Siamo nel maggio del 1860.
Vi trovate tra i vicoli in pietra di Salemi, il profumo della zagara si mescola alla polvere della strada, al nerofumo delle polveri della battaglia imminente.
Non è solo una tappa della Spedizione dei Mille: è il luogo dove un sogno rivoluzionario si fece Stato, anche se solo per un battito di ciglia, per un solo giorno.
Il 14 maggio 1860, Salemi divenne il cuore politico d'Italia. Dal balcone di Palazzo Cascio, Garibaldi compì un gesto di audacia politica estrema: proclamò la Dittatura della Sicilia in nome di Vittorio Emanuele II., un re al soldo di un altro re.
Qui risiede il "compromesso storico": Garibaldi, esternando un anima profondamente repubblicana e mazziniana, successivamente dovette sacrificare il proprio ideale per unire un Paese frammentato.
Vi trovate tra i vicoli in pietra di Salemi, il profumo della zagara si mescola alla polvere della strada, al nerofumo delle polveri della battaglia imminente.
Non è solo una tappa della Spedizione dei Mille: è il luogo dove un sogno rivoluzionario si fece Stato, anche se solo per un battito di ciglia, per un solo giorno.
Il 14 maggio 1860, Salemi divenne il cuore politico d'Italia. Dal balcone di Palazzo Cascio, Garibaldi compì un gesto di audacia politica estrema: proclamò la Dittatura della Sicilia in nome di Vittorio Emanuele II., un re al soldo di un altro re.
Qui risiede il "compromesso storico": Garibaldi, esternando un anima profondamente repubblicana e mazziniana, successivamente dovette sacrificare il proprio ideale per unire un Paese frammentato.
La Sicilia dell'Ottocento era un teatro dove il sangue e la tecnica si mescolavano costantemente, tanto nei saloni nobiliari quanto nelle polverose strade di campagna.
La Scherma di Coltello Siciliana: Arte e Sopravvivenza
A differenza della scherma accademica, quella di coltello (spesso chiamata "Scuola Siciliana") era una disciplina tramandata oralmente, quasi come un segreto iniziatico
La Scherma di Coltello Siciliana: Arte e Sopravvivenza
A differenza della scherma accademica, quella di coltello (spesso chiamata "Scuola Siciliana") era una disciplina tramandata oralmente, quasi come un segreto iniziatico
Alicudi, la più remota delle Eolie, è un luogo dove il confine tra realtà e mito è sempre stato sottile.
All’inizio del Novecento, in un contesto di povertà estrema e isolamento, nacque uno dei fenomeni più affascinanti della cultura mediterranea:
la storia delle donne che volavano, le cosiddette streghe arcudare
Alicudi tra geografia, storia, mito e memoria
Alicudi è l’isola più occidentale dell' Arcipelago delle Isole Eolie, la prima che si incontra arrivando da Palermo o da Ustica.
Il suo profilo è quello di un cono vulcanico ripidissimo, privo di strade carrozzabili e con un solo piccolo porto sul versante orientale.
La sua natura aspra e isolata ha contribuito a creare un immaginario unico, dove storia e leggenda si intrecciano.
All’inizio del Novecento, in un contesto di povertà estrema e isolamento, nacque uno dei fenomeni più affascinanti della cultura mediterranea:
la storia delle donne che volavano, le cosiddette streghe arcudare
Alicudi tra geografia, storia, mito e memoria
Alicudi è l’isola più occidentale dell' Arcipelago delle Isole Eolie, la prima che si incontra arrivando da Palermo o da Ustica.
Il suo profilo è quello di un cono vulcanico ripidissimo, privo di strade carrozzabili e con un solo piccolo porto sul versante orientale.
La sua natura aspra e isolata ha contribuito a creare un immaginario unico, dove storia e leggenda si intrecciano.
Nel periodo della grande emigrazione siciliana, tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, molti emigrati e numerose famiglie rimaste in Sicilia erano analfabeti o avevano una scarsa istruzione. Comunicare con i propri cari diventava quindi una questione tutt’altro che semplice.
In questi casi, la redazione delle lettere e l’invio delle rimesse avvenivano grazie all’aiuto di intermediari: parenti alfabetizzati, maestri, notai, impiegati postali o, molto spesso, il parroco del paese. Le lettere venivano dettate a voce e trascritte da altri, mentre il denaro era inviato tramite vaglia postali o attraverso banchieri locali.
In questi casi, la redazione delle lettere e l’invio delle rimesse avvenivano grazie all’aiuto di intermediari: parenti alfabetizzati, maestri, notai, impiegati postali o, molto spesso, il parroco del paese. Le lettere venivano dettate a voce e trascritte da altri, mentre il denaro era inviato tramite vaglia postali o attraverso banchieri locali.