Piazza Armerina turismo, guida turistica del Comune - Sicilia Informazioni Turistiche

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Piazza Armerina turismo, guida turistica del Comune

Piazza Armerina sorge nell'entroterra del Golfo di Gela, su un'altura dei monti Erei meridionali, nella Sicilia centrale, a quasi 700 m d'altitudine. 

Chiesa di San Rocco detta Fundrò
su cui è collocata una meridiana, che scandiva le ore del giorno e tramite il suono delle campane al mattino annunciava l'inizio del giorno e del lavoro nei campi e successivamente sottolineava la preghiera e l'inizio del lavoro per la città.
In particolare: il mattutino (3 ore prima dell'aurora), le lodi (l'alba), la prima (al primo mattino), la terza (metà mattina), la sesta o angelus (mezzogiorno), la nona (metà pomeriggio), la dodicesima o vespro (al tramonto), la compieta (a fine crepuscolo) ed il notturnale (ottava ora di notte), secondo il sistema delle ore canoniche.
Durante il giorno il suono delle campane scandiva l'alternarsi delle funzioni religiose, ma anche e soprattutto i tempi della vita civile.
A mezzogiorno, contemporaneamente all'Angelus, tutte le campane del paese indicavano l'ora e il tempo del pasto.
Ai vespri le campane del paese indicavano nuovamente il tempo della recita dei salmi (U' fizi), per poi indicare la fine del giorno lavorativo (il crepuscolo) con il rintocco dell'Avemaria. Tre tocchi di campana intervallati per tre volte.

La torre campanaria della chiesa del Carmine
apparteneva, secondo le testimonianze storiche, probabilmente all’Ordine Militare dei Cavalieri Teutonici e fu edificata tra il XIII e il XIV secolo. La torre sovrasta, con i suoi 24 mt. di altezza, l'attuale convento e chiesa dei Carmelitani e rappresenta uno degli ultimi esempi di stile gotico-catalano. E' a pianta quadrata, con lato di 6 metri, e si presenta scandita in tre ordini realizzati in pietra calcarea. La cella campanaria presenta una merlatura sul lato del prospetto principale della chiesa. Gocciolatoi e portavessilli decorati con motivi antropomorfi e grotteschi, sono collocati fra i conci di costruzione. Secondo le ricostruzioni dello studioso tedesco Walter Leopold, la torre fu costruita in due periodi diversi, l'ultimo ordine fu aggiunto infatti dall' Ordine dei Carmelitani e non dai Cavalieri Teutonici. La torre ha subito nel tempo, interventi di restauro e consolidamento: catene e cerchiature ne sono la testimonianza visibile. E’ stato recentemente completato un ulteriore intervento di restauro che ha permesso la riapertura al culto della chiesa.

Gran Priorato di Sant'Andrea
La chiesa del Gran Priorato di Sant'Andrea è uno dei più antichi esempi di architettura del periodo normanno e contiene nei suoi affreschi alcuni tra i pochissimi, e forse più interessanti, esempi superstiti della pittura siciliana del XII e XIII secolo. Sita alla periferia nord-ovest della città, essa appare ancora nella sua scabra e compatta struttura medievale dominata da una piccola torre campanaria addossata all'abside centrale, incisa nel prospetto da un grande portale archiacuto a ghiere multiple, ornate originariamente da due colonnine (di cui resta solo un capitello a foglioline) e da una finestra ad occhio; i muri laterali sono interrotti da due portali archiacuti più piccoli e da una fila di finestrelle a feritoia; il braccio meridionale del transetto è aperto da un portaletto archiacuto con tozze colonnine incise negli spigoli; mentre il portaletto dell'altro braccio, che è stato restaurato di recente, dai pochi frammenti originali superstiti appare senz'altro più elegante. L 'interno è caratterizzato da una pianta a croce commissa che sale di quattro gradini nel santuario, da una lunga navata coperta da tetto a capriate, da un transetto su cui si aprono due absidiole laterali incassate nel muro e una grande abside centrale, da quattro arconi acuti che immettono nel santuario e nell'abside centrale e scandiscono il tetto del transetto. Fondata molto probabilmente nei primi decenni del 1100 da Simone Aleramico, conte di Butera e nipote del conte Ruggero, nel 1148 fu dallo stesso e dalla moglie Thomasia donata all'ordine militare del Santo Sepolcro con l'annesso cenobio e con una cospicua rendita, che servì per partecipare alle spese per la difesa di Gerusalemme fino a quando essa non fu conquistata dai turchi (1244); dopo di che finì per diventare uno dei più ricchi benefici ecclesiastici della Sicilia. Mentre il culto religioso veniva esercitato inizialmente dai Canonici regolari di S. Agostino, poi da quattro Cappellani e infine dai preti secolari di S. Filippo Neri, il Priorato, che diventò Gran Priorato quando passarono alle sue dipendenze i Priorati di S. Elia di Adrano e di S. Andrea di Lentini,  riscoperti e restaurati negli anni 1958- 62 dal Professore Giovanni Nicolosi, ornano dal 1981 di nuovo le pareti della chiesa, i resti degli affreschi medievali dovuti certamente agli Agostiniani. Si tratta in tutto di circa 90 metri quadrati di superficie dipinta, divisa in venti frammenti, tra cui alcuni di notevoli dimensioni, che testimoniano della ricchezza decorativa che tre secoli di attività artistica avevano accumulato sul .monumento, e costituiscono la maggiore concentrazione di pittura medievale siciliana conservata nel luogo d'origine, a parte i mosaici della Cappella Palatina di Palermo, del Duomo di Monreale e di quello di Cefalù. Un primo gruppo di quattro frammenti con figure di Santi ed Angeli, secondo Raffaello Delogu, per "la raffinatezza e il gusto degli ornati, il frontalismo senza spessore delle figure, l'incantata e preziosa ritualità dei gesti", denunzia chiaramente influenze arabe e bizantine, e può, quindi, essere datato al XII secolo; mentre ancora più notevole per gli studiosi è un secondo gruppo che comprende il Martirio di S. Andrea, S. Martino, la Dormitio Virginis, la Deposizione dalla croce, l'Annunciazione, la Natività e Strage degli Innocenti e alcune figure di Santi. Il Pittore anonimo L' "Anonimo meridionale del XII - XIII secolo" cui sono stati attribuiti questi affreschi è un pittore di impronta romanica, "collegato in qualche modo alla pittura cosiddetta benedettina dell'Italia meridionale" . Ma, a parte il santo Vescovo e la Crocifissione tra Santa Caterina ed altra Santa, dovuti ad altri maestri del XIII secolo, notevole è pure il contributo dato dalla chiesa piazzese alla pittura siciliana del Quattrocento, con dipinti che vanno inquadrati nella cultura figurativa del Quattrocento siciliano che culmina nella Croce dipinta della Cattedrale di Piazza Armerina e nell'opera di Antonello da Messina: si tratta della Madonna dalla faccia grande, del Sant'Agostino e soprattutto dei grandi quadri della Resurrezione, della Pietà e di San'Antonio abate, datato 1484 e rimasto sempre in sede.

Chiesa di San Pietro
La chiesa di S. Pietro fu consegnata i primi del 1500 ai frati Francescani, i quali attuarono un poderoso lavoro di ampliamento dell’edificio e costruirono l’annesso convento.
L’ inaugurazione ebbe luogo nel 1562. Alcune parti importanti della struttura furono realizzate grazie al contributo del nobile Fra Girolamo Cagno di Piazza.  Per rendergli omaggio furono incisi i simboli del suo casato.
L’esterno della chiesa è semplice, con la facciata caratterizzata dal portale in pietra arenaria, al contrario invece degli articolati elementi decorativi e architettonici che costituiscono l’interno, dove è anche possibile ammirare (dietro l’altare) un grande dipinto raffigurante i santi Pietro e Paolo.

Chiesa di Santo Stefano
La devozione verso Santo Stefano ebbe inizio a Piazza Armerina alla fine del 1500.
Il santuario intitolato al Santo fu eretto tra il 1500 e il 1600. In prossimità della chiesa vi era un oratorio dove si trovava l’effigie di S. Stefano. Nel 1660 furono eseguiti lavori di ampliamento strutturale e di rifacimento della facciata. Fu edificato un campanile caratterizzato da pietra finemente lavorata e un attico traforato. Una lapide all’ingresso fa comprendere che l’inaugurazione del santuario ebbe luogo nel 1742.

Piazza Armerina informazioni turistiche sul patrimonio architettonico
Informazioni e accoglienza turistica a Piazza Armerina
  • Piazza Armerina, informazioni turistiche, cosa vedere, siti di interesse, monumenti e molto altro nella pagina dedicata al Comune.
  • Pro Loco o ufficio di informazione turistica, la promozione turistica, culturale, ambientale e sociale del territorio.
  • Le Guide turistiche di Enna possono organizzare un programma su misura delle vostre esigenze compatibile con i vostri tempi.
  • Potreste anche rivolgervi ad un Accompagnatore turistico per fornirvi assistenza durante il viaggio fornendo informazioni sui luoghi di interesse turistico e sulle zone di transito.

Trovare e scegliere dove dormire, il vostro alloggio
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Se state pianificando una vacanza e dobbiamo scegliere dove dormire, la scelta dipende dalle vostre preferenze e necessità, per aiutarvi a decidere dove alloggiare durante la vacanza, qui potete consultare tutti i recapiti delle attività ricettive presenti nel Comune, quali Alberghi, Bed & Breakfast, Agriturismo e altro ancora quali Case vacanza, Villaggi e Camping.

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