Licata, le manifestazioni, feste, sagre ed eventi - ClickSicilia Informazioni Turistiche

Vai ai contenuti

Menu principale:

Feste e sagre Sicilia > feste Agrigento e provincia
Feste e sagre Licata
Feste e sagre nel Comune di Licata

La festa del Santo Patrono, le sagre ed altri eventi, per chi ama scoprire il territorio, attraverso percorsi enogastronomici, girovagando per la storia del comune, sono appuntamenti da non perdere, per rivivere la storia e le usanze del passato.

Festa di Sant'Angelo a Licata 05 maggio
Dal 3 al 6 Maggio a Licata, in provincia di Agrigento, si svolgono i festeggiamenti in onore del patrono Sant'Angelo. Il giorno 3 dalla chiesa di Sant'Angelo, posti su torri di legno alte 5 metri, vengono fatti uscire i cinque ceri omaggio dei ceti principali: massari, contadini, marinai, agricoltori e pecorari. Il giorno 5, le reliquie del Santo, uscite dalla chiesa, vengono portate a spalla, a turno, dai vari ceti nei loro costumi tradizionali. Alla manifestazione sono legate tre corse: la prima si svolge tra fedeli legati fra loro mentre stringono l'urna del Santo al grido di "Viva Sant'Angelo"; la seconda riguarda i ceri che sormontano le rispettive torri in legno. Infine, la corsa per ricondurre in chiesa l'urna d'argento del Santo. Permane ancora l'usanza, tra i contadini, di ringraziare il Santo per il buon raccolto, portando in chiesa un mulo bardato a festa con in capo un'offerta in denaro

www.santuariosantangelo.it

La processione di Sant'Angelo  dell'arca argentea di Sant'Angelo
Si svolge ogni anno dalle ore 20 alle ore 24 del 5 maggio e della domenica successiva al ferragosto, segna il momento
culminante della festa in Suo onore. L'urna viene posta su un fercolo sorretto da sei strani felini alati patinati d'oro con funzione di cariatidi e tra questi gruppi di tre putti argentati per ogni lato. Molto bello è il baldacchino damascato con lo stemma cittadino, ornato di frange triangolari che lasciano pendere delle campanelline d'argento.
Le reliquie del Santo Martire, vengono portate a spalla dai marinai, a piedi nudi, che sostituiscono i contadini che ne avevano il privilegio fino ad alcuni anni addietro.
I portatori del fercolo indossano la candida divisa estiva della Marina Militare. Dal nuovo cassaro, passa al vecchio cassaro che attraversa l'antico quartiere della Marina, da qui giunge al mare. Durante questo percorso il reliquiario di Sant'Angelo sosta in via Sant'Andrea, nel luogo in cui nel 1220 il Santo carmelitano sarebbe stato ospitato nella casa dell'arcivescovo Goffredo. Un tempo, quando la processione giungeva in piazza della Vittoria, dove una volta si apriva la porta della Marina, i contadini consegnavano l'urna ai marinai. Qui la bara faceva una lunga sosta, necessaria anche per la cerimonia della benedizione del mare e per le preghiere propiziatorie rivolte a Sant'Angelo perché rendesse la pesca sempre più abbondante: Santangilu è lu nostru protitturi, carma lu ventu e abbunazza lu mari.
Oggi questa tradizione si rinnova solamente ad agosto quando il fercolo viene portato in spiaggia e condotto in acqua.
Da piazza della Vittoria ha inizio la prima spettacolare e travolgente dell'urna , portata a spalla da più file di giovani marinai in divisa bianca e a piedi scalzi, corrono velocemente per alcune centinaia di metri guidati solo dai timonieri, preceduti da ragazzi festanti. E' un momento colmo di tensione. Fa rabbrividire il vedere correre il fercolo e quasi traballare fino al suo ingresso nella Chiesa Madre.
Dopo la benedizione dell'arciprete, la processione prosegue, al ritmo del tamburo e all'urlo di E cchi semmu surdi e muti, viva Sant'Angilu  scandito dai portatori del santo fercolo. Da qui Sant'Angelo procede in mezzo ai quattro ceri che fanno      quadrato, formando simbolicamente, il cinque di danari, da cui prende il nome anche la festa. E' questo, oltre alla prima      corsa, uno dei momenti più attesi e più suggestivi della festa, dopo l'episodio della ncruciata che ha luogo in piazza Elena tra i quattro ceri e l'artistica cassa d'argento. La processione procede così, come dicono i licatesi, con Santangilu 'nmenzu intorci per il corso Umberto 1°, all'estremità del quale viene effettuata una seconda corsa. Il fercolo, dopo una visita al rione di Oltreponte, procede lungo il corso Serrovira,  e attraversando la zona di Settespade, raggiunge il corso Roma, precisamente nel punto detto u cianu a funtana. Anche qui i marinai, assumendo lo schieramento delle altre corse, portano velocemente il Santo Patrono sin dentro la secolare chiesa del Carmine. Questa corsa, l'unica che in origine veniva fatta, sta a ricordare l'antico rifugio delle reliquie di Sant'Angelo a Vallone Secco, presso la casa di campagna dei PP. Francescani, nella località detta poi anche Porto Salvo.Ripresa la processione, il fercolo percorre il corso Roma e sosta in Piazza Progresso. L'urna di Sant'Angelo viene riportata nella sua dimora, all'urlo di Viva Sant'Angelo, percorrendo di corsa sino all'altare maggiore, unitamente ai quattro ceri, il tratto di strada compreso tra via San Francesco e piazza Sant'Angelo.

Feste e sagre Licata

Licata la Pasqua
La festa in pratica inizia la notte tra il giovedì e il venerdì con la traslazione del simulacro del Cristo morto dalla chiesa di San Gerolamo nella camera ardente allestita presso il Calvario al piano terra del sontuoso palazzo La Lumia. E' una processione lenta. Il venerdì, si apre con la visita al Cristo morto. Alle ore 13.00 ha inizio la lenta e ritmica processione del Cristo crocifero, il cui volto e le mani si devono allo scultore Ignazio Spina, dalla chiesa di San Gerolamo verso il Calvario, attraverso le vie principali di Licata. Alle 14.00, in piazza del Municipio, uno dei momenti più attesi della festa: la Giunta, annunciata da uno squillo di tromba, tra la Madonna Addolorata di corsa portata dalla Chiesa di Sant'Angelo e il Figlio crocifero. Da questo momenti i due gruppi scultorei procedono, uno portato dai confrati della Misericordia in smoking per la circostanza, l'altro dalle maestranze del mercato agricolo in impeccabile abito nero e guanti bianchi. Caratteristico è il procedere (a 'nnacata) dei portatori: un passetto avanti, uno di fianco a destra, uno di fianco a sinistra. Dopo un'ora, alle 15.00 in punto, la crocifissione.
Il Cristo crocifero entra nel palazzo La Lumia, da dove il Cristo flagellato che viene portato al Calvario seguito dalla Madonna. A crocifiggerlo sono due preti ed un infermiere. Per il pomeriggio e un andare e venire di processioni e di gruppi di penitenti ( i 'ncurunati) che portano corone di fiori a Gesù crocifisso. La sera, alle 20.00, giunge sotto il Calvario l'artistica e preziosa urna di legno scolpito e laccato di oro zecchino, illuminata da tanti artistici fanali. I portatori sono ancora i confrati della Misericordia che indossano il saio bianco con cappuccio e cordone rosso annodato ai fianchi. E' la deposizione del Cristo, la sua collocazione nell'urna e quindi la lunga processione per i corsi della città sino al rientro nella chiesetta di San Gerolamo.

Feste e sagre Licata
Informazioni e accoglienza turistica a Licata
Per ricevere maggiori informazioni turistiche per visitare il Comune la sua storia i monumenti da visitare, riserve naturali e spiagge, visite guidate, orari di apertura, biglietti d'ingresso, numeri utili per il turista, strumenti per programmare una vacanza, cosa fare, dove mangiare, dove dormire. offerte di soggiorno e pacchetti di viaggio da parte di alberghi e operatori turistici locali.
Per comunicazioni o collaborazioni, il tempo che potete dedicare da parte vostra ad aiutarci a titolo gratuiito, per meglio potere sviluppare le pagine del sito, potreste farlo inviando il vostro materiale.
Ogni Vostra opera inviata, ci autorizza automaticamente e tacitamente alla sua eventuale pubblicazione gratuita per tutte le volte che il nostro circuito lo riterrà opportuno. Resta inteso che la proprietà del materiale è comunque degli autori che ci autorizzano.
Torna ai contenuti | Torna al menu