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Itinerarium Rosaliae o Cammino di Santa Rosalia - Mare e natura

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Itinerarium Rosalie l'Officina Territoriale
Percorso culturale religioso naturalistico ed escursionistico, nell'entroterra siciliano.
Rosaliae collega i luoghi dell’eremitaggio di Santa Rosalia: l'Eremo di Santo Stefano Quisquina sui Monti Sicani in provincia di Agrigento e il Santuario di Santa Rosalia sul Monte Pellegrino a Palermo.

Itinerarium Rosaliae o Cammino di Santa Rosalia


Itinerarium Rosaliae: L'Officina Territoriale

Percorso culturale, religioso, naturalistico ed escursionistico nell'entroterra siciliano. L'Itinerarium Rosaliae collega i luoghi dell’eremitaggio di Santa Rosalia: l'Eremo di Santo Stefano Quisquina sui Monti Sicani, in provincia di Agrigento, e il Santuario di Santa Rosalia sul Monte Pellegrino a Palermo.

Itinerarium Rosaliae o Cammino di Santa Rosalia, trekking
Se stai cercando un'avventura unica in Sicilia, l'Itinerarium Rosaliae è proprio quello che fa per te. Questo trekking ti porterà a scoprire paesaggi mozzafiato mentre segui il sentiero che collega l'Eremo di Santo Stefano Quisquina al Santuario di Monte Pellegrino a Palermo. È un percorso ricco di storia e spiritualità, perfetto per chi ama immergersi nella natura e nella cultura locale. Prepara le scarpe da trekking, porta con te la curiosità e lasciati conquistare dalla bellezza di questo cammino.

Questo emozionante percorso a tappe ti condurrà lungo il tracciato tra l'Eremo di Santo Stefano Quisquina e il Santuario di Monte Pellegrino, permettendoti di immergerti nella storia e nella spiritualità di questa affascinante figura religiosa. Preparati a vivere un'esperienza unica e indimenticabile lungo le strade di Sicilia.

L'Itinerarium Rosaliae è un percorso che permette di riscoprire i luoghi calpestati dalla Santa nel suo cammino verso la grotta, attraverso l'entroterra siciliano nelle province di Palermo e Agrigento. Il percorso, immerso nella natura tra esperienze di riflessione e silenzi meditativi, ripercorre la strada che la "Santuzza" percorse quando lasciò la città di Palermo per rifugiarsi nella grotta della Quisquina. Collega, quindi, i due principali luoghi della Sicilia in cui Santa Rosalia visse realmente: il Santuario di Monte Pellegrino e l’Eremo di Santo Stefano Quisquina.

L’Itinerarium Rosaliae unisce questi due punti attraverso un tracciato di circa 180 km da affrontare a piedi come trekking. Diverse associazioni propongono questo itinerario anche in mountain bike o come percorso alternativo in moto, visitando i paesi interessati dal cammino. Si tratta di un cammino o pellegrinaggio che si snoda su una rete di sentieri, regie trazzere, mulattiere e strade ferrate dismesse. L'itinerario attraversa le province di Palermo e Agrigento, passando per il Parco dei Monti Sicani e diverse riserve naturali, toccando l'Alto Belice e borghi suggestivi come Palazzo Adriano, Chiusa Sclafani, Piana degli Albanesi e Monreale.

Rosalia Sinibaldi o Santa Rosalia
Rosalia Sinibaldi nacque nel 1130, presumibilmente a Palermo, dal conte Sinibaldo Sinibaldi, signore di Monte delle Rose e Quisquina, membro della famiglia dei Berardi. Riguardo alla sua nascita, la tradizione narra che nel 1128 il re Ruggero II di Sicilia, mentre osservava il tramonto dal Palazzo Reale con la moglie Elvira di Castiglia, vide apparirgli una figura che gli disse: "Ruggero, io ti annuncio che, per volere di Dio, nascerà nella casa di Sinibaldo, tuo congiunto, una rosa senza spine". Per tale motivo, poco tempo dopo la sua nascita, la bambina fu chiamata Rosalia.

Un giorno il conte Baldovino salvò il re Ruggero da un animale selvaggio; il re volle allora ricambiarlo con un dono e Baldovino chiese in sposa Rosalia. Il giorno antecedente le nozze, Rosalia, mentre si specchiava, vide riflessa nello specchio l'effige di Gesù. La ragazza, il giorno seguente, declinando l'offerta, preferì abbracciare la fede. A quindici anni abbandonò quindi il Palazzo Reale e si rifugiò a Palermo presso la Chiesa del Santissimo Salvatore, all'epoca monastero.

Dopo aver scritto e consegnato una lettera in greco con una croce di legno alle monache, decise di trovare rifugio presso una grotta situata nei possedimenti del padre, a Santo Stefano Quisquina, dove visse per 12 anni, documentando la propria scelta di vita con un'epigrafe latina scritta all'ingresso della grotta. Successivamente la regina Sibilla consentì a Rosalia di fare ritorno a Palermo e di occupare un'altra grotta, quella posta sul Monte Pellegrino, dove morì dormendo, in pace e in solitudine, il 4 settembre 1170, all'età di 40 anni.   

Nei pressi della grotta della Quisquina è stato successivamente edificato l'Eremo di Santa Rosalia. Ogni anno, il martedì dopo Pasqua, gli stefanesi e i sacerdoti vi si recano in pellegrinaggio. Il Santuario (445 m s.l.m.) forma un tutt’uno con la grotta in cui, il 15 luglio 1624, furono ritrovate le ossa di Santa Rosalia. La sua struttura, completata nel 1629, è del tutto particolare: nella prima parte presenta la facciata seicentesca addossata alla roccia, un vestibolo finemente lavorato, una cupola aperta sul cielo e, superata una sontuosa cancellata in ferro, l'ingresso nella grotta carsica, vero cuore del Santuario.

Monreale e l'Itinerarium Rosaliae
Monreale, comune della Città Metropolitana di Palermo (310 m s.l.m., patrono San Castrenze, 2 febbraio), è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.

Il Duomo: Intitolato a Santa Maria la Nuova, presenta una facciata fiancheggiata da due poderose torri campanarie quadrangolari e preceduta da un portico a tre archi. L'interno è a pianta basilicale, celebre per il vastissimo ciclo di mosaici su fondo oro (1180-1190) raffigurante episodi dell'Antico e del Nuovo Testamento e il Cristo Pantocratore.

Il Chiostro: Capolavoro del convento benedettino, è di forma quadrata e cinto da un portico ad archetti acuti sostenuti da 228 colonnine binate con capitelli di grande rilievo artistico.

San Martino delle Scale: Frazione montana caratterizzata da un'antica abbazia benedettina fondata nel Medioevo e più volte rimaneggiata, dotata di splendidi chiostri, cortili e di un imponente coro ligneo.

Altofonte e Piana degli Albanesi lungo il cammino
Altofonte: Ricordato per essere stato residenza e centro di caccia del re normanno Ruggero. Tra i luoghi d'interesse figurano la seicentesca Chiesa Madre dedicata a Maria Santissima e Sant'Anna, la cappella del Palazzo Reale e il celebre Crocifisso Nero, simbolo storico di salvezza della comunità.

Piana degli Albanesi (Hora e Arbëreshë): Fondata il 30 agosto 1488, fu la prima delle colonie albanesi in Sicilia. Conserva intatta l'architettura originaria e le tradizioni della comunità greco-albanese, con splendide chiese storiche come la Cattedrale di San Demetrio (famosa per le sue icone e gli affreschi di Pietro Novelli), la Chiesa di San Giorgio Megalomartire e la Chiesa di San Nicola.

Il Bosco di Ficuzza e Corleone
Ficuzza: Il borgo si sviluppa all'ombra dell'imponente Palazzo Reale, fatto edificare alla fine del Settecento da Re Ferdinando IV di Borbone come riserva di caccia. A breve distanza si trovano la Riserva Naturale del Bosco della Ficuzza, la maestosa Rocca Busambra, la Sorgente del Drago e le suggestive Gole del Drago lungo il torrente Frattina.

Corleone: Anticamente definita "la città regia dalle cento chiese", offre un patrimonio storico straordinario che include la Chiesa Madre di San Martino (con opere di scuola gaginiana), la chiesa di Santa Rosalia, l'antico Complesso dei Benedettini e il suggestivo Castello di Sopra.

I borghi storici dell'entroterra: Bisacquino, Chiusa Sclafani, Palazzo Adriano e Prizzi
Bisacquino: Caratterizzato dalla Chiesa Madre di San Giovanni Battista, dal Santuario della Madonna del Balzo e dal rinomato Museo dell'Orologio, che custodisce la memoria e le creazioni di Paolo Scibetta, ultimo grande artigiano del tempo.

Chiusa Sclafani: Nota per il Collegio di San Leonardo, la Chiesa Madre di San Nicolò di Bari e le celebri sagre dedicate alle ciliegie e alle pesche.

Palazzo Adriano: Famoso per la sua splendida Piazza Umberto I (set cinematografico del film Nuovo Cinema Paradiso), custodisce una forte identità arbëreshë, le chiese di Santa Maria Assunta e di Santa Maria del Lume, e il Museo Civico Real Casina.

Prizzi: Borgo montano dei Monti Sicani celebre in tutto il mondo per il tradizionale e folkloristico Ballo dei Diavoli che si svolge ogni anno la Domenica di Pasqua.

Santo Stefano Quisquina e l'Eremo
Situato nel cuore dei Monti Sicani a 732 metri di s.l.m. in provincia di Agrigento, il borgo è circondato da una natura incontaminata. La settecentesca Chiesa Madre custodisce opere d'arte di notevole pregio. L'Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina, situato a circa mille metri d'altezza nella riserva naturale, comprende la grotta in cui la Santa visse in assoluta solitudine per dodici anni, la chiesetta, la cripta e gli ambienti conventuali, gestiti oggi come luogo di profonda spiritualità, storia e cultura agro-pastorale.
Per approfondire, per conoscere l'anima di questi luoghi e disegnare il tuo itinerario ideale, consulta la nostra guida:
Appunti di viaggio, l'accoglienza, dove mangiare, lasciate un suggerimento
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