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Guida turistica del Comune di Taormina

Taormina si affaccia nel tratto meridionale dei Peloritani, nel sito dell'antica "Tauromenion", oggi sorge la moderna Taormina, a metà strada tra Messina e Catania

Il Patrimonio Architettonico

Il Patrimonio architettonico :

La cattedrale fortezza o Duomo di Taormina, venne edificata intorno al 1400 sui ruderi di una piccola chiesetta di epoca medievale. Si presenta come una costruzione normanna con un aspetto da cattedrale fortezza
La CHIESA si presenta con una struttura a croce latina con tre navate; nelle due laterali trovano posto i sei altari minori, nell'abside si trova l'altare maggiore.
La navata centrale è sostenuta da sei colonne, tre per lato, in marmo rosa di Taormina e sormontate da capitelli decorati a foglia e a squama di pesce, sostengono la navata centrale che si apre sotto un soffitto a travi di legno con mensole intagliate che riproducono motivi arabi resi in gusto gotico. Nella lapide sopra il portale la iscrizione D.O.M Divo Nicolao templi Patrono Portam e phario lapide Franciscus Crorvaja, Joseph Martianus Antoninus Romanus, Thomas Corvaja Urbis patres postere AN. DO. MDCXXXVI la cui traduzione è questa: “A Dio ottimo massimo, Francesco Corvaja, Giuseppe Marziano, Antonino Romano, Tommaso Corvaja, padri della città, eressero la porta del tempio con marmo pario al divino Patrono Nicola, nell’anno del Signore , gli stipiti che recano scolpite le figure per lato, sono quelli originali dell’antico portale e sono di stile bizantino Sopra il portale c’è una grande finestra rettangolare che probabilmente sostituì un’altra finestra bifora del 1400 ad arco acuto. Ancora più in alto c’è il classico rosone rinascimentale del 1500. Sia la facciata principale, che quella secondarie laterali del della Cattedrale, sono decorate e sormontate da merli pieni che gli conferisce l’aspetto della cattedrale-fortezza dell’epoca feudale. Sia gli stipiti, che l’architrave e l’arco acuto soprastante, contornato da nera pomice di lava, sono scolpiti a bassorilievo e raffigurano la mistica vite che nasce da due vasi; sull’architrave, fra San Pietro e San Paolo c’è la figura benedicente di Gesù Cristo Sugli stipiti del portale principale sono scolpite undici figure umane su ogni stipite, cioè in tutto ventidue figure, di cui la prima intera di un vescovo benedicente con mitra in testa e bastone pastorale , in posizione assisa, mentre tutte le altre figure sono rappresentate a mezzo busto, dentro lunette che le incorniciano. Queste ventidue figure rappresentano Santi e Apostoli. La cattedrale è consacrata a San Nicolò, vescovo di Mira in Licia. Sull’altare della cappella a destra dell’altare maggiore, detta cappella delle Grazie, c’è una statua in alabastro della Madonna col Bambino Gesù in braccio, che risale al 1400 ed è attribuita allo scultore Antonio Gagini. Sull’altare della cappella a sinistra dell’altare maggiore, detta cappella del Sacramento; è internamente ed esternamente opera del 1600per cui le tre absidi che sporgono dal lato posteriore hanno perduto ogni traccia della simmetria antica e della loro forma originaria. In questa Cappella c’è un sarcofago di marmo senza il nome del defunto, ma con lo stemma della famiglia, formato da uno scudo ovale, ripetuto ai due lati, e diviso perpendicolarmente a metà, con l’aquila fra le fiamme con gli occhi al sole e con il fiordaliso sopra tre castelli

CHIESA di S. Pancrazio Vescovo e martire, patrono di Taormina, sorge sulle rovine del tempio greco di Giove. Tratti di muro della cella del tempio sono tutt’oggi visibili nel muro sud della CHIESA. L’architettura è di stile barocco e risale alla seconda metà del 1500. Di notevole interesse il portale principale dagli stipiti ed architravi in pietra ed ornato da due colonne di stile jonico per ogni lato. Entrando, sopra il portale, è possibile vedere il soppalco con l’organo. Sulla destra i due altari minori sormontati da due interessanti olii su tela raffiguranti il martirio di San Nicone , il primo, e la consacrazione di San Massimo successore di San Pancrazio il secondo. Due altari minori trovano collocazione anche nella parete di sinistra intervallati da un affresco raffigurante Tofano Cerameo, ultimo vescovo di Taormina nell’XI secolo. Una ringhiera in ferro battuto immette all’altare maggiore ricco di marmi policromi con ai lati due colonne di stile jonico richiamanti quelle poste sul portale esterno. In cima all’altare sono posti otto angeli, quattro per lato, con al centro il busto di Dio benedicente. Sulla destra si apre un affresco che rappresenta il martirio di San Pancrazio.

CHIESA di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto, la CHIESA sita nel pieno centro cittadino, di fronte al Palazzo Corvaja. Si ritiene che questa si possa fissare intorno al 1663 così come riportato sulla lapide dell’ossuario ritrovato al suo interno e oggi sistemata nel muro adiacente le scale di accesso alla cripta. A sinistra del portale si apre la porta della sagrestia, la facciata della sagrestia è decorata da due finestrelle ornate da conchiglie marine così come l’architrave della porta. Costruita sui ruderi dell’Odeon i cui resti sono ancora visibili alle spalle della CHIESA, ne ha distrutto parte dell’orchestra e della scena costruita da un colonnato di un preesistente tempio greco dedicato ad Afrodite. Nella CHIESA c’è una statua in marmo di S. Caterina d’Alessandria che alla base porta la data MCCCCLXXXXIII (1493); la statua è piccola e tozza, e rappresenta la Santa che tiene nella mano destra la palma del martirio e nella sinistra un libro aperto, che indica la sua condizione di nobildonna colta e profonda in filosofia. Oltre che la palma, la sua destra tiene la spada con cui uccide un essere demoniaco che, supino ai suoi piedi, cerca di allontanare dalla sua gola la lama della spada; certo questo dèmone rappresenta i suoi persecutori, su cui la Santa ha trionfato dando testimonianza della sua fede cristiana. Lo stile architettonico della CHIESA è chiaramente barocco, data l’epoca in cui fu costruita, cioè il , in cui nacque e si affermò questo stile. Un bel portale fatto con marmo rosa, sia negli stipiti che nell’architrave, si apre nella facciata, ed è ornato ai lati da due colonne con alte basi e capitelli di stile corinzio che sostengono un frontone spezzato, anche questi in marmo rosa. Sopra il portale c’è la statua della Santa Alessandrina con i due angioletti ai lati, e ancora più in alto si apre una finestra molto elaborata, i cui stipiti sono decorati da due cariatidi poste in cima ad essi, mentre l’architrave riproduce il frontone di un tempio greco . basandosi sulle conchiglie che decorano la facciata della Sagrestia, essendo esse un simbolo di Venere, l’Afrodite Anadiomene dei Greci, cioè che nasce dalla spuma del mare, psi ritiene che il tempio greco che c’era dove fu costruita la CHIESA, era dedicato a ‘Venere, e la supposizione è data da Venere che era la dea della Bellezza e non c’era posto migliore dell’Agorà per edificarle un tempio. L’interno della CHIESA è ad una sola navata, con soffitto a capriata di travi di legno. A destra e a sinistra dell’altare maggiore ci sono due altari minori, ognuno dei quali è adornato da due colonne a tortiglione di gesso, che ripetono il motivo del frontone spezzato del portale principale e che mostrano in cima ad ognuna un angioletto in posizione inneggiante. Anche l’altare maggiore è decorato da due colonne a tortiglione di gesso che recano in cima i soliti angioletti, che costituiscono uno dei motivi decorativi dell’architettura di questa CHIESA barocca, la statua deI 1493 aggiungiamo che essa sta sopra una ruota dentata e che nel suo piedistallo sono rappresentate le scene del martirio di S. Caterina, in cui si vede la Santa posta fra due ruote e due carnefici, e da questa ripetizione della figura della ruota si deduce che il supplizio a cui la Santa fu sottoposta fu quello dello stritolamento fra due ruote dentate e fatte girare l’una contro l’altra e con la Santa legata ad una di esse. Nel plinto dell’antica statua c’è anche una scena di fustigazione, ci sono due teste di Serafini e c’è lo stemma di Taormina. Oltre la CHIESAun edificio teatrale identificato con l'Odeon

La CHIESA di San Giuseppe All’interno, la CHIESA è a una sola navata con un transetto che ha al suo centro una cupola, che ha nel mezzo la colomba dello Spirito Santo, mentre tutt’intorno c’è un affresco che rappresenta San Giovanni Bosco bambino fra la Madonna e Gesù Accanto all’altare minore di San Giuseppe c’è un’altra nicchia in cui è custodita l’urna di legno e vetro con il simulacro di Cristo morto, che viene portato solennemente in processione il Venerdì Santo. in piazza IX Aprile, accanto alla torre dell’orologio, in cui si apriva la porta della terza cinta muraria ancora esistente. La CHIESA, costruita nella seconda metà del 1600, è di chiaro stile barocco, e la cosa più bella di essa è rappresentata dalla sua facciata, che domina la piazza antistante. Una scala a doppia a doppia rampa immette sul Sagrato della CHIESA, e sia le scale che il pianerottolo antistante la CHIESA sono recintati con una magnifica balaustra in pietra di Siracusa lavorata. Questa è l’unica scala monumentale a doppia rampa che si ammira a Taormina. La facciata, a doppio spiovente secondo lo stile barocco, presenta un grande portale centrale che immette nella CHIESA, e due piccoli portali laterali, di cui quello di destra immette nella Sagrestia e quello di sinistra immette in un locale ricreativo che spesso viene usato per mostre di pittura. I sei vasi artistici con piante di agave decorano la balaustra sul Sagrato della CHIESA. Il monumentale portale principale è fatto con marmi, bianco negli stipiti ed architrave, grigio e rosa nelle altri parti decorative; ai lati ci sono due colonne con capitelli di stile jonico, poggianti su alte basi come quelle del portale principale della Basilica Cattedrale. Sopra il portale c’è un semiarco spezzato, con al centro uno stemma con questa iscrizione: “Faciat vobiscum Dominus misericordiam, sicut fedistis cum mortui. La cui traduzione è la seguente: “Abbia il Signore per voi quella misericordia che voi avete avuto per i morti. Ancora sopra il semiarco del portale principale c’è un teschio con tibie incrociate, che fa bella mostra di sé in una edicola con stipiti e semiarco marmorei. In alto, in una nicchia c’è una grande statua marmorea di Cristo Re, con la mano destra alzata e benedicente e con la sinistra che regge una grande Croce; ai suoi piedi c’è la scritta: “Christus regnat”. Al colmo della facciata, un altro teschio con tibie incrociate è sovrastato da una piccola croce di ferro. I due spioventi della facciata sono decorati da due vasi con fiamme e da un busto di figura umana in mezzo alle fiamme, mentre fiamme sono simboleggiate in cima all’edicola che mostra il teschio sopra il portale principale

CHIESA anglicana di St. Gorge venne realizzata su un progetto dell’architetto inglese Sir Harry Triggs, genero di Sir Edward Hil proprietario del terreno e vero esaltatore delle bellezze di Taormina. L’interno si presenta a due navate e diviso da tre arcate a tutto sesto in pietra di Siracusa sostenute da due pilastri centrali. La bellezza della CHIESA sta soprattutto nella grande finestra a vetri policromi posta dietro l’altare maggiore riproducente Gesù in croce con a sinistra Santa Caterina e a destra, nella sua armatura medievale St. George.

La CHIESA di San Pancrazio sorge sulle rovine del tempio greco di Giove . Tratti di muri della cella del tempio sono stati incorporati nella CHIESA, si vedono ancora ben file di blocchi di pietra di Taormina e sovrapposti senza l’ausilio di calce, mentre nel muro nord si vedono blocchi superstiti della cella del tempio. Oggi, questi superstiti blocchi di calcare taorminese, fanno parte integrante dei muri nord e sud della CHIESA. La facciata principale della CHIESA è rivolta ad est e mostra un monumentale portale, a cui si accede attraverso una breve gradinata composta di quattro ordini di gradini in pietra . Il portale ha stipiti ed architrave in pietra ed è ornato da due colonne dì stile jonico per ogni lato, le quali poggiano su alte basi ed i cui capitelli sostengono un pesante architrave, fatto di sporgenze e rientranze. Fra le due colonne di destra c’è la statua S. Procopio, rappresentato con l’abito talare e con la mitria in testa, e con il suo cuore nella mano destra alzata, a significare il tipo di martirio che egli subì. Infatti, S. Procopio era il Vescovo di Taormina al tempo della conquista araba di Taormina, che cadde sotto i Saraceni il 1 agosto 902, ed il santo Prèsule fu martirizzato mediante l’estirpazione del cuore. Fra le due colonne di sinistra c’è la statua di un altro Santo Vescovo, presumibilmente S. Massimo, che fu il successore di S. Pancrazio, mentre io penso per logica, che sia la statua di S. Pancrazio, essendo la CHIESA a lui intitolata; pure S. Pancrazio è rappresentato con l’abito talare e le insegne della sua dignità vescovile cioè i e bastone pastorale nella mano sinistra, men­tre la destra è atteggiata ad un gesto di protezione. S. Pan­crazio, il nostro Santo Patrono che venne dalla lontana Antiochia e scelse Taormina come sede per compiere la sua missione di evangelizzazione, e qui confermò la sua fede col martirio, dopo 60 anni di apostolato, essendo stato il primo Vescovo di Sicilia e di Taormina

CHIESA di Sant’Agostino, oggi conosciuta come la biblioteca comunale, fu edificata sul finire del 1400 dai taorminesi per devozione, così si racconta, a San Sebastiano che miracolò la città tenendo lontana la peste. Con l’arrivo a Taormina dei padri agostiniani che ne presero possesso ampliandola in un convento, la chiesetta perse l’antica intitolazione a San Sebastiano per assumere quella di Sant’Agostino. La CHIESA, dal soffitto di legno a capriate, ha quattro nicchie per ogni lato decorate da finti archi e finte colonne di stile corinzio. Dell’antica facciata è rimasto il piccolo rosone e l’estremità superiore del vecchio portale ad arco acuto.

il Santuario della Madonna della Rocca, sulla sommità del Monte Tauro,gode forse uno dei panorami più belli e suggestivi di Taormina. Costruito nel 1640 sfruttando la conformazione della roccia che in quel punto forma una grotta La festa della Madonna della Rocca ricorre nella terza domenica di Settembre, e viene tuttora celebrata con grande solennità e con molto concorso di popolo. La festa è preceduta da una Novena, cioè da una preparazione spirituale che, come dice la parola stessa, dura 9 giorni, e consiste nella celebrazione della S. Messa ogni mattina di buon'ora, alle ore 7 e nella recita del S. Rosario alle ore 6:30. Nel giorno della festa il Simulacro della Madonna viene portata in processione

La CHIESA del Varò con la sua architettura molto modesta si presenta come una massiccia costruzione senza uno stile ben definito, cioè una costruzione comune e rustica Nella CHIESA c’è la tomba comune della Congregazione del Varò, sulla quale c’è questa iscrizione: A filo vita, a vita mors, a morte aeternitas Nemini parco. Mihi hodie, cras tib. Quid Superbis pulvis et cinis? Et dives, et fortis Veniunt ad funera mortis. An. Dom. 1776. Fra la prima e la seconda parte di questo epitaffo c’è scolpito un teschio fra le tibie incrociate, e la traduzione è la seguente : “ La vita pende da un filo, la morte dalla vita, l’eternità dalla morte. Non risparmio nessuno. Oggi a me, domani a te. Perché insuperbisci polvere e cenere? Il ricco, il forte, vengono ai funerali della morte”. Anno del Signore 1776. Sulla parete dietro l’altar maggiore c’è un affresco del pittore messinese Vincenzo Tuccari, che è datato 1699; l’affresco rappresenta il trionfo della Croce, in cui domina la figura di San Michele Arcangelo crocifero, che è attorniato da una miriade di angeli festosi.

La CHIESA dei SS. Pietro e Paolo sorge lungo la strada Provinciale via Pirandello. Nella CHIESA c’è la statua con la vara di S. Pietro soltanto, ma non quella di S. Paolo, anche se la CHIESA è intitolata ai due Santi; la statua è di cartapesta, de­corata con oro zecchino è risale al , mentre la “vara , cioè la portantina di forma esagonale, con 5 colonnine che sostengono il baldacchino, è di legno. 29 giugno, in cui ricorre la festa dei SS. Pietro e Paolo, la statua di S. Pietro viene solennemente portata in processione nella CHIESA di S. Pancrazio. dove resta fino al 9 luglio, festa del Patrono di Taormina, allorché i due più importanti Santi di Taormina vengono onorati e portati in processione coi loro ‘fercoli’ cioè le portantine, dalla Corporazione dei Pescatori, essendo S. Pietro il Protettore dei pescatori e S. Pancrazio il Protettore di Taormina

CHIESA di San Michele Arcangelo nella Via Pietro Rizzo, accanto al Palazzo Duca di S.Stefano.

La CHIESA Santa Vittoria la sua architettura è molto semplice e modesta L’interno della CHIESA è architettonicamente molto semplice e modesto ma ciò che attira subito l’attenzione del visitatore è il magnifico altar maggiore, tutto in marmo rosso di Taormina, lavorato ad intarsio e a mosaico, con due colonne di stile corinzio per lato, al di sopra delle quali si sviluppa una sinfonia di volute e di figure geometriche che caratterizzano il suo stile chiaramente barocco, che corrisponde esattamente all’epoca in cui fu costruita la CHIESA, cioè il 1600 In cima all’altare, in un tondo c’è dipinta l’immagine di S. Domenica con la palma del martirio in mano, mentre l’altare stesso è preceduto da un grande arco che abbraccia tutta l’altezza della CHIESA, i cui stipiti sono per metà di marmo rosa di Taormina, della stessa qualità di quello di cui è fatto l’altare A destra di questa alta arcata, in una nicchia ci sono le statue dei SS. Cosma e Damiano, i due fratelli, oriundi dell’Arabia, entrambi medici, i quali subirono il martirio ad Egea in Cilicia (Asia Minore) nel 303 d.C., durante la stessa persecuzione di Diocleziano e soci, in cui fu uccisa S. Domenica, e la loro festa ricorre il 26 settembre

La CHIESA di S. Francesco di Paola, fu in origine la Cattedrale di Taormina ed era intitolata Maria SS. Assunta.

La Cappella della Madonna delle Grazie, situata di fronte alla Baia di Taormina

Palazzo Corvaja con pianta quadrata su due livelli coronato in sommità da una merlatura.

Le torri del circuito difensivo dette Porta Catania o del Tocco, porta di mezzo detta anche Torre dell'orologio

La fontana di piazza Duomo fu costruita nel 1635. Realizzata con pietra dura di Taormina, si poggia su un basamento di tre gradini concentrici. Ai quattro lati, a distanza simmetrica, sorgono piccole colonne sulle quali sono poste delle vaschette sormontate da cavallucci mitologici dalla cui bocca sgorga l’acqua. La grande fontana nel basamento a est accoglie una quarta vasca, di più grandi dimensioni, ma ormai in disuso e che anticamente era utilizzata come abbeveratoio per gli animali. Al centro del basamento ne sorge uno ancora più piccolo di forma ottagonale, sul quale poggiano quattro putti di cui due, nella parte est, sostengono a loro volta due puttini che fanno da base ad una vasca ottagonale adornata da tre foche che mostrano la testa e la coda. Dal centro della vasca si reggono tre figure mitologiche, sembrerebbero dei Tritoni, che con le braccia incrociate sulla testa sostengono a loro volta una vasca più piccola di foggia circolare e decorata a bassorilievo, con al centro un basamento sferico sormontato da un cesto di frutta sul quale è posto lo stemma di Taormina.

Il Teatro Greco con la sua cave intagliata nel fianco della montagna, rappresenta il monumento meglio conservato nella città, le sue dimensioni lo pongono secondo a quello di Siracusa, con un diametro di 110 metri

La naumachia non è in realtà un edificio dove si svolgevano giochi d'acqua, ma un ninfeo che doveva fare da sfondo ad una zona della città, doveva sostenere una strada che corrisponde all'attuale corso Umberto, nel muro si aprono 18 nicchie

San pancrazio di taormina Nacque ad Antiochia, in Cilicia. Narra un'antica tradizione che Pancrazio era appena adolescente quando suo padre infiammato dal desiderio di vedere Gesù, decise di recarsi a Gerusalemme, portando con sé il figlio. Pancrazio ebbe così la straordinaria occasione di vederlo con i suoi occhi. Fatto ritorno ad Antiochia, ebbe poi modo di udire la predicazione di San Pietro, dal quale venne battezzato, avviato al sacerdozio ed infine consacrato vescovo. Nell'anno 40 d.C. Pancrazio fu inviato da San Pietro in Sicilia quale primo vescovo di Taormina. Nella città sicula riuscì a convertire parecchi pagani, tra i quali lo stesso prefetto. I suoi nemici lo invitarono a un banchetto e tentarono di costringerlo a baciare un idolo di legno, oggetto che il vescovo con un segno di croce ridusse in frantumi. Ciò gli costò dunque la vita. Nel XV secolo i taorminesi introdussero il suo culto anche a Canicattì, che ancora oggi lo venera quale patrono.  


Taormina informazioni turistiche sul patrimonio architettonico
Informazioni e accoglienza turistica a Taormina
  • Taormina, informazioni turistiche, cosa vedere, siti di interesse, monumenti e molto altro nella pagina dedicata al Comune.
  • Pro Loco o ufficio di informazione turistica, la promozione turistica, culturale, ambientale e sociale del territorio.
  • Le Guide turistiche di Messina possono organizzare un programma su misura delle vostre esigenze compatibile con i vostri tempi.
  • Potreste anche rivolgervi ad un Accompagnatore turistico per fornirvi assistenza durante il viaggio fornendo informazioni sui luoghi di interesse turistico e sulle zone di transito.

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