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La festa di Sant’Agata a Catania tra devozione mito e tradizione

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La festa di Sant’Agata a Catania tra devozione mito e tradizione

Il blog di clicksicilia, curiosità per turisti
Pubblicato in Feste sagre festività · Mercoledì 04 Feb 2026 · Tempo di lettura 2:45
Tags: Sant'AgataCataniafestatradizioneculturaturismocomunitàCandelorestoriafebbraio

La festa di Sant’Agata a Catania: tra devozione, mito e tradizione


Al centro della vita di Catania c’è Sant’Agata, giovane martire del III secolo, patrona e protettrice della città. Simbolo di coraggio, libertà e resistenza, Sant’Agata viene celebrata ogni anno dal 3 al 5 febbraio. In quei giorni, la città si ferma, si veste di bianco e si riconosce come comunità: strade, piazze e chiese si trasformano in un grande palcoscenico di fede, storia e partecipazione popolare.

Tra i protagonisti più visibili della festa ci sono le Candelore, imponenti cerei monumentali portati a spalla, ciascuno dedicato a un antico mestiere o corporazione. Il loro lento avanzare tra le vie del centro, accompagnato da musica e canti, racconta la Catania operosa e fiera del proprio passato, offrendo uno spettacolo che unisce devozione e meraviglia.

Meno note ma altrettanto affascinanti sono le ‘Ntuppatedde, figure femminili velate che dal Seicento all’Ottocento percorrevano le strade della città durante la festa. Il termine deriva dal siciliano tuppa, “coprire o proteggere”, e simboleggia la libertà di muoversi senza giudizi.
Per qualche ora, le donne potevano passeggiare, osservare, scherzare e scegliere, al di fuori delle rigide regole sociali dell’epoca.
Oggi, grazie all’artista Elena Rosa, il rito è stato riportato in vita in chiave simbolica: giovani donne sfilano accanto alle candelore, vestite di bianco, con il volto velato e un papavero rosso in mano, invitando i visitatori a fermarsi e partecipare a questa storia di memoria e libertà.

Al centro di piazza Duomo troneggia l’Elefante di Catania, noto come Liotru o Eliodoro.
Secondo la leggenda, Eliodoro era un nobile catanese che aspirava a diventare vescovo; non riuscendoci, si diede alla magia nera.
La scultura, opera barocca di Giovanni Battista Vaccarini, è scolpita nella pietra lavica e rappresenta forza, protezione e l’anima stessa della città.

Come le ‘Ntuppatedde e Sant’Agata, l’Elefante unisce mito e realtà, sacro e profano, proteggendo Catania dalle eruzioni dell’Etna e dalle sciagure.
Durante la festa, Sant’Agata, le Candelore, le ‘Ntuppatedde e l’Elefante raccontano una Catania resistente, fiera e profondamente legata alla propria identità. Passeggiando per il centro storico, tra il nero lavico dei palazzi barocchi e il bianco luminoso delle chiese, il visitatore si immerge in un racconto di simboli vivi, di storia e di tradizione che continua a vivere, anno dopo anno.

Visitare Catania durante la festa di Sant’Agata non significa solo partecipare a un evento religioso: significa vivere un’esperienza unica, dove devozione, mito, storia e cultura popolare si intrecciano, mostrando il volto più autentico di una città che non dimentica, che resiste e che continua a celebrare la propria identità.

Durante la festa, non si può dimenticare un altro simbolo tradizionale: le Minne di Sant’Agata, dolci tipici a forma di seno, preparati con pasta di mandorle, crema o ricotta e glassa di zucchero.


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