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la storia del vino

Il vino è una bevanda alcolica, ottenuta esclusivamente dalla fermentazione (totale o parziale) del frutto della vite, l'uva (sia essa pigiata o meno), o del mosto, Vino deriva direttamente dal latino vīnum, si pensa che la scoperta fu casuale e dovuta a fermentazione naturale avvenuta in contenitori dove gli uomini riponevano l'uva.

Sotto l'Impero romano ci fu un ulteriore impulso alla produzione del vino, che passò dall'essere un prodotto elitario a divenire una bevanda di uso quotidiano. In questo periodo le colture della vite si diffusero su gran parte del territorio.

L'enologia è lo studio del vino in generale. Essa si occupa della viticoltura, della vinificazione, dell'affinamento (compresa la conservazione in cantina) e della degustazione.
Il nome deriva dal greco oinos (vino) e logos (studio).

Ogni vino ha una sua storia, ha delle caratteristiche proprie e più si conoscono più ci avviciniamo alle sue caratteristiche più siamo desiderosi di conoscere le sue radici la sua storia la sua tradizione, la zona da dove esso nasce.

Da parte mia la prima volta che ho letto un libro sul vino , giusto per informarmi , trovo scritto ... panorama ampelografico isolano ... immaginate il mio sconcerto mi sono detto ma il vino che fine ha fatto , per poi scoprire che ampelo; è il primo elemento di composti di terminologia scientifica, che indica una relazione con la vite quindi la descrizione dei vitigni sul piano morfologico . La conclusione è che il vino è cultura non bere .

Questo vuole essere un invito rivolto a tutti non solo per degustare il vino, ma anche per avvicinarsi ai paesi alle cantine che lo producono, una buona occasione per visitare il territorio che lo circonda.

Il vino il medico ed il bevone : Un medico consiglia al suo paziente di tirare dritto quando incontra una taverna, il bevone quando va verso casa , incontra sulla sua strada una prima una seconda , ne sorpassa tante , supera l'ultima prima di casa si ferma e si complimenta con se stesso , bravo ti meriti un bicchiere e ritorna indietro.

Nella Bibbia il vino è citato numerose volte, ma la sua prima menzione è nella Genesi, a proposito di Noè che si ubriacò, scoprendone così il sapore e gli effetti.
I greci dedicarono a Dionisio riti e costumi della vendemmia, poiché il dio aveva insegnato agli uomini la coltivazione della vite.
Sin dall’età omerica, nel simposio, il vino seguiva l’ultima pietanza e aveva un ruolo fondamentale per il carattere magico dell’ebbrezza generata modificando lo stato delle coscienze.
Il vino era considerato soprattutto da Platone e dalla sua scuola un mezzo per il superamento del sé verso un contatto più stretto con il divino, in grado di aprire la mente a una superiore conoscenza.
Successivamente il culto greco del dio Dionisio si diffuse a Roma assumendo nell nome di Bacco modalità più festaiole che religiose.
Nell’antico Testamento il vino ha un valore ambivalente come espressione di ospitalità o strumento di collera divina, mentre nei Vangeli suggella il primo e l’ultimo atto dell’incarnazione di Cristo: le nozze di Cana e l’Ultima Cena. Con l’affermarsi del cristianesimo l’uso liturgico della bevanda si estese, sacralizzandosi compiutamente nell’eucarestia.
Secondo l’esegesi medievale il vino rappresentava il sangue di Cristo, il mistero della sua divinità e della retta dottrina. Per l’uomo pio simboleggiava la conoscenza della legge, l’intelligenza spirituale e la vita contemplativa. Il vino puro chiamato “merum” dai latini, rappresentava per la sua schiettezza e limpidezza la sincerità e la verità.
In senso negativo, il nettare di Bacco simboleggiava il piacere del peccato, la lussuria e l’amore dei piaceri terreni.
Nella sua accezione simbolica è legato ai contesti cristici come l’ultima Cena, le nozze di Cana, la cena di Emmaus, o scene dell’antico Testamento come l’ebbrezza di Noè. 
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