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origine delle festività

Il Folklore

Il termine folclore o folklore dal sassone folk = "popolo", e lore = "sapere", si riferisce all'insieme delle tradizioni arcaiche provenienti dal popolo, tramandate oralmente e riguardanti usi, costumi, leggende e proverbi, musica al canto alla danza, riferiti ad una determinata area geografica o ad una determinata popolazione. Trasferendo di generazione in generazione, le tradizioni e le usanze che oggi sfociano in manifestazioni per il turista, per gli emigranti che ritornano alle terre d'origine durante il periodo estivo, per far rivivere le feste e la vita quotidiana, tendendo a far riscoprire il valore di queste antiche origini che partono dall'arte popolare e dall'artigianato per arrivare alle feste tradizionali e ai costumi folkloristici

Feste e tradizioni popolari: la festa di Capodanno.
L'inizio Dell'anno
L'usanza più caratteristica come rito consiste nell' eliminazione del male, fisico e morale, che si è accumulato nell'anno trascorso, ed è quella di lanciare i cocci a mezzanotte.
Con l'inizio dell'anno nuovo, le tradizioni hanno come intento quello di assicurarsi l'abbondanza, il benessere e la felicità per l'intero anno. Tutto questo si manifesta attraverso la scelta dei cibi e dei dolci, tipici di quel giorno. La minestra di lenticchie, l'uva passa, secondo la tradizione popolare portano soldi.
Un altro elemento beneaugurante è dato dai regali, il ricevere molti regali è segno di abbondanza per tutto l'anno. Tra i pronostici, è importante notare la prima persona che incontreremo per strada. È di buon augurio incontrare un vecchio o un gobbo, mentre se si incontrerà un bambino o un prete si avrà disgrazia. La ragione di queste credenze è nel principio dell'analogia: il vecchio, vuol dire che vivremo a lungo; il gobbo, porta bene soprattutto nel giorno in cui tutte le forze hanno il massimo potere.

Feste e tradizioni natalizie. Il presepe e l'albero di Natale.
La festa del Natale cade nel solstizio d'inverno e fu istituita verso il 350 d.C. dalla Chiesa di Occidente per soppiantare una precedente festa pagana, dedicata al dio Sole.
Prima che Babbo Natale facesse il suo ingresso e diventasse il "protagonista" della festa di Natale, il Natale presentava tutti i caratteri e le manifestazioni dei giorni che segnano l'inizio di un ciclo annuale. Periodo preparatorio è la "novena di Natale", che in Sicilia veniva allietata dai ciaramiddari o suonatori di ciaramella.
Caratteristico il cenone della vigilia di Natale, un esempio il capitone che, a Roma ha soprattutto significato di affratellamento e di amicizia.
Nella più antica tradizione popolare, il centro della festa è però costituito dal ceppo.
Nell'accensione del ceppo, che rimane sul focolare fino a Capodanno, si fondano due elementi propiziatori: il valore vitale del fuoco, immagine del sole, e il simbolico consumarsi del tronco, del vecchio anno con tutto quello che di male si era accumulato.

Presepe e albero di Natale.
La Chiesa evocava davanti agli occhi dei fedeli la scena della nascita di Cristo in forme drammatiche, prima elementari, poi più complesse, e la rappresentazione della Natività si è tramandata fino a noi. Certamente, però, l'esempio dato da San Francesco col presepe di Greccio  ha preparato e avviato la diffusione del presepe con forme sempre più grandiose e artistiche. Ma in questi ultimi decenni va prendendo sempre più voga anche in Italia l'albero di Natale, figlio della riforma luterana, destinato a sostituire l'uso di far regali ai bambini per S. Nicola.
Tra i giochi tipici ricordiamo anche la tombola, di uso frequente in questi giorni non meno che per Capodanno, e il significato originario dei principali cibi e dolci tradizionali: già fin dal tempo dei romani si offriva miele "affinchè l'anno fosse dolce come il dono".
Nel panettone, oltre alla pasta dolce, si trova l'uva passa, augurio di ricchezza.

L'epifania, la festa della Befana.
Quando a Roma la nascita di Cristo veniva celebrata il 25 dicembre, nella Chiesa d'Oriente si continuò per molto tempo a celebrarla il 6 gennaio, e questo allo scopo di sostituire una precedente festa pagana dedicata alla nascita di un Dio, identificato col sole, e consacrata con la benedizione delle acque.
Dato che non si conosceva la data del Redentore, era stata scelta quella del suo battesimo nel Giordano, che essendo la prima manifestazione , che in greco significa epifania divina, diede il nome alla festa. Si potrebbe sostenere che anche l'Epifania è una festa d'inizio anno ed è collegata col Natale. Tenuto in considerazione che, nella religione mitriaca, il 6 gennaio si festeggia la venuta dei Magi, sacerdoti persiani, la Chiesa di Roma ha concluso il ciclo natalizio dedicando quel giorno all'adorazione dei Re Magi. Da qui discendono le tradizioni popolari relative alla Befana. Nell'ambito della religiosità popolare, l'Epifania rievoca la venuta dei Magi.
La Befana

L'usanza dei doni è tipica di queste feste e da essa ha inizio la personificazione della Befana. Questo personaggio ci viene dalla tendenza propria della mentalità primitiva del popolo che simboleggia la festa con i suoi riti e i suoi significati creandone il relativo personaggio: la stessa cosa è avvenuta anche per Babbo Natale, Carnevale, la Quaresima, ecc…
La Befana è una fata, o strega, e quindi benefica, ma talvolta, anche malefica : così ai bambini buoni porta dolci e giocattoli, mentre a quelli cattivi porta per lo più carboni spenti.
Per i bambini, la Befana è colei che porta i regali, di cui essi svegliandosi, troveranno piena la calza esposta la notte, proprio per questo scopo.
Sempre per quando riguarda i riti d'inizio di un ciclo annuale, troviamo i prodigi e i presagi.
Anche per l'Epifania troviamo le tradizioni relative a "lis cidulis" e agli annunci di prossime nozze. L'Epifania segna anche l'inizio del Carnevale: in Sicilia c'è il proverbio: "Per i Tre Re tutti olé".

Feste e tradizioni popolari: la festa di Carnevale.
Il termine, Carnevale deriva da "carnem levare",  anche dal termine siciliano "carnilivari" e da quello spagnolo "carnestoltes". Originariamente, il Carnevale indicava il giorno da cui sarebbe incominciato il periodo della Quaresima, durante il quale non si sarebbe più mangiata la carne, perché dedicato a penitenza. Nel Carnevale si è trasferita l'antichissima sfrenata testa dei Saturnali che a Roma si svolgeva per il solstizio d'inverno e possiamo riconoscere nel personaggio di Carnevale una sorta di successore del Re dei Saturnali. E come quest'ultimo, che, dopo aver assunto il ruolo del Dio Saturno e del Re della Baldoria, alla fine veniva immolato, così il personaggio di Carnevale, dopo aver partecipato a tutte le manifestazioni di allegria e di baldoria, viene processato, condannato e bruciato. Il carnevale sta ad indicare uno dei riti di eliminazione del male per il principio dell'anno, ma allo stesso tempo anche di propiziazione della fertilità e abbondanza, come veniva indicato, presso i Romani, il sacrificio del Dio Saturno.
Un pupazzo, coronato da re, sopra un carro e tra le maschere, attraversava le vie del paese, tra canti, suoni e schiamazzi, veniva processato e condannato a morte. Prima dell'esecuzione però, nel fare il testamento, rivelava tutte le cattive azioni commesse dalla comunità; in modo particolare: i più bersagliati erano i mariti traditi, i disonesti, i professionisti incapaci…
Ad esempio: una maschera alle spalle del fantoccio faceva il gesto delle corna e chiedeva: "A chi le lasci?", e un'altra rispondeva col nome di qualche noto cittadino.

La Quaresima e la settimana Santa di Pasqua.

Pasqua è il giorno della Resurrezione di Cristo.
La sequenza delle forme rituali tradizionali si prolunga nel lunedì in albis, sia con festose scampagnate, sia con processioni e manifestazioni di esaltazione devozionale.

Feste e tradizioni popolari: festa dell'Ascensione.

L'Ascensione è una festa mobile, ma che ricorre sempre in piena primavera.
La credenza sostiene che allo scoccare della mezzanotte, l'acqua del mare diventi dolce, l'acqua delle fonti diventi benedetta, e si attendono guarigioni miracolose.
Per questo motivo: i pastori conducono le loro mandrie al mare o alle sorgenti.
In alcuni paesi, si andava a "passar l'acqua", attraversando sette volte un corso d'acqua.
Il cibo tipico di questo giorno è il latte, che, sempre secondo la tradizione, ha carattere purificatorio; "pri fari lu cori jancu", dicono in Sicilia.
Feste e tradizioni popolari: Corpus Domini.
Questa tradizione fu istituita nel 1264, per celebrare il miracolo di Bolsena. L'elemento più caratteristico della tradizione è dato dallo sfoggio di piante e di fiori di cui si adornano le vie e le piazze ove passa la processione.

Le feste primaverili: festa di San Giuseppe.

La festa di San Giuseppe ricorre il 19 Marzo.
In Sicilia, in Puglia e in Abruzzo usavano il banchetto o invito di San Giuseppe, cioè un pranzo a cui le famiglie benestanti invitavano i poveri e li servivano, in cui tre degli invitati rappresentavano la Sacra Famiglia.
Altri due elementi tipici di questa festa sono i falò e le frittelle dette zeppole.
Delle cataste di legna, vengono accese nelle piazze dei paesi e quando stanno per spegnersi, i ragazzi vi saltano sopra gridando: "Evviva S. Giuseppe con tutte le zèppole appriesse!.
In molte regioni d'Italia, la festa di San Giuseppe è anche considerata la Festa del papà.

Feste e tradizioni popolari in Estate: festa di Ferragosto.

Le tipiche manifestazioni estive hanno la loro centralità nella festa dell'Assunta 15 agosto, che s'ispira al principio della purificazione per mezzo dell'acqua.
In Sicilia oltre i ceri o cilii, al centro delle feste dell'Assunta, esistono anche forme più antiche, i fuochi: a Piana dei Greci, dopo la processione, si bruciava il mazzuni, enorme mazzo di ampelodesmo; in provincia di Trapani con lungo pellegrinaggio notturno i fedeli bruciavano con le fiaccole le erbe ai margini della strada. La manifestazione più grande si ha a Messina con la cavalcata del Gigante e della Gigantessa, enormi fantocci , chiamati tradizionalmente Grifone , e Mata e portati in giro per la città.
Già nell'antico mondo romano per le "ferie d'agosto" (da cui ha preso il nome la festa) i padroni avevano la tradizione di dare mance ai loro servi, da qui deriva, quindi, il tradizionale comportamento di dare delle mance.

La festa della Natività della Vergine l'8 settembre segnava la partenza delle greggi per la Transumanza, verso la pianura e il mare.

Feste e tradizione popolare in Estate: festa di San Giovanni, la festa delle streghe.
Questa grande festa sostituisce gli antichi riti per il solstizio d'estate, e ha quindi tutti i caratteri delle feste di inizio di un ciclo stagionale.
ha dato luogo nei secoli a manifestazioni collegate con le credenze e gli usi popolari, come i famosi "fuochi di S. Giovanni", i presagi, i prodigi, le gare e tutto il complesso rituale di purificazione e propiziazione, tipico delle feste di inizio d'anno o di stagione.
Il tipico cibo di questa festa sono le lumache. E si crede ancora che nella notte della vigilia, compaiano le streghe; basta mettersi in un crocicchio appoggiando il mento sopra l'ansa di un forcale, per vederle.
A S. Giovanni, secondo la tradizione popolare, usava favorire gli incontri e i fidanzamenti, già avviati nel Calendimaggio: s'invocava S. Giovanni Battista... "Protettore delle donzelle, Voi che ne avete per tutte, serbatene anche per me...".
Alcune credenze sui poteri sovrannaturali che si sprigionano nella ricorrenza di questa festa hanno un duplice aspetto: in Sicilia si teme la vendetta del Santo contro coloro che non hanno rispettato il comparatico;
Festa di San Lorenzo, la notte di S. Lorenzo.
Tradizione antica è anche la festa di san Lorenzo il 10 agosto, la notte in cui cadono le stelle e si possono esprimere tutti i desideri possibili. Per questa festa, i contadini siciliani scavano profondamente in campagna nella simbolica ricerca del carboncello con cui fu bruciato il Santo martire.
Manifestazioni, usanze tipiche e tradizioni popolari delle feste.
Questa festa ricorre il giorno 11 Novembre.
È la festa ispirata per tradizione alla svinatura e all'inizio del ciclo invernale. "Per San Martino si spilla la botte del buon vino", dice il proverbio. La svinatura favorisce le libagioni e i banchetti.
La festa di S. Martino, segnando l'inizio del ciclo invernale, è come una specie di carnevale in anticipo: Una leggenda narra che il Santo, inseguito dai nemici si rifugiasse entro una botte vuota, e sfuggisse così agli inseguitori ubriachi.
Manifestazioni, usanze tipiche, feste e tradizioni popolari.
La martire di Siracusa, Santa Lucia, si sono aggiunti vari motivi leggendari: fra essi il culto della Santa quale protettrice della vista, dovuto all'interpretazione letterale del suo nome e, assai tardo, l'episodio leggendario di Santa Lucia che si strappa gli occhi e li manda al principe che la vorrebbe sposare, perché vi rinunci. Della sua festa, che ricorre il 13 dicembre, si diceva: "Santa Lucia il giorno più corto che ci sia".

Il Folklore

Il termine folclore o folklore dal sassone folk = "popolo", e lore = "sapere", si riferisce all'insieme delle tradizioni arcaiche provenienti dal popolo, tramandate oralmente e riguardanti usi, costumi, leggende e proverbi, musica al canto alla danza, riferiti ad una determinata area geografica o ad una determinata popolazione. Trasferendo di generazione in generazione, le tradizioni e le usanze che oggi sfociano in manifestazioni per il turista, per gli emigranti che ritornano alle terre d'origine durante il periodo estivo, per far rivivere le feste e la vita quotidiana, tendendo a far riscoprire il valore di queste antiche origini che partono dall'arte popolare e dall'artigianato per arrivare alle feste tradizionali e ai costumi folkloristici

Feste e tradizioni popolari: la festa di Capodanno.
L'inizio Dell'anno
L'usanza più caratteristica come rito consiste nell' eliminazione del male, fisico e morale, che si è accumulato nell'anno trascorso, ed è quella di lanciare i cocci a mezzanotte.
Con l'inizio dell'anno nuovo, le tradizioni hanno come intento quello di assicurarsi l'abbondanza, il benessere e la felicità per l'intero anno. Tutto questo si manifesta attraverso la scelta dei cibi e dei dolci, tipici di quel giorno. La minestra di lenticchie, l'uva passa, secondo la tradizione popolare portano soldi.
Un altro elemento beneaugurante è dato dai regali, il ricevere molti regali è segno di abbondanza per tutto l'anno. Tra i pronostici, è importante notare la prima persona che incontreremo per strada. È di buon augurio incontrare un vecchio o un gobbo, mentre se si incontrerà un bambino o un prete si avrà disgrazia. La ragione di queste credenze è nel principio dell'analogia: il vecchio, vuol dire che vivremo a lungo; il gobbo, porta bene soprattutto nel giorno in cui tutte le forze hanno il massimo potere.

Feste e tradizioni natalizie. Il presepe e l'albero di Natale.
La festa del Natale cade nel solstizio d'inverno e fu istituita verso il 350 d.C. dalla Chiesa di Occidente per soppiantare una precedente festa pagana, dedicata al dio Sole.
Prima che Babbo Natale facesse il suo ingresso e diventasse il "protagonista" della festa di Natale, il Natale presentava tutti i caratteri e le manifestazioni dei giorni che segnano l'inizio di un ciclo annuale. Periodo preparatorio è la "novena di Natale", che in Sicilia veniva allietata dai ciaramiddari o suonatori di ciaramella.
Caratteristico il cenone della vigilia di Natale, un esempio il capitone che, a Roma ha soprattutto significato di affratellamento e di amicizia.
Nella più antica tradizione popolare, il centro della festa è però costituito dal ceppo.
Nell'accensione del ceppo, che rimane sul focolare fino a Capodanno, si fondano due elementi propiziatori: il valore vitale del fuoco, immagine del sole, e il simbolico consumarsi del tronco, del vecchio anno con tutto quello che di male si era accumulato.

Presepe e albero di Natale.
La Chiesa evocava davanti agli occhi dei fedeli la scena della nascita di Cristo in forme drammatiche, prima elementari, poi più complesse, e la rappresentazione della Natività si è tramandata fino a noi. Certamente, però, l'esempio dato da San Francesco col presepe di Greccio  ha preparato e avviato la diffusione del presepe con forme sempre più grandiose e artistiche. Ma in questi ultimi decenni va prendendo sempre più voga anche in Italia l'albero di Natale, figlio della riforma luterana, destinato a sostituire l'uso di far regali ai bambini per S. Nicola.
Tra i giochi tipici ricordiamo anche la tombola, di uso frequente in questi giorni non meno che per Capodanno, e il significato originario dei principali cibi e dolci tradizionali: già fin dal tempo dei romani si offriva miele "affinchè l'anno fosse dolce come il dono".
Nel panettone, oltre alla pasta dolce, si trova l'uva passa, augurio di ricchezza.

L'epifania, la festa della Befana.
Quando a Roma la nascita di Cristo veniva celebrata il 25 dicembre, nella Chiesa d'Oriente si continuò per molto tempo a celebrarla il 6 gennaio, e questo allo scopo di sostituire una precedente festa pagana dedicata alla nascita di un Dio, identificato col sole, e consacrata con la benedizione delle acque.
Dato che non si conosceva la data del Redentore, era stata scelta quella del suo battesimo nel Giordano, che essendo la prima manifestazione , che in greco significa epifania divina, diede il nome alla festa. Si potrebbe sostenere che anche l'Epifania è una festa d'inizio anno ed è collegata col Natale. Tenuto in considerazione che, nella religione mitriaca, il 6 gennaio si festeggia la venuta dei Magi, sacerdoti persiani, la Chiesa di Roma ha concluso il ciclo natalizio dedicando quel giorno all'adorazione dei Re Magi. Da qui discendono le tradizioni popolari relative alla Befana. Nell'ambito della religiosità popolare, l'Epifania rievoca la venuta dei Magi.
La Befana
L'usanza dei doni è tipica di queste feste e da essa ha inizio la personificazione della Befana. Questo personaggio ci viene dalla tendenza propria della mentalità primitiva del popolo che simboleggia la festa con i suoi riti e i suoi significati creandone il relativo personaggio: la stessa cosa è avvenuta anche per Babbo Natale, Carnevale, la Quaresima, ecc…
La Befana è una fata, o strega, e quindi benefica, ma talvolta, anche malefica : così ai bambini buoni porta dolci e giocattoli, mentre a quelli cattivi porta per lo più carboni spenti.
Per i bambini, la Befana è colei che porta i regali, di cui essi svegliandosi, troveranno piena la calza esposta la notte, proprio per questo scopo.
Sempre per quando riguarda i riti d'inizio di un ciclo annuale, troviamo i prodigi e i presagi.
Anche per l'Epifania troviamo le tradizioni relative a "lis cidulis" e agli annunci di prossime nozze. L'Epifania segna anche l'inizio del Carnevale: in Sicilia c'è il proverbio: "Per i Tre Re tutti olé".

Feste e tradizioni popolari: la festa di Carnevale.
Il termine, Carnevale deriva da "carnem levare",  anche dal termine siciliano "carnilivari" e da quello spagnolo "carnestoltes". Originariamente, il Carnevale indicava il giorno da cui sarebbe incominciato il periodo della Quaresima, durante il quale non si sarebbe più mangiata la carne, perché dedicato a penitenza. Nel Carnevale si è trasferita l'antichissima sfrenata testa dei Saturnali che a Roma si svolgeva per il solstizio d'inverno e possiamo riconoscere nel personaggio di Carnevale una sorta di successore del Re dei Saturnali. E come quest'ultimo, che, dopo aver assunto il ruolo del Dio Saturno e del Re della Baldoria, alla fine veniva immolato, così il personaggio di Carnevale, dopo aver partecipato a tutte le manifestazioni di allegria e di baldoria, viene processato, condannato e bruciato. Il carnevale sta ad indicare uno dei riti di eliminazione del male per il principio dell'anno, ma allo stesso tempo anche di propiziazione della fertilità e abbondanza, come veniva indicato, presso i Romani, il sacrificio del Dio Saturno.
Un pupazzo, coronato da re, sopra un carro e tra le maschere, attraversava le vie del paese, tra canti, suoni e schiamazzi, veniva processato e condannato a morte. Prima dell'esecuzione però, nel fare il testamento, rivelava tutte le cattive azioni commesse dalla comunità; in modo particolare: i più bersagliati erano i mariti traditi, i disonesti, i professionisti incapaci…
Ad esempio: una maschera alle spalle del fantoccio faceva il gesto delle corna e chiedeva: "A chi le lasci?", e un'altra rispondeva col nome di qualche noto cittadino.

La Quaresima e la settimana Santa di Pasqua.

Pasqua è il giorno della Resurrezione di Cristo.
La sequenza delle forme rituali tradizionali si prolunga nel lunedì in albis, sia con festose scampagnate, sia con processioni e manifestazioni di esaltazione devozionale.

Feste e tradizioni popolari: festa dell'Ascensione.

L'Ascensione è una festa mobile, ma che ricorre sempre in piena primavera.
La credenza sostiene che allo scoccare della mezzanotte, l'acqua del mare diventi dolce, l'acqua delle fonti diventi benedetta, e si attendono guarigioni miracolose.
Per questo motivo: i pastori conducono le loro mandrie al mare o alle sorgenti.
In alcuni paesi, si andava a "passar l'acqua", attraversando sette volte un corso d'acqua.
Il cibo tipico di questo giorno è il latte, che, sempre secondo la tradizione, ha carattere purificatorio; "pri fari lu cori jancu", dicono in Sicilia.
Feste e tradizioni popolari: Corpus Domini.
Questa tradizione fu istituita nel 1264, per celebrare il miracolo di Bolsena. L'elemento più caratteristico della tradizione è dato dallo sfoggio di piante e di fiori di cui si adornano le vie e le piazze ove passa la processione.

Le feste primaverili: festa di San Giuseppe.

La festa di San Giuseppe ricorre il 19 Marzo.
In Sicilia, in Puglia e in Abruzzo usavano il banchetto o invito di San Giuseppe, cioè un pranzo a cui le famiglie benestanti invitavano i poveri e li servivano, in cui tre degli invitati rappresentavano la Sacra Famiglia.
Altri due elementi tipici di questa festa sono i falò e le frittelle dette zeppole.
Delle cataste di legna, vengono accese nelle piazze dei paesi e quando stanno per spegnersi, i ragazzi vi saltano sopra gridando: "Evviva S. Giuseppe con tutte le zèppole appriesse!.
In molte regioni d'Italia, la festa di San Giuseppe è anche considerata la Festa del papà.

Feste e tradizioni popolari in Estate: festa di Ferragosto.

Le tipiche manifestazioni estive hanno la loro centralità nella festa dell'Assunta 15 agosto, che s'ispira al principio della purificazione per mezzo dell'acqua.
In Sicilia oltre i ceri o cilii, al centro delle feste dell'Assunta, esistono anche forme più antiche, i fuochi: a Piana dei Greci, dopo la processione, si bruciava il mazzuni, enorme mazzo di ampelodesmo; in provincia di Trapani con lungo pellegrinaggio notturno i fedeli bruciavano con le fiaccole le erbe ai margini della strada. La manifestazione più grande si ha a Messina con la cavalcata del Gigante e della Gigantessa, enormi fantocci , chiamati tradizionalmente Grifone , e Mata e portati in giro per la città.
Già nell'antico mondo romano per le "ferie d'agosto" (da cui ha preso il nome la festa) i padroni avevano la tradizione di dare mance ai loro servi, da qui deriva, quindi, il tradizionale comportamento di dare delle mance.

Manifestazioni, usanze e tradizioni delle feste popolari in estate.

La festa della Natività della Vergine l'8 settembre segnava la partenza delle greggi per la Transumanza, verso la pianura e il mare.

Feste e tradizione popolare in Estate: festa di San Giovanni, la festa delle streghe.
Questa grande festa sostituisce gli antichi riti per il solstizio d'estate, e ha quindi tutti i caratteri delle feste di inizio di un ciclo stagionale.
ha dato luogo nei secoli a manifestazioni collegate con le credenze e gli usi popolari, come i famosi "fuochi di S. Giovanni", i presagi, i prodigi, le gare e tutto il complesso rituale di purificazione e propiziazione, tipico delle feste di inizio d'anno o di stagione.
Il tipico cibo di questa festa sono le lumache. E si crede ancora che nella notte della vigilia, compaiano le streghe; basta mettersi in un crocicchio appoggiando il mento sopra l'ansa di un forcale, per vederle.
A S. Giovanni, secondo la tradizione popolare, usava favorire gli incontri e i fidanzamenti, già avviati nel Calendimaggio: s'invocava S. Giovanni Battista... "Protettore delle donzelle, Voi che ne avete per tutte, serbatene anche per me...".
Alcune credenze sui poteri sovrannaturali che si sprigionano nella ricorrenza di questa festa hanno un duplice aspetto: in Sicilia si teme la vendetta del Santo contro coloro che non hanno rispettato il comparatico;
Festa di San Lorenzo, la notte di S. Lorenzo.
Tradizione antica è anche la festa di san Lorenzo il 10 agosto, la notte in cui cadono le stelle e si possono esprimere tutti i desideri possibili. Per questa festa, i contadini siciliani scavano profondamente in campagna nella simbolica ricerca del carboncello con cui fu bruciato il Santo martire.
Manifestazioni, usanze tipiche e tradizioni popolari delle feste.
Questa festa ricorre il giorno 11 Novembre.
È la festa ispirata per tradizione alla svinatura e all'inizio del ciclo invernale. "Per San Martino si spilla la botte del buon vino", dice il proverbio. La svinatura favorisce le libagioni e i banchetti.
La festa di S. Martino, segnando l'inizio del ciclo invernale, è come una specie di carnevale in anticipo: Una leggenda narra che il Santo, inseguito dai nemici si rifugiasse entro una botte vuota, e sfuggisse così agli inseguitori ubriachi.
Manifestazioni, usanze tipiche, feste e tradizioni popolari.
La martire di Siracusa, Santa Lucia, si sono aggiunti vari motivi leggendari: fra essi il culto della Santa quale protettrice della vista, dovuto all'interpretazione letterale del suo nome e, assai tardo, l'episodio leggendario di Santa Lucia che si strappa gli occhi e li manda al principe che la vorrebbe sposare, perché vi rinunci. Della sua festa, che ricorre il 13 dicembre, si diceva: "Santa Lucia il giorno più corto che ci sia".

Festeggiamenti e tradizioni popolari: La festa di S. Antonio Abate
Tradizioni e festeggiamenti per Sant'Antonio Abate il 17 gennaio. Il santo è venerato soprattutto come protettore degli animali, perciò la sua immagine, riprodotta in stampe popolari, si trova in tutte le stalle, e il fulcro della sua festa è costituito dalla benedizione degli animali domestici, tipica cerimonia ben conservata fino ad oggi in tutta l'Italia, soprattutto in zone rurali.
Gli animali domestici, vengono portati in chiesa per farli benedire dal sacerdote.
Sant'Antonio Abate è diventato familiare nelle classi meno abbienti, tanto che la sua immagine si trova in tutte le stalle dei contadini; questo è dovuto, in realtà, ad un errore dell'interpretazione iconografica, riconducibile al fatto che la fantasia popolare ha la tendenza a materializzare i simboli: nel primo periodo, infatti, Sant'Antonio veniva rappresentato in lotta con i diavoli, rappresentati in varie forme di bestie, o simboleggiati dal maiale.
Nel medioevo, le comunità allevavano a spese di tutti un porcellino, che poi veniva ucciso l'anno seguente, in occasione della festa del Santo, devolvendo tutto il ricavato ad opere di bene.
Un altro elemento tradizionale connesso a Sant'Antonio Abate, riconosciuto come colui che vinse i diavoli e le fiamme dell'inferno, è quello dei "fuochi di S. Antonio
Feste e tradizioni popolari: la festa della Candelora.
Per la Candelora il 2 febbraio si celebra la purificazione di Maria, quaranta giorni dopo il parto, secondo un precetto dell'Antico Testamento. È proprio in rapporto a questo esempio sacro che il ciclo delle usanze relative alla nascita si chiude con la purificazione della madre, che può finalmente entrare in chiesa, e al ritorno, è accolta con un rinfresco, che segna il suo reingresso nella vita della comunità.
La festa termina con la benedizione dei ceri; tradizione popolare nata in Oriente, e questa forse per sostituire la festa pagana dei Lupercali, anch'essa con carattere purificatorio. Nelle predizioni meteorologiche la Candelora segna anche la fine dell'inverno, secondo il proverbio: "per la candelora dall'inverno siamo fora"; però "se è sole o solicello ce n'è un altro mese".
Una famosissima credenza europea sostiene che, nel giorno della Candelora, l'orso esce dalla tana per vedere che tempo fa: se è nuvolo, con tre salti annuncia finito l'inverno, se è sereno, rientra nella tana prevedendo altri quaranta giorni di freddo. Connessi alla Candelora sono i ceri o candelore, a Catania per S. Agata.

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