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Festa di Maria Santissima della Candelora a Villafranca Tirrena 02 febbraio - Villafranca Tirrena

Il 2 febbraio, a Serro, frazione di Villafranca Tirrena, si festeggia la protettrice “Maria SS. della Candelora”. E’ una festa di antiche tradizioni molto sentita dalla comunità parrocchiale ed ogni anno richiama tanti devoti.
Durante la Messa, vengono benedette le candele che i fedeli conservano per accenderle nei momenti del bisogno.Nel giorno della festa, o la domenica successiva, la statua della Madonna viene portata in processione lungo le vie del paese. La Candelora, attraverso il rito della accensione e della benedizione dei ceri, ricorda il rito della purificazione ed inoltre, secondo la tradizione popolare, segna la fine dell’inverno. Un antico proverbio dice infatti: “Alla Candelora dell’inverno semo fora ma, se piove o tira vento, dell’inverno semo dentro“, ossia all’arrivo della Candelora l’inverno è finito ma, se il tempo quel giorno è brutto l’inverno durerà ancora.
La Candelora, ricorda il rito di purificazione che la Vergine Maria seguì dopo aver dato alla luce Gesù Cristo, in conformità con la legge mosaica. Nel Levitico è infatti prescritto che ogni madre, che avesse dato alla luce un figlio maschio, sarebbe stata considerata impura per sette giorni, e che per altri trentatré non avrebbe dovuto partecipare a qualsiasi forma di culto. La commemorazione del rituale di purificazione, effettuato da Maria Vergine, dal Vicino Oriente passò a Roma, e, già dal VIII secolo d.C., la festa aveva raggiunto una solennità imponente. A Roma, nel Medioevo, si compiva una lunghissima processione che partiva da Sant'Adriano e attraversava i fori di Nerva e di Traiano, attraverso il colle Esquilino, per raggiungere infine la basilica di Santa Maria Maggiore. In tempi più recenti, la processione si accorciò, svolgendosi intorno alla Basilica di San Pietro. In quell'occasione, all'interno della Basilica, sull'altare venivano poste delle candele, con un fiocco di seta rosso e argento, e con lo stemma papale. Erano scelte tre di queste e la più piccola era consegnata al Papa, mentre le altre due andavano al diacono e al suddiacono ufficiali. Una volta benedetti i ceri, il Papa consegnava la sua candela al cameriere segreto, insieme con il paramano di seta bianca, che gli era servito per proteggersi le mani dalla cera calda, e passava alla benedizione dei ceri.

La festa della Candelora resta legata ai ceri benedertti. Questi ceri vengono custoditi nelle case, e si ritiene tengano lontani gli influssi maligni. In alcuni paesi costieri si riteneva che i ceri benedetti la Candelora servissero a ritrovare gli annegati.
La Chiesa della Madonna dei Cerei anche detta “Candelora”.
La Chiesa di Serro ha origini molto antiche, infatti, fu probabilmente fondata dai Basiliani di Gesso. Quasi certamente, intorno al 1800, il territorio di Serro faceva parte delle proprietà ecclesiastiche dell’antica abbazia basiliana di S. Gregorio di Gesso e solo in tempi successivi venne annesso dapprima al Comune di Messina.
Bamparizzu i San Nicola a Villafranca Tirrena 05 / 06 dicembre - Villafranca Tirrena

Il 5 dicembre si ripete la tradizione del “Bamparizzu i San Nicola”, cerimonia che precede la solenne processione di S.Nicola, patrono del paese di Villafranca Tirrena (Messina).La domenica antecedente la festa si svolge la “sfilata del carromatto” per le vie del paese. Spinto da figuranti nelle vesti di pescatori e popolane, l’antico carro raccoglierà legna da bruciare in onore del Santo Patrono San Nicola. Durante il percorso della sfilata la rievocazione si animerà con canti, poesie e messinscene.
Il pomeriggio del giorno 5 Sfilata di corte principesca e pescatori che raccoglie tutto il paese nella piazza della Chiesa Madre per celebrare la vigilia della festa del Santo Patrono San Nicola. "Santu Nicola, vi dugnu a zappa vecchia, mi dati a nova” dicevano in altri tempi i bambini di Villafranca, che dopo aver raccolto i denti caduti li gettavano tutti insieme chiedendo al santo patrono la protezione per i denti nuovi. Una tradizione perduta questa, ma non “U’ Bamparizzu”, grazie al lavoro svolto dall’associazione “Vivere Villafranca”.
La manifestazione ha inizio nel primo pomeriggio, quando le giovani popolane e i pescatori faranno scivolare sulle tipiche falanghe in legno una barca per le vie del paese, dal lungomare fino a piazza Dante. Frattanto, la Corte Principesca si muoverà dal Palazzo Baronale per raggiungere, insieme ad alabardieri, archibugieri e cavalieri, i pescatori. Davanti al palazzo Municipale la Corte si incontra con i pescatori e verranno consegnate loro le chiavi del Castello di Bauso, consegna che sarà arricchita da giochi pirotecnici, canti popolari ed intermezzi teatrali incentrati sulla storia di Villafranca. Quindi, si prosegue fino a piazza Castello, dove alle ore 20 viene acceso il falò. 
Ad allietare il pubblico saranno sbandieratori, acrobati, giocolieri, mangiafuoco e artisti di strada. Il giorno dopo, 6 dicembre, durante la festa di San Nicola, si tiene la Santa Messa.
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