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riserva naturale monte pellegrino

Riserva naturale Monte Pellegrino

Ente Gestore: Associazione Nazionale Rangers d’Italia
Viale Diana, Giusino, Favorita
90100 Palermo
Tel 091 6716066

Informazioni turistiche:
AAPIT di Palermo
p.zza Castelnuovo,35
90141 Pa
Tel. 091 6058111

www.riservamontepellegrino.palermo.it


Comune: Palermo

riserva naturale monte pellegrino

La Riserva Naturale Orientata "Monte Pellegrino" (comprendente il massiccio del monte come zona A e la Real Tenuta della Favorita come zona B o di pre-riserva);, affidata alla Associazione Nazionale Rangers d'Italia, è nata nel gennaio 1996 per proteggere proprio la biodiversità.

Il Parco della Favorita nacque come riserva reale di caccia e luogo di diletto della corte borbonica di Ferdinando III, intorno al 1799, in seguito allo precipitosa fuga che costrinse il re a rifugiarsi a Palermo dopo la proclamazione della Repubblica Partenopea. Ferdinando acquistò una casena ai Colli con l'intento di impiantarvi la propria residenza. Per tale scopo incaricò l'architetto Venanzio Marvuglia di ristrutturare la casena con fatture orientaleggianti, (l'attuale Casina Cinese) e di sistemarne a giardino gli spazi di pertinenza.

Contestualmente, Ferdinando III creò un grande parco limitrofo alla sua residenza annettendo parte dei feudi localizzati lungo il fianco occidentale di Monte Pellegrino. Si trattò complessivamente di circa 400 ettari sui quali impiantò il Parco della Real Favorita, un parco neoclassico destinato ad accogliere le attività preferite dal re ovvero la caccia e la sperimentazione agraria.

Da Piazza Generale Cascino alla grotta - Quest'itinerario è quello che i devoti percorrono in pellegrinaggio il 4 settembre per la festa del nome di Santa Rosalia. Se arrivate in auto, parcheggiate nella vicina piazza Generale Cascino antistante l'ingresso principale della Fiera del Mediterraneo. Un lungo viale ciottolato di circa 600 metri ci porta alle falde del monte e da lì inizia la tortuosa strada che conduce fino al Santuario. Poco dopo possiamo sostare davanti ad un'edicola dedicata alla Santuzza, posta alla fine di un tornante molto ripido, coperta da una cascata di gelsomini. Salendo ancora ci si inoltra all'interno della riserva attraversando pascoli e pinete intervallati da piante di fico d'India.

Dalla grotta al piazzale panoramico - Si tratta di un itinerario naturalistico e paesaggistico da percorrere a piedi. Partiamo dal Santuario e dirigiamoci a destra, seguendo la strada asfaltata per arrivare ad un bivio. Qui imbocchiamo ancora il sentiero sulla destra in salita che attraversa il bosco di pini e i pascoli. Un curvone, sempre a destra, ci fa capire che siamo vicini alla spianata ed il paesaggio si apre immenso sul panorama mozzafiato della scogliera dell'Addaura.

Le grotte dell'Addaura - Sul Monte Pellegrino sono state catalogate 134 grotte di interesse speleologico, paleontologico e paletnologico. Si trovano sul fianco nord-orientale del monte e, durante la preistoria (Paleolitico e Mesolitico),  furono in parte utilizzate come abitazioni, come testimoniano le ossa ritrovate, gli strumenti utilizzati per la caccia e le incisioni rupestri che decorano le pareti. In una delle grotte si trova un vasto e ricco complesso d’incisioni raffiguranti uomini ed animali (bovini, cavalli selvatici e cervi) mentre un gruppo di personaggi, disposti in circolo, circonda due figure centrali con il capo coperto ed il corpo fortemente inarcato all’indietro.

Il Santuario di Santa Rosalia - Si trova sul Monte Pellegrino a quota 429 metri. Fu fondato nel 1625 ed è dedicato alla patrona di Palermo. Nel 1623 infatti, mentre la città era flagellata dalla peste, un cacciatore ritrovò casualmente le ossa della Santa nella grotta in cui era morta. L'Arcivescovo di Palermo, il cardinale Doria, salito al monte raccolse le sante reliquie che furono portate in processione per la città, il 5 giugno 1625. Al passaggio di queste l'epidemia cessò e i palermitani la elessero compatrona della città. Il Santuario è stato edificato all'interno della grotta dove sono state ritrovate le ossa, mentre la facciata seicentesca è addossata alla roccia. Si entra da un vestibolo a tre arcate poggiate su colonne tortili ove sono due altari di marmo.

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