Il Cammino dei Mille: da Marsala a Palermo sulle orme di Garibaldi
Immagina di ricalcare i passi della storia, attraversando la Sicilia più autentica e nascosta, là dove il passato glorioso del Risorgimento incontra la maestosità di una natura selvaggia e incontaminata. Il Cammino dei Mille non è soltanto un trekking sulle tracce di Giuseppe Garibaldi e dei suoi uomini, ma un viaggio epico che unisce la costa dello sbarco marsalese al cuore pulsante di Palermo, snodandosi tra borghi di pietra, boschi secolari, valli incantate e testimonianze millenarie.
Era il maggio del 1860. Dopo la storica vittoria di Calatafimi, le camicie rosse puntarono verso Palermo lungo l'asse Alcamo-Partinico-Monreale. Il 19 maggio, con una mossa strategica e sorprendente, Garibaldi decise di aggirare Monreale, spingendosi verso Altofonte, retrocedendo a Piana degli Albanesi e inscenando una finta ritirata verso l'interno dell'isola. Da lì, deviando attraverso Marineo, piombò improvvisamente su Palermo la notte del 27 maggio partendo dalle alture di Gibilrossa. Un interrogativo che ancora oggi affascina gli storici aleggia su quel percorso: cosa convinse il Generale a cambiare rotta?
Da questa epopea è nato oggi il nuovo Cammino dei Mille (da Renda a Palermo), un itinerario straordinario che permette di esplorare l'entroterra palermitano e agrigentino attraverso due varianti pensate per gli amanti del trekking e dell'escursionismo lento:
La variante lunga (circa 164 km): Un percorso strutturato in 10 tappe che attraversa 12 comuni imperdibili: Monreale, San Martino delle Scale, Altofonte, Piana degli Albanesi, Santa Cristina Gela, Corleone (con la splendida riserva di Ficuzza), Mezzojuso, Villafrati, Cefalà Diana, Godrano, Marineo, Misilmeri e Palermo.
La variante breve (circa 100 km): Un tracciato di 7 tappe che condivide le prime quattro e le ultime due della via principale, deviando agilmente verso Marineo alla quinta tappa per chi ha a disposizione meno giorni ma non vuole rinunciare all'emozione del cammino.
Le tappe e i luoghi simbolo lungo il cammino
Monreale: Porta d'accesso monumentale al cammino, celebre in tutto il mondo per il suo magnifico Duomo arabo-normanno impreziosito da straordinari mosaici dorati e per il celebre Chiostro benedettino, entrambi riconosciuti Patrimonio dell'Umanità UNESCO.
Altofonte: Antica residenza di caccia di Ruggero il Normanno, custode del misterioso e venerato Crocifisso Nero e dell'Obelisco al Calvario, eretto in memoria delle truppe garibaldine.
Piana degli Albanesi: La prima e più importante colonia albanese di Sicilia (Hora e Arbëreshë), fondata nel 1488. Un luogo dal fascino unico, dove ammirare chiese di rito greco-bizantino ricche d'icone, gustare i famosi cannoli locali e riflettere nei luoghi simbolo della memoria come il suggestivo Memoriale di Portella delle Ginestre.
Santa Cristina Gela e il Lago: La più giovane delle colonie albanesi, incorniciata da splendidi paesaggi lacustri e dalle aspre cime della Riserva Naturale delle Serre della Pizzuta.
Corleone e il Bosco di Ficuzza: "La città regia dalle cento chiese" e l'immensa riserva naturale dominata da Rocca Busambra. Tra le spettacolari e fresche Gole del Drago, i laghetti naturali e l'imponente Real Casina di Caccia dei Borbone, la natura qui regna sovrana e spettacolare.
Mezzojuso e Villafrati: Borghi ricchi di storia che conservano intatta la fusione culturale tra rito latino e rito greco-bizantino, palazzi nobiliari come il Baglio dei Filangieri e tradizioni popolari uniche come la storica Festa del Mastro in Campo.
Cefalà Diana, Godrano e Marineo: Un susseguirsi di antiche terme arabe, musei della civiltà contadina (Godranopoli), castelli arroccati su speroni di roccia e panorami mozzafiato che spaziano dalla valle dell'Eleutero fino alle Eolie.
Misilmeri e Gibilrossa: La tappa decisiva dell'impresa garibaldina. Sulle colline di Gibilrossa, dove Nino Bixio e i "picciotti" di Giuseppe La Masa si accamparono alla vigilia dell'attacco a Palermo, sorgono oggi il celebre Obelisco commemorativo progettato da Basile e il Santuario di Santa Maria di Gibilrossa, custode di secoli di storia monastica e spirituale.
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