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Guida turistica Paternò

Paternò il territorio è situato alle pendici sudoccidentali dell'Etna alt. 256 m sIm., alla destra del fiume Simeto, nella Sicilia orientale, nei pressi della sorgente di Acquarossa.

Appartiene alla diocesi di Catania. Santa patrona: Santa Barbara.

l castello-torre di Patemò (Castrum o Turris Paternìosis) è uno dei più spettacolari della Sicilia; venne edificato nel 1072 su un'altura lavica che si protende sulla valle del fiume Simeto. I paramenti murari sono realizzati con conci di pietra lavica altemati, nei cantonali e nei profili delle aperture, con pietra calcarca in un gioco pittorico di grande suggestione.


La chiesa Madre dell”alto, con il nicchione centrale che custodisce la statua della Vergine, è impreziosita da una tavola seicentesca della Madonna dell”ltria (da Odigitria, guidatricc del cammino), culto di derivazione oiientale (metà del V secolo).
Chiesa Madre eretta in epoca normanna e rimaneggiata nel 1342, intitolata a S. Maria dell'Alto, è stata profondamente modificata agli inizi del XVIII secolo, periodo in cui fu variato anche l'orientamento dell'ingresso e gli interni vennero adeguati allo stile dell'epoca, il barocco. L'edificio è a pianta basilicale con tre navate, divise da due file di pilastri realizzati con conci in pietra lavica a vista.
La chiesa matrice di Paternò, intitolata a Santa Maria dell'Alto fu fondata nel XII secolo e rifondata nel 1342. Nel XVIII secolo, forse in seguito ai gravi danneggiamenti del terremoto del 1693 l'edificio subì nuove trasformazioni, tra cui il cambio di orientamento, per avere il nuovo accesso rivolto verso la città, e la sostituzione della copertura originale a capriate lignee con una volta in muratura. L'edificio venne inoltre adeguato al gusto barocco.
La chiesa è a pianta basilicale con tre navate, divise da due file di pilastri realizzati con conci in pietra lavica a vista, su cui si impostano archi a tutto sesto sormontati da un cornicione tuscanico.
La facciata fu realizzata nel tardo XVIII secolo in stile neoclassico.
La monumentale scalinata di accesso collega la chiesa alla città sottostante.

Complesso San Francesco alla Collina, del 1346, con la pregevole chiesa (dell'XI secolo) dalle caratteristiche architettoniche marcatamente gotiche, brevi lacerti di pregevoli affreschi e alcuni residui dell'apparato decorativo barocco. risalgono al 1086, quando il Gran Conte Ruggero fece erigere sulla collina di Paternò una chiesa in onore di S. Giorgio. La costruzione, probabilmente di modeste dimensioni, nel 1114 fu eretta in regia cappella da Ruggero II; nel 1196 fu ceduta ai monaci benedettini. Dopo la morte di Federico III di Aragona, il complesso rimase proprietà della regina Eleonora d'Angiò che alla sua morte nel 1343, lo donò ai francescani

chiesa di Cristo al Monte modificata nel XVIII secolo secondo lo stile rococò. Sulle pendici del colle si trova la chiesa di S. Maria della Valle di Iosaphat (o della Gancia) fatta edificare nel 1092 dalla contessa Adelasia con uno splendido portale gotico.

L’attuale monastero nella città bassa fu fondato, invece, grazie alle somme che Giuseppe Cardonetto, un nobile giurato, aveva destinato con testamento del 24 marzo 1592 per l'edificazione di un monastero sotto titolo e regola di Santa Chiara

Castello Normanno fatto erigere nel 1072 dal conte Ruggero e in seguito più volte rimaneggiato.Il Castello fu oggetto nel corso del tempo di diversi lavori di restauro. Il primo di questi fu effettuato nei primi anni del quattordicesimo secolo, poi nel 1900 e infine nel 1958. Gli interni si trovano ancora oggi in buono stato di conservazione e al piano terra è possibile ammirare una elegante cappella affrescata con diversi dipinti. Percorrendo poi delle poderose scale intagliate nelle mura si può visitare l'intera struttura del Castello fino alla terrazza superiore. Al primo piano si trova la sala d'armi che risulta molto grande e ben illuminata da quattro bifore. Al secondo piano è possibile ammirare una raffinata galleria illuminata da altre due bifore. Arrivando infine in cima alle scale si giunge alla terrazza superiore da dove è visibile il suggestivo panorama comprendente l'Etna, la Piana di Catania e la Valle del Simeto.

Scalinata della Matrice, che collega il sagrato della Chiesa Madre con la Porta del Borgo, che è ubicata nella parte mediana della collina storica ed era l'antico ingresso principale alla cinta muraria medievale.

Palazzo Moncada appartenuto alla potente famiglia di origine spagnola che per molto tempo fu la feudataria della Città.

Nella città bassa, che si sviluppò a partire dal XVI secolo alla base del colle, sorgono altri importanti monumenti tra i quali spiccano il complesso dell'ex monastero della Santissima Annunziata,dove si conserva lo splendido Olio su tavola della Madonna dell'Itria, opera cinquecentesca della famosa pittrice Sofonisba Anguissola, che visse a Paternò, la chiesa di Santa Barbara

chiesa di Santa Caterina d'Alessandria
La chiesa accoglie anche il culto dei Santi Alfio, Filadelfo e Cirino (documentato sin dal 1632), che sono particolarmente venerati nella provincia di Catania. Una particolarità riguarda, poi, il fatto che sia i tre Santi Martiri, che S. Caterina d'Alessandria, siano protettori della categoria dei carrettieri

chiesa di S. Maria della Valle di Josaphat di Paternò, meglio conosciuta come chiesa della Gancia, fu commissionata nel 1092 dalla contessa Adelasia, moglie del Gran Conte Ruggero. Poiché alla regola benedettina apparteneva l’ordine di S. Maria della Valle di Josaphat, fu realizzato nelle adiacenze della chiesa il monastero benedettino che per circa quattro secoli godé della protezione dei re di Sicilia e della Santa Sede.

www.santuarioconsolazione.it

Paternò informazioni turistiche sul patrimonio architettonico
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