portopalo turistico approdo menfi - Itinerari in Sicilia

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portopalo turistico approdo menfi

Le escursioni dal porto vi consentiranno di fare dei giri turistici per vedere molte località e siti turistici

Dall'approdo turistico di Menfi si sviluppano diversi percorsi, le escursioni dal porto vi consentiranno di fare dei giri turistici per vedere molte località e siti turistici

Porto Palo di Menfi fu il porto orientale della città greca di Selinunte. Oggi è un villaggio di pescatori e luogo di villeggiatura con spiccata vocazione turistica, dominato da una cinquecentesca torre di avvistamento.

Dall'approdo si propongono tre itinerari:

Riserva Naturale Orientata "Foce del Fiume Belice e Dune Limitrofe"
Riserva Naturale Integrale "Grotta di Entella"
Riserva Naturale Integrale "Grotta di Santa Ninfa"
Oasi LIPU "Lago Arancio"

Percorrendo la strada in direzione Menfi, lungo la costa sud occidentale della Sicilia, posta tra l'area dei templi dorici di Selinunte e l'area degli scavi archeologici di Eraclea Minoa dopo circa 3,5 km si devia a sinistra, in direzione Selinunte era una antica città greca sulla costa sud-occidentale della Sicilia e lambendo la riserva Foce del Fiume Belice e Dune Limitrofe, si incontra la SS 115 dir. e dirigendo verso Marinella, dopo circa 5 km, si giunge al parco archeologico di Selinunte suddiviso in Acropoli, protesa verso il mare, e Collina orientale. Il parco archeologico, esteso 270 ettari, è fra i più grandi del mondo ed al suo interno si trovano numerose testimonianze: templi, case, fortificazioni ed un impianto urbano ancora leggibile.

Lasciato l'approdo dopo circa 7 km si giunge a Menfi, lungo la costa sud occidentale della Sicilia, posta tra l'area dei templi dorici di Selinunte e l'area degli scavi archeologici di Eraclea Minoa, centro agricolo della valle del Belice noto per la produzione vinicola, ricostruito dopo il sisma del 1968, come gli altri centri di questo itinerario.

Porto Palo A circa 7 Km da Menfi, proseguendo verso il mare, si giunge in località “Porto Palo”; antico borgo marinaro, oggi diventato la più importante località balneare del comprensorio.
E’ un gruppo di case ed insediamenti distribuiti su uno sperone roccioso sormontato dalla caratteristica Torre di Guardia costiera (Torre anticorsara), costruita nel 1583 per difendere la Città da attacchi corsari. Più tardi, attorno al 1840, vicino l’antica Torre venne edificata
una chiesetta dedicata alla Madonna delle Grazie, venerata e festeggiata dai pescatori del luogo, un tempo il giorno dell’Ascesione ed oggi nel periodo estivo, con una solenne ed emozionante processione sul mare.

Lasciata Menfi, incrociata la SS 115, si prosegue per una strada tortuosa lunga circa 9 km, raggiungendo la SS 188 che, percorsa per 6 km, conduce a S. Margherita Belice
, Sorge nella zona sud-occidentale della Sicilia, a 400 metri sul livello del mare, altro comune legato al Parco del Gattopardo Giuseppe Tomasi di Lampedusa appartenuto al principe scrittore, tra i monumenti e luoghi d'interesse riscontriamo i ruderi della Chiesa madre e il Palazzo Gattopardo Palazzo Filangeri di Cutò, meglio conosciuto come Palazzo Gattopardo. Quasi completamente distrutto durante il terremoto, è stato in seguito parzialmente ricostruito ed oggi è la sede del Municipio, del Museo del Gattopardo, dell'Istituzione Parco Letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa e del Teatro Sant'Alessandro.
Al Museo del Gattopardo. Vi si trovano le riproduzioni dell'originale manoscritto e le foto d'epoca dello scrittore. Vi è anche la rappresentazione, attraverso un piccolo museo delle cere, di una scena del “Gattopardo” viscontiano.
Museo della Memoria. Si tratta di uno spazio realizzato utilizzando i ruderi dell'ex Chiesa Madre restaurati, un tempo luogo di ritrovo e punto di incontro e di riferimento delle attività religiose e sociali del paese e poi rovinosamente distrutta dalle scosse sismiche. Al suo interno centinaia di fotografie guidano il visitatore alla scoperta della Valle del Belìce e dei suoi nove paesi (Gibellina, Montevago, Salaparuta, Poggioreale, Santa Margherita di Belìce, Santa Ninfa, Sambuca di Sicilia e Vita) prima di quella sconvolgente notte del 15 gennaio 1968. Decine e decine di scatti fotografici che immortalano volti di uomini, donne e bambini, di case distrutte, di paesi stravolti e in particolare di macerie. La Villa del Gattopardo. Adiacente al palazzo sorge ancora oggi il giardino con gli alberi secolari, realizzato sul finire del secolo XVII
www.gattopardobelice.it


Proseguendo in direzione Montevago
 per circa 5 km sulla 188 si raggiunge il piccolo centro interamente ricostruito, fa parte del progetto Strade del Vino Terre Sicane, è noto per gli importanti stabilimenti termali "Acqua Pia".

Da Montevago soltanto pochi chilometri separano il paese da Partanna, nel gennaio 1968 Partanna fu colpita duramente dal terremoto del Belice. Molti edifici storici subirono danni, come la Chiesa Madre, altri invece furono completamente distrutti, come la chiesa di San Nicola.
Dopo il terremoto sorse un nuovo quartiere in contrada Camarro il Centro abitato si erge su una collina a circa 414 m s.l.m è situato fra le valli del Modione, a ovest, e del Belice, a est altro centro della valle del Belice che conserva un imponente Castello che ebbe origine nel secolo XIV.
La Chiesa Madre: Presenta una pianta basilicale ed è decorata da ottimi stucchi. Di grande impatto l'organo ligneo della prima metà del Seicento. Santuario della "Madonna della Libera": Si trova a Nord della città. La prima domenica di del mese di Ottobre si svolge il pellegrinaggio, tradizione religiosa molto sentita, anche dai paesi limitrofi.

Proseguendo lungo la strada panoramica e oltrepassando il comune di Santa Ninfa  si raggiungono i ruderi di Gibellina.
Gibellina il nome deriva dall'arabo Gebel (Montagna, Altura) e Zghir (Piccola): il nome completo significa, pertanto, "piccola montagna", "piccola altura".
Fra questi sono ancora visibili le tracce dell'antica città distrutta dal terremoto nel 1968. Il Cretto di Gibellina è stato realizzato da Burri seguendo il vecchio tracciato urbanistico della città. La città nuova di Gibellina è stata ricostruita poco distante dal sito originario a circa 7 km. Alla progettazione ed alla edificazione hanno partecipato architetti, scultori e pittori di fama internazionale, che insieme hanno dato vita ad una grande città-museo.
Il sisma che provocò 1150 vittime, 98.000 senzatetto e sei paesi distrutti nella valle del Belice. Su queste macerie Alberto Burri ha realizzato il Grande Cretto. L'opera consta di un'enorme colata di cemento bianco che compatta i dodici ettari di macerie del centro storico di Gibellina. Il cretto è una tra le opere d'Arte contemporanea più estese al mondo.
www.orestiadi.it


Da Gibellina si raggiunge Salemi, situato nel cuore della Valle del Belice, è una città arabo-medievale, di importante rilievo urbanistico vivace centro agricolo dominato dal Castello federiciano.

Da Porto Palo, la cittadina dista pochi km da Siracusa ed è il comune più a sud dell'isola siciliana (al di sotto del parallelo di Tunisi). Del suo territorio fa parte l'isola di Capo Passero a poche decine di metri dalla terraferma e l'isola delle Correnti a pochi chilometri oltrepassata Menfi, posta tra l'area dei templi dorici di Selinunte e l'area degli scavi archeologici di Eraclea Minoa ci si dirige verso Sambuca di Sicilia

Sambuca ddi Sicilia percorrendo circa 18 km soffermandosi presso l'Oasi LIPU Lago Arancio situata sul percorso. E' un bacino artificiale sul fiume Carboj, luogo ideale per la sosta e lo svernamento di migliaia di uccelli. Quando il livello delle acque s'abbassa compaiono i resti del fortino di Mazzallakkar, costruzione fortificata di origine araba. A ovest è presente il bosco della Resinata e a est le gole della Tardara, un canyon scavato dal fiume Carboj, l'unico emissario del lago.
www.lipualcamo.it


Proseguendo si raggiunge Sambuca di Sicilia, si trova nella Valle del Belice a 350 m s.l.m. Sambuca è circondato a nord-est da colline e boschetti, tra le quali svetta la cima di Monte Genuardo (1.180 m), a sud-ovest dalle valli del fiume Carboj che formano il bacino artificiale del Lago Arancio, ancora si ammira un esempio integro di urbanistica islamica dominato dai resti di una torre araba. Fra le chiese rinascimentali e barocche, il palazzo Panitteri ospita un museo delle cere.
La chiesa convento del carmine, Oggi Santuario della Madonna dell'Udienza, riportata allo stato attuale da una serie di interventi, fu fatta costruire nel 1530 dal Marchese della Sambuca, Don Salvatore Bardi Mastrantonio, e dedicata a S. Antonio Abate. Nell'interno si possono ammirare: la statua marmorea della Madonna dell'Udienza attribuita ad Antonello Gagini. (1478-1536); La statua marmorea di S. Anna con la Madonna fanciulla di scuola gaginiana; un Crocefisso ligneo, proveniente dall'ex Convento di S. Maria di Gesù (Sec. XVII); un fercolo ligneo, opera che riproduce un trono regale culminante in una corona sorretta da colonnine scanalate sormontate da capitelli: doratura di fine fattura classica. Il fercolo serve per portare in processione, sulle spalle di cento uomini detti «I nudi», la statua della Madonna dell'Udienza, Patrona e Protettrice di Sambuca, la terza domenica di maggio.
In questa chiesa sono anche dei monumenti funebri eretti in onore di uomini illustri e di patrizi sambucesi. Tra essi ricordiamo quello della famiglia Navarro, opera del Gallori, degli Oddo e dei Planeta.
Il Convento dei Carmelitani, forma un impianto unitario con la chiesa, costruito su un poggio di pietra tufacea, visibile dalla Via S. Croce (lato est), il Convento comprendeva i corpi bassi che si aprivano nella. Via P. Caruso, un ammezzato, un primo e un secondo piano del Convento: quest'ultimo corrispondeva al primo piano di Via P. Caruso. Parte del Convento oggi è di proprietà del Comune. Degno di nota è il chiostro che racchiude, attraverso arcate che poggiano su colonne tufacee monolitiche, l'area del giardinetto su cui si affacciavano le celle dei frati.
CHIESA MADRE O MATRICE la nuova costruzione del 600 è quella che possiamo ammirare oggi anche se gravemente danneggiata dal terremoto del 1968. Si tratta di una chiesa a tre navate.
CHIESA DELLA CONCEZIONE La sua fondazione risale agli inizi- del '600.  Il portale di puro stile arabo-normanno proviene dalla distrutta Chiesa di S. Nicolò esistente in Adragnus. A seguito del terremoto del 1968 subì gravi danni. Venne consolidata e restaurata in fasi successive. La pitturazione dell'intera chiesa è stata ripresa come in originale dal decoratore Tommaso Montana.






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