Eremi valle del Belice - Itinerari in Sicilia

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Eremi valle del Belice

La Valle del Belice è la valle, prevalentemente collinare, costituita dal bacino idrografico del fiume Belìce. Si trova nella Sicilia occidentale e occupa un'area compresa tra le città metropolitane di Palermo, Trapani e Agrigento.
Ai piedi della Rocca di Entella, dando vita a un invaso artificiale, il lago Garcia, nell'area che ricade nel territorio comunale di Contessa Entellina, è stata istituita la Riserva Naturale Integrale Grotta di Entella. La Grotta di Entella, che è il motivo dell'istituzione della riserva, si sviluppa all'interno della Rocca. Nel gennaio del 1968 la zona fu colpita da un forte movimento tellurico, noto come Terremoto del Belìce, che ha devastato la maggior parte dei comuni della valle e del comprensorio.
VALLE DEL BELICE
GROTTA DEL BEATO ARCANGELO (Romitorio rupestre – XIV secolo)
Località: Calatafimi-Segesta (TP)                                Sub-area: Val di Mazara
La grotta del Beato Arcangelo, nei pressi del santuario campestre della Madonna del Giubino, ad un paio di chilometri da Calatafimi, è il luogo dove il giovane Arcangelo Piacentini andò a rifugiarsi allorquando decise di abbandonare la casa paterna per condurre una vita solitaria fatta di preghiera, penitenza e contemplazione. In questa grotta il Beato eremita resterà per un paio d’anni finché il crescente flusso di fedeli attratti dai suoi miracoli non lo costringerà a trasferirsi ad Alcamo, dove fonderà un santuario.

ROMITORIO DI SANTA MARIA DELLA DAYNA (Ruderi di romitorio – XV-XVI secolo)
Località: Marineo (PA)                                               Sub-area: Val di Mazara
Il cosiddetto romitorio di Santa Maria della Dayna, nei pressi del lago di Scanzano, poco distante dalla nuova Marineo, era all’origine una delle tante masserie presenti nella zona. Con iniziale funzione di hospitium accolse i contadini provenienti dai dintorni, la gente che aveva abbandonato l’antico borgo di Makella (sulla Montagnola) per dedicarsi all’agricoltura o gli albanesi che arrivarono in Sicilia alla fine del Quattrocento. La sua fondazione si deve a tre frati francescani provenienti dall’eremo della Mancusa: lo stesso dove visse e compì dei miracoli san Benedetto il Moro, che poi dimorerà per 19 mesi in quello nuovo di Scanzano.
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