Itinerario la valle del Belice - Itinerari in Sicilia

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Itinerario la valle del Belice

Itinerario i Comuni della valle del Belice
Itinerario i Comuni della Valle del Belice

Itinerario i Comuni della Valle del Belice è la valle costituita dal bacino idrografico entro il quale si estende il corso del fiume Belice.

Il Belìce, è un fiume della Sicilia sud-occidentale lungo 107 km, nel suo corso attraversa il territorio di tre province: Agrigento, Palermo e Trapani, interessando i comuni di Menfi, Montevago, Camporeale, Partanna, Poggioreale e Castelvetrano.


Nel terremoto del Belice del 1968 fu un violento evento sismico, che nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 colpì una vasta area della Sicilia occidentale, la Valle del Belice, con epicentro tra Gibellina Salaparuta Poggireale, Montevago.

Gli altri paesi che hanno subito danni ingenti: Menfi, Camporeale, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Sambuca di Sicilia, Sciacca, Vita, Calatafimi Segesta

Dopo la valle del Belice si è lentamente risollevata e gli antichi paesi della valle sono stati in gran parte ricostruiti in luoghi distanti da quelli originari interessati dal terremoto.

Tra i paesi piu rappresentativi delle modifiche subite troviamo Gibellina, il centro abitato attuale, noto anche come Gibellina Nuova, è sorto dopo il terremoto del Belice del 1968 in un sito che in linea d'aria dista circa 11 km dal precedente. Il vecchio centro, distrutto dal sisma, è stato abbandonato ed è oggi noto come Gibellina Vecchia.

Per la ricostruzione della cittadina l'ex sindaco della città Ludovico Corrao ebbe l'illuminata idea di "umanizzare" il territorio chiamando a Gibellina diversi artisti di fama mondiale come Pietro Consagra e Alberto Burri; quest'ultimo si rifiutò di inserire una sua opera nel nuovo contesto urbano che si stava costruendo e realizzò un "Grande Cretto" nella vecchia Gibellina, a memoria del sisma che la distrusse. All'appello del sindaco risposero, altresì, Mario Schifano, Andrea Cascella, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino, Franco Angeli, Leonardo Sciascia. La città divenne subito un immenso laboratorio di sperimentazione e pianificazione artistica, in cui artisti e opere di valore rinnovarono lo spazio urbano secondo una prospettiva innovativa.

Dal 1981 vi svolgono ogni anno le Orestiadi, un festival internazionale con manifestazioni che vanno dalle rappresentazioni teatrali a quelle musicali, dalla pittura alla scultura, al cinema.
Sono organizzate dalla Fondazione Orestiadi, che nella sua sede nel Baglio Di Stefano, ha istituito il Museo delle Trame Mediterranee.

La Rete Museale e Naturale Belicina è stata costituita nel marzo del 2012 e comprende, oltre i percorsi museali, anche una serie di nuovi itinerari capaci di emozionare i visitatori, ne fanno parte tutti i musei dei comuni della Valle del Belìce: Camporeale, Castelvetrano, Contessa Entellina, Gibellina, Giuliana, Menfi, Partanna, Poggioreale, Roccamena, Salaparuta, Salemi, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita Belìce, Santa Ninfa, Vita e, insieme a questi, l’Azienda Foreste Demaniali di Trapani, la Fondazione Orestiadi di Gibellina, il CRESM di Gibellina, le Riserve naturali della Grotta di Santa Ninfa e della Grotta di Entella e dei parchi archeologici di Segesta e di Selinunte e Cave di Cusa.

Strade del Vino – Terre Sicane, guarda le strade del vino terresicane

Associazione tra aziende  ed enti pubblici dei comuni di Contessa Entellina, Menfi, Montevago, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belìce, Sciacca
Itinerario la Valle del Belice a Contessa Entellina
Nella prima metà degli anni ottanta il Consorzio per l'Alto e Medio Belice ha costruito uno sbarramento sul Belice Sinistro, ai piedi della Rocca di Entella, dando vita a un invaso artificiale, il lago Garcia.
Nell'area che ricade nel territorio comunale di Contessa Entellina, è stata istituita la Riserva Naturale Integrale Grotta di Entella. La Grotta di Entella, che è il motivo dell'istituzione della riserva, si sviluppa all'interno della Rocca (557 metri s.l.m.), che è un rilievo isolato proprio a monte della confluenza del Belìce Sinistro con il Belìce Destro.
Nella zona dell'ultimo tratto del fiume Belìce è stata istituita la Riserva naturale Foce del Fiume Belice e dune limitrofe.
Gibellina
Il centro abitato attuale, noto anche come Gibellina Nuova, è sorto dopo il terremoto del Belice del 1968 in un sito che in linea d’aria dista circa 11 km dal precedente. Il vecchio centro, distrutto dal sisma, è stato abbandonato ed è oggi noto come Gibellina Vecchia.

Per la ricostruzione della cittadina l’ex sindaco della città Ludovico Corrao ebbe l’illuminata idea di “umanizzare” il territorio chiamando a Gibellina diversi artisti di fama mondiale come Pietro Consagra e Alberto Burri; quest’ultimo si rifiutò di inserire una sua opera nel nuovo contesto urbano che si stava costruendo e realizzò un “Grande Cretto” nella vecchia Gibellina, a memoria del sisma che la distrusse.

Gibellina vecchia

All’appello del sindaco risposero, altresì, Mario Schifano, Andrea Cascella, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino, Franco Angeli, Leonardo Sciascia. La città divenne subito un immenso laboratorio di sperimentazione e pianificazione artistica, in cui artisti e opere di valore rinnovarono lo spazio urbano secondo una prospettiva innovativa.

Oggi Gibellina è un museo dell’architettura moderna. Esempio ne sono la Chiesa Madre di Ludovico Quaroni, i Giardini Segreti di Francesco Venezia, la Porta del Belice di Pietro Consagra, Piazza XV gennaio 1968 con la Torre Civica-Carrilion di Alessandro Mendini, il Sistema delle piazze (di Laura Thermes e Franco Purini), il Monumento ai Caduti, ecc.
Itinerario la Valle del Belice a Santa Margherita
Santa Margherita del Belice rappresenta nel mondo tomasiano la Sicilia del feudo: legato però al felice ricordo dell’infanzia e dell’amatissima madre, Beatrice Tasca Filangeri di Cutò, alla cui famiglia apparteneva l’enorme palazzo in cui Giuseppe trascorreva l’estate e su cui ricalcò in gran parte la casa di Donnafugata del Gattopardo. Oggi, ricco di innumerevoli stanze e cortili, di uno spazio teatrale, di un ombroso giardino, è sede ufficiale del Parco.

Le attrattive principali sono legate al palazzo del Gattopardo, al meraviglioso Parco del Gattopardo Cutò di Filangeri, con le sue fontane e le sue rare essenze arboree, alla Villa Comunale con un pittoresco belvedere, alla Chiesa Madre o SS.Rosario, rifatta nel ‘700 e ornata di stucchi del Sesta e di dipinti del Meli. La città, che ha conquistato attori, registi, scrittori e poeti di fama internazionale, nonostante è stata seriamente distrutta dal terremoto del 1968, conserva ancora il suo misterioso fascino.
Itinerario la Valle del Belice a Salemi
Salemi è situato nel cuore della Valle del Belice, è una città arabo-medievale.

Ubicata tra le colline coltivate a vigneti e uliveti, si raccoglie intorno al castello dal cui terrazzo merlato della torre circolare è possibile scorgere un vastissimo panorama sulla Sicilia occidentale fino al mare.

La cittadina è inclusa nel club dei Borghi più belli d’Italia.
Itinerario la Valle del Belice a Montevago
Montevago
Itinerario la Valle del Belice a Partanna
Partanna viene citata da Abballa al Muqaddasi, che visita la Sicilia tra il 968 ed il 988, con il nome di Barthamnah. Sicuramente si trattava di un casale. In questo scenario si inserisce la stirpe dei Grifeo che con Auripione Grifeo avendo debellato gli Arabi nel Val di Noto, acquista potere ed importanza. Da questa data comincia lo sviluppo della città che dalla contrada fontana si trasferisce sul crinale della collina dove sorge l’attuale castello di epoca trecentesca.

Attorno al castello vennero costruiti, in un primo tempo, gli edifici religiosi più importanti: Santa Maria di Gesù (non più esistente), il Purgatorio ( rudere), San Leonardo ( visibile in parte) e l’attuale Chiesa Madre, voluta dai Grifeo nel 1548, consacrata nel 1625. Si dava, così un aspetto urbanistico che ancora oggi possiamo vedere nell’impianto viario ed architettonico della città. L’agglomerato urbano, col tempo si arricchì di numerosi edifici religiosi, in parte ancora visibili. Infatti lungo la via Vittorio Emanuele, angolo via Libertà, sorgeva la Chiesa di San Francesco d’Assisi ( oggi rudere) con annesso convento, fondata nel 1384. Lungo questa direttrice, più a nord, sorgeva la Chiesa di San Nicolò con il convento degli Agostani voluto da Mario III Grifeo nel 1646. Lungo la via Palermo, nel XVII sec. Sorsero il grande monastero delle Benedettine, voluto da Elisabetta Grifeo-Ventimiglia ed il convento delle Carmelo con annessa Chiesa fondato da Benedetto Maria Calandra.

Nel XVII secolo Partanna fu elevata a dignità di principato ed ebbe un nuovo impulso l’edilizia urbana; il corso principale, infatti, che nel XVII sec. Era la via Vespri, dove sono visibili il palazzo Emanuele, Renda, la chiesa della Addolorata e quella di San Francesco di Paola, si sposta nel XVIII sec. In quello attuale, la via Vittorio Emanuele II. Lungo questo asse viario sorgono i nuovi palazzi signorili Pisciotta-Calandra, Todaro-Molinari, Rodi-Napoli, Palermo-Patera. Sempre in questo periodo furono erette altre nuove chiese, alcune delle quali già preesistenti, furono ingrandite ed abbellite: San Giuseppe, San Rocco, San Carlo, Sant’Antonio Abate, Gesù e Maria. La città con il suo notevole patrimonio storico è ricca di opere d’arte appartenenti a Fra Felice da Sambuca, Faciponti, M.Carreca, Laurana, Paolo Amato, P.Novelli etc. Oggi il vecchio centro, danneggiato dal sisma del 1968 ha perso parte delle sue caratteristiche urbanistiche, soprattutto i cortili, di memoria araba, ed è stato affiancato dal nuovo centro in contrada Camarro. La contrada Montagna, dove sorge il moderno santuario della Madonna della Libera ed il nuovo Teatro, è zona di villeggiatura.
Itinerario la Valle del Belice a Menfi
Menfi
Itinerario la Valle del Belice a Salaparuta
ll paese di Salaparuta fu colpito, nel 1968 da un violento terremoto che colpì l’intera valle del Belice, distruggendo la città. Restano i ruderi che testimoniano la vita prima del 1968; il nuovo centro abitato fu ricostruito a pochi chilometri di distanza dal centro originario a partire dagli anni settanta.
Itinerario la Valle del Belice a Poggioreale
Di Poggioreale restano i ruderi che, ancora oggi, testimoniano la vita prima del 1968.

Dopo il terremoto si decise di non restaurare questi ruderi, il paese venne ricostruito alcuni chilometri più a valle.

Nel tempo si è originato un turismo di passaggio, interessato agli splendidi ruderi della vecchia città, denominata da alcuni La città Fantasma, distrutta dal terremoto del 1968, ma rimasta miracolosamente intatta nel tessuto viario e in alcuni edifici più rappresentativi. Una parte del racconto visivo della Città di Poggioreale, dopo il terremoto, è stato raccontato dal pittore Guido Irosa attraverso 34 tele dipinte dal medesimo artista, con le quali, racchiude un periodo: dal 2000 al 2005. Ruderi che, ancora oggi, testimoniano le vita, ancora visibile, vissuta prima del 1968.

Presso la Biblioteca Comunale è stato allestito un museo etno-antropologico di vita contadina, e sono esposti pure alcuni dei reperti recuperati negli scavi del Monte Castellazzo. Nel nuovo centro si può ammirare la nuova Piazza Elimo realizzata da Paolo Portoghesi, La Fermata di Autobus e la Cappella di Sant’Antonio realizzata da Franco Purini.

Itinerario la Valle del Belice a Contesa Entellina

La cittadina è posta nella Valle del Belice, alle falde settentrionali del monte Genuardo, è considerata oasi etnica, linguistica e religiosa per la peculiare identità culturale dei suoi abitanti. Il piccolo comune montano infatti, insieme a Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela, fa parte delle tre comunità albanesi (arbëreshët) di Sicilia, sorte nel XV secolo, dove l’antica lingua albanese (gljuha arbërishte) viene ancora parlata. I suoi abitanti sono arbëreshë, ossia italo-albanesi.

Itinerario la Valle del Belice a Caltabellotta

Triocala deve il suo nome a tre caratteristiche naturali che la circondano: la Rocca che la rendeva inespugnabile. Triocala fu una potente città antica. Riedificata, subì ancora la sorte della devastazione per mano degli Arabi, i quali di eressero il “Castello delle querce, in arabo “Qal’at Al-Ballut” e, dal quale, come certamente si intuisce, discende l’attuale nome di Caltabellotta.

Quando in Sicilia giunsero i Normanni, Triocala venne conquistata da Ruggero d’Altavilla nel 1090. Il sovrano inflisse una dura sconfitta agli Arabi ed a perenne ricordo edificò sul monte un tempio in onore di San Giorgio con doppio ordine di colonnati, di cui oggi non rimane traccia.
Itinerario la Valle del Belice a Santa Ninfa
Santa Ninfa
Il territorio comunale di Santa Ninfa, sito in posizione panoramica al centro del Trapanese, si caratterizza per la presenza di una riserva naturale ricca di microhabitat di rara importanza.

Nel 1995 è stata istituita al Riserva Naturale Integrata “Grotta di Santa Ninfa” affidata in gestione a Legambiente, per la protezione e la valorizzazione di un suggestivo ambiente carsico.

Nell’area adiacente si trova il “Castello di Rampinzeri”. La denominazione “castello” per ciò che riguarda la grande masseria di Rampinzeri è impropria non essendo questo munito di fortificazioni. Viene così chiamato a seguito delle trasformazioni subite nell’800. Di questo castello si fa cenno nel romanzo “Il Gattopardo”. Il 17 agosto 1937 il re Vittorio Emanuele, accompagnato dal principe Umberto,assistette, dal terrazzo del castello di Rampinzeri, unitamente al capo del governo Benito Mussolini alla fase conclusiva delle grandi manovre.

– il Museo “Nino Cordio” interamente dedicato all’opera del nostro grande concittadino Nino Cordio.

– la biblioteca comunale che ospita una sezione che porta la dicitura “Fondo prof. Giuseppe Bellafiore”,il prof. Bellafiore nostro concittadino, già professore di Storia dell’Arte Medievale e Moderna presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Palermo ha donato la sua biblioteca personale a questo comune.

– il “Museo dell’Emigrazione” sull’emigrazione siciliana conseguente ai moti del 1894.



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Ogni comune ha una storia che affonda le radici in tempi lontani, con un patrimonio artistico, culturale e paesaggistico che è tra i più ricchi d'Italia.
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