I Mille in Sicilia l'obelisco di Gibilrossa Misilmeri il cammino
Pubblicato in Le radici della Sicilia Storia e tradizioni · Martedì 12 Dic 2023 · 5:15
Tags: Mille, obelisco, Gibilrossa, Misilmeri, cammino, sbarco, esercito, borbonico, monumenti, epoca, garibaldina, Ossario
Tags: Mille, obelisco, Gibilrossa, Misilmeri, cammino, sbarco, esercito, borbonico, monumenti, epoca, garibaldina, Ossario
I mille in Sicilia, l'obelisco di Gibilrossa, Misilmeri, il cammino dei Mille
L'Epopea dei Mille e il Destino di Gibilrossa: Un Viaggio tra Storia, Fede e Territorio
Il 1860 non è solo una data sul calendario, ma l'anno del mutamento radicale per la Sicilia. Lo sbarco dei Mille a Marsala fu la scintilla che innescò una serie di eventi bellici e politici volti a rovesciare la secolare dominazione borbonica. In questo scenario, il territorio che circonda Palermo divenne il fulcro strategico di una rivoluzione che vide il coinvolgimento non solo dei volontari giunti dal continente, ma di una vasta sollevazione popolare locale.
La strategia di Gibilrossa e il ruolo di Giuseppe La Masa
Se Garibaldi fu il braccio e la mente della spedizione, figure come Giuseppe La Masa ne rappresentarono l'anima organizzativa sul suolo siciliano. La Masa ebbe il compito fondamentale di creare un ponte tra i "Mille" e le popolazioni locali, stanche del governo borbonico.
Il Quartier Generale e i "Picciotti"
Gibilrossa, una frazione montuosa nel comune di Misilmeri, fu scelta come punto di appoggio tattico fondamentale per la sua posizione dominante sulla Conca d'Oro. Dalla sommità di questi rilievi era possibile osservare ogni movimento delle truppe borboniche all'interno di Palermo senza essere visti.
La sera precedente l’assalto alla capitale, La Masa riuscì a compiere un’impresa diplomatica e logistica straordinaria: radunò circa 4.000 volontari, i cosiddetti "picciotti". Questi uomini, per lo più contadini e artigiani locali, si accamparono tra le rocce e gli edifici religiosi di Gibilrossa in attesa del segnale. Fu in questo contesto che Garibaldi, Nino Bixio e La Masa pianificarono la marcia finale attraverso il passo di Mezzomonreale, una manovra che avrebbe portato alla conquista di Palermo il 27 maggio 1860.
L'Iscrizione e l'Obelisco-Piramide
Ancora oggi, tra i resti dell'ex convento dove Garibaldi passò la notte prima dell'attacco, è visibile un'iscrizione commemorativa. Per onorare tale evento, nel 1882 fu inaugurato l'obelisco di Gibilrossa, una struttura a forma di piramide-obelisco progettata da Giovan Battista Filippo Basile. Questo monumento non è solo un omaggio all'impresa, ma un punto di riferimento visivo che unisce idealmente la montagna alla città sottostante.
Il Santuario della Madonna di Gibilrossa: Mille anni di spiritualità
Il valore di Gibilrossa non è solo militare, ma profondamente spirituale. Il santuario, oggi in gran parte ruderato ma ancora meta di devozione, ha una storia che affonda le radici nell'epoca bizantina e normanna.
L'Icona Miracolosa e il Beato Pietro Geremia
Il santuario deve la sua fama originaria a una preziosa icona bizantina dipinta su tavola, raffigurante la Madonna Assunta. Dopo le devastazioni delle invasioni saracene, la struttura rimase abbandonata fino al 1068, quando, in seguito alla riconquista normanna della Sicilia, la chiesa e il convento vennero restaurati e restituiti al culto cristiano.
Una data centrale nella storia del luogo è il 15 agosto 1442. Si narra che durante una solenne messa celebrata dal sacerdote locale, apparve la figura del beato Pietro Geremia. Il beato indicò ai presenti il luogo esatto dove erano nascosti i corpi di alcune Sante Vergini, martirizzate anni prima durante un'invasione ottomana. Questo evento miracoloso accrebbe enormemente il prestigio del santuario.
Dal XVI secolo all'eversione dell'asse ecclesiastico
Nel 1593, il feudatario locale Francesco II Del Bosco donò l'intero complesso ai padri francescani. La loro permanenza durò quasi tre secoli, terminando bruscamente il 7 luglio 1866, quando lo Stato Italiano approvò la legge sull'eversione dell'asse ecclesiastico. In questo periodo di transizione:
La tela di Giampaolo Veronesi (che aveva sostituito l'icona bizantina nel XVI secolo) fu trasferita presso la galleria regionale di Palazzo Abbatellis, dove è tuttora esposta.
Il miracoloso Crocifisso ligneo del Seicento fu invece trasferito nella chiesa di San Gaetano a Misilmeri.
Misilmeri: Un borgo tra arte e natura
Situata a 129 metri sul livello del mare, Misilmeri è una cittadina che conserva gelosamente le tracce del suo passato arabo, normanno e barocco.
Il Castello e la Rocca Villalonga
I ruderi del castello arabo-normanno, risalenti all'anno 1000 d.C., svettano sulla rocca Villalonga. Dalle sue torri si poteva ammirare un panorama immenso che controllava l'intera vallata del fiume Eleuterio fino alle acque del Tirreno. Fu proprio ai piedi di questa fortezza che sorsero le prime abitazioni del villaggio originale.
Tesori d'Arte e Urbanistica
La Fontana Grande: Situata in Piazza Comitato, fu restaurata nel 1879 dallo scultore palermitano Benedetto Civiletti. La fontana è un capolavoro di estetica civile, con tredici bocche di leone e due statue di ninfe laterali. Alle sue spalle si trovano ancora gli antichi lavatoi pubblici.
Le Chiese: * La Chiesa Madre, dedicata a San Giovanni Battista, ospita una preziosa pala d’altare del celebre pittore Vito d'Anna.
La Chiesa di Sant'Antonio (o delle Anime Sante) è un sito di estremo interesse archeologico per le sue catacombe con iscrizioni marmoree d'epoca berbera. All'interno si può ammirare anche un bassorilievo della scuola dei Gagini raffigurante la Crocifissione.
Tradizioni e Modernità: Il Kaki e il Cammino dei Mille
Oggi Misilmeri e Gibilrossa vivono un rilancio legato al turismo lento e alla valorizzazione dei prodotti della terra.
La Sagra del Kaki
Ogni anno, nelle prime settimane di ottobre, Misilmeri celebra il suo prodotto agricolo d'eccellenza. Il kaki di questo territorio è una varietà particolare, priva di nocciolo e dalla polpa estremamente dolce, che matura proprio in questo periodo grazie alle condizioni pedoclimatiche uniche della valle dell'Eleuterio.
Il Cammino dei Mille
Il Cammino dei Mille è un progetto escursionistico che ricalca il percorso storico compiuto da Garibaldi nel 1860. Partendo dai luoghi dello sbarco e attraversando le valli interne, il cammino culmina simbolicamente a Gibilrossa prima di scendere verso Palermo. È un viaggio che permette di riscoprire i monumenti dei Basile (come l'Ossario di Calatafimi del 1885 e l'obelisco di Gibilrossa) e di immergersi in una natura che, nonostante i secoli, conserva ancora la bellezza selvaggia che accolse i volontari della rivoluzione.
Fonti di questo articolo:
- Il cammino dei mille: https://www.prolocomonreale.it/ilcamminodeimille/
- Iitinerarisicilia il-cammino-dei-mille: https://www.clicksicilia.com/itinerarisicilia/il-cammino-dei-mille.php
- Cammino dei mille: https://camminiditalia.org/cammini/cammino-dei-mille/
- Le pietre della Memoria: https://www.clicksicilia.com/itinerarisicilia/le-pietre-della-memoria.php
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