Piana degli Albanesi, il borgo da scoprire
Piana degli Albanesi il borgo, tesoro d’arte, di storia e di tradizioni
Piana degli Albanesi è un borgo affascinante, famoso per la sua comunità albanese, è un vero e proprio scrigno di tradizioni e sapori. Passeggiando per le sue stradine, potrai ammirare chiese storiche e gustare piatti tipici. Non dimenticare di fermarti per un caffè in uno dei caratteristici bar locali, dove l’atmosfera è sempre accogliente e i sorrisi genuini. Piana degli Albanesi ti aspetta per un'esperienza indimenticabile.
Piana degli Albanesi il borgo, tesoro d’arte, di storia e di tradizioni gastronomiche, da villaggio fortificato, a centro abitato, il gruppo delle abitazioni del popolo, contrapposto al castrum, dimora del signore, si sono sviluppati e negli ultimi anni, sono località indicate come mete alternative alle grandi città d’arte.
Piana degli Albanesi, l'isola linguistica e culturale più importante d'Italia. Conosciuta come la "Capitale degli Albanesi di Sicilia" (Hora e Arbëreshëvet), il borgo custodisce da oltre cinque secoli la lingua, il rito bizantino e i costumi tradizionali dei profughi balcanici, il tutto incastonato in una cornice naturale dominata da un lago spettacolare.
Grande importanza hanno gli eventi tradizionali organizzati dalle proloco dei borghi, ad iniziare dalle Feste Medievali e dalle Sagre, sfilate dei cortei in costume d’epoca accompagnate spesso da una gara per la conquista del palio, offrono il meglio della tradizione culturale del paese.
Curiosità
Piana degli Albanesi: L'Antica Hora e l'Anima Arbëreshë
Situata a 720 metri s.l.m. sulle falde del monte La Pizzuta e affacciata sul suo splendido lago artificiale, Piana degli Albanesi è il fulcro culturale e religioso delle comunità albanesi in Sicilia. Fondata il 30 agosto 1488 da esuli in fuga dall'invasione ottomana, la cittadina ha saputo mantenere intatte per oltre cinque secoli la propria lingua (l’Arbërisht), i costumi tradizionali e il rito greco-bizantino.
Un Itinerario tra Icone e Cupole
Le chiese di Piana sono scrigni di arte orientale e barocca, caratterizzate dalla presenza dell'iconostasi, il divisorio che separa il presbiterio dalla navata:
Cattedrale di San Demetrio Megalomartire: Edificata nel 1498, vanta la più grande iconostasi lignea della Sicilia, arricchita dalle icone del monaco Manusaki. Al suo interno, gli affreschi di Pietro Novelli e il Padre Eterno benedicente sulla volta creano un'atmosfera di solenne spiritualità bizantina.
Chiesa di San Giorgio Megalomartire: È la più antica del centro abitato (1495). La sua volta a botte è decorata dal San Giorgio in gloria del Crestadoro, mentre nell'abside spicca un affresco del Cristo Pantocratore con la scritta in lingua albanese: "Io sono la luce del mondo, chi segue me non camminerà nelle tenebre".
Chiesa di San Nicola: Un tesoro per gli amanti dell'arte sacra, ospita le icone del XVIII secolo di Ioannichios, il più celebre iconografo della "scuola siculo-cretese", noto per la preziosa lavorazione dei fondi in argento.
Santuario della Madonna dell'Odigitria: Situata ai piedi della Pizzuta, è l'unica opera architettonica documentata di Pietro Novelli. Custodisce l'immagine della Vergine che, secondo la tradizione, i primi profughi portarono con sé dall'Albania. Ancora oggi, a maggio e agosto, i fedeli vi si recano all'alba per cantare inni rivolti verso l'Albania, la Madre Patria.
Tradizioni: Maschere, Oro e Riti Secolari
Il Carnevale (Kalivari ju mjuath): Una festa dove le donne sono le vere protagoniste. Indossando maschere che coprono il volto, hanno la facoltà di scegliere e invitare al ballo gli uomini, ribaltando per un giorno le gerarchie sociali tradizionali.
Il Costume Tradizionale: Famoso in tutto il mondo per la sua bellezza, il costume femminile è ricamato in oro e seta, adornato dalla caratteristica brezi (la fibbia in argento lavorato) e da gioielli che richiamano la maestria siciliana del XVII secolo.
La Pasqua Bizantina: Un momento di altissima suggestione, tra canti greci e la distribuzione delle uova rosse il Sabato Santo, simbolo di rinascita e della vittoria di Cristo sulla morte.
Il Gusto: Il Regno del Cannolo
Piana degli Albanesi è una meta imprescindibile per i buongustai. Il Cannolo di Piana è considerato da molti il migliore dell'isola: una cialda croccante preparata con vino e strutto, riempita con una ricotta locale finissima e schegge di cioccolato. Da non perdere anche i Panaret, i caratteristici pani pasquali a forma di cesto.
Memoria e Natura: Portella della Ginestra e il Lago
A pochi chilometri dal centro si trova Portella della Ginestra, luogo della tragica strage del 1° maggio 1947. Oggi è un sito di Land Art monumentale: enormi massi (menhir) estratti sul posto commemorano i caduti in un silenzio carico di significato.
Per gli amanti dell'aria aperta, la Riserva Naturale Serre della Pizzuta e il lago offrono sentieri per il trekking e aree per il relax, circondati da una natura selvaggia e imponente.
Se visitate Piana a maggio o agosto, cercate di partecipare alla Divina Liturgia all'alba presso il Santuario dell'Odigitria. Sentire gli abitanti cantare i "canti della nostalgia" rivolti verso l'Albania è un'esperienza che tocca il cuore e fa comprendere la forza di questo popolo fiero.
Piana degli Albanesi è universalmente riconosciuta come la "Patria del Cannolo".
Pane di Piana: Un pane di farina di grano duro cotto a legna, dalla crosta spessa e dall'interno soffice, famoso in tutta la provincia.
Nei dintorni di Piana degli Albanesi, si possono visitare diversi comuni, ognuno con le sue peculiarità
Santa Cristina Gela comune, come Piana degli Albanesi, è un'isola linguistica e culturale arbëreshe. Potrai apprezzare le tradizioni, la lingua e i costumi unici di questa comunità. La chiesa madre e le stradine del centro storico sono molto suggestive.
Contessa Entellina, famosa per la produzione di vini pregiati, in particolare il "Contessa Entellina DOC". Oltre alle cantine, il paese offre un centro storico con chiese antiche e palazzi nobiliari. La campagna circostante è caratterizzata da vigneti e uliveti.
Corleone, un nome che evoca storie di mafia, possiede un centro storico interessante con chiese, musei (come il CIDMA, Centro Internazionale di Documentazione sulla Mafia e il Movimento Antimafia), e offre scorci panoramici notevoli. La Riserva Naturale Orientata Bosco della Ficuzza, Secche di Grotticelli e Gorgo del Drago è facilmente raggiungibile.
Roccamena, piccolo borgo agricolo immerso nel verde. Qui si possono apprezzare la tranquillità della vita rurale e i prodotti tipici locali. Il paesaggio è caratterizzato da colline e campi coltivati.
Portella della Ginestra: luogo simbolo della storia siciliana, dove il 1º maggio 1947 avvenne la strage di Portella della Ginestra.
Il Duomo di Monreale, con i suoi mosaici bizantini e il chiostro benedettino.
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