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I PALADINI DI FRANCIA


CARLO MAGNO : imperatore di Francia, padre: re pipino , sposa: galerara, figlia di galafrone re di toledo., sorella: Berta, madre di Orlando, sposa di Milone , figlio: Aluigi


ANGELICA : paladina di Francia, padre: re galafrone, fratello: argalia


ORLANDO : 1° paladino di Francia, cugino di Rinaldo , Bradamante e di Astolfo, padre: Milone , conte di d'anglante, madre: Berta, sorella di Carlo Magno, fratello: Agolaccio, moglie: Aldabella, sorella di Oliviero, spada: durlindana


RINALDO : paladino di Francia, cugino di Orlando, padre: duca amone, fratello di Milone, madre: Beatrice, figlia del duca namo, sorella: Bradamante, sposa di Ruggiero, moglie: Clarice, figli: Giovone e Giunetto, figli avuti con Floriana: Carinda e Guidone, spada: frusBerta


RUGGIERO DI RISA: paladino di Francia ,fratello: Beltramo, moglie: galliacella, figlia di Agolante , e sorella di almonte e trojano, figlio: Ruggiero, figlia: marfisia


ASTOLFO: paladino di Francia, cugino di Orlando


AGOLACCIO: paladino di Francia


BALDOVINO paladino di Francia , padre: gano di magonza , madre: Berta, sorella di Carlo Magno, vedova di Milone e madre di Orlando


BELTRAMO paladino di Francia ,fratello: Ruggiero DI risa


BRADAMANTE paladina di Francia , cugina di Orlando , padre: duca amone, fratello di Milone , madre: Beatrice, figlia del duca namo , fratello: Rinaldo , marito: Ruggiero, re di bulgaria


CARINDA : paladina di Francia padre: Rinaldo , madre: Floriana , sposo: Cladinoro


CLADINORO: paladino di Francia , padre: Ruggiero di risa , madre: Claudiana moglie: Carinda


FERABA : paladino di Francia , padre: Malaguerra , madre: mAGA sordinella , moglie: Filidora


GANDELLINO: paladino di Francia


PADRE: Cladinoro , madre: Rosetta di russia , moglie: Bellaura


GANO DI MAGONZA : paladino di Francia


MOGLIE: Berta, sorella di Carlo Magno, vedova di Milone e madre di Orlando


MALAGIGI : paladino di Francia , cugino di: Orlando, Rinaldo e Bradamante padre: buovo d'agromante, fratello di Milone madre: lucietta , fratello: bernardo detto "viviano"


MALAGUERRA : paladino di Francia


MARFISIA : paladina di Francia , padre: Ruggiero di risa , madre: galliacella fratello: Ruggiero


MILONE : conte d'anglante - paladino di Francia - cavaliere sventura


FRATELLI: GIRARDO DI BOSSIGNONE, BUOVO D'AGROMONTE, AMONE (PADRE DI RINALDO E Bradamante) , MOGLIE: Berta, SORELLA DI CARLO MAGNO, IMPERATORE DI FRANCIA , FIGLIO: Orlando, 1° PALADINO DI FRANCIA


RUGGIERO : paladino di Francia , padre: Ruggiero di risa , madre: galliacella sorella: marfisia , moglie: Bradamante, sorella di Rinaldo


OLIVIERO : paladino di Francia , padre: ranieri, governatore di sutri , sorella: Aldabella, moglie di Orlando , moglie: fedelsmonda , figli: girardo (grifone bianco) , rainiero (acquilante nero)


TURPINO : paladino di Francia


UZEDA : catanese


paladino di Francia


VIVIANO : paladino di Francia, cugino di Orlando, Rinaldo e Bradamante, padre: buovo d'agromante, fratello di Milone , madre: Lucietta , fratello: Onofrio, detto "malagigi"


I SARACENI


ALFONSO
BIANCARDINO
FALSARONE
GRANTONIO
GUARNIERE
MARSILIO
PULICANTE
AGOLANTE
ALMONTE
TROIANO
FERRAU'
DAMA ROVENZA


Il termine Paladino, dall’aggettivo latino palatinus (del palazzo), descrive ciascuno dei 12 Pari al servizio nell’esercito di Carlo Magno, essi ricoprivano le cariche più alte dell’ordine militare e costituivano una sorta di guardia d’onore dell’Imperatore. I Paladini o Pari erano scelti personalmente da Carlo Magno e obbedivano solo al re Vi sono pareri discordanti circa i nomi dei 12 Pari, per alcuni testi essi erano: Orlando - Olivieri - Berengario - Ottone - Gerino - Ivo - Avorio - Genieri - Ansegi - Sansone - Gerardo - Engelieri.


Secondo la Chanson de Roland erano invece: Orlando - Oliviero - Turpino - Oggieri il danese - Riccardo il vecchio - il nipote Enrico - Accellino di Guascogna - Tebaldo di Reims - il cugino Milone - Geriero - Gerino - Gano.


Pupi dal latino pupus, che significa bambinello sono le caratteristiche marionette armate del teatro epico popolare
I pupi sono espressione di quello spirito epico, eroico e cavalleresco, che dalla
Chanson de geste medievale ai grandi poemi del Boiardo e dell’Ariosto, a tutta una tradizione letteraria, musicale, figurativa.


I pupi esprimono la volontà di continuare a battersi in quella che è stata definita “la più invisibile delle guerre invisibili” che, con i nostri ideali, sosteniamo dentro di noi più che fuori.


Il pupo è animato dall'alto, per muovere la testa e il braccio destro due aste di metallo. I pupi portano in scena l'epica Chanson de Roland e ai romanzi dell'epopea cavalleresca.


Le tematiche trattate sono quelle delle Chansons de Geste che provengono dal ciclo Carolingio cioè dalla morte di Pipino il Breve a qualle dell'imperatore Carlo Magno.


All'inizio del secolo, operavano numerosi teatri che mettevano in scena diverse storie.
Ogni "storia" veniva narrata con cicli rappresentativi che potevano prolungarsi, serata dopo serata.


Ogni singola rappresentazione veniva preannunciata da un "cartellone" con la scena principale della serata e con una sintetica descrizione del programma. Il commento musicale, quando c'era, era affidato a musicanti di mestiere che, su indicazione estemporanea del "parlatore", eseguivano brani in voga, veloci o lenti, a seconda dell'azione scenica.
Il pubblico seguiva gli spettacoli e prendeva a cuore le le sorti dei personaggi a loro preferiti.


I PUPARI


I pupi non hanno fili come le marionette. Con le aste i pupari li muovono sullo sfondo di scenari ingenui e colorati. Li muovono al ritmo degli scudi e delle spade. Ma i pupi non sono marionette.
La parola ha anche questo significato amaro. "Pupi siamo, caro Signor Fifì! Lo spirito divino entra in noi e si fa pupo. Pupo io, pupo lei, pupi tutti" (L. Pirandello, Il berretto a sonagli, a.I)
C’è tanta disperata amarezza in queste parole. Un’amarezza meridionale. I pupi e i pupari. Le parole possono avere significati amari. Ma il teatro dei pupi ha un altro significato. Il teatro dei pupi non è un teatro di marionette.
I pupari che dietro i fondali li muovono, i pupari animano i pupi. Danno voce e sentimento alle loro "bambole" coperte di armature.
I pupari raccontano le loro storie improvvisando e recitando. Raccontano come si raccontava una volta, quando il narratore parlava e credeva anche lui nella sua favola. I pupari raccontano storie di ribelli. Raccontano la favola di quelli che si battono contro un potere prepotente e incomprensibile e in qualche modo riescono a vincere. Una favola siciliana. E i paladini sono i nobili protagonisti, perchè sono conti e baroni e indossano costumi colorati e luccicanti.


I paladini combattono per la religione, per l’amore, per la gloria, per la fedeltà. Non combattono per diventare ricchi e potenti.
L’opera dei pupi è ancora teatro. I pupari veri sono ancora gente di teatro. Da generazioni, infatti, creano un linguaggio teatrale, fatto di parole, di movimenti, di immagini, di suoni. E sono autori e attori, scenografi e costumisti, tecnici delle luci e musicisti, impresari e macchinisti. E sono protagonisti di uno spettacolo che nasce con spontanea immediatezza dal contatto con un pubblico partecipe e, insieme è frutto di un grande impegno professionale.


CARLO MAGNO


Re di Francia, grazie a Lui la Francia ed il Cristianesimo ebbero un periodo di vero splendore. dopo che i fratellastri avevano ucciso Pipino, Carlo si rifugia in Spagna sotto mentite spoglie al servizio del re Galafro prima di ritornare in Francia


Re Carlo a capo del suo valoroso esercito accumulava in ogni battaglia vittoria su vittoria, tanto che il suo esercito veniva considerato il più forte, praticamente imbattibile, tutto questo grazie ai Paladini di Francia la cui nascita si deve proprio a Re Carlo.
Egli regnò per moltissimi anni diffondendo, nelle terre conquistate, la fede in Cristo.
Fù un Re giusto, nobile e generoso sebbene in certe occasioni si mostrò di animo troppo debole ed ingenuo.
Egli morì nell’anno ottocentoventisette lasciando il regno a suo figlio Aluigi che ne continuò le gesta.
La sua salm fù seppellita ad Arles secondo il suo volere.


ANGELICA

Angelica è la dama contesa fra due dei più importanti Paladini di Francia. Orlando e Rinaldo se la contesero e pur essendo entrambi al servizio di Carlo Magno divennero nemici per amore della bella Angelica, principessa del Catai arriva alla corte di Carlo Magno con la scusa di trovare marito in realtà vuole con la lancia incantata del fratello Argalia uccidere i paladini possiede arti magiche che ha appreso rubando il libro del mago Malagigi, si uccide pur di non sposare Ferraù.


ORLANDO

Il suo nome francese Roland seconda una leggenda deriverebbe dal fatto di essere caduto dalle braccia della madre.
La notizia della fuga di Berta con Milone conte d’Aglante suscitò in Re Carlo ira tremenda. Emanò un editto con cui li bandiva dal regno . Intanto Orlando crescendo mostrava segni di grande coraggio e di forza. Vagando nei folti boschi, ora in lotta con un velenoso serpente, ora con qualche orso, sapeva sempre trarsi d’impaccio uccidendo l’uno e l’altro. Accadde che Carlo Magno incoronato imperatore faceva ritorno in Francia, quando colto da un lieve malore fu costretto a fermarsi a Sutri dove tenne corte degna di sé, ed ordinò che tutti i poveri fossero nutriti e vestiti.
Fra gli altri presentatosi anche il giovanetto Orlando di cui le avventure erano state narrate all’imperatore, che volle conoscerlo e sentire la sua storia. Riconosciuto nel giovanetto il figlio di sua sorella lo accolse con molta gioia e lo condusse con sé in Francia insieme alla sua amata sorella Berta, madre del giovanetto.
La prima prodezza dove Orlando mise in mostra il suo valore di grande guerriero fù quando uccise a colpi di bastone il potente saraceno Altomonte (assassino del padre Milone) e ne vestì le sue armi, ed anche la celbre spada Durlindana, ha il suo punto debole nel tallone come Achille.
In seguito ad altre moltissime imprese audaci e valorose fu eletto primo Paladino di Francia. Sposò Aldabella, e vissero felici ed innamorati. Ma il destino voleva ben altra cosa e così un giorno si presentò alla corte di Francia una donzella ed un cavaliere scortati da quattro giganti, la fanciulla, che altro non era che la bellissima Angelica fece innamorare tutti i paladini, tra cui anche il prode
Orlando, che per Lei perse la ragione. Astolfo, amico di Orlando, per volere di Dio sull’Ippogrifo, cavallo alato, volando in paradiso recupera il senno di Orlando, il quale rinsavito si butta a capofitto in combattimenti contro gli infedeli ed in gesta eroiche degne del suo valore affinché la giustizia trionfi. Finchè in un infausto giorno trovò la morte nella battaglia di Roncisvalle. Pieno di orgoglio tarda a chiedere aiuto a Carlo Magno e quando si decide di suonare il corno Olifante è troppo tardi


RINALDO

Dall’unione di Amone (fratello di Milone) e Beatrice (figlia del Duca Namo) nacquero due figli, un maschio a cui fu dato il nome di Rinaldo ed una femmina di nome Bradamante.
Rinaldo sin da giovanetto diede prova di grande forza e coraggio, cosicché un giorno mentre andava con la madre fu avvicinato da un bella signora che le diede un’armatura completa ed un elmo, poi le disse che sia l’armatura, che l’elmo erano incantati . E se la madre non era stata fedele al marito appena le avrebbe indossate sarebbe morto. Rinaldo sicuro dell’onestà della madre senza esitare un attimo indosso tutto.
La signora volle allora che Rinaldo le giurasse di vendicare l’onore della madre che era stato ingiustamente intaccato dal vile Gimano.
Intanto in Francia si combattevano dure battaglie contro gli infedeli con grande successo per i paladini di Francia e di Carlo Magno. A questa battaglie prendeva parte anche Rinaldo che in incognito si batteva contro i saraceni con immenso valore, tale fù l’onore con cui Rinaldo si batteva che destò la curiosità di Carlo Magno, che le chiese di svelargli il suo nome affinché potesse onorarlo come meritava.
A tal richiesta Rinaldo si mostrò ben lieto di farsi riconoscere a patto che il Re non si opponesse ad un combattimento fra Rinaldo ed un cavaliere della corte reo di avergli oltraggiato ingiustamente la madre.
Carlo anche se non del tutto convinto acconsentì al duello e fu cosi che Rinaldo facendosi riconoscere da Carlo sfidò a duello Gimano di Bajona e lo uccise.
Si deve sapere che Rinaldo prima di giungere al fianco di Re Carlo ed acquistare tanto valore aveva,
per amore di una fanciulla di nome Clarice, ferito mortalmente un cavaliere di nome Alcasto di Tessaglia.
Aveva anche vinto, in feroce duello, il superbo gigante Atlante e si era impossessato della di lui spada la fine Frusberta, aveva altresì rincorso e abbattuto il cavallo incantato di nome Bajardo con la sola forza delle sue mani e quindi ne era diventato il legittimo proprietario.
Dopo tutte queste avventure il prode Rinaldo insieme al suo amico Florindo intraprese un viaggio durante il quale cento peripezie accaddero ai fidi amici, ma essi si seppero trarre in salvo, sia quando dovettero liberare il castello della maga Arbettina dall’insidia di un terribile gigante, sia quando uccisero Francardo ed i terribili fratelli di Mambrino e liberarono più di trenta fanciulle tenute prigioniere dal gigante Brunamonte uccidendolo.
Ma tutto ciò non bastò ai due fieri amici che sempre in cerca di nuove avventure si incamminarono per il mondo.
Fin quando non giunsero nel regno della bella regina pagana di nome Floriana che ammaliata dal coraggio e dalla bellezza del prode Rinaldo usò tutto il suo fascino per legare a sé e far nascere nel cuore del giovane Rinaldo una arcana fiamma amorosa, che le fece dimenticare la sua cara Clarice;
quando una notte le apparve in sogno una soave donzella che le ricordò come lui fosse legato prima al suo giuramento di valoroso difensore del Cristo, e poi alla sua fida e mesta Clarice.
Rinaldo allora si svegliò, e prendendo coscienza della realtà fuggi da Floriana per far ritorno dalla sua amata.
Ritornato a Parigi per un malinteso crede di perde l’amore di Clarice, in una disputa avuta con Anselmo di Magonza lo uccide. In seguito a questo episodio viene espulso dalla corte di Francia.
Accadde cosi che un giorno mentre Rinaldo viaggiava senza meta, vide un cavaliere che sosteneva fiera battaglia con molta gente armata , il prode Rinaldo non perse tempo ed andò in aiuto al valoroso cavaliere che altri non era che il suo fido amico Florindo.
Da uno dei guerrieri rimasto ancora vivo seppe che la bella Clarice era prigioniera di Mambrino che la voleva sposare, preso da un grande furore corse a liberarla insieme al suo amico Florindo, ma poté riuscire nell’impresa grazie suo cugino Malagigi valente mago.
Ritornato in Francia con la sua bella Clarice fu perdonato da Carlo che per renderlo degno sposo di Clarice lo fece signore del principato di Montalbano.
Intanto era venuto il momento che la regina Floriana partorisse, cosi a sua insaputa Rinaldo diventa padre di due figli un maschio di nome Guidone ed una femmina di nome Carinda.
Altre gesta eroiche faceva intanto il prode Rinaldo come uccidere il terribile Mambrino ed impossessarsi del suo elmo incantato, ed abbattere ed uccidere la valorosa e fiera Rovenza che sia per il suo valore sia per il suo mantello incantato aveva battuto tutti i paladini.
Nel frattempo Clarice rendeva padre Rinaldo partorendo un figlio maschio di nome Giovone. E dopo alcuni anni fu padre per la seconda volta di un altro figlio chiamato Giunetto.
Con l’arrivo di Angelica alla corte di Francia per Rinaldo iniziano di nuovo le odissee, in quando anche lui ,come tutti i paladini, si innamora della bella Angelica e le corre dietro prima preso di amore, poi quando e amato dalla bella Angelica la rifugge, e dopo la insegue ancora preso di amore, ma abbandona l’inseguimento per andare in aiuto ai paladini che si trovano a far guerra e
sono in difficoltà.
Altre imprese amorose aspettano il paladino, come il suo innamoramento per la stupenda Leandra, il suo innamoramento per Bellisarta figlia del re di Napoli, che a sua volta era stata prescelta da Carlo come sua sposa, e proprio per questo suo innamoramento scellerato porta se stesso e tutta la sua famiglia all’esilio.
Dopo aver tanto patito ed essersi veramente pentito Rinaldo ritorna da Carlo e le chiede perdono.
Avuto il tanto sospirato perdono Rinaldo combatte nelle file dei paladini nell’infausta battaglia dove sopravvisse a suo cugino Orlando, ma dopo averlo vendicato chiedendo (e ottenendo) a Carlo di far squartare il traditore Gano, e dopo aver rifiutato il regno di Trabisonda, indossò le vesti di frate ed entrò in un convento dove restò fino alla sua morte.


RUGGIERO DI RISA

Ruggiero di Risa , figlio di Rampaldo e amico di Milone volle portare egli stesso la notizia del perdono del cognato Carlo Magno all’amico, che trovavasi in Africa presso il re Agolante.
Ma avvenne che Ruggiero ignaro della via che doveva prendere dopo essere sbarcato in Africa, si condusse nella città del Re Guarnieri il quale aveva una figlia bellissima di nome Claudiana.
Vedersi e innamorarsi fu per i due giovani un sol punto, cosi seguirono molti appuntamenti clandestini ed in uno di questi i due si amarono e progettarono di fuggire insieme.
Ma ohimè durante il viaggio la nave che trasportava i due fu attaccata da un bastione di pirati che furono massacrati dal valoroso Ruggiero, ma anche la bella Claudiana sorpresa da una mareggiata cadde nelle acque, e malgrado Ruggiero la cercasse come un forsennato non riuscì a trovarla e credendola morta non le rimase altro che abbandonare ogni speranza, così afflitto per la perdita si lasciò trasportare dalla nave che rimase in balia di se stessa e trasportata da impetuosi venti, fu sbalzata sulle coste della Sicilia.
Riavutosi noleggia un’altra nave e si dirige a Risa.
Claudiana che era caduta in mare nuotò fino allo svilimento.
Già pensava di morire, quando un capitano d’una nave la soccorse e la portò nell’alta Armenia, dove diede alla luce un bellissimo bimbo di nome Cladinoro.
Intanto Agolante con i suoi tre figli tra cui la invitta Galliacella si mosse alla volta di Risa per far guerra, ma non volendo spargere sangue innocente uno dei figli di Agolante sfida a singolare tenzone Ruggiero, ma prima di combattere chiede a Ruggiero se vuole lasciare la religione cristiana e il suo regno, ed in cambio diventare Re in un regno in Africa, Ruggiero alzando la visiera rifiuta
categoricamente.
Galliacella, presente a questo colloquio e visto il soave volto di Ruggiero se ne innamorò.
E dopo aver combattuto valorosamente ed essere stata scavalcata da sella da Ruggiero, che pure era preso d’amore per l’invitta fanciulla, Galliacella confessò a Ruggiero il suo amore, il quale le giurò eterno amore e la condusse in Risa come sua sposa.
Ma dopo non molto tempo Beltramo infido fratello di Ruggiero, a tradimento uccide il padre e quest’ultimo.
Galliacella consunta dal dispiacere per la morte del suo caro, si rifugia in un bosco dove, dopo avere partorito due figli un maschio Ruggiero e una femmina Marfisia, muore.


ASTOLFO

Astolfo cugino di Orlando, prode paladino di Francia, sin da giovanetto si mostrò uno spirito libero attratto dalle armi e dalle belle donne, voglioso di gloria andò in giro per il mondo in cerca di avventure. Ebbe molte avventure sia amorose che cavalleresche. Ma l’avventura più importante fù quella che lo vide protagonista nel recuperare il senno di Orlando dal Paradiso, cosi ritornato sulla terra fa rinsavire Orlando e per mezzo di un corno magico riesce a disfare l’esercito pagano di Agramante. Seguono molte altre avventure in cui Astolfo insieme con gli altri paladini mostra immenso valore. In seguito a queste avventure incontra la bella Forisena figlia del re Corbante, la salva dalla vipera a cui doveva essere immolata liberando cosi anche il regno.
Astolfo combatte ancora insieme ai paladini riportando successi su successi, finché un infausto giorno, per tradimento di Gano di Magonza, trova la morte insieme alla maggior parte dei paladini a Roncisvalle


AGOLACCIO

Agolaccio fratellastro di Orlando, Paladino di Francia, divenne per volere di Re Carlo Signore di Capua e governatore di Benevento in seguito al suo valore e coraggio mostrato in battaglia.
Insieme ad altri paladini scacciò i pagani dal regno di Sanseverino e ne sposò la regina Baldiana e con essa visse in pace nel suo regno, finché un giorno andò a combattere insieme ai paladini a Roncisvalle e qui trovò la morte insieme alla maggior parte dei paladini.


BALDOVINO


BELTRAMO


BRADAMANTE

Anche lei come il fratello Rinaldo di Montalbano ed il cugino, fu una valorosa paladina ed una accanita sostenitrice della fede cristiana, sia nelle battaglie, che nella vita fu degna dei suoi illustri parenti.
Combatté molte battaglie al fianco di Re Carlo ed in tutte si distinse per il suo valore e per aver sterminato gran numero di infedeli ed anche terribili giganti come, Teorco e Crollamonte.
Accade un giorno che Bradamante conobbe Ruggiero (figlio di Ruggiero di Risa e Galliacella ) non ci volle molto affichè i due si innamorassero, ma lei era cristiana e lui era pagano, essendo esso stato allevato dal mago Atlante, ed inoltre il mago saputo in anticipo il destino di Ruggiero le ha fatto un incantesimo che lo tiene lontano dall’amore. La valorosa ed innamorata Bradamante con l’aiuto della maga Melissa riesce a rompere l’incantesimo del mago Atlante e libera il suo amato
Ruggiero, ma vennero di nuovo divisi. Promessa in sposa a Leone figlio dell' imperatore Costantino Intanto che Bradamante era occupata in aspre battaglie contro gli infedeli viene a conoscenza che il suo Ruggiero era stato ferito e si trovava a letto curato da una valorosa guerriera di nome Marfisia , e seppe anche che una volta guarito i due si sarebbero sposati.
A sentir questo Bradamante divenne "pazza di gelosia" e giurò di vendicarsi.
Cosi andò in cerca sia di Ruggiero che di Marfisia.
Seguì una aspra battaglia prima tra Bradamante e Marfisia , e poi tra Ruggiero e Marfisia.
Ruggiero stava per uccidere Marfisia, quando lo spirito del mago Atlante lo fermò svelandogli che Marfisia era sua sorella, e consigliò a Bradamante di andare d’accordo con Marfisia in quanto presto le sarebbe diventata cognata.
Ma non era arrivato il tempo in cui era destinato che Bradamante e Ruggiero si unissero in matrimonio, infatti i due furono di nuovo divisi.


CARINDA

Carinda, paladina di Francia, figlia di Rinaldo e Floriana, degna figlia del padre sin da giovane andava per armi, cosicché un giorno cadde prigioniera di una banda di malandrini, che l’avrebbero di certo uccisa se non fosse venuto in suo aiuto il prode Cladinoro.
Una volta salva i due giovani si conobbero e si innamorarono, ma presto furono divisi, in quanto Carinda fù rapita da un carro alato comandato da sua zia la maga Medea.
Presa d’amore per Cladinoro la bella Carinda non poté sopportare di rimanerle lontana cosi durante la notte bruciò i libri magici della zia e scappò alla ricerca del suo amato.
Dopo tanto peregrinare, ed aver compiuto gesta di inaudito valore, tra cui e non ultimo, quello di liberare sua zia Bradamante dal vile e astuto mago Archirolo, poté riabbracciare il suo amato Cladinoro.
Una volta ritornati in Francia alla corte di Carlo Magno i due innamorati si unirono in matrimonio.


CLADINORO

Cladinoro, paladino di Francia, figlio di Ruggiero di Risa e Claudiana, fin da giovane mostrò una grande forza e immenso coraggio.
Compi molti atti eroici, ma il più importante fù quello di uccidere il terribile mostro che terrorizzava gli abitanti del regno del re Soldanella, il quale visto ciò adottò Cladinoro come suo figlio.
Ma al giovane non piaceva la vita facile cosi un giorno andò in cerca di gloria.
Partecipò alla giostra tenuta da Barbassore di Russia, la vinse battendo il terribile gigante di nome Scapigliato, ed ottenne l’amore della bella Rosetta figlia di Barbassore, ma per errore fù creduto traditore e dovette fuggire.
Nel suo lungo andare compi valorose battaglie, ora da solo, ora nelle file dei cristiani, finché un giorno destino volle che incontrasse la bella e valorosa Carinda di cui si innamorò corrisposto.
Il loro amore però duro poco, infatti Carinda fù rapita da un carro alato, invano Cladinoro cercò di seguirla senza raggiungerla.
Per ritrovare la sua amata affrontò mille perigliose imprese, ma alla fine i due si ritrovarono e si sposarono.
Cladinoro divenne padre di un bambino di nome Gandellino, nato in seguito alla sua unione con Rosetta di Russia (che a sua volta aveva sposato Gradasso).


FERABA

Feraba sin da giovanetto amava cacciare leoni, tigri ed altre bestie feroci, era un valido aiuto per la custodia della fortezza dove viveva con la madre.
Un giorno la madre le svelò il segreto della sua nascita, allora Feraba spinto da una ingiusta convinzione pensò che il padre lo avesse abbandonato a causa di re Carlo, e giurò di andare in Francia per vendicarsi uccidendo Carlo e i suoi paladini.
Malgrado le inutili esortazione materne ad abbandonare la insana idea Feraba partì per la Francia.
Lungo il suo cammino incontrò una donzella insediata da alcuni cavalieri, Feraba la salvò e se ne innamorò e sentita la sua triste storia promise di vendicarla.
Costei era Filidora figlia di re Abiseo ucciso a tradimento dal fratello.
Feraba uccise l’usurpatore e insieme a Filidora viveva nel regno.
Feraba aveva sempre l’idea fissa di vendicarsi, così un giorno armato un esercito andò a muovere guerra alla Francia.
Dopo numerose battaglie in cui uccise molti cristiani, sia per mezzo della sua compagna Filidora (che si era convertita), sia per le parole persuasive di Orlando prima e di Carlo dopo, si convertì e sposò la sua compagna Filidora.
Una volta sposati i due ritornarono nel loro regno dove trovarono il popolo che li acclamava e volle condividere la scelta dei suoi sovrani convertendosi al cattolicesimo.


GANDELLINO

Gandellino, paladino di Francia figlio di Cladinoro e di Rosetta di Russia, degno figlio del suo valoroso genitore, uccide il superbo e forte Creonte, che aveva ucciso il fratello, Re di S’Andrea per usurparne il trono.
Gandellino ferito, ritorna vittorioso alla corte dove viene acclamato dal popolo e accolto affettuosamente da Bellaura figlia del defunto re.
Si sposò con Bellaura e divenne re di Scozia.


GANO DI MAGONZA

Gano, paladino di Francia, marito in seconde nozze della bella Berta (madre di Orlando e sorella di Re Carlo).
Fù un neo nell’esercito dei paladini, essendo egli il peggiore dei traditori.
Gano però era anche astutissimo, infatti riusciva a convincere Re Carlo a fare qualunque cosa, e pur essendo palese a tutti che egli era un traditore Re Carlo vedeva in lui un suddito fedele ed un prode paladino.
Appena era possibile cercava di rovinare o addirittura far morire i più valorosi paladini come, Rinaldo, Ruggiero, Cladinoro, Bradamante ed anche il suo figliastro Orlando.
Tante volte tradì e cerco di distruggere il regno di Francia, finché un giorno ebbe l’occasione giusta , e con un vile e atroce inganno, messosi d’accordo con i pagani di Spagna, attirò i più valorosi paladini di Francia a Roncisvalle.
Questi ultimi andarono a Roncisvalle per portare la pace e la conversione alla fede in Cristo, ed invece vi trovarono morte e distruzione.
Dopo questo luttuoso avvenimento dove la maggior parte dei paladini, compreso il prode Orlando,morirono, il vile traditore Gano fù condannato da Re Carlo a morire squartato vivo e le sue carni bruciate e sparse al vento.


MALAGIGI

Figlio di Lucietta e Buovo di D'Agromonte (fratello di Milone), venne rapito ai genitori dal mago Merlino che lo diede in custodia a sua figlia anche essa maga, la quale lo istruì alle arti magiche e ben presto Onofrio ribattezzato Malagigi divenne un esperto dell’arte magica.
Grazie alla quale aiutò in molte occasioni i paladini di Francia, togliendoli da compromettenti situazioni e salvandogli la vita. Conquistato i libri del mago saraceno Tuttofuoco , con cui ingaggia una una lotta tremenda.
Ma anche per lui cupido era in agguato e ben presto divenne vittima delle sue frecce e sposò la bella Eraclina figlia del re Tirendo.


NACALONE
è uno dei tanti diavoli al servizio di Malagigi, il suo aspetto è simile al dio Pan


MALAGUERRA


MARFISIA

Marfisia invitta fanciulla, figlia di Ruggiero di Risa e Galliacella, era una valorosissima guerriera pagana, essendo stata allevata da Mirante re di Persia dal quale fu iniziata alle armi, e ben presto divenne più brava del maestro.
Successe che Mirante vedendo crescere la bella Marfisia se ne innamorò e voleva farla sua amante.
Marfisia rifiutò con sdegno tale proposta e per non essere disonorata una notte uccise l’incauto tutore.
Dapprima fù condannata dal popolo, ma ben presto seppe conquistare la stima di tutto il popolo che la volle come sua regina.
Nei giorni che seguirono organizzò un esercito pagano e combatté al capo di questo con grande valore, finché un giorno per volere divino, si convertì alla fede di Cristo e divenne fiera paladina della fede cristiana.
Combatte molte battaglie nella fila dei cristiani ed infine si sposa con Guidone con il quale divide il suo regno di Persia.


MILONE

Innamorato di BERTA, sorella dell'Imperatore di Francia, già promessa sposa a Costantino Imperatore di Grecia, con la complicità di FRESINA, ancella di BERTA, riesce ad avere un incontro amoroso con la sua desiderata, questa non seppe resistere al dolce sentimento e lo amò.
Milone il mattino seguente uscì travestito da donna per non essere riconosciuto.
Questo stratagemma permise più volte ai due innamorati di amarsi finchè un giorno BERTA si accorse di essere incinta.
I due scapparono da Parigi e travestiti da pellegrini si recarono in Italia, per salvarsi dall'ira di CARLO MAGNO.
Berta diede alla luce un bambino di nome ORLANDO.


RUGGIERO


OLIVIERO

Oliviero fiero paladino di Francia, nipote di Girardo di Frata, che lo lasciò a governare il suo regno e fratello di Aldabella, una volta avuto il regno dallo zio, si sottomise a Re Carlo e si convertì al Cristianesimo divenendo paladino di Francia.
Combatté con valore ed onore insieme agli altri paladini per sconfiggere i pagani e diffondere nel mondo la religione Cristiana, finché un giorno fù mandato da Re Carlo insieme ad altri paladini a soccorrere la bella regina di Costanza Fedelsmonda assediata dall’esercito del gigante Tilofarne.
Ucciso il gigante sposò Fedelsmonda e divenne padre di due bambini, Rainiero e Girardo.
Ma un brutto giorno, mentre Oliviero era a combattere, il suo regno venne assediato ed incendiato, Fedelsmonda e i suoi figli riuscirono a salvarsi, ma la donna esausta cadde svenuta e i bambini sarebbero senz’altro morti se non fossero stati tratti in salvo da due maghe, la maga bianca che prese Girardo e la maga nera che prese Rainiero.
Oliviero intanto appena vide il suo regno distrutto e non trovando più la moglie ed i figli credendoli morti cadde in uno stato di dolore e abbandono.
Passarono molti anni ed Oliviero era sempre più triste, finché un giorno il destino fece sì che la famiglia si riunisse.
Così Oliviero e tutta la sua famiglia vissero insieme uniti e felici per molti anni.
Ma un infausto giorno nella battaglia di Roncisvalle sia Oliviero che i suoi figli trovarono la morte combattendo.


TURPINO


UZEDA
da Francesco Paceco duca di Uzeda, vicerè di Sicilia innamoratosi di Galatea , la sfortuna vuole che egli uccida il proprio figlio Osvaldo e muore tra le braccia della sua amata.


VIVIANO

Figlio di Lucietta e Buovo di D'Agromonte (fratello di Milone) venne rapito ai genitori dal re di Portogallo Abalante che lo chiamò Viviano.
Il giovane crescendo divenne un valoroso guerriero tanto che il padre lo schierò in capo al suo esercito, ma ben presto Viviano, in seguito alla rivelazione delle sue vere origini divenne cristiano entrando cosi a far parte del grande esercito di Carlo e diventò un valido paladino di Francia.


FERRAU'

forte guerriero saraceno figlio di Falserone e nipote di Galerana, moglie di Carlo durante il duello con Orlando cavallerescamente si svelano i propri punti deboli, ma orlando lo uccide lo stesso.


DMA ROVENZA

guerriera saracena figlia di Balbassorre combatte con un martello e stordisce Rinaldo , ma Bradamante corre in suo aiuto e riescono ad ucciderla.

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