Itinerario strada del vino Alcamo - Itinerari in Sicilia

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Itinerario strada del vino Alcamo

La Strada del Vino Alcamo Doc
La Strada del Vino Alcamo Doc e la Val di Mazara, nella provincia di trapani, tra Erice e Marsala
La strada del vino Alcamo doc mira alla valorizzazione di un territorio non assai ampio, ma di indiscusso valore per la qualità delle proprie viti. Rientrano all’interno di questo i comuni di Castellammare del Golfo, Gibellina, Calatafimi, San Giuseppe Jato, San Cipirello, Partinico, Monreale, Camporeale e Monreale.
Un itinerario che non vi deluderà può comprendere la visita ai Castelli, tra il Castello di Calatubo e il Castello dei Conti di Modica (Alcamo), Castello Inici e il Castello arabo Normanno (Castellammare del Golfo), il Castello di Calathamet e il Castello Eufemio (Segesta).

Nell’area del Golfo di Castellammare, le costruzioni che maggiormente caratterizzano il territorio di Castellammare del Golfo, dal punto di vista storico ed architettonico, sono oltre le torri di avvistamento e le tonnare i bagli di epoca araba che si caratterizzano come fattorie fortificate.

Scopello itinerari Strada del Vino Alcamo
L'itinerario inizia nella frazione di Scopello, sorge e si sviluppa attorno ad un antico baglio distante appena 10 km da Castellammare. Sembra che originariamente Scopello fosse la riserva di caccia del Re Ferdinando III di Borbone, grazie alla sua ricchezza naturalistica e faunistica.
Molto famosi sono i Faraglioni di Scopello, che probabilmente diedero proprio il nome alla frazione.
Direzione Palermo per Scopello, si giunge alla baia di Guidaloca, dominata da una torre cilindrica cinquecentesca, posta a guardia della costa.
Dopo circa cinque chilometri si raggiunge il complesso della Tonnara di Scopello, protetto da due torri, una risalente al Duecento, della quale rimangono pochi ruderi, l'altra opera dell'architetto Camillo Camilliani (XVI secolo). Poco più in alto sorge il Borgo, un incantevole agglomerato contadino sorto intorno al settecentesco baglio che a sua volta, sembra abbia sfruttato preesistenti strutture. Più alto, su una rupe che sovrasta il borgo e sulla stessa linea della torre che sovrasta la tonnara, sorge la Torre Bennistra, risalente al XVI secolo.
L'itinerario prosegue in direzione di Visicari, luogo in cui sorge un agglomerato rurale che costituisce un ottimo esempio di architettura spontanea. A pochi chilometri si eleva il Castello di Baida del quale permangono alcuni tratti della vecchia fortificazione, i resti dei torrioni angolari, di forma ottagonale e il prospetto, ancora integro e sormontato da merli. Proseguendo ancora oltre si giunge al settecentesco borgo di Balata di Baida.
A questo punto è necessario tornare sulla SS 187 e proseguire per circa tre chilometri prima di imboccare, a sinistra, la strada che conduce al Castello di Inici a Castellammare del Golfo, dalla quale si raggiunge il Baglio Strafalcello, uno dei più suggestivi complessi architettonici del territorio, dalla cui posizione è possibile ammirare un panorama vastissimo, che va dalla baia di Guidaloca al Monte Erice.
Superato il vicino Baglio Fontana, è possibile imboccare il bivio che conduce al Baglio Lisciandrini. Sembra che alla Santa fosse dedicata la chiesa bizantina collocata all'interno del baglio. Particolarmente interessante la posizione di questo baglio che, strategicamente, si trovava sulla via di collegamento tra Segesta, la Baia di Guidaloca e l'antico sito di Cetaria-Scopello.
La strada che porta al Castello di Inici si caratterizza per i cosiddetti gorghi neri, un corso d'acqua che scorre in una profonda gola. Terminata la salita, si giunge al Castello, sorge nel centro della mitica città di Inico. Nella parte centrale del castello, adiacente alla torre che collega i due cortili, si trova una chiesa; essa potrebbe forse coincidere con la chiesa della Madonna della Mendola, che fu edificata nel 1500.
Fanno parte del sistema difensivo, i castelli di Calatabarbaro, di cui rimangono pochi resti, facenti parte del Parco archeologico di Segesta, l’ingresso al castello costruito sul Monte Barbaro.
Per l'acropoli di Segesta, bisogna seguire la provinciale per circa 16 km, che ci conduce direttamente nell'area archeologica con i templi segestani. Prima di arrivare ai templi ci si può soffermare allo stabilimento delle Terme Segestane, in località Ponte Bagni: qui le sorgenti sulfuree sgorgano in prossimità delle rive del Fiume Caldo. Nelle vicinanze anche un altro impianto termale delle Terme Gorga. Raggiunta l'area archeologica, ci si può soffermare sulla magnificenza e l'incredibile integrità dei templi, costruiti sui resti dell'antica città degli Elimi.
Il Tempio Dorico risale al V secolo a.C., intorno, il Tempio del III secolo a.C e resti di mura e necropoli. Il Teatro Greco ospita ancora oggi rappresentazioni teatrali.
Il Castello di Calatubo, ormai in rovina, al centro dell’ampia vallata che da Alcamo porta al mare.
Vicino alle Terme segestane ed il Castello Eufemio, nel centro storico di Calatafimi. Il Castello dei Ventimiglia su Monte Bonifato, o castello di Bonifato è un antico castello a quattro torri fatto edificare alla fine del XIV secolo dalla famiglia dei Ventimiglia sulla cima del Monte Bonifato, all'interno della Riserva naturale Bosco di Alcamo, presso la città di Alcamo. Il Castello dei Conti di Modica, futura sede dell’Enoteca regionale, nel centro urbano di Alcamo.
Il Castello del Principe a Camporeale. Museo/Monumento Palazzo del Principe di Camporeale, l'ingresso è costituito da un arco costruito dai Gesuiti nel 1691 immette nel primo baglio sede delle abitazioni e del grande magazzino della Madonna dove veniva ammassato il frumento del feudo. Nel secondo baglio sorge la costruzione monumentale del castello costruito dalla nobile famiglia dei Ventimiglia intorno al 1500. La facciata fra mezzogiorno e levante era munita di due torri: una circolare a S. W. e l’altra quadrata a S.E. La prima sormontata da un campanile con un grande orologio cadde nel 1835 ; la seconda torre adorna di piccoli merli cadde nel 1871. Nel 1778 il castello diventa palazzo baronale, in gran parte restaurato ed oggi sede della Pinacoteca, Biblioteca, Mediateca, Enoteca Comunale, del Museo Camporeale e dell'aula consiliare è un imponente complesso polifunzionale. L’edificio è un interessante esempio di architettura del XVII secolo, di pregevole rilievo sono i suoi tetti a volte, il colonnato del piano nobile e le capriate in legno della biblioteca, inoltre dalle terrazze che si trovano sul lato meridionale, si può ammirare uno splendido panorama della valle sottostante.
Sul Monte Bonifato, dopo aver attraversato il centro urbano di Alcamo, la Riserva Naturale Orientata “Bosco d’Alcamo” domina l’area del Golfo di Castellammare.
La Riserva naturale Orientata dello Zingaro, si tratta di una fascia litoranea che si estende per circa km. 7 tra i comuni di Castellammare del Golfo e San Vito Lo Capo che si spinge dal mare fino oltre la cresta dei rilievi montuosi a quasi mille metri s.l.m.
Dopo avere percorso la SS.113 e la provinciale per la zona archeologica di Segesta si accede all’area boscata di Monte Pispisa. A Nord-Est del centro abitato di Calatafimi da cui dista 4 Km. circa vi è la querceta di Angimbè, di origine naturale.
Nel territorio di Castellammare del Golfo sono da segnalare il bosco di Monte Inici e il Bosco di Scorace, ubicato a cavallo tra i Comuni di Buseto Palizzolo e Castellamare del Golfo.



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