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Patrimonio Unesco Siracusa e Pantalica

Patrimonio Unesco a Siracusa e Pantalica

Patrimonio Unesco a Siracusa e la Necropoli rupestre di Pantalica

Una vera e propria fortezza naturale, difesa dalle profonde gole delle valle dell’Anapo e dal Calcinara, unita all’altopiano da uno stretto istmo, tagliato da un profondo fossato. Pantalica fu rifugio antichissimo di popolazioni autoctone che lì cercarono rifugio, tra il XIII e l’VIII secolo avanti Cristo, dalle minacciose invasioni di popoli italici che arrivavano sulla costa.
Pantalica, preziosa gemma incastonata nei monti Iblei, fu uno dei primi centri abitati della Sicilia Orientale, sede, dal 1250 al 700 a.C., di un prospero, sebbene non numeroso popolo, organizzato molto probabilmente secondo una struttura politica retta da un monarca. L'attuale nome di Pantalica deriva quasi sicuramente dall'arabo Buntarigah, che significa grotte.
Sita in prossimità del paese di Sortino e raggiungibile anche da Ferla

Tempio di Apollo

Tempio Ionico

Tempio di Atena

Catacombe

Chiesa di San Giovanni Battista

Chiesa di San Martino

Palazzo Bellomo

Palazzo Migliaccio

Palazzo Francica Nava
 
Chiesa di S. Francesco all'Immacolata
 
Chiesa del Collegio dei Gesuiti
 
Cattedrale

Teatro Greco

Grotta del Ninfeo

Santuario di Apollo

Ara  di Ierone II

Anfiteatro Romano

Latomie

Necropoli Grotticelle e la cosiddetta "Tomba di Archimede"

Castello Maniace

Scala Greca

Castello Eurialo e Mura di Dionigi

Rovine di Thapsos, Acradina e Tiche


La Valle dell’Anapo e di Pantalica

Fra i monti Iblei si incastonano la Valle dell’Anapo e di Pantalica, oasi naturalistiche di rara bellezza.
La Valle dell’Anapo, attraversata dall’omonimo fiume, è luogo privilegiato dove armoniosamente si fondono ambiente, paesaggio, storia e cultura. In quest’area dalla ricca e variegata flora e fauna sorge Pantalica (dall’arabo buntarigah = grotta), la più grande necropoli del Mediterraneo con le sue 5.000 tombe a grotticelle artificiali, sede, per alcuni studiosi, dell’antica città dei siculi Hybla.
La scoperta di Pantalica si deve all’appassionato lavoro di Paolo Orsi e, successivamente, di Bernabò Brea, due fra i più insigni archeologi del mondo. Per la sua posizione la veduta della necropoli, delimitata dalle due grandi cave lungo le quali scorrono i fiumi Anapo e Calcinara, è estremamente suggestiva. Di particolare rilievo à l’Anacktoron (palazzo del principe) risalente al XII secolo a.C. La città dopo la dominazione greca e romana tornò ad essere fiorente in epoca bizantina: sarà l’avvento arabo a decretare la fine di Pantalica.


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