Le Bagnarote, il sale nascosto e la stroncatura
Pubblicato in Street Food, Vino, Birra, Dolci · Mercoledì 30 Lug 2025 · 3:00
Tags: Bagnarote, sale, contrabbando, resilienza, Sicilia, Calabria, Stretto, di, Messina, storia, donne, linguine
Tags: Bagnarote, sale, contrabbando, resilienza, Sicilia, Calabria, Stretto, di, Messina, storia, donne, linguine
Le Bagnarote, il sale nascosto e la stroncatura: storie di contrabbando e resilienza siciliana
Nel cuore pulsante della storia siciliana e calabrese si annida un racconto affascinante e poco esplorato: quello delle bagnarote, donne di Bagnara Calabra che, con coraggio e astuzia, diedero vita a un fiorente contrabbando di sale attraverso lo Stretto di Messina.
Un'epopea di resilienza e ingegno che si snodò dagli anni del secondo dopoguerra fino all'inizio degli anni Settanta.
Le Bagnarote e il Sale: un traffico clandestino nello stretto di Messina
All'epoca, il sale era un bene prezioso, gravato da pesanti dazi statali e soggetto a monopolio. Ma la Sicilia, con il suo statuto speciale, godeva di un regime fiscale più favorevole, rendendo il sale qui meno caro che nel resto d'Italia, specialmente oltre lo Stretto. Questa disparità di prezzo creò le condizioni ideali per un fiorente mercato nero.
Le bagnarote, con la scusa di vendere il pescato in Sicilia, nascondevano abilmente il sale sotto le loro ampie vesti al rientro in Calabria. Questo stratagemma, ingegnoso quanto rischioso, permetteva loro di eludere i controlli. Se avvistavano le guardie o sospettavano un'ispezione, si avvicinavano rapidamente al mare o ai fiumi e, in pochi secondi, scioglievano il sale in acqua, facendo sparire ogni prova del contrabbando.
Queste donne affrontavano la fatica, il caldo e il pericolo dei controlli armati non solo per guadagnare qualche moneta, ma anche per assicurare un ingrediente fondamentale alla sopravvivenza delle loro famiglie. Il loro era un atto quotidiano di resistenza, un modo per aggirare il potere con l'ingegno e la disperazione, trasformando un semplice condimento in un simbolo di lotta.
Il Sale: non solo un condimento, ma simbolo di vita e resilienza
Fino al 1974, anno in cui lo Stato abolì il monopolio sulla vendita del sale, questo prodotto non era solo un condimento, ma un elemento cruciale per la conservazione degli alimenti in un'era priva di frigoriferi. In Sicilia, il sale rivestiva un valore strategico.
Le saline erano veri e propri centri vitali per l'economia costiera e il sale stesso divenne oggetto di resistenza sociale, al pari dello zucchero o del pane nei moti popolari.
La Stroncatura: la pasta povera che sa di riscatto
Parallelamente a questa attività di contrabbando, a Messina arrivò anche la stroncatura, una pasta che racchiude in sé il significato di riscatto e dignità. Originariamente, era un cibo per poveri, una pasta scura ottenuta dagli scarti della molitura del grano, spesso recuperati illegalmente dal pavimento dei mulini.
Impastata ed essiccata di nascosto, la stroncatura veniva poi condita con ingredienti semplici: olio d'oliva, aglio, acciughe, peperoncino e mollica di pane tostata o "atturrata". Un piatto umile, ma ricco di gusto e di un significato profondo.
Proprio come il sale contrabbandato dalle bagnarote, la stroncatura divenne un potente simbolo della capacità di resistere con dignità, persino di fronte alla miseria più nera.
Oggi, la stroncatura è diventata un piatto rinomato in tutta la Calabria, venduta ancora alla vecchia maniera, in pacchi di carta paglia da 1 kg, per preservarne intatto il sapore autentico e la sua storia.
Fonti di questo articolo:
- La pasta gli spaghetti e Trabia: https://www.clicksicilia.com/blogclicksicilia/blog/index.php?le-fiere-la-pasta-e-trabia
- Viaggio tra i sapori siciliani: https://www.clicksicilia.com/beremangiaresicilia/
- La muddica atturrata formaggio dei poveri: https://www.clicksicilia.com/blogclicksicilia/blog/index.php?la-muddica-atturrata-siciliana-formaggio-dei-poveri
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