Il fascino immortale della storia, l’eccellenza della cultura siciliana e l'incanto di una notte di mezza estate sotto il cielo di agosto, questi gli elementi cardine di Calici di Stelle 2026, il prestigioso appuntamento promosso dalla Pro Loco Cesarò Partinico APS in collaborazione con Movimento Turismo del Vino alla Real Cantina Borbonica di Partinico (PA) il 09 agosto 2026, a partire dalle ore 20:00.
Se c’è una cosa che la Sicilia sa fare divinamente, è racchiudere la felicità in un involucro di pasta fritta.
Gli sciauni chiamati anche sciaunieddi a seconda della zona: un capolavoro della pasticceria rustica e casalinga, tipico soprattutto della Sicilia sud-orientale, in particolare tra le zone di Ragusa, Siracusa, Ispica e Noto.
Se non li hai mai provati non ne stai semplicemente rimpiangendo il sapore, cosa rende speciali queste meraviglie.
Che cosa sono esattamente gli Sciauni?
In parole molto semplici, gli sciauni sono dei grandi ravioli dolci fritti, ma con una personalità tutta loro.
La Sfoglia: È una pasta semplice e leggermente elastica, preparata con farina di semola di grano duro, strutto, un pizzico di zucchero e spesso sfumata con un goccio di vino bianco o Marsala per renderla aromatica e favorire la formazione delle classiche "bolle" in frittura.
Gli sciauni chiamati anche sciaunieddi a seconda della zona: un capolavoro della pasticceria rustica e casalinga, tipico soprattutto della Sicilia sud-orientale, in particolare tra le zone di Ragusa, Siracusa, Ispica e Noto.
Se non li hai mai provati non ne stai semplicemente rimpiangendo il sapore, cosa rende speciali queste meraviglie.
Che cosa sono esattamente gli Sciauni?
In parole molto semplici, gli sciauni sono dei grandi ravioli dolci fritti, ma con una personalità tutta loro.
La Sfoglia: È una pasta semplice e leggermente elastica, preparata con farina di semola di grano duro, strutto, un pizzico di zucchero e spesso sfumata con un goccio di vino bianco o Marsala per renderla aromatica e favorire la formazione delle classiche "bolle" in frittura.
Il tradizionale chiosco di "Seltz, limone e sale" nasce a Catania. Le origini risalgono agli anni '30, quando la città divenne un importante polo di produzione di CO2, evolvendosi poi dagli antichi "acquafrescai" borbonici del Regno di Napoli.
L'esperienza del Chiosco Catanese
Questa bevanda dissetante e digestiva viene preparata al momento nei caratteristici chioschi presenti in piazze e angoli della città. La ricetta base prevede tre semplici ingredienti: Acqua fortemente gassata (seltz)Succo di limone fresco (spremuto al momento)Un pizzico di sale marino (che a volte i mastri chioscari prendono direttamente dal bordo del bicchiere)
L'esperienza del Chiosco Catanese
Questa bevanda dissetante e digestiva viene preparata al momento nei caratteristici chioschi presenti in piazze e angoli della città. La ricetta base prevede tre semplici ingredienti: Acqua fortemente gassata (seltz)Succo di limone fresco (spremuto al momento)Un pizzico di sale marino (che a volte i mastri chioscari prendono direttamente dal bordo del bicchiere)
Nel cuore pulsante della Sicilia a Caltanissetta, si realizza il macco di fave, li dove le colline ondulate dell'entroterra custodiscono secoli di storia e tradizioni.
Spesso lontana dai circuiti turistici di massa, questa città offre al viaggiatore un'esperienza autentica, fatta di silenzi,di memoria, panorami mozzafiato e una cucina che affonda le radici nella terra più profonda.
In Viaggio tra i Sapori, il Macco di Fave serve per comprendere l'anima di questa provincia.
Il Macco di fave non è solo un piatto, è un rito. Con origini che risalgono all'epoca greca, questo vegetale celebrava un tempo la fine del raccolto contadino.
Spesso lontana dai circuiti turistici di massa, questa città offre al viaggiatore un'esperienza autentica, fatta di silenzi,di memoria, panorami mozzafiato e una cucina che affonda le radici nella terra più profonda.
In Viaggio tra i Sapori, il Macco di Fave serve per comprendere l'anima di questa provincia.
Il Macco di fave non è solo un piatto, è un rito. Con origini che risalgono all'epoca greca, questo vegetale celebrava un tempo la fine del raccolto contadino.