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Le origini delle sfince di prescia e delle sfince di San Giuseppe

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Le origini delle sfince di prescia e delle sfince di San Giuseppe

Il blog di clicksicilia, curiosità per turisti
Pubblicato in Street Food, Vino, Birra, Dolci · Mercoledì 17 Dic 2025 · Tempo di lettura 5:00
Tags: sfincepresciaSanGiuseppepasticceriasicilianatradizionisimbolismivitacontadinareligiositàfrittelle

Le origini delle sfince di prescia e delle sfince di San Giuseppe


Le sfince, in tutte le loro varianti, sono una delle meraviglie della pasticceria siciliana, e ogni tipo di sfincia racconta una storia ricca di tradizioni e simbolismi legati alla vita contadina e alla religiosità dell’isola.

Sfince di prescia o sfincia veloce

Le sfince di prescia sono l’emblema della tradizione contadina siciliana.
La parola “prescia” in dialetto siciliano indica un impasto lievitato molto poco; per questo motivo queste sfince sono frittelle che si gonfiano, ma non raggiungono la consistenza soffice e compatta della sfincia di San Giuseppe.
La loro preparazione è molto semplice e prevede ingredienti basilari come farina, acqua, lievito e zucchero o miele.
Si preparavano tipicamente durante il periodo natalizio come dolce “povero”, perché gli ingredienti erano facilmente reperibili nelle case dei contadini.
La frittura simboleggiava abbondanza e prosperità, mentre l’uso del miele richiamava simbolicamente il buon auspicio per l’anno che stava per cominciare.
Non avevano decorazioni elaborate né ripieni: la loro forza era la semplicità e il gusto genuino degli ingredienti. Ogni famiglia aveva la propria variante, ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti di questi dolci, che erano più un gesto familiare che un prodotto da pasticceria.

Sfince di San Giuseppe

Le sfince di San Giuseppe sono una preparazione più elaborata, nata a Palermo, probabilmente tra il XVII e il XVIII secolo.
Questo dolce è legato alla Festa di San Giuseppe, celebrata il 19 marzo, molto sentita in Sicilia per il suo significato di protezione della famiglia, abbondanza e carità.
Secondo la tradizione popolare, San Giuseppe, durante la fuga in Egitto, avrebbe venduto frittelle per mantenere la Sacra Famiglia: da qui l’usanza dei dolci fritti legati a questa ricorrenza.
L’impasto delle sfince di San Giuseppe evolve rispetto a quello delle sfince di prescia, assumendo una consistenza più ricca, simile alla pasta choux, grazie all’influenza della pasticceria conventuale palermitana, che mirava a un dolce più raffinato.
La vera protagonista è la ricotta di pecora zuccherata, simbolo di abbondanza e del ritorno della primavera, periodo in cui la ricotta raggiunge il massimo della sua qualità.
Il dolce viene decorato con arancia candita, pistacchio e ciliegia, colori che richiamano la festa.
Le sfince di San Giuseppe sono un vero tributo alla ricchezza e allo sfarzo della pasticceria siciliana. Secondo la tradizione, devono essere “grossa come il pugno di un uomo”, con così tanta ricotta da nascondere quasi completamente la pasta fritta.

Le differenze
In sintesi, la differenza tra le sfince di prescia e le sfince di San Giuseppe non sta solo negli ingredienti, ma anche nel contesto e nel significato che portano con sé:
Sfince di prescia: dolce povero, legato alla tradizione contadina e al Natale, semplice, senza ripieni né decorazioni.
Sfince di San Giuseppe: dolce nobile, legato alla religiosità e alla pasticceria conventuale, simbolo di abbondanza e rinascita, con la ricotta protagonista.
In entrambe le varianti, però, c’è un filo conduttore: la frittura, che rappresenta simbolicamente la vita e la prosperità, e un amore profondo per la tradizione e la famiglia.
La Sicilia, divisa tra la sua anima semplice e quella sontuosa, si riflette perfettamente in queste due sfince.

Le sfince regalate per fare pace: i sfinci ri prescia di Montelepre

Quella delle sfince di prescia di Montelepre è una ricetta antichissima che, nel piccolo borgo siciliano alle porte di Palermo, si tramanda da generazioni.
Vengono preparate solitamente per l’Immacolata e il Natale, ma ogni festività è un’ottima scusa per gustare queste golosissime frittelle. L’impasto è molto semplice e composto da farina, acqua (o latte), zucchero, olio e un pizzico di sale.
L’impasto viene prima cotto in pentola e poi lavorato ancora caldo sullo scanaturi, la spianatoia. Le frittelle ricavate vengono fritte in olio bollente e addolcite con zucchero e cannella o con miele.
La tradizione racconta che queste sfince debbano essere preparate dalla suocera e regalate alla nuora per riportare la pace in famiglia in caso di liti.
Sono così amate che, da oltre vent’anni, ogni mese di gennaio, a Montelepre si tiene una sagra dedicata a questo dolce.

Le spince di Custonaci

Le sfince di Custonaci, chiamate spince, rappresentano una variante fondamentale della tradizione trapanese.
Se le sfince di San Giuseppe sono “nobili” e quelle di prescia sono “frettolose”, le spince di Custonaci incarnano il rito della pazienza e della forma.
La forma: la ciambella
A differenza delle sfince palermitane o delle sfince natalizie tondeggianti, la spincia di Custonaci è rigorosamente a ciambella, con il buco centrale.
Il gesto tradizionale non prevede l’uso del cucchiaio: l’impasto viene preso con le dita bagnate, si crea il buco con il pollice e la spincia viene tuffata nell’olio con un movimento rapido.
Il buco garantisce una cottura uniforme, rendendole croccanti fuori e leggere dentro.

Gli ingredienti
La ricetta è più ricca rispetto alle sfince di prescia:
Patate lesse, schiacciate nell’impasto, che donano una sofficità duratura
Latte, spesso in sostituzione parziale dell’acqua
Semi di anice o finocchietto e scorza d’arancia, aromi tipici del territorio trapanese

La tradizione

Custonaci è considerata la patria di questa variante, tanto da dedicarle una celebre sagra, anche se il dolce resta protagonista delle tavole natalizie e dell’Immacolata.
Appena fritte, le spince vengono passate in zucchero e cannella. Qui la ricotta non c’è: la spincia deve “parlare” da sola.

In sintesi

Sfince di prescia: tonde, veloci, acqua e farina – Natale, tutta la Sicilia
Sfince di San Giuseppe: grandi, farcite di ricotta – Palermo, 19 marzo
Spince di Custonaci: a ciambella, con patate e anice – Trapanese, Natale e sagre



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