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Palermo 1866: La Rivolta del Sette e Mezzo

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Palermo 1866: La Rivolta del Sette e Mezzo

Il blog di clicksicilia, curiosità per turisti
Pubblicato in Le radici della Sicilia Storia e tradizioni · Lunedì 27 Ott 2025 · Tempo di lettura 2:45
Tags: PalermoRivoltadelSetteeMezzostoriainsurrezione1866Unitád'Italiacuriositàturisticulturapatrimoniostorico

Palermo 1866: La "Rivolta del Sette e Mezzo"


Un capitolo oscuro e affascinante della storia di Palermo, che ancora oggi riecheggia nelle sue vie più antiche.
Nel settembre del 1866, a pochi anni dall'Unità d'Italia, Palermo divenne il teatro di una violenta insurrezione popolare passata alla storia come la "Rivolta del Sette e Mezzo". Questo nome deriva dalla sua breve ma intensa durata: circa sette giorni e mezzo di scontri.

Perché il "Sette e Mezzo"?  Palermo 1866
La rivolta fu la manifestazione di un profondo malcontento popolare contro il neonato Regno d'Italia. Le cause principali includevano:

La coscrizione obbligatoria, che sottraeva braccia al lavoro.
L'aumento delle tasse e la crisi economica.
L'anticlericalismo del governo, che con la soppressione degli ordini religiosi aveva un forte impatto sociale nella città.
La città fu rapidamente conquistata dai rivoltosi, che videro un'alleanza eterogenea di contadini, ex garibaldini delusi e forze legittimiste borboniche.

La Repressione: Cadorna e la Regia Marina
La risposta del governo italiano fu immediata e brutale. Fu proclamato lo stato d'assedio e inviato un massiccio contingente di circa 40.000 soldati sotto il comando del Generale Raffaele Cadorna.
Bombardamento dal Mare: Palermo subì un violento bombardamento navale. Le navi della Regia Marina aprirono il fuoco sulla città; tra queste c'era l'ammiraglia del Re, la nave "Re di Portogallo".
Scontri Casa per Casa: La repressione fu durissima. Gli scontri per la riconquista, che richiesero l'impiego di circa 40.000 soldati, si svolsero casa per casa nei vicoli e nei quartieri storici. Dopo lo sbarco dei fanti della Marina, la battaglia fu particolarmente violenta, lasciando la città in macerie.

L'Eredità Storica
Questa vicenda tragica ha segnato l'immaginario siciliano, testimoniando le difficoltà e le ferite del processo di unificazione.
Letteratura: Un punto di riferimento per chi volesse approfondire l'atmosfera di quei giorni è il romanzo storico Sette e mezzo di Giuseppe Maggiore. L'importanza di quest'opera è confermata dalla sua menzione nella biografia di Maggiore, curata anche da Andrea Camilleri.
Visitare Palermo oggi significa camminare sulle tracce di questa storia complessa: una terra di passioni ardenti e di una resilienza unica, che ha saputo risorgere dopo ogni prova.
Per comprendere appieno la violenza del "Sette e Mezzo", è necessario percorrere i luoghi in cui si svolsero gli scontri. Il cuore della battaglia fu il centro storico. I rivoltosi eressero barricate nell'area dei Quattro Canti e lungo Via Maqueda, trasformando questi assi principali in roccaforti. Il quartiere dell'Albergheria fu teatro di una brutale riconquista casa per casa da parte dei fanti sbarcati dalla Regia Marina.
Dopo la vittoria delle truppe governative, un luogo che divenne simbolo della repressione fu il Convento della Martorana, scelto come sede del tribunale militare dove furono giudicati e condannati centinaia di insorti. Camminare in queste vie oggi non è solo ammirare la bellezza barocca, ma anche ripercorrere un sentiero di storia e resistenza popolare.


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