Eremi della costa Etnea - Itinerari in Sicilia

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Eremi della costa Etnea

L'Etna sorge sulla costa orientale della Sicilia, a sud-ovest dei Monti Peloritani e a sud-est dei Monti Nebrodi, entro il territorio della provincia di Catania ed è attraversato dal 15º meridiano est e dala più vasta pianura, la Piana di Catania.

Eremi della COSTA ETNEA

Eremi nella COSTA ETNEA

EREMO DI SANT’ANNA (Complesso eremitico – XVIII secolo) Località: Aci San Filippo di Aci Catena (CT)
La fondazione dell’eremo di Sant’Anna si deve all’intraprendenza del frate eremita Rosario Campione che assieme ad altri due compagni nel 1751 dà vita ad una vera e propria comunità agricola. La struttura, che all’origine comprendeva la chiesetta, due piccoli ambienti ed una grande cisterna per la raccolta delle acque piovane, nel 1756 viene ampliata con l’aggiunta della cappella e delle celle. Più avanti l’intero complesso verrà abbellito, rivestendo il pavimento della chiesa con piastrelle di ceramica di Caltagirone, ed ulteriormente ampliato con altre celle, una biblioteca ed alcuni laboratori.

CRIPTA DI SANTA MARIA ALLA GROTTA (Chiesa rupestre – III secolo) Località: Catania-Grotte Bianche (CT)
Quella di Santa Maria alla Grotta che attualmente si ritrova sotto la chiesa di San Gaetano alle Grotte, probabilmente ricavata all’interno di una grotta lavica ed utilizzata dapprima dai romani come cisterna ipogea ed in seguito come sepolcreto paleocristiano, è in assoluto la prima chiesa cristiana realizzata a Catania (262 d.C.) e tra le prime in Europa intitolate alla Vergine Maria. Di fatto da un probabile martyrion, la grotta sarà via via trasformata in chiesa, murando l’arcosolio per ricavare un altare e aggiungendo due sedili in pietra lavica. Successivamente, con la libertà di culto, verrà anche abbellita con affreschi – di cui purtroppo restano solo le labili tracce di una Madonna con Bambino del III secolo – ed ampliata con la costruzione di un sovrastante tempio per favorirne l’accesso e la fruizione. Nonostante gli ulteriori rimaneggiamenti in epoca normanna (XI secolo), come la realizzazione di una nuova gradinata, probabilmente a causa del cambio di destinazione da chiesa a cripta, il luogo di culto verrà pressoché dimenticato e bisognerà attendere il XVI secolo per la definitiva riapertura ai fedeli.

CRIPTA DI SANT’EUPLIO (Cappella rupestre – IV secolo) Località: Catania (CT)
La cripta di Sant’Euplio si apre sotto i resti della chiesa rinascimentale di Sant’Antonio Abate distrutta nel corso dell’ultima guerra mondiale, nel centro storico di Catania. La vicinanza con il luogo del martirio di Sant’Agata induce ad ipotizzare l’originaria funzione di carcere o, comunque, di sepolcro del santo martire compatrono della città. In ogni caso l’ipogeo, divenuto tempio in età tardo-antica e meta di un incessante pellegrinaggio, nel XIII secolo viene ampliato con la costruzione sub divo di una chiesa più grande e, stando alle testimonianze, riccamente decorata. Tornando alla cripta, il cui accesso è assicurato da una breve scalinata, consta di un unico, piccolo ambiente che conserva il primitivo altare paleocristiano, le pareti movimentate da tante nicchiette.

GROTTA DI SANTA MARGHERITA (Cappella rupestre – IV-V secolo) Località: Chiaramonte Gulfi (RG)
La grotta di Santa Margherita, secondo la tradizione popolare, è il luogo dove la Santa si sarebbe soffermata per qualche tempo allo scopo di liberare la zona di Gulfi da un pericoloso serpente che ne infestava i campi. Ed ecco perché gli abitanti in segno di riconoscenza avrebbero deciso di raffigurarne l’immagine all’interno della grotta. In realtà, si tratta di un luogo di culto d’epoca paleocristiana; mentre gli affreschi, notevolmente deteriorati ma ancora presenti sulle pareti, risalgono con una buona approssimazione al XIV-XV secolo.
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