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randazzo guida turistica

guida turistica Randazzo

Randazzo sorge sul versante nord occidentale dell'Etna, a 765 m sul livello del mare, sul versante settentrionale dell’Etna.

E' uno dei pochi comuni etnei che conserva l'originario aspetto medievale malgrado i rifacimenti e le devastazioni del secondo conflitto mondiale.

Nel 1282 Pietro I d”Aragona creò qui la sua base militare che, in seguito, divenne luogo di confluenza di tre gruppi culturali, greci, latini e lombardi, ognuno dei quali eresse a proprio simbolo una chiesa.

Nel territorio comunale di Randazzo esistono tre realtà museali: il Museo Archeologico Paolo Vagliasindi costituito da una collezione privata che comprende splendidi esempi di vasellame corinzio, ionico e attico, oggetti in bronzo e monete greche romane e bizantine. Il Museo Civico di Scienze Naturali contiene oltre a numerosi esemplari di minerali, flora e fauna siciliani, una ricchissima collezione ornitologica valorizzata dai diorami che favoriscono la valenza didattica delle esposizioni.

Fa parte de venti comuni del Parco dell' Etna


La grotta del Gelo

è una grotta dell'Etna, così chiamata per la presenza al suo interno di ghiaccio perenne.
Ubicata a 2030 metri d'altitudine si trova nel territorio del comune di Randazzo. La sua apertura e forma conica rappresenta dai primi anni '70 una meta per escursionionisti e turisti nonché esperti e scienziati. Precedentemente veniva usata dai pastori per abbeverare le loro greggi.
La grotta del Gelo è una galleria di scorrimento, originata dal raffreddamento di una colata lavica.
In estate la grotta è facilmente accessibile, nonostante siano necessarie 5 ore di cammino per raggiungerla. In inverno il suo ingresso è spesso nascosto dalla neve, che lo copre totalmente. Anche nei periodi più caldi al suo interno la temperatura non sale mai sopra i -6 °C nella, mentre quella più prossima all'imboccatura viene influenzata dagli agenti atmosferici esterni.

Escursionismo
Esistono diversi percorsi che portano alla grotta del gelo. Il più semplice parte dalla "strada mare-neve" dell'Etna, presso Linguaglossa all'altezza dei rifugi Brunek/Ragabo. Da qui occorre percorrere i primi 5 km della pista altomontana dell'Etna, una comoda strada sterrata percorribile anche in bicicletta che conduce alla caserma Pitarrona nel comune di Castiglione di Sicilia . Questo primo tratto non presenta particolari pendenze. Giunti al bivio per il rifugio Timpa Rossa, occorre abbandonare la strada sterrata ed iniziare una lunga salita sulla lava grezza, su un tracciato segnalato da torrette di pietra, bastoni piantati sul terreno e qualche spruzzo di vernice.
Questo secondo tratto è molto più impegnativo del primo e presenta un dislivello di oltre 400 metri su un percorso di circa 5 km, ovvero l'8% di pendenza media. Complessivamente, si tratta dunque di circa 10 km con un dislivello di circa 550 metri (pendenza media circa 5,5%). Segue altimetria:

Il Monte Ilice è un cono vulcanico inattivo, un cratere avventizio posto sul versante nord-orientale dell'Etna, compreso nel territorio dei comuni di Trecastagni e Zafferana Etnea (CT).
Si eleva fino ad una altezza di 908 m s.l.m. e presenta, nella parte sommitale, una depressione centrale, residuata dall'antica attività vulcanica del cratere.

Il patrimonio Architettonico

La chiesa Madre di Santa Maria ha origine medievali (1217-l239) ma del primitivo impianto rimangono soltanto tre vigorose absidi tunite; sul lato settentrionale si aprc un bellissimo portale gotico con una Madonna di scuola pisana. A Giuseppe Velasco pittore neoclassico palermitano si devono alcune tele di rarefatto purismo fonnale realizzate nel 1809, l”Assunzione e l'Incoronazionedella Vergine.
Tra gli altri capolavori (anche una tela fiamminga di Jean van Houbraken) spicca Lma Madonna del Pileri, affrescobizantineggianteacuièlegata la leggendaria fondazione della chiesa.
Considerata la regina della valle, sin dalla sua fondazione viene divisa in tre quartieri San martino popolato dai lombardi, Santa Maria abitato dai Normanni detti Latini e San Nicola dove vivevano i Greci.

Chiesa di Santa Maria, l’attuale assetto della Basilica è il risultato di contributi architettonici che vanno dal XIII secolo fino al 1863 (rifacimento del Campanile), fino ancora ai restauri dei nostri giorni. Lungi dal creare dissonanze, i diversi apporti stilistici si sono fusi in modo armonico e unitario. All’esterno, interamente realizzato in neri blocchi di pietra lavica, oltre al campanile bicromo che svetta sulla facciata, movimentata da archetti, sculture e rosoni di arenaria, interessanti sono i due portali quattrocenteschi di nord e sud, quest’ultimo con bassorilievi scolpiti, e le absidi merlate, con alla sommità lo stemma marmoreo del paese. All’interno, dove le navate sono scandite da una fuga di nere colonne monolitiche, si ammirano l’affresco bizantino della Madonna del Pileri, legato alla leggenda sull’origine della chiesa,-la tavoletta «Salvezza di Randazzo» di Girolamo Alibrandi (1470-1524),  Crocifissione di Van Houmbracken (XVII sec.), il Crocifisso scolpito in legno da Frate Umile da Petralia (sec.XVII)  Il soffitto è affrescato con scene della vita della B.Vergine, di Filippo Tancredi (1682),

www.basilicasantamaria.it


Chiesa di San Nicolò, la più ampia di Randazzo, risale al secolo XIII, ma ha subito vari rifacimenti: il campanile, mai ultimato per varie traversie, è del ‘700, le absidi del XIII secolo, la facciata tardo-rinascimentale, la cupola ricostruita nel dopoguerra. All’interno, si può ammirare: la statua marmorea di San Nicola di Bari di Antonello Gagini (1523), la Custodia del Sacramento sempre dei Gagini, un Fonte battesimale in arenaria del XIV secolo,  un Crocifisso dipinto su tavola (XVI sec.), un trittico di scuola antonelliana con la Madonna tra S.Lucia e S.Agata,

Chiesa di San Martino  la costruzione risale al secolo XIII, ma ampliamenti e ristrutturazioni vennero attuati nei secoli successivi, specialmente dopo gli ingenti danni bellici, spettacolare il Campanile del Duecento, inalterato, a quattro dadi sovrapposti, dove si succedono, su tre ordini, coppie di finestre bifore e trifore bicrome. Fu definito dal Maganuco «un’espressione musicale, il più bel campanile di Sicilia». La facciata è tardorinascimentale, con un solenne portale al centro. All’interno, dove un recente restauro ha messo a nudo il basalto lavico delle colonne, si osservano il Fonte battesimale in marmo di Angelo Riccio (1447), il Crocifisso del Matinati (1530), che secondo la leggenda non volle più andarsene da Randazzo, il Ciborio gotico di marmo bianco traforato, un polittico attribuito ad Antonello da Saliba (XV secolo), con la Madonna tra S. Maddalena e S. Marta, una statua Madonna della Misericordia di scuola gaginesca (sec.XVJ), una delicata Madonna delle Grazie in marmo attribuita a Vincenzo Gagini (1535),

Alla compatrona della città, Maria SS. Assunta, è dedicata il 15 di agosto la solennità più importante dell'anno, preceduta, la sera del 14, dalla processione col simulacro della Madonna dormiente, il giorno di Ferragosto alle 16 dalle absidi di S. Maria si muoveil fercolo della Vara, percorrendo l'intera via Umberto I. La 3° domenica di settembreha luogo la Festa e processione della Madonna Addolorata,venerata nella chiesa di S. Pietro. Da qualche anno, in questa data, escono alternativamente la Madonna o il Crocifisso di S.Martino.

Chiesa di Santa Maria della Volta, ad unica navata e soffitto ligneo

Chiesa di Santa Barbara

Chiesa di Santa Maria dell'Agonia

CHIESA un crocifisso ligneo detto della pioggia perchè lo scultore trasportandolo a Palermo per evitare di lasciarlo nella stalla chiese al parroco di poterlo tenere in CHIESA, l'indomani prendendolo per portarlo via si scatena una tempesta così nei giorni successivi fin tanto che il crocifisso non fu lasciato lì, le tre chiese a turno funzionavano da Matrice di Frà Umile da Petralia

San Giacomo pellegrino con la Madonna e il Bambino Ai lati sono stati realizzati dieci riquadri che illustrano la vita e i miracoli del Santo, tra cui il Miracolo dell’impiccato e il Miracolo del galletto risorto. Il quadro è custodito nella CHIESA di S. Nicolò e rappresenta l’unico ciclo pittorico compostellano finora rinvenuto in Sicilia

Palazzo Comunale.
Ex convento dei Frati Minori Conventuali, che vi ebbero sede fino al 1866, quando a seguito della soppressione delle corporazioni religiose, venne confiscato e poi ceduto al Comune. Restaurato nel 1983, presenta al piano terra un interessante
chiostro con cisterna al centro della corte




Lago Gurrida

Borgo murazzo rotto in direzione Cesarò

Randazzo informazioni turistiche sul patrimonio architettonico
Informazioni e accoglienza turistica a Randazzo
Per ricevere maggiori informazioni turistiche per visitare il Comune la sua storia i monumenti da visitare, riserve naturali e spiagge, visite guidate, orari di apertura, biglietti d'ingresso, numeri utili per il turista, strumenti per programmare una vacanza, cosa fare, dove mangiare, dove dormire. offerte di soggiorno e pacchetti di viaggio da parte di alberghi e operatori turistici locali.

  • Randazzo, informazioni turistiche, cosa vedere, siti di interesse, monumenti e molto altro nella pagina dedicata al Comune.
  • Pro Loco o ufficio di informazione turistica, la promozione turistica, culturale, ambientale e sociale del territorio.
  • Le Guide turistiche di Catania possono organizzare un programma su misura delle vostre esigenze compatibile con i vostri tempi.
  • Potreste anche rivolgervi ad un Accompagnatore turistico per fornirvi assistenza durante il viaggio fornendo informazioni sui luoghi di interesse turistico e sulle zone di transito.

Trovare e scegliere dove dormire, il vostro alloggio
Trovare e scegliere dove dormire, il vostro alloggio, l'albergo preferito

Se state pianificando una vacanza e dobbiamo scegliere dove dormire, la scelta dipende dalle vostre preferenze e necessità, per aiutarvi a decidere dove alloggiare durante la vacanza, qui potete consultare tutti i recapiti delle attività ricettive presenti nel Comune, quali Alberghi, Bed & Breakfast, Agriturismo e altro ancora quali Case vacanza, Villaggi e Camping.

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muni confinanti
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