Eremi della costa Ionica - Itinerari in Sicilia

Vai ai contenuti

Eremi della costa Ionica

Itinerari arte e fede > Itinerario degli eremi
Eremi della Costa Ionica

Eremi della COSTA IONICA

GROTTA DI SANTA MARIA ADONAI (Cappella rupestre – III secolo) Località: Brucoli di Augusta (SR)
Le origini della grotta di Santa Maria Adonai risalgono al tempo delle persecuzioni da parte degli imperatori romani Decio e Valeriano, allorquando un gruppo di cristiani ricerca un riparo sicuro tra le “grotte greche” di Brucoli. Del luogo di culto, dopo l’abbandono dei cristiani, si perdono le tracce fino al 1500 con la scoperta casuale dell’icona mariana da parte di un pastore locale, attratto dalla bellezza del posto e dall’immagine della Madonna con Bambino, viene fondata una comunità monastica con la costruzione di un piccolo convento accanto al santuario rupestre.

GROTTA DI SANTA VENERA (Romitorio rupestre – II secolo) Località: Avola-Marchi (SR)
La grotta di Santa Venera, l’ampia cavità carsica situata a strapiombo sulla valle Bugliola, nel cuore dell’antico rione avolese dei Marchi, stando alle fonti storiche, è stata la dimora della Santa siciliana (vissuta nella prima metà del II secolo) nel periodo in cui s’impegnò ad evangelizzare la parte orientale dell’isola, e successivamente adibita ad oratorio rupestre dai bizantini.

GROTTA DI SANT’ELIA (Romitorio rupestre – XII secolo)
Località: Avola (SR)
La grotta di Sant’Elia, all’interno di una piccola cava dell’omonimo monte nel territorio dell’antica Avola, è uno degli oratori bizantini del siracusano che ancora conserva i resti di pitture rupestri. La tradizione vuole che questa grotta sia stata scelta come luogo di eremitaggio dal mitico Sant’Elia di Noto che vi rimase a vivere di stenti e privazioni fino alla morte (intorno al 1100).

CHIESA DELLA MADDALENA (Cappella rupestre – VIII-IX secolo)
Località: Siracusa (SR)
La chiesetta rupestre della Maddalena è la grotta scavata in epoca bizantina in un’area (collina del Mondio) dell’omonima penisola, all’imbocco del Porto Grande di Siracusa, antropizzata sin dal periodo greco-romano. Nelle vicinanze (Punta della Mola), le antiche cave di estrazione della pietra utile alla costruzione di edifici, monumenti e templi di Siracusa accompagnati dai resti delle fornaci, ora parzialmente sommersi dall’innalzamento del livello del mare.

CHIESA DI SANTA PANAGIA (Chiesa rupestre – XIII-XIV secolo)
Località: Contrada Santa Panagia, Siracusa (SR)
La chiesa rupestre di Santa Panagia, dedicata alla “tutta santa” (dal greco panaghia) Vergine Maria, è scavata nel versante sinistro della cava omonima, nella periferia di Siracusa. L’ambiente interno, a pianta vagamente circolare ed ingresso  orientato a sud-est, ha le pareti spoglie su cui però si articolano un paio di edicole e tre nicchie con tracce di affreschi illeggibili.
CRIPTA DI SAN MARZIANO (Chiesa rupestre – IV-V secolo)
Località: Siracusa (SR)
Nell’area del complesso catacombale di San Giovanni Evangelista, in assoluto il più grande della Sicilia e, secondo la tradizione, luogo di sepoltura nel III secolo del primo vescovo di Siracusa, il Santo martire Marziano (o Marciano), è stata realizzata una cripta ipogea. Collocata al disotto delle rovine della chiesa normanna, l’ambiente si presenta con l’impianto basilicale del IV-V secolo, in concomitanza con la traslazione delle spoglie mortali del santo, poi restaurato ed abbellito in epoca normanna con i bellissimi capitelli dei quattro pilastri che reggono la volta.

EREMO DELLA GROTTA SANTA (Ex oratorio rupestre – VI-XII secolo)
Località: Contrada Cozzo Romito, Siracusa (SR)
L’eremo della Grotta Santa è, di fatto, l’originario oratorio rupestre scavato in epoca bizantina nell’antica latomia di Cozzo Romito, già abitata, come richiama la denominazione, da parecchi eremiti, e poi riadattato, verso la metà del 1500, a romitorio da una locale comunità monastica. L’apertura della grotta verrà in seguito murata con la costruzione dell’attuale facciata, inglobando anche altre cavità funerarie contigue.

ORATORIO DEI QUARANTA MARTIRI (Santuario rupestre – VIII secolo)
Località: Siracusa (SR)
Dell’originaria struttura architettonica dell’oratorio dei Quaranta Martiri, situato sotto la chiesa di Santa Lucia fuori le Mura e all’interno delle catacombe in cui la santa martire venne sepolta, e scoperto agli inizi del secolo scorso grazie al rinvenimento degli affreschi, la volta leggermente a botte e la parte superiore della parete sud-est. Nonostante le ridotte dimensioni dell’ambiente ipogeo è ancora perfettamente leggibile lo schema iconografico dell’affresco sulla volta.
COSTA IONICA ORIENTALE
EREMO DI SAN CORRADO (Chiesa e romitorio – XVIII secolo) Località: Messina (ME)
L’eremo di San Corrado, in cima ad una collinetta a ridosso delle sorgenti del torrente Boccetta, è riuscito miracolosamente a sopravvivere alle alterne vicende storiche, conservando intatto l’originario assetto dell’edificio settecentesco: come la facciata della chiesa, le due torri campanarie ai lati, il pregevole portale con timpano spezzato e, all’interno, gli altari e la lapide d’accesso alla cripta. I diversi eremiti che vi hanno dimorato, lo abbandoneranno una prima volta durante la peste del 1743 e, ancorché rientrati, una seconda e definitiva volta sul finire dell’Ottocento a causa delle famigerate leggi del 1866.

EREMO DI SAN FILIPPO D’AGIRA (Romitorio rupestre – V secolo) Località: Messina (ME)
L’eremo di San Filippo d’Agira, il famoso santo taumaturgo italo-greco vissuto nel V secolo, è in realtà la piccola grotta che si ritrova accanto alle rovine dell’omonimo monastero eretto nel 1145 fuori porta, a pochi chilometri dal centro abitato di Messina, lungo la fiumara di Pistunina. La grotta, nella quale ha dimorato per alcuni anni il Santo, è occupata all’interno da un piccolo altare devozionale.

EREMO DI SAN GIACOMO A CAMARO (Ruderi di chiesa-romitorio – XVII secolo) Località: Contrada Camaro, Messina (ME)
I ruderi dell’eremo di San Giacomo, nei pressi della ex-strada militare Noviziato-Casazza, non rendono certamente l’idea di quel semplice ma elegante oratorio in pietra calcarea, con due finestre ovali e un arco trionfale interno che immetteva nella zona presbiteriale. Da quanto attestato in documenti del 1755, il romitorio era strettamente appannaggio degli osservanti le dure regole di san Pacomio.

EREMO DI SAN NICANDRO O LICANDRO (Romitorio rupestre – VIII-IX secolo) Località: Messina (ME)
L’antico eremo di San Nicandro o Licandro, nell’omonimo rione storico di Messina, è la grotta dove intorno al 790-800 l’abate anacoreta Nicandro o Licandro ha deciso di stabilirsi assieme ad un piccolo stuolo di fedeli discepoli, com’è testimoniato dal rinvenimento nel 1611 di ben cinque scheletri poi traslati nel vicino monastero del Santissimo Salvatore. Dell’eremo, trasformato in epoca successiva in oratorio, sopravvivono due finestre monofore ad arco ogivale del Quattrocento, il portale e la cupola che sormonta e protegge la grotta.

EREMO DI SAN NICCOLÒ (Chiesa e romitorio – XVIII secolo) Località: Messina (ME)
L’eremo di San Niccolò si trova sulla collinetta Paradiso pressoché inghiottito dal cemento dell’insediamento residenziale. Sorto nel Settecento, si avvaleva di un certo numero di frati stanziali che, però, col tempo andarono riducendosi determinando la fusione con il vicino monastero basiliano di San Salvatore dei Greci. Poi, in seguito alla soppressione degli ordini del 1866, sarà espropriato e ceduto a privati.

EREMO DI SANTA MARIA DEGLI ANGIOLI (Chiesa e romitorio – XVII secolo) Località: Messina (ME)
La fondazione dell’eremo di Santa Maria degli Angioli, nella omonima e solitaria valle, si deve all’asceta pacomita Giovanni Battista Di Pino che nel 1685, assieme ad alcuni compagni, scelse quel luogo per vivere in penitenza e contemplazione. Ancora oggi, al suo interno sono custoditi un dipinto caravaggesco della Madonna degli Angeli con san Francesco d’Assisi adorante, un’acquasantiera marmorea con la Madonna in bassorilievo ed un altare del Settecento con tarsie marmoree.

EREMO DI SANTA MARIA DELLE GRAVIDELLE (Ruderi di chiesa-romitorio – XV-XVI secolo)
Località: Messina (ME)
Quel poco che rimane dell’eremo di Santa Maria delle Gravidelle si trova nel fondovalle del torrente Portalegni e non è altro che una torre diroccata in mezzo all’infestante vegetazione. Le poche notizie parlano di un suo completo abbandono a metà dell’Ottocento, con la morte dell’ultimo eremita; poi il terribile sisma del 1908 ha fatto il resto.

EREMO DI SANTA MARIA DI TRAPANI (Chiesa e romitorio – XV-XVI secolo) Località: Messina (ME)
L’eremo di Santa Maria di Trapani, mutuando il culto per la statua marmorea della Madonna con Bambino che, proveniente dalla Siria, non s’è più miracolosamente smossa dal territorio trapanese dove tutt’oggi è venerata, viene eretto nel XV-XVI secolo da un eremita originario della Sicilia occidentale e successivamente nel 1700, grazie alla popolarità ed alla devozione guadagnata, ampliato in un romitorio più capiente. La chiesa di oggi, con portale in marmo e pietra, per quanto semplice e modesta richiama in qualche modo l’architettura tipica del Settecento siciliano.

EREMO DI SARRIZZO (Romitorio rupestre – XIII-XIV secolo) Località: Messina (ME)
L’eremo di Sarrizzo (o San Rizzo) è in realtà la grotta scavata sulle alture di Piano Rama dove, secondo la tradizione, avrebbe appunto dimorato un certo santo eremita Rizzo. La cavità consta di un piccolo ambiente vagamente rettangolare coperto da una volta a botte in muratura. Al centro della parete di fondo è incisa sulla roccia una croce greca seguita da altri simboli ed iscrizioni sempre in greco di difficile lettura, a testimonianza dell’epoca bizantina d’origine.

EREMO DI SANTA MARIA LA MISERICORDIA (Chiesa e romitorio – XVIII secolo) Località: Larderia Superiore di Messina (ME)
L’eremo di Santa Maria La Misericordia, ubicato nell’omonima contrada, poco prima della frazione di Larderia Superiore, è stato fondato nel 1700 da eremiti pacomiti assieme ad altri cinque eremi. Per quanto ricostruito, dopo il rovinoso alluvione del 1858, le leggi soppressive del 1866 lo faranno ripiombare ancora una volta nel degrado. La chiesa di oggi, ancorché spoglia di qualsiasi arredo, conserva tre altari, di cui il maggiore con tabernacolo, del XIX secolo.

EREMO DI SAN SOSTENE (Chiesa e romitorio – XVII secolo) Località: Mili San Pietro di Messina (ME)
L’eremo di San Sostene, in cima ad un poggio che domina la frazione di Mili San Pietro, conserva al suo interno la statua marmorea del Santo al disopra d’un altare del Settecento pregevolmente intarsiato e ricco di simboli inequivocabilmente greci, tanto da far supporre che gli eremiti che lo hanno abitato siano stati osservanti delle regole di San Basilio.

SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA ROCCA (Cappella semirupestre – XII secolo) Località: Taormina (ME)
Il santuario di Santa Maria della Rocca, così chiamato per il fatto che venne realizzato scolpendo la roccia, si erge sull’altura che domina Taormina e, secondo la tradizione, occupa la grotta in cui un pastorello, rifugiatosi per ripararsi da un temporale, vide apparire una signora con un bambino in braccio. Divenuto ben presto meta di pellegrinaggio il santuario è stato poi accompagnato dalla nascita di un piccolo monastero basiliano – da tempo abbandonato – che si staglia dietro la chiesa, proprio sul ciglio del dirupo.

Torna ai contenuti