Croce di Santa Maria di Gesù ca. 1835 Giovanni Battista Carini
Pubblicato in Città Paesi Borghi · Mercoledì 31 Dic 2025 · 4:00
Tags: turisti, Palermo, Galleria, d’Arte, Moderna, Giovanni, Battista, Carini, Croce, di, Santa, Maria, di, Gesù, Ottocento, Grand, Tour, arte, paesaggio, Monte, Pellegrino
Tags: turisti, Palermo, Galleria, d’Arte, Moderna, Giovanni, Battista, Carini, Croce, di, Santa, Maria, di, Gesù, Ottocento, Grand, Tour, arte, paesaggio, Monte, Pellegrino
Croce di Santa Maria di Gesù, ca. 1835 Giovanni Battista Carini
Olio su tela, 15 × 22 cm
Palermo, Galleria d’Arte Moderna “Empedocle Restivo”
Sebbene non datato né firmato, il piccolo dipinto è concordemente attribuito a Giovanni Battista Carini, pittore palermitano attivo nella prima metà dell’Ottocento, operante secondo le direttive formali dei vedutisti legati alla cultura del Grand Tour.
L’opera raffigura la Croce di Santa Maria di Gesù, innalzata su una gradinata nella piazzetta della Guadagna, nei dintorni di Palermo. In secondo piano si scorge la città, immersa in rigogliosi giardini, mentre sullo sfondo si staglia l’imponente mole del Monte Pellegrino, elemento ricorrente nell’iconografia paesaggistica palermitana dell’epoca.
La Croce della Guadagna fu eretta intorno alla metà del XV secolo in memoria di una tempesta improvvisa che pose fine alla contesa tra i Francescani Minori del convento di Santa Maria di Gesù e i Francescani Conventuali di San Francesco, in merito alla traslazione del corpo del Beato Matteo Gallo. Il dipinto di Carini, oltre al valore artistico, assume dunque anche un significativo valore storico e devozionale, legato alla memoria collettiva del territorio palermitano.
La Croce di Santa Maria di Gesù è tuttora presente a Palermo, sebbene non si trovi più esattamente nel luogo originario raffigurato nel dipinto ottocentesco. Oggi è collocata all’interno del complesso di Santa Maria di Gesù, sul versante sud-occidentale della città, alle pendici di Monte Grifone, in un’area che un tempo faceva parte della vasta campagna della Conca d’Oro. Il sito conserva ancora oggi un forte valore di memoria storica e devozionale, legato alla tradizione francescana e alla storia religiosa della città.
Nel corso dei secoli, e in particolare tra Ottocento e Novecento, l’area della Guadagna e le zone limitrofe hanno subito profonde trasformazioni urbanistiche. Tali interventi hanno modificato radicalmente il paesaggio originario di orti, giardini e agrumeti, come quello visibile nel dipinto di Carini. La croce, pur essendo sopravvissuta, ha quindi perduto il contesto rurale che ne caratterizzava l’inserimento paesaggistico.
La croce rimane tuttavia un importante simbolo identitario, legato all’episodio miracoloso della tempesta e alla devozione popolare palermitana. Ancora oggi è oggetto di interesse da parte di studiosi e visitatori attenti alla storia della Conca d’Oro, ai percorsi devozionali e al rapporto tra città, campagna e paesaggio sacro.
Il rapporto tra la Croce, il convento e il cimitero di Santa Maria di Gesù è profondamente radicato nella storia religiosa, urbanistica e devozionale di Palermo e rappresenta uno dei nuclei simbolici più antichi della città extra moenia. La croce, nota anche come Croce della Guadagna, nacque come segno votivo e pacificatore, divenendo nel tempo un punto di riferimento spirituale nel paesaggio agricolo della Conca d’Oro. In origine collocata lungo un percorso extraurbano, segnava simbolicamente la soglia tra la città e la campagna, tra lo spazio abitato e quello consacrato.
Il convento di Santa Maria di Gesù, fondato nel XV secolo sul versante collinare a sud-ovest di Palermo, fu uno dei principali centri francescani della città. Luogo di predicazione, studio e spiritualità, si sviluppò in posizione isolata e immersa nella natura, secondo l’ideale francescano di contemplazione e distacco dal mondo urbano. La presenza della croce rafforzava il legame tra il convento e il territorio circostante, favorendo la nascita di percorsi di pellegrinaggio e di devozione popolare.
Accanto al convento si sviluppò, a partire dal XVI secolo, il cimitero di Santa Maria di Gesù, uno dei più antichi e suggestivi di Palermo. Scelto come luogo di sepoltura da nobili famiglie, religiosi e personalità di rilievo, il cimitero si distingue per la sua struttura terrazzata, le tombe monumentali e l’inserimento armonico nel paesaggio collinare. In questo contesto, la croce assumeva anche una funzione simbolica ed escatologica, segnando il passaggio dalla vita terrena alla dimensione spirituale.
Nel loro insieme, la Croce, il convento e il cimitero di Santa Maria di Gesù costituivano un sistema religioso e paesaggistico unitario, perfettamente integrato nella Conca d’Oro pre-urbana. Questo sistema è stato spesso rappresentato nelle vedute ottocentesche, come quella di Carini, che restituiscono l’immagine di un paesaggio sacralizzato, in cui natura, fede e città dialogano in modo armonico. Ancora oggi, nonostante le trasformazioni urbanistiche, il complesso conserva un forte valore identitario e rappresenta una delle testimonianze più eloquenti del rapporto storico tra Palermo e il suo territorio extraurbano.
Fonti di questo articolo:
- Galleria d'arte Moderna: https://www.gampalermo.it/
Non sono presenti ancora recensioni.

