Castelli da Messina a Trapani - Itinerari in Sicilia

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Castelli da Messina a Trapani

Itinerario da Messina a Trapani dei castelli siciliani nel medioevo
Itinerario da Messina a Trapani dei castelli siciliani nel medioevo


  • Cittadella di Messina
La Cittadella, ridotta adesso ad alcuni bastioni abbandonati e degradati, fu costruita dagli spagnoli per tenere costantemente sotto controllo le sollevazioni popolari dei messinesi. Per erigere la fortezza, nata su progetto dell'architetto olandese Carlos de Grunenbergh, venne scelto un punto strategico: quello dell'inizio del braccio di S. Ranieri. I lavori di costruzione della Cittadella si protrassero dal 1680 al 1686. La costruzione a pianta pentagonale, circondata dall'acqua per tutto il suo perimetro era ulteriormente rafforzata sui fronti nord e sud da bastioni a cuneo avanzati che la rendevano un'opera inespugnabile. La Cittadella durante il Settecento e l'Ottocento fu sempre al centro degli avvenimenti militari che coinvolsero Messina fino al marzo 1861, periodo della strenua resistenza della guarnigione borbonica. Risparmiata dalle guerre e dagli assedi nulla poté contro l'incuria, le demolizioni e i saccheggi con cui si desiderava abbattere questo monumento, simbolo del regime borbonico, ormai in declino.

  • Castello di Milazzo
La penisola di Milazzo è protesa verso le Eolie ha rappresentato da sempre uno dei porti più importanti della Sicilia, sotto il dominio dei Romani e poi degli Arabi fino ai tempi moderni, la configurazione originaria del castello venne ampliata con la costruzione di una mole a presidio della rada che domina l'istmo per volere di Federico II che voleva rendere la città inespugnabile. Il progetto fu curato da Riccardo da Lentini, architetto di fiducia di Federico II, che aggiunse una cinta turrita alle precedenti strutture. Fu ulteriormente rafforzato nel XV sec. da Alfonso d'Aragona che fece costruire cinque poderosi torrioni dalla struttura tronco-conica e dal vicerè Ferrante Gonzaga nel '500. Nel Settecento subì notevoli danni e dopo le devastazioni in epoca borbonica divenne carcere fino al 1960. Negli anni '80 e '90 è stato oggetto di approfonditi interventi di restauro che hanno permesso il ripristino delle mura spagnole e dei locali dell'ex caserma XX luglio.

  • Castello di Montalbano Elicona
Il castello di Montalbano sui monti Nebrodi rientrava nel progetto federiciano di dotare la Sicilia di un sistema di "punti forti" a difesa del territorio. Edificato nella forma attuale tra il 1302 e il 1311, rivestì un ruolo preminente nel controllo della sottostante vallata, dell'omonimo fiume, delle vie interne dirette verso la valle dell'Alcantara, della costa tirrenica e dei crinali dei Nebrodi. Il complesso evidenzia il rimaneggiamentodi cui è stato oggetto nel corso dei secoli da palazzo baronale trecentesco, casa gesuitica e sede di uffici pubblici. Ha uno schema a pianta quadrata a corte con tre ali edilizie e maschio su affioramento roccioso. Dell'antico splendore oggi rimane solamente parte della struttura esterna, i resti di una torre e una bella cappella. Il complesso attualmente viene utilizzato per ospitare manifestazioni culturali e come laboratorio teatrale.

  • Castello di Scaletta Zanclea
Originariamente nel XIII sec. fu un avamposto militare svevo a difesa della vicina Messina. Poi nel '500 appartenne ai Marchese e infine passò alla famiglia Ruffo che fino al XVII sec. lo adibì a residenza di caccia. Il castello di Scaletta Zanclea è una costruzione imponente a tre piani che si erge sulla cima di una collina protendendosi in direzione del mare. È raggiungibile percorrendo le stradine a gradoni che salgono verso il centro abitato del paese.  Oggi il castello, diventato di proprietà pubblica, viene utilizzato come centro culturale polivalente e ospita un Museo Civico che raccoglie armi e documenti antichi.

  • Castello di Castelbuono
La sua costruzione iniziò nel 1316 per volere del conte Francesco I di Ventimiglia sui ruderi dell'antico centro bizantino di Ypsigro, sito sul colle S. Pietro; donde l'appellativo di "Castello del buon aere", da cui deriva il nome Castelbuono. Durante il XVII sec. furono apportate radicali trasformazioni per esigenze d'abilità, essendovisi trasferite alcune famiglie dei Ventimiglia da Palermo. Il castello, per la sua posizione geografica a valle, non ebbe mai finalità strategiche. Presenta caratteristiche arabo-normanno e sveve: la forma a "cubo" richiama l'architettura araba, le "torri quadrate", pur se incorporate a quelle del prospetto, rispecchiano l'architettura normanna come pure la merlatura, la "torre cilindirca" esprime moduli d'architettura sveva. Il palazzo si sviluppa su tre piani: il primo ad uso della servitù con i servizi, il secondo per i nobili con la sontuosa Cappella Palatina e il terzo destinato alla corte e agli ospiti. La Cappella Palatina fu realizzata nel 1683 dai fratelli Giuseppe e Giacomo Serpotta con grande profusione di marmi preziosi, stucchi, putti e fregi che ricordano i momenti più fulgidi della vita della grande casata. Qui un'urna che fa da piedistallo al mezzobusto scultoreo d'argento della patrona di Castelbuono, custodisce le reliquie di S.Anna. Non mancano i classici sotterranei con le segrete ed una galleria che conduce alla Chiesa di S. Francesco.

  • Castello di Caccamo
Eretto nel periodo normanno arroccato su un ripido sperone roccioso, quest'opera della famiglia Chiaramonte è senz'altro uno dei manieri feudali più importanti, suggestivi e meglio conservati dell'isola, oltre ad essere il più grande. Le vicende che lo hanno visto protagonista, a partire dal 1094, costituiscono un'intensa pagina di storia siciliana. Fu infatti rifugio di Matteo Bonello e dei congiurati della rivolta dei baroni del 1160-61, confiscato dalla Corona, ampliato nel 1300 da Manfredi I Chiaramonte, ulteriormente fortificato alla fine del secolo da Giaimo de Prades che fece edificare la Torre del Dammuso a metà del prospetto sud e, infine, trasformato in palazzo dagli Amato nel XVIII sec. Al suo interno si distinguono, i locali delle scuderie, la sala del teatro, i vari corpi di guardia, la cappella, la torre mastra, le stanze della servitù, le prigioni con le pareti piene di graffiti lasciati dai detenuti, la Sala della Congiura e la notevole Sala delle Armi arricchita da possenti armature. Dal terrazzo occidentale, a strapiombo sulla vallata, si gode un superbo panorama che si estende fino alla Rocca Basumbra.

  • Castello di Carini
Famoso per il duplice omicidio, la vicenda in un poemetto siciliano, "L'amaro caso della baronessa di Carini" , ha consegnato alla leggenda popolare questo castello fondato durante il regno di Ruggero II tra il 1075 e il 1090. In quelle stanze affacciate sull'omonimo golfo il 4 dicembre del 1563 si consumò l'eccidio di Laura Lanza e del suo amante Ludovico Vernagallo per mano del marito e del padre di lei, Don Cesare Lanza. Il castello fu profondamente ristrutturato nei secoli, soprattutto ad opera della famiglia dei Grua-Talamanca. Al piano terra si trova il Salone delle Derrate, trasformato successivamente in biblioteca, dove si possono ammirare due begli archi di pietra risalenti al XV sec. sostenuti da un robusto pilastro. Al piano superiore, entrando nel Salone delle Feste anch'esso del XV sec., si resta affascinati dal soffitto ligneo a cassettoni impreziosito da motivi decorativi a stalattiti, tipici del gotico catalano. Da qui si accede alla torre quadrangolare ingentilita da una bifora e coronata da mensole e decorazioni vegetali.

  • Castello a Mare
Costruito dagli Arabi, rappresentava una struttura fortificata ubicata all'interno del circuito cittadino, residenza preferita da Federico II durante i suoi soggiorni a Palermo, rivestì per secoli la funzione principale di avamposto fortificato a protezione delle zone portuali. Fu successivamente sede del Tribunale dell'Inquisizione e nell'800 prigione borbonica. La sua area è costituita da due zone principali: la torre mastra, circondata da una zona di rispetto e un'ampia zona archeologica.

  • Palazzo Steri
Il palazzo venne costruito a partire dal 1307 dalla famiglia Chiaramonte, una delle più facoltose e potenti del periodo aragonese, il cui ultimo discendente, Andrea, fu giustiziato il 1° giugno del 1392 proprio davanti all'ingresso dell'edificio. Da allora divenne noto come palazzo Steri, da Hosterium, ossia dimora fortificata, caratteristica ravvisabile nella forma squadrata e pulita. Lo Steri divenne così la reggia di Martino I d'Aragona, di Bianca di Navarra e poi residenza dei vicerè spagnoli. Nel Seicento divenne sede del Tribunale dell'Inquisizione, destinazione mantenuta fino al 1782, anno d'abolizione in Sicilia di questa triste istituzione. Ancora oggi nel Carcere dei Penitenziari, una lunga sala raggiungibile dal cortile interno, divisa da archi ogivali sostenuti da possenti colonne, si possono esaminare scritte, disegni e pitture delle anonime vittime che subirono il processo e vi furono imprigionate. Lo Steri conserva ancora la sua primitiva struttura a tre piani con la facciata arricchita da due ordini di trifore. Lo stile gotico nelle linee essenziali ha caratteristiche peculiari tali da essere definito chiaramontano, ed è visibile in parecchi edifici civili siciliani dello stesso periodo. All'interno il grande Salone è famoso per la bellezza del soffitto ligneo i cui dipinti raffigurano storie bibliche e cavalleresche risalenti agli ultimi anni del '300.

  • Castello normanno di Erice
Erice, antico borgo di origine fenicia, considerata l'Assisi del Mezzogiorno, questa città fortificata, situata in vetta al Monte S. Giuliano di fronte al mare di Trapani, è caratterizzata da un cinta muraria triangolare che racchiude nel vertice sud il castello risalente al XII-XIII sec. Sorge su un'area dove in epoca romana c'era un tempio dedicato al culto di Venere Ercina, dea dell'amore e della fertilità. Qui in epoca normanna al posto del tempio diroccato venne costruita una fortezza cinta da possenti mura e protetta da torri più avanzate, le Torri del Balio, un tempo collegate al castello tramite ponte levatoio. Il carattere difensivo del castello è ancora oggi testimoniato dal "piombatoio" sito sopra il portone d'ingresso, arricchito dallo stemma di Carlo V di Spagna e da una bella bifora. Dal belvedere lo sguardo spazia tutt'intorno offrendo una superba vista che abbraccia Trapani e le isole Egadi a ovest, le torri a nord, la torretta Pepoli in basso, la Chiesa di S.Giovanni, la costa con Bonagia, il monte Cofano ed a volte tempo permettendo l'isola di Ustica.




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