Uscita Enna - Itinerari in Sicilia

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Nascosta nella nebbia, la città che rappresenta il cuore delle tradizioni e della storia della Sicilia si raggiunge salendo lungo i tornanti che la isolano a circa 1000 metri d'altitudine. Capoluogo più alto d’Italia, Enna ricorda una fortezza sospesa nel cielo. Come recita lo stemma cittadino, Enna è “Urbs inexpugnabilis” e tale fu l'appellativo della città sin da quando divenne centro musulmano nel IV secolo; infatti la città era ed è dominata dalla mole del Castello di Lombardia all'interno del quale le stratificazioni architettoniche hanno creato un archivio storico della Sicilia e dal quale, salendo sulla torre, si domina con lo sguardo l'intera isola. Poco distante, la Rocca di Cerere, sacrario pagano dedicato alla dea delle messi, testimonia il passato mitologico del luogo e le baruffe amorose di Plutone e Proserpina; e ancora, la Torre di Federico II ai margini dell'abitato, rappresenta la valenza del sito durante la dominazione sveva. Lungo le vie del centro si percorre, in un circuito di architetture barocche e vicoli arabi, il passato di una città, che oggi conserva le tradizioni religiose nelle processioni pasquali, da sempre proposte dalle Confraternite, le tradizioni culturali nella biblioteca con le pregevoli raccolte di testi antichi e infine le tradizioni gastronomiche nei prodotti locali.
Le origini antichissime di Enna, che si raggiunge dall’A19 uscendo all’omonimo svincolo, sono immediatamente intuibili osservando le caratteristiche del sito su cui sorge. L'altezza della rocca, 931 metri, sulla quale la città è stata costruita, e la ricchezza di acque nel territorio circostante avallarono l'ipotesi, supportata dai ritrovamenti archeologici, di insediamenti preistorici sul monte. La civiltà greca giunse nel IV sec. a.C., dalla città costiera di Gela. Enna fu contesa tra le fazioni presenti sull'isola fino alla conquista dei Punici e poi dei Romani. In epoca romana la città ebbe un ruolo importantissimo nel sistema della viabilità interna della Sicilia, nonché nella produzione cerealicola. Durante questo periodo ebbe luogo la rivolta degli schiavi, che tenne lontani i romani per più di due anni dalla città. La prosperità raggiunta da Enna fu mantenuta anche dopo l'arrivo dei musulmani che insediarono il loro emirato nel 353 d.C. e vi trasferirono sia il comando militare che l'amministrazione. Enna diviene inexpugnabilis e sarà identificata come la nuova capitale musulmana dell'Isola. Gli arabi opposero una strenua resistenza all'arrivo dei Normanni che nel 1087 riuscirono a ottenere la resa dell'Emiro. Una nuova fase di grande prosperità fu realizzata nella città ormai fortificata a est e a sud dai due manieri tutt'oggi esistenti. Nel nucleo più antico, l'assetto urbanistico cittadino risale al periodo arabo, caratterizzato da stretti e suggestivi vicoli. Di origine araba è anche l'equivoco sorto intorno al nome della città che deriva dall'antico Henna, che, nella trascrizione araba, divenne Qasr Yànnah e quindi Castrogiovanni. Castrogiovanni fu dominata dagli Spagnoli fino al XVII secolo. Giunsero quindi i Borboni che nel 1860 furono cacciati dai garibaldini. Il XX secolo vede il ritorno dell'antico nome di Enna, quando la città diviene capoluogo di provincia. Fra i capoluoghi siciliani Enna è quello che ha l'altitudine maggiore ed è proprio dal punto più alto della città che comincia il nostro percorso: il Castello di Lombardia, l'antica fortezza sicana che Ruggero II ripristinò nel 1130. Il piazzale antistante il castello, che dà l'accesso al centro storico della città, è caratterizzato dal monumento ai caduti realizzato da Ernesto Basile nel 1927. Di fronte si apre la via Roma, principale arteria della città. Percorrendola si incontra a sinistra la chiesa di San Francesco di Paola, costruita sul sito della preesistente chiesa di Santa Maria di Loreto all'inizio del Cinquecento; all'interno, una statua della Madonna del XVI secolo e il busto ligneo di San Francesco. Proseguendo lungo la via Roma sul lato destro si intravedono le absidi del duomo, di fronte alle quali ha sede il Museo Alessi. Continuando si raggiunge la piazza dove prospetta il Duomo di origine trecentesca, ma la cui fabbrica odierna risale al rifacimento del secolo XVI . Di fronte al Duomo, in piazza Mazzini, si erge il seicentesco palazzo Varisano che ospita il Museo Archeologico Regionale.
Continuando il percorso su via Roma si giunge alla piazza Colajanni dove si trovano il palazzo Pollicarini, testimonianza dello stile gotico-catalaneggiante, e la chiesa di Santa Chiara, oggi chiusa al culto. Proseguendo, sulla destra si apre la piazza Garibaldi dove ha sede la Prefettura. Successivamente si incontra un altro slargo denominato piazza Coppola sulla quale svetta la barocca chiesa di San Giuseppe. Dalla piazza si può percorrere la via Candrilli per raggiungere la chiesa di Sant'Agostino e i quartieri medievali di San Giorgio, Cerasa e Valverde. La via Roma si allarga poi in un'altra piazza dove hanno sede il neoclassico palazzo del Municipio e il teatro Garibaldi. Più avanti sono le chiese di San Marco e di San Francesco d'Assisi. Quest'ultima costruita nel XIV secolo è stata rimaneggiata nel corso dei secoli successivi. La chiesa ha un’unica navata e ospita gli affreschi di Giovan Battista Bruno, una croce lignea dipinta e una tavola di Simone di Wobreck. La via Roma si dirama verso sud fino alla chiesa delle Anime Sante al cui interno il soffitto è affrescato da Guglielmo Borremans, e alla chiesa di San Tommaso il cui campanile è costituito da un'antica torre del sistema difensivo della città In fondo alla via Roma, attraversando un giardino pubblico si accede alla Torre di Federico II. La visita ai musei completerà l’esplorazione della città.



I comuni della Sicilia sono 390, distribuiti nelle 9 province regionali. Tra mare, monti, architettura barocca, teatri antichi, borghi, miniere di zolfo vulcani attivi, qui vi raccontiamo le città ed i comuni della Sicilia.
Ogni comune ha una storia che affonda le radici in tempi lontani, con un patrimonio artistico, culturale e paesaggistico che è tra i più ricchi d'Italia.
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