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Per chi ha voglia d'onorare densità poetica e follia lucida, non si può tagliare la carne viva del testo. Serve una penna che lasci respirare le parole, integrando la visione filosofica con la guida fisica ai luoghi.
Se la Sicilia fosse solo un elenco di monumenti e spiagge, sarebbe un’isola come tante.
Ma chi la abita o la attraversa con occhio attento sa che esiste una tensione costante tra ciò che si vede e ciò che si avverte.
È in questo spazio liminale, la parola deriva dal latino limen, che significa "soglia", tra il marciapiede e il mito, che nasce il Bestiario contemporaneo di Sicilia di Rosario Battiato e Chiara Nott , - Il Palindromo, la casa editrice, da non confondere con in latino, il più famoso è "Sator Arepo Tenet Opera Rotas", moderno "I topi non avevano nipoti", sorrido.
Questo secondo capitolo, ideale sequel di Creature fantastiche di Sicilia — non è un semplice esercizio di fantasia, ma una necessità antropologica. Nasce per rispondere a una domanda cruciale: com'è possibile raccontare la Sicilia di oggi senza cadere nel cliché?
Perché il folklore siciliano è così "liminale"?
La Sicilia dell'Ottocento era un teatro dove il sangue e la tecnica si mescolavano costantemente, tanto nei saloni nobiliari quanto nelle polverose strade di campagna.
La Scherma di Coltello Siciliana: Arte e Sopravvivenza
A differenza della scherma accademica, quella di coltello (spesso chiamata "Scuola Siciliana") era una disciplina tramandata oralmente, quasi come un segreto iniziatico
Cassatella di Pasqua iblea: storia, miti e identità di un dolce che racconta la Sicilia
Esiste un’espressione che ogni siciliano ha pronunciato almeno una volta nella vita: “Cu nnappi nnappi r’e cassateddi i Pasqua”.
La leggenda vuole che nacque in un monastero palermitano, quando le suore, sommerse dalle richieste delle loro celebri cassatelle, furono costrette dal vescovo a ridurre la produzione. Al portone, un messo gridava ai ritardatari: “Chi ne ha avute, se le faccia bastare!”.
Un ammonimento diventato proverbio, che testimonia quanto questo dolce sia radicato nella cultura dell’isola.
Un dolce che nasce dal mito e dalla terra
Se camminando tra i vicoli di un mercato storico siciliano che sia quello di Ballarò a Palermo o alla Pescheria di Catania udirete una voce che si eleva sopra il frastuono, modulando suoni che sembrano antiche litanie, vi siete imbattuti in una delle espressioni culturali più autentiche dell'isola: la Banniata.
Più che una semplice forma di vendita, la banniata è da considerare un vero e proprio patrimonio culturale sonoro, una forma di messaggistica antica che ha trasformato per secoli le strade siciliane in teatri a cielo aperto.
Esiste un’arte in cui il vuoto paradossalmente diventa prezioso quanto quello pieno.
Di cosa parliamo se non dello Sfilato Siciliano, un’eccellenza artigianale che da secoli trasforma semplici trame di lino in autentiche architetture di filo.
È un’arte antica che attraversa i secoli,
la lavorazione della rete è una tradizione antichissima. Già nei primi anni del XVI secolo iniziò a diffondersi l’uso dei punti di riempitura: una volta realizzata la rete, questa veniva fissata su un telaio per essere ricamata secondo il disegno prescelto.
Tra le tecniche più diffuse troviamo il merletto a “filet”, conosciuto in Sicilia come rete modano: creava una lavorazione elegante.
La sua versatilità e il suo effetto decorativo conquistarono rapidamente le case nobiliari e le chiese, trovando spazio nei complementi d’arredo, nell’abbigliamento femminile e nei paramenti sacri.
In Sicilia il pane non è solo un alimento: è rito, memoria e identità. Il pane votivo nasce da una promessa fatta a un santo (ex voto), da una grazia ricevuta o da un desiderio affidato alla protezione divina. Modellato a mano con pazienza e devozione, diventa una piccola opera d’arte effimera che parla il linguaggio simbolico della millenaria tradizione contadina.
Il Significato: Oltre il Folklore
Il pane votivo non è un semplice prodotto gastronomico, ma un gesto pubblico e domestico.
Ex voto: viene offerto come ringraziamento per un miracolo o una guarigione.
Protezione: spesso non viene consumato subito, ma conservato per mesi in casa come segno di benedizione per la famiglia e il raccolto.
Arte femminile: è un sapere antico, una tecnica di "scultura povera" tramandata di madre in figlia che trasforma la farina in pizzo.
In Sicilia ogni piatto ha una storia, un motivo, quasi un voto fatto alla tavola. Nulla nasce per caso: il cibo è memoria, rito, promessa mantenuta nel tempo. Il Taganu di Aragona, sontuoso timballo pasquale della provincia di Agrigento, incarna perfettamente questo spirito.
Preparato tradizionalmente il Sabato Santo e gustato a Pasqua o Pasquetta, il Taganu segna la fine della Quaresima e l’inizio della festa. È il piatto che annuncia l’abbondanza, che riunisce la famiglia e che trasforma il pranzo in un momento solenne, quasi sacrale.
Al centro della vita di Catania c’è Sant’Agata, giovane martire del III secolo, patrona e protettrice della città. Simbolo di coraggio, libertà e resistenza, Sant’Agata viene celebrata ogni anno dal 3 al 5 febbraio. In quei giorni, la città si ferma, si veste di bianco e si riconosce come comunità: strade, piazze e chiese si trasformano in un grande palcoscenico di fede, storia e partecipazione popolare.
Tra i protagonisti più visibili della festa ci sono le Candelore, imponenti cerei monumentali portati a spalla, ciascuno dedicato a un antico mestiere o corporazione. Il loro lento avanzare tra le vie del centro, accompagnato da musica e canti, racconta la Catania operosa e fiera del proprio passato, offrendo uno spettacolo che unisce devozione e meraviglia.
Affacciata sullo Stretto di Messina, la città è da sempre luogo di passaggio, incontro e trasformazione. Le presenze straniere hanno lasciato segni profondi nella sua storia, ma è nella cucina che questa identità si manifesta con maggiore immediatezza.
A Messina il cibo non è mai solo tradizione: è un racconto quotidiano.
Un itinerario tra arte, fede e sapori millenari
Se esiste un termine che racchiude l'anima profonda della Sicilia, questo è Cuddura. Dalla parola greca kollura (corona), questo nome evoca una mappa incredibile della biodiversità gastronomica isolana. Viaggiare per la Sicilia seguendo le tracce delle cuddure significa scoprire che, sebbene il nome sia simile, la lavorazione e gli ingredienti cambiano drasticamente: passiamo da biscotti duri a pani sacri, da dolci al miele a frolle decorate.
I Beati Paoli: tra mito e realtà
I Beati Paoli sono una figura storica e leggendaria che affonda le radici nella tradizione siciliana, soprattutto nelle sue sfumature più misteriose e popolari. La loro storia, che ha ispirato numerosi romanzi e racconti, è spesso associata alla mafia. Tuttavia, i Beati Paoli non sono semplicemente un'anticipazione di essa: sono un simbolo di una sorta di giustizia popolare, che risponde al vuoto di potere e di giustizia istituzionale.
L'origine dei Beati Paoli
“Dalla Tradizione all'Innovazione, il ruolo dell'Al nella valorizzazione del Sud Italia”: l'importante convegno all'ARS targato ESIDIA
Il convegno "Dalla Tradizione all'innovazione: il ruolo dell'Al nella valorizzazione del Sud Italia", svoltosi sabato 25 ottobre 2025 presso la Sala "La Torre" di Palazzo Reale, sede dell'Assemblea Regionale Siciliana, è stato un evento memorabile non solo per la prestigiosa location, ma soprattutto per la profondità dei contenuti con una impeccabile organizzazione curata dall'associazione ESIDIA - Ente Siciliano per I'Innovazione Digitale e l'Intelligenza Artificiale.
Il Consumo di Carne di Cavallo in Sicilia: Storia, Tradizione e l'Influenza Arabo-Normanna
​Il consumo di carne equina in Sicilia ha origini antiche, legate a fattori culturali, economici e ambientali. Si tratta di una tradizione profondamente radicata in alcune aree dell’isola, soprattutto nella Sicilia orientale (Catania, Siracusa), che ha conosciuto interessanti evoluzioni nel corso del tempo, anche in relazione alle diverse dominazioni, come quella araba e normanna.
Zafferana Etnea è conosciuta come la "Città del Miele" per la sua secolare tradizione apistica e per l'eccellenza dei suoi mieli, prodotti grazie alla ricca flora che prospera sul territorio vulcanico. La città sorge alle pendici dell'Etna, il cui nome locale è "Mongibello", ed è una delle principali porte d'accesso al Parco dell'Etna.
Nell'immaginario, lo ius primae noctis cioè il presunto diritto del signore feudale di trascorrere la prima notte con la sposa di un suo suddito, è diventato un simbolo potente dell'oppressione e dell'arbitrio. Era davvero diffusa nella Sicilia dell'epoca? La storia, in realtà, ci racconta un'altra storia.
Focaccia siciliana: storia antica, ingredienti poveri e abbinamenti tra birra e vino
La focaccia è uno dei cibi più antichi del Mediterraneo. Il suo nome deriva dal latino panis focacius, il pane cotto nel focus, il focolare domestico romano. Già Greci i preparavano pani schiacciati conditi con olio ed erbe aromatiche, antenati delle focacce moderne.
La Sicilia, terra di incontri, questa tradizione si è evoluta nei secoli fino a diventare espressione autentica dell’identità locale. Tra Ottocento e Novecento la focaccia si afferma come cibo popolare da forno: nutriente, economico e facile da condividere. È in questo contesto che nascono e si consolidano le celebri varianti della focaccia di Messina e Palermo.
Itinerario 3. Poggioreale, dove tradizione e tecniche secolari incontrano il gusto
A Poggioreale cibo e tradizione sono ancora oggi un segno concreto e tangibile di una comunità che resiste e che è riuscita a conservare e mantenere la propria identità trasferendola da un antico verso un nuovo centro. Qui è possibile assaporare infatti specialità legate alle festività, ma anche pietanze dolci e salate gustabili tutto l’anno.
La III Infiorata di Partanna in onore del Corpus Domini è una manifestazione artistico-religiosa di grande impatto visivo ed emotivo. Si svolgerà nei giorni 20, 21 e 22 giugno 2025 nel centro storico di Partanna (TP), trasformando le vie della cittadina in un suggestivo percorso di fiori, arte e tradizione.
Primo Festival Equestre di Cava Ispica
Presentato da La Scuderia Runza Eventi Equestre Sicilia
In collaborazione con Pro Loco Spaccaforno e il Comune di Ispica
Con la straordinaria partecipazione del Club del Pastore Siciliano
Domenica 25 Maggio Cava Ispica – Lato Sud, Piazzale antistante il Parco Forza
Una giornata speciale tra natura, tradizione e la nobile passione per i cavalli
Cabuccio o sciavatedda: un'esperienza di gusto trapanese imperdibile
Se sei in visita a Trapani, non puoi perderti il famoso cabuccio, o la sciavatedda. Questa pagnotta morbida è un vero e proprio simbolo della tradizione culinaria trapanese, caratterizzata da un sapore unico e una consistenza soffice.
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