riserva naturale monte Carcaci - Sicilia Informazioni Turistiche

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riserva naturale monte Carcaci

Monte Carcaci

Ente Gestore: Azienda Regionale Foreste Demaniali
Responsabile in loco: UPA di Palermo
Via G. del Duca 23
90138 Palermo
Tel. 091 7041711
Distaccamento Forestale di Castronovo
Tel. 091 8217037

Informazioni turistiche:
Municipio di Castronovo di Sicilia
p.zza Municipio
90030 Castronovo
Tel. 091 8217584
Pro loco di Prizzi Hippana
p.zza F. Crispi 5
90038 Prizzi
Tel. 091 8346901

Comuni: Prizzi , Castronovo di Sicilia

www.artemisianet.it/carcaci.htm

riserva monte carcaraci

Come raggiungerla
La riserva si può raggiungere da Palermo imboccando l’autostrada A19 PA-CT ed uscendo allo svincolo per Villabate. Qui bisogna immettersi sullo scorrimento veloce Palermo-Agrigento (SS 121) e procedere sino all’uscita per Lercara Friddi, dove s’imbocca la SS 188 in direzione Prizzi. Superata Portella San Francesco, a poche decine di metri, a destra, si trova la SP 36 bis (leggera salita, fondo sconnesso) che ci permetterà di raggiungere il Borgo Riena (abbandonato), sulla sinistra si apre un sentiero per la riserva dove troveremo le indicazioni per il “Demanio Colobria”.

Il vero tesoro naturalistico della riserva sono le aree umide, una fra tutte: il laghetto stagionale che affiora nei pressi del rifugio forestale Colobria-Carcaci, a 900 m s.l.m. in zona Marcato delle Lavanche.

Il castello Margana Sorge su un’inaccessibile rupe rocciosa che domina un’ampia vallata; la spettacolare posizione della rocca, al centro di un territorio attraversato da percorsi viari secondari, attrasse i bizantini (745) che probabilmente vi edificarono il nucleo più antico del comprensorio. Utilizzato forse anche dai musulmani come ostello, ricovero per i viandanti lo fu sotto i Cavalieri Teutonici, cui venne affidato il feudo dopo essere stato tolto alla Magione di Palermo. Questi monaci-guerrieri ebbero la “licenza di costruzione” nel 1351, quando il castello esisteva già: a loro è addebitata l’edificazione della cappella dedicata alla Madonna, conosciuta col nome di Santa Maria Alemanna. L’edificio fu ampliato nel secolo successivo ed ebbe la concessione perché vi si costruisse, ai suoi piedi, un borgo che non venne mai realizzato.

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