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La via Fabaria o via dell'acqua - Mare e natura

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La Via dell’Acqua o Via Fabaria: un viaggio epico di 300 km tra cinque province


Pronta a svelarsi in tutta la sua straordinaria bellezza, la Via Fabaria (nota anche come la Via dell'Acqua e della Lava) è un percorso di circa 300 chilometri che attraversa cinque province siciliane — Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa e Catania — e ben 20 comuni, conducendo il viaggiatore dalle spiagge dorate del Mediterraneo fino alle maestose pendici della "Muntagna", l'Etna.

Area Agrigentina e Costa Sud
Agrigento (punto di partenza nei pressi della Valle dei Templi)

Porto Empedocle, Favara, Naro, Palma di Montechiaro, Licata, Campobello di Licata, Ravanusa

2. Area Nissena e Calatini
Riesi, Butera, Gela, Niscemi, Caltagirone, Grammichele, Mineo, Militello in Val di Catania

3. Variante Iblea (verso il Siracusano e il Ragusano)
Vizzini (il punto storico d'origine dell'anno 1105) , Monterosso Almo, Chiaramonte Gulfi, Ragusa / Ragusa Ibla, Modica, Scicli, Ispica, Noto

4. Versante Etneo e Catanese (Via Principale)
Lentini (e Carlentini), Catania, Paternò, Santa Maria di Licodia, Biancavilla, Adrano, Bronte, Randazzo, Maniace (con la storica Abbazia di Santa Maria di Maniace, meta finale del cammino)

Le origini di questo cammino affondano le radici nell'Anno Domini 1105, quando l'isola era ormai stabilmente sotto il dominio normanno. Il tracciato prende le mosse dall'antico centro di Bizini (l'odierna Vizzini, in provincia di Catania), snodandosi lungo una terra da sempre generosa d'acqua. Non a caso, il toponimo "favara" deriva dall'arabo fawar, che significa fonte, sorgente o pozza d'acqua.

Dalla Valle dei Templi all'ombra dell'Etna
Basato su un affascinante sistema di antichi tracciati storici, il cammino prende idealmente le mosse da Agrigento e dalla sua celebre Valle dei Templi, dirigendosi verso oriente.

Il primo tratto: Lasciata Agrigento, si punta verso la costa in direzione di Punta Bianca per raggiungere il suggestivo castello di Palma di Montechiaro, la città del Gattopardo, e il borgo marinaro di Licata, tra fiumi, torri costiere e castelli come quello di Falconara.

L'entroterra e la Piana: Il percorso risale verso Niscemi e tocca Caltagirone, patria indiscussa delle ceramiche d'arte siciliana, e Grammichele, celebre per la sua inconfondibile pianta esagonale. Si susseguono le rocche di Mineo e Militello in Val di Catania, dove la pietra lavica comincia a fare da padrona.

La risalita dell'Etna: Costeggiando il fiume Simeto lungo il versante ovest del vulcano, la via incontra le antiche roccaforti normanne di Paternò, Biancavilla e Adrano, affiancando i sentieri di San Nicolò Politi fino a Bronte e all'Abbazia di Santa Maria di Maniace, splendido complesso bizantino-normanno alle porte di Randazzo che segna la meta finale del tragitto.

Grazie al prezioso lavoro di recupero dell'associazione Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia (e alla guida edita da Terre di Mezzo), la Via Fabaria è oggi un'esperienza imperdibile per chi ama il trekking lento, la storia millenaria e la scoperta delle tradizioni più autentiche dell'isola.

Approfondimento: Mineo e le sue tesezze storiche
Tappa fondamentale lungo il percorso è Mineo, comune della Città Metropolitana di Catania situato a 511 metri s.l.m., borgo natale del grande scrittore Luigi Capuana e di Giuseppe Bonaviri. Ricostruito nelle sue forme tardobarocche dopo il devastante terremoto del 1693, il centro storico custodisce meraviglie di inestimabile valore:

La Chiesa di Santa Maria Maggiore: Situata sulla sommità di uno dei colli della città, custodisce un fonte battesimale in pietra del Cinquecento, un lavabo in marmo opera del Mazzola e una statua in alabastro della Regina degli Angeli donata dal conte Ruggero nel 1072.

La Chiesa di Santa Agrippina: Dedicata alla Patrona della città e consacrata nel 312 d.C., sorge sui resti di un antico oratorio del III secolo. Conserva stucchi magnifici, marmi e affreschi di pregio.

Il Castello di Serravalle: Fortezza duecentesca che offre una vista panoramica spettacolare a 360 gradi sulla Valle dei Margi e sull'Etna.

I ruderi del Castello Ducezio e Villa Camuti: Testimonianze storiche e letterarie uniche, legate anche alla tradizione dei poeti estemporanei di Sicilia.

Ogni anno, nelle ultime due domeniche di agosto, Mineo si anima con la grande Festa Patronale di Santa Agrippina, caratterizzata dalla solenne processione del fercolo, dalla sfilata di cavalli e carretti con l'omaggio del grano e da spettacolari fuochi piromusicali, affiancata dagli eventi di Mineo Medievale che esaltano le antiche radici storiche del borgo.
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