Messina: La Rinascita della Fenice
Pubblicato in Città Paesi Borghi · Lunedì 05 Gen 2026 · 5:15
Tags: Messina, Rinascita, Fenice, architettura, Liberty, Eclettismo, terremoto, 1908, bellezza, identità, storica, curiosità, turistiche
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Messina: La Rinascita della Fenice ?
Tour architettonico tra l’eleganza del Liberty e il linguaggio dell’Eclettismo.
Messina è una città che si svela solo a chi sa alzare lo sguardo. Ricostruita quasi interamente dopo il tragico terremoto del 1908, divenne all’inizio del secolo scorso uno dei più grandi cantieri d’Europa: un laboratorio urbano in cui la sicurezza del cemento armato doveva convivere con il desiderio di bellezza. Il risultato architettonico è unico, nel quale Eclettismo e Liberty si intrecciano in modo indissolubile.
L’Eclettismo: Il Linguaggio della Memoria
A Messina l’eclettismo non fu un semplice stile, ma una missione: restituire alla città un’identità storica che la terra aveva cancellato.
Cos’è l’Eclettismo
Dal greco eklégo (“scegliere”), consiste nel selezionare e combinare elementi di stili diversi. Non inventa nuove forme, ma rielabora modelli del passato adattandoli a strutture moderne. Negli edifici messinesi convivono gli ordini del Neoclassicismo, i verticalismi del Neogotico e gli apparati del Neorinascimento.
La nascita dell’Eclettismo
L’Eclettismo nasce in Europa nella seconda metà dell’Ottocento, in un’epoca segnata dalla rivoluzione industriale, dal progresso tecnico e dalla crisi dei linguaggi architettonici tradizionali.
Viene meno l’idea di uno stile unico rappresentativo del presente, architetti e teorici iniziarono a guardare al passato come a un repertorio da cui attingere liberamente. L’Eclettismo non ha raptesentato una mancanza di identità, ma una scelta consapevole: un mescolare per combinare e reinterpretare stili storici diversi per rispondere alle nuove esigenze funzionali, simboliche e costruttive della modernità.
I Protagonisti
Palazzo Zanca (Municipio): Progettato da Antonio Zanca, è il simbolo del rigore istituzionale con le sue colonne doriche monumentali.
Palazzo del Governo (Prefettura): Opera di Cesare Bazzani, celebra lo Stato con un ricco apparato di festoni e stemmi classici.
Il Liberty: Il Sogno della Modernità
Se l’eclettismo guarda al passato, il Liberty Art Nouveau, guarda al futuro.
A Messina rappresenta lo stile della borghesia che voleva dimenticare la tragedia. Per via delle norme antisismiche, qui il Liberty è solido: le strutture sono massicce, ma le facciate esplodono in ferri battuti, stucchi floreali e linee curve.
A Messina il Liberty non è mai puro esercizio ornamentale, ma un linguaggio adattato alle esigenze della ricostruzione post-sismica. Le strutture in cemento armato, imposte dalle nuove norme di sicurezza, diventano il supporto di una decorazione raffinata fatta di ferri battuti, stucchi floreali, motivi vegetali e linee sinuose.
In questo contesto, anche la produzione industriale ebbe un ruolo fondamentale: la Fonderia Oretea di Palermo, legata alla famiglia Florio, non era solo industria pesante, ma contribuì anche alla realizzazione di elementi in ghisa di alto valore ornamentale, perfettamente in sintonia con il gusto Liberty dell’epoca, diffusi nelle cancellate, nei balconi e negli apparati decorativi delle città siciliane. È un Liberty contenuto, spesso innestato su impianti eclettici, che esprime il desiderio di modernità e di rinascita della borghesia cittadina senza rinunciare alla solidità costruttiva.
Tra le tappe imperdibili:
Galleria Vittorio Emanuele III: Il trionfo della luce e dei mosaici pavimentali.
Isolato Coppedè: Il “Medioevo fantastico” di Gino Coppedè, fatto di mascheroni e torrette.
Palazzo della Dogana: Il biglietto da visita della città per chi arriva dal mare.
Ci sono state anche delle ombre nella ricostruzione: potremmo definirlo Il “Sacco” e la Memoria Tradita di Messina
Non si può comprendere Messina senza guardare anche a ciò che non c’è più. Il cosiddetto Sacco Edilizio tra gli anni ’50 e ’70, fu un fenomeno di speculazione che portò alla demolizione di architetture di pregio sopravvissute a terremoti e bombe, spesso con la complicità delle istituzioni.
Lo scempio del Collegio dei Gesuiti
L’episodio più emblematico e doloroso riguarda l’abbattimento del Collegio dei Gesuiti in via dei Monasteri (oggi via XXIV Maggio). Progettato dallo stesso Antonio Zanca che firmò il Municipio, era un imponente complesso in stile arabo-normanno, un unicum che legava la nuova Messina alle sue radici medievali.
Nel 1975, nonostante i vincoli e il valore storico, il Collegio fu raso al suolo per fare spazio a un’operazione non tanto di speculazione privata, quanto di un protagonismo politico di quella stagione, fu l’allora sindaco Merlino, sotto la cui amministrazione l’area venne ceduta per l’edificazione di un centro commerciale (la Standa). Quell’abbattimento, avvenuto tra le proteste dei cittadini e degli intellettuali dell’epoca, rimane il simbolo di una politica che sacrificò il patrimonio storico sull’altare del cemento e del profitto immediato.
Ricordiamo che nell’Ottocento sottonla spinta illuminista, molti beni ecclesiastici furono confiscati, ma non demoliti per il loro valore storico; solo con i Patti Lateranensi, nel Novecento, alcuni edifici tornarono alla Chiesa e alla loro funzione originaria. Ma questo non é valso per la citta in riva allo stretto.
Altre perdite eccellenti:
Palazzo delle Cariatidi: Un capolavoro neorinascimentale abbattuto negli anni ’70.
Villa Costarelli: Dimora ottocentesca di Leone Savoia, demolita per un complesso residenziale.
Cine-Teatro Savoia: Un punto di riferimento culturale cancellato nel 1970.
Curiosità e Consigli per il Visitatore
I Geni Tutelari: Cercate i volti scolpiti sui portoni di via Tommaso Cannizzaro: sono simboli protettivi posti a guardia delle case dopo il 1908.
Il cemento mascherato: Molti edifici che sembrano in pietra sono in realtà in cemento armato, “travestito” da stucchi che imitano marmo e pietra lavica.
Consigli per il tour:
Momento migliore: Tardo pomeriggio, quando la luce radente esalta i bassorilievi.
Suggerimento: Ignorate le vetrine moderne; il vero tesoro di Messina inizia dai quattro metri d’altezza in su. Alzate lo sguardo.
Esempi principali di architettura eclettica a Messina :
1. Palazzo Cerruti – Bisazza (o Banco Cerruti / Palazzo del Granchio)
2. Palazzo Tremi (o “Palazzo del Gallo”)
3. Palazzo Arena (o Palazzo dello Zodiaco)
4. Palazzo Loteta
5. Palazzo Magaudda
6. Palazzo Barbaro (o dell’“Ape”)
7. Palazzo Natoli
8. Palazzo Seguenza
9. Palazzo Marullo
10. Palazzo Vaccarino
11. Galleria Vittorio Emanuele III
12. Palazzo della Banca d’Italia
13. Palazzo della Città Metropolitana (ex Provincia)
14. Palazzo Arcivescovile
15. Villino Drago
16. Palazzo della Dogana
Potrete visionare alcune fotografie del fotografo Mimmo Irrera
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