Saigon, simbolo della miscelazione messinese, origine e storia
Pubblicato in Street Food, Vino, Birra, Dolci · Domenica 01 Feb 2026 · 4:15
Tags: Saigon, cocktail, Messina, storia, miscelazione, anni, Sessanta, Fiera, Internazionale, vitalità, economica, turismo, abitudini, di, consumo
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Saigon, simbolo della miscelazione messinese
Categoria: cocktail d’autore italiano
Luogo di nascita: Messina
Periodo: anni Sessanta
Base alcolica: vodka
Famiglia: short drink aromatizzato / cocktail con vermouth
Origine e storia
Il Saigon è un cocktail nato a Messina negli anni Sessanta, in un periodo in cui la città vive una fase di particolare vitalità economica e culturale. In quegli anni la Fiera Internazionale di Messina rappresenta uno dei principali poli fieristici del Mezzogiorno, punto di riferimento per scambi commerciali, relazioni istituzionali e flussi turistici. La presenza costante di visitatori italiani e stranieri contribuisce a rendere il tessuto urbano più dinamico e ricettivo verso nuove abitudini di consumo, incluso il bere miscelato.
Secondo una ricostruzione riportata da una testata giornalistica nazionale, la paternità del drink è attribuita a Franco Toscano, storico barman del Ritrovo Lombardo di Messina. La ricetta del Saigon sarebbe nata dietro il bancone, attraverso un processo graduale di aggiustamenti, influenzato da una clientela eterogenea, spesso legata al mondo della Fiera: espositori, tecnici, commercianti e professionisti che, durante i mesi fieristici, animavano la città fino a tarda sera.
Il nome “Saigon” si colloca pienamente nel clima storico dell’epoca. Gli anni Sessanta sono segnati dal conflitto in Vietnam, costantemente presente nel dibattito pubblico e nei mezzi di comunicazione. In una città che, grazie alla Fiera, guarda con attenzione a ciò che accade fuori dai confini nazionali, la scelta di un nome internazionale riflette un immaginario condiviso e un desiderio di modernità.
Messina e la Fiera Internazionale
Negli anni in cui nasce il Saigon, la Fiera Internazionale di Messina è molto più di un evento commerciale: è un vero e proprio motore urbano. Attiva già dai primi decenni del Novecento e rilanciata nel secondo dopoguerra, la Fiera trasforma la città in un crocevia mediterraneo, capace di attrarre delegazioni estere, aziende e visitatori da tutta Europa.
Durante il periodo fieristico, i ritmi cittadini cambiano. I bar del centro diventano luoghi di rappresentanza informale, spazi in cui si stringono relazioni professionali e sociali. È in questo contesto che la figura del barman assume un ruolo centrale, non più semplice esecutore ma interprete dei gusti di una clientela internazionale. Il Saigon nasce anche per rispondere a questa esigenza: un cocktail dal profilo secco e deciso, ma mitigato dalla freschezza della granita di limone, facilmente riconoscibile e adatto a pubblici diversi.
Contesto culturale
La Messina degli anni Sessanta è una città in transizione, sospesa tra tradizione e modernità. La Fiera contribuisce a diffondere nuove mode e consumi, favorendo l’ingresso di distillati internazionali come la vodka e l’adozione di nomi e suggestioni esotiche nel linguaggio quotidiano. Il Saigon si inserisce in questo quadro come prodotto autentico del suo tempo: non un cocktail importato, ma una creazione locale capace di dialogare con il mondo.
L’uso della granita di limone, elemento profondamente radicato nella cultura siciliana, rappresenta il punto di equilibrio tra apertura e identità territoriale, rendendo il drink immediatamente riconducibile al contesto messinese.
Ricetta storica
La ricetta originale del Saigon non è mai stata codificata ufficialmente. La versione oggi più condivisa prevede:
Vodka: 45 ml
Vermouth dry: 30 ml
Coca Buton: 15 ml
Granita di limone: q.b.
Scorza di limone per guarnire
Gli ingredienti vengono versati sul ghiaccio e completati con la granita di limone, che ha la funzione di equilibrare la componente alcolica e rendere il cocktail adatto a un consumo prolungato, tipico delle serate cittadine durante i mesi della Fiera.
Varianti tradizionali
Accanto alla versione classica al limone, nel tempo si sono affermate alcune varianti considerate parte integrante della tradizione messinese:
Saigon al lime, più teso e verticale
Saigon al cetriolo, più fresco e vegetale
Varianti nate, anche in questo caso, dall’ascolto del cliente e dalla necessità di adattare il drink a gusti diversi, senza modificarne l’impianto originario.
L’ingrediente chiave: la Coca Buton
Elemento distintivo del Saigon è la Coca Buton, liquore ottocentesco ottenuto dalle foglie di coca peruviana e privato dei principi psicotropi. Negli anni della Fiera, la Coca Buton è un ingrediente diffuso nei bar italiani, apprezzato per il suo profilo amaricante e tonico, in linea con le abitudini di consumo dell’epoca.
Nel Saigon, questo liquore contribuisce a definire un carattere secco e complesso, capace di dialogare con la modernità della vodka e la freschezza agrumata della granita.
Identità e fortuna del drink
Il Saigon rappresenta uno dei rari esempi di cocktail italiano nato all’interno di un contesto urbano fortemente influenzato da un evento internazionale come la Fiera di Messina. La sua longevità è legata proprio a questa origine: un drink pensato per accogliere pubblici diversi, ma abbastanza radicato nel territorio da conservarne l’identità.
Ancora oggi, il Saigon rimane un simbolo della miscelazione messinese e un testimone liquido di quella stagione in cui la città, grazie alla Fiera Internazionale, si proponeva come punto d’incontro tra Sicilia e mondo.
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