifestazioni, feste, sagre ed eventi - ClickSicilia Informazioni Turistiche

Vai ai contenuti

Menu principale:

Feste e sagre Sicilia > feste Agrigento e provincia
Feste e sagre Caltabellota
Feste e sagre nel Comune di Caltabellotta

La festa del Santo Patrono, le sagre ed altri eventi, per chi ama scoprire il territorio, attraverso percorsi enogastronomici, girovagando per la storia del comune, sono appuntamenti da non perdere, per rivivere la storia e le usanze del passato.

IL RITO DELLA PIOGGIA
 
Nel 1954 si ebbe un’annata di gran siccità fino al 25 marzo del 1955 quando per decisione degli stessi cittadini, si volevano portare i simulacri della Madonna dei Miracoli, di San Pellegrino e di un Cristo che una vecchia signora aveva sognato, il Diovivo della chiesetta dei Cappuccini, posto all’interno delle catacombe del convento annesso. Non appena il crocifisso fu portato fuori, dal mare in direzione di San Calogero, apparve una nuvoletta che man mano si avvicinava andava ingrossandosi fino a coprire tutto il cielo. Intanto dalla Chiesa di Sant’Agostino era portata la Madonna, mentre tutta la gente piangendo gridava: “L’acqua e lu pani vulemu”! Uno dei tanti sacerdoti affermava che l’acqua sarebbe caduta solo da recipienti, letteralmente: “Ora l’acqua vi la duna cu lu bummulu!” Nonostante ciò il popolo portò, penitente, i simulacri verso la contrada Giubbu ad ovest della cittadina, dove le “vare”, sgabelli sui quali tutt’oggi sono poste le statue dei Santi, furono sistemate in modo da guardare verso la città e posate sull’orlo del precipizio. A quel punto dopo tanta preghiera iniziò a cadere dal cielo una pioggia incassante, che durò per tutta la processione inondando le campagne assetate. Da quel giorno ogni anno è fatta una festa di ringraziamento, detta “di li fimmini”, che vuole ricordare il grande miracolo della pioggia. Ancora oggi nei periodi di siccità, i simulacri della Madonna dei Miracoli, del Diovivo e di San Pellegrino, dopo “li missi di grazia” che durano per una settimana, sono portati nella stessa contrada, posti allo stesso modo di come furono sistemati in quell’anno ed è fatta una processione di penitenza. Spesso tale sacrificio è accettato da Dio che nella sua bontà dona la pioggia.

Feste e sagre Caltabellotta

LA REGINA SIBILLA
 
Durante il regno di Ruggero, sorsero in Caltabellotta la chiesa di S. Pellegrino, con l'eremo annesso, la chiesa del Salvatore ed una dedicata alla Madonna della Raccomandata (chiesa di S. Francesco di Paola). In quegli anni probabilmente fu costruito anche il Castello che fu poi rifugio della regina Sibilla e del figlio Guglielmo III, contro la prepotenza di Enrico VI di Svevia, Castello oggi ridotto in rovina.
Era, infatti, stato eletto successore in Sicilia col favore della nobiltà siciliana e normanna Guglielmo III minorenne sotto la tutela della madre Sibilla. Enrico VI, però, come sposo di Costanza (unica erede della dinastia normanna in Sicilia), pretese il regno; così alla morte di Tancredi, la regina Sibilla ed il figlio si rifugiarono nel Castello di Caltabellotta fortezza ritenuta inespugnabile. Enrico VI però anziché assediare Caltabellotta attirò la regina ed il figlio a Palermo con l'inganno. Egli infatti promise loro la contea di Lecce ed il principato di Taranto; in realtà li fece arrestare ed esulare come prigionieri in Germania.

Feste e sagre Caltabellotta

SEGNI DI SANTA MARTA  

All’interno della Cattedrale di Caltabellotta, è collocata, nella Cappella della “Madonna della Catena” del Ferraro, la statua della Santa con ai piedi un cane (Mars Grabovius era un Dio romano che soleva trasformarsi in cane o in quercia per dare dei responsi). Dal mito dell’Oracolo di Delfi agli odierni oroscopi, l’usanza di chiedere responsi il giorno di Santa Marta, in pratica tutti i martedì, è arrivata fino a noi grazie alla grande tradizionalità del popolo caltabellottese. La lettura dei segni è effettuata ogni martedì e se si vuole conoscere la fertilità di una donna, oppure come andrà la giornata, o che fine abbia fatto un parente, o se avremo dei guadagni o no, basta affacciarsi la mattina e vedere se passa qualche chioccia con la propria covata, oppure una donna con prole, o dei ragazzi e così via. Nel periodo delle due grandi guerre, bastava affacciarsi sul costone “Gogala” e porre una domanda diretta al proprio congiunto e se si sentiva la risposta allora il parente lontano era vivo, o dava l’annuncio del suo imminente arrivo. Oggi vi sono i telefoni cellulari ed altro, ma in ogni modo tante persone guardano ai segni premonitori, riconoscendo in questi molta veridicità.



Feste e sagre Caltabellotta

LA MADONNA DEI MIRACOLI
 
Nella venerabile chiesa di S. Agostino oggi Parrocchia, si venera con fervorosa devozione una miracolosa immagine della Vergine SS. del Soccorso, sotto il nome di Madonna dei Miracoli. Scrivendo di essa, Rocco Pirro riferisce che fu dichiarata protettrice e patrona di Caltabellotta con pubblico voto degli abitanti il 22 Aprile 1601 per averli preservati dal colera. La storia della Madonna comincia con il passaggio della contea di Caltabellotta dalla famiglia Peralta ai Conti Luna (inizi del secolo XV).
Questi commissionarono al maestro Francesco Laurana una bellissima statua di marmo della Madonna del Soccorso per farne dono alla comunità dei Padri Agostiniani che intendevano stabilirsi in città. I padri agostiniani si sganciarono dalla chiesa di San Lorenzo, che la cedettero al clero locale, ed edificarono accanto ad essa una chiesa più grande dedicata al Padre S. Agostino; qui, con il convento attiguo, svolgevano un grande ministero di grazia a favore del popolo di Dio a loro affidato. Successivamente la prima immagine in marmo del Laurana fu riportata in legno. A tal proposito vengono tramandate di generazione in generazione varie storie e leggende legate al culto della Madonna dei Miracoli.
Si narra che un artigiano locale, che aveva la figlia ammalata, si rivolse alla Vergine del Soccorso e ricevuto il miracolo della guarigione della figlia scolpì una piccola statua della Madonna su un ceppo di fico e successivamente ne fece dono ai Padri Agostiniani.
Data la piccola dimensione, la statua veniva portata in processione nelle case degli ammalati che la richiedevano e poi, avvenuta la guarigione, ritornava in chiesa adorna di doni; per questo era detta anche la Madonna degli Ammalati.
Un altro racconto sull’origine di questo miracoloso simulacro recita: ...sotto la rupe Gogala, esisteva un bell’albero di fico; il proprietario, per particolare aspirazione e per certi misteriosi movimenti del tronco, decise di farne una statua.
Dopo qualche giorno, la dipinse, la pose al sole ad asciugare e poi si recò in campagna. A mezzogiorno scoppiò un temporale ed il contadino, ricordandosi della sua opera, si precipitò nel suo giardino per riparare dalla pioggia la statua che con tanta cura aveva realizzato. Con grande meraviglia vide che la statua della Madonna era al riparo e perfettamente asciutta ed integra nei colori. Nessuno l’aveva toccata.
Un’altra versione sull’origine del miracoloso simulacro, è la seguente: ...un giorno un certo Padre Paolo (Pallu) monaco Agostiniano (morto in fama di santità il 30 Dicembre 1847), trovò nel giardino sotto la rupe Gogala un ceppo di legno di fico e lo ritenne utile per sbarrare la porta della chiesa di S. Agostino. Così fece.
La mattina seguente andò ad aprire la chiesa e vide che il Ceppo di legno di fico non c’era più.
Chiese agli altri monaci se per caso lo avessero visto o se qualcuno lo avesse preso, ma questi gli risposero negativamente.
Un giorno si recò per il suo ministero alla Chiesa Madre, e con grande meraviglia, vide che il ceppo di legno era situato vicino al Crocifisso (proprio quello che c’è attualmente nella chiesa di S. Agostino).
Sbigottito, chiese chi avesse portato quel ceppo fino alla chiesa Madre. Domandò in giro, ma non ebbe risposte esaudienti.
Alla fine della Messa, dato che quel ceppo andava bene per chiudere la chiesa di S. Agostino, lo prese, lo riportò con sè e la sera lo sistemò allo scopo.
Il giorno dopo, come tutte le mattine, andò ad aprire la porta della chiesa e si accorse che il ceppo di fico era sparito. Subito pensò ad uno scherzo dei suoi confratelli anzi li accusò violentemente della stupida azione che, a parere suo, avevano commesso.
Ma vedendo che questi erano piuttosto frastornati, gli venne un dubbio. Andò di nuovo alla Madrice e vide, con grande meraviglia, che il ceppo di fico era ancora vicino al Crocifisso.
Riportò il pezzo di legno a S. Agostino, lo sistemò come le altre volte, e restò a vigilarlo.
Arrivata la notte, ad un tratto, vide che il pezzo di legno sì tolse dalla posizione in cui era stato sistemato e, balzellando, si diresse per la strada che porta alla madrice. Arrivato là si accostò, come le altre sere, vicino al Crocifisso. (La Madre che va a trovare il Figlio; lu Ncontru).
Da lì, poi, la scultura della statua su quel pezzo di legno di fico.
Un’altra storia legata alla devozione di Padre Pallu recita che: …un giorno arrivò al convento di Caltabellotta un certo Padre Paolo, uomo di Santa Vita e con una particolare devozione alla Vergine. Passava le sue notti in preghiera, e in contemplazione, quando, si dice, vede uscire la Madonna dalla porta della chiesa; la segue e si accorge che sale su per le balze che portano al colle Gogala. Di ritorno notò che la Madonna ha il manto sporco e si permise di chiedere: “Dove siete stata e perché avete la veste sporca?”. La Madonna, racconta Padre Paolo, che spesso si reca alla vecchia chiesa Madre per stare vicino al Figlio Crocifisso che li risiede (ritorna anche qua la storia della Madre che va a trovare il Figlio: lu ncontru). Da questo racconto scaturisce il nucleo centrale della festa così come l’abbiamo oggi.

Feste e sagre Caltabellotta
Informazioni e accoglienza turistica a Caltabellotta
Per ricevere maggiori informazioni turistiche per visitare il Comune la sua storia i monumenti da visitare, riserve naturali e spiagge, visite guidate, orari di apertura, biglietti d'ingresso, numeri utili per il turista, strumenti per programmare una vacanza, cosa fare, dove mangiare, dove dormire. offerte di soggiorno e pacchetti di viaggio da parte di alberghi e operatori turistici locali.
Per comunicazioni o collaborazioni, il tempo che potete dedicare da parte vostra ad aiutarci a titolo gratuiito, per meglio potere sviluppare le pagine del sito, potreste farlo inviando il vostro materiale.
Ogni Vostra opera inviata, ci autorizza automaticamente e tacitamente alla sua eventuale pubblicazione gratuita per tutte le volte che il nostro circuito lo riterrà opportuno. Resta inteso che la proprietà del materiale è comunque degli autori che ci autorizzano.
Torna ai contenuti | Torna al menu