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Pietro Giambelluca, scultore, la figura della madre Madonita

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Pietro Giambelluca, scultore, la figura della madre Madonita

Il blog di clicksicilia, curiosità per turisti
Pubblicato in Arte contemporanea · Domenica 19 Gen 2025 · Tempo di lettura 3:45
Tags: PietroGiambellucascultoreMadreMadonitaIsnellomonumentoturismoarteculturastoriaMadonie

Pietro Giambelluca - Scultore e la Madre Madonita di Isnello


Pietro Giambelluca nasce a Isnello il 22 dicembre 1927, trascorre la sua infanzia tra Isnello e Cammisini, presso l'azienda agricola di famiglia, dove scopre l'amore per la natura e in particolare per i cavalli che saranno fonte di ispirazione per numerose sue opere pittoriche e plastiche.

Nella chiesa San Paolo Apostolo di Piano Zucchi, la suddetta chiesa, fatta costruire ed  elevata a parrocchia per l'opera incessante,  instancabile e tenace di  Don Scelsi nel 1976, lo scultore Giambelluca ha eseguito nel 1977, il portone in rame sbalzato con episodi della conversione di  San Paolo e all'interno  il ciborio in bronzo con un gioco di volatili, la Madonna e il Crocifisso, espressione carica di spiritualità, opere che diventano un tutt'uno con le bellezze naturali del luogo, del paesaggio che solo la montagna riesce a  dare.

Nel viale che conduce al centro abitato di Isnello vediamo lo straordinario monumento alla "Madre Madonita" in grandezza reale del 1987. La giovane figura femminile, viene portata lentamente da un cavallo.
Fra le tante maternità è da ricordare anche quella in bronzo, prima di arrivare a Isnello andando da Gibilmanna, eseguita nel 1970 in ricordo delle SS. Missioni predicate dai Redentoristi.  
I monumenti al Cardinale Pappalardo e al Vescovo Salvatore Cassisa nel Duomo di Monreale del 1983, il tabernacolo in bronzo della Chiesa del Santissimo a Cefalù del 1983, il Cristo e il tabernacolo in bronzo della Chiesa Parrocchiale di Lascari del 1985, il monumento ai Santi Saba e Macario nella Chiesa Madre di Collesano del 1985, il tabernacolo e il fonte battesimale in bronzo della Chiesa di Montemaggiore Belsito del 1986, i monumenti in bronzo a Michele Di Martino e a Beatrice Ortolani a Isnello del 1988, la porta in bronzo del Banco di Sicilia di Palermo del 1989, il monumento a Madre Teresa di Calcutta a Caltavuturo del 1992, il monumento a Padre Pio a Pollina del 1992, la porta in bronzo del Santuario della Madonna Delle Grazie ad Alia, in occasione dell'anno giubilare del 2000, raffigurante scene messianiche tratte dal vecchio testamento (Isaia), il tabernacolo in bronzo della Cappella inserita nella struttura di Poggio Maria in Cefalù, Il tabernacolo in bronzo della cappella del Seminario in Cefalù, Cristo Risorto in bronzo nella tomba di Monsignor Damiano Barcellona ad Alia e tante altre sculture.
I tre pannelli in bronzo raffiguranti l'Ultima Cena, la resurrezione di Cristo e la Pentecoste, inseriti nella struttura marmorea dell'area celebrativa dell' Oratorio del Santissimo Sacramento di Cefalù, sono stati voluti nel 1983 dal Prof. Mons. Damiano Barcellona.
La Cena, all'altezza dell'Altare antistante presenta i Discepoli e il Maestro in una sala che, realisticamente si riallaccia alla sistemazione medievale del Cenacolo di Gerusalemme e, collocando i Commensali ad una mensa di pronunciata prospettiva, focalizza nella centralità del "Pane disceso dal Cielo" l'immagine del Signore Gesù che con la mano destra si presenta agli Undici che a Lui si rivolgono, ma con la mano sinistra alza il boccone del giudizio per quell'uno che lo tradisce, e anche la porta della Custodia del Tabernacolo ricollegandola all'Altare.
 
La Risurrezione, più su, coglie il terremoto che sconquassa la terra davanti alle guardie e lascia vuota la Tomba al centro, ma insieme il giardino rinnovato dal Signore ascendente dal Sepolcro scoperchiato: un'immagine tipica dell'Artista che è solito avvolgere in vestito aderente e sottolineante, le figure che ama idealizzare.
La Pentecoste, in alto, ripresentando il Cenacolo con lo stesso realismo della Cena, qui alluso mediante il caratteristico pavimento a lastroni impiegati prospetticamente, fa discendere lo Spirito sotto la forma della Colomba e inoltre le descrive all'intorno il vento impetuoso che ne manifestò la venuta. Lo Spirito Santo è raffigurato non soltanto come il Dono della Pentecoste ma anche come Colui che risuscita il Primogenito dai morti e come Colui che fa l'Eucarestia nel memoriale della Cena" (Crispino Valenziano).

Chi volesse approfondire o conoscere meglio l'Artista e le sue opere, si colleghi  al  sito http://www.giambellucascultore.it/


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