Esplora i Santuari di Agrigento: arte e spiritualità in Sicilia
Se ti trovi ad Agrigento e sei appassionato di arte e spiritualità, non puoi perderti i suoi santuari. Questi luoghi non sono solo centri di culto, ma anche vere e proprie opere d'arte che raccontano storie affascinanti e tradizioni secolari. Ogni santuario è un viaggio nel tempo, con affreschi, sculture e architetture che ti lasceranno senza parole. Che tu sia in cerca di un momento di riflessione o semplicemente curioso di esplorare, sfoglia le nostre schede e scopri i tesori che Agrigento ha da offrirti.
I Santuari ad Agrigento, che tu abbia un interesse religioso o artistico, il Santuario è un luogo sacro, ha valore religioso e culturale, sono legati ad un individuo che è considerato importante o santo da
parte delle persone.
Perciò il santuario si presenta come uno spazio sacro al pari di tutti gli altri luoghi di culto, ma indissolubilmente legato alla propria posizione, sede di una determinata manifestazione del sacro.
Con questo, a differenza da altri luoghi di culto, il santuario è connesso al fenomeno religioso del pellegrinaggio.
Troverai i contatti e le indicazioni per visitare il santuario, le strutture nelle vicinanze dove poter mangiare o dormire in modo da organizzare al meglio il tuo soggiorno.
In questa sezione è possibile inserire le fotografie del proprio tour
Santuario Beata Maria Vergine Immacolata
La Chiesa di San Francesco d’Assisi, (così viene da tutti individuata), con l’annesso Convento fu fondata dai Frati Minori Francescani che si stabilirono in Sicilia nel secolo XIII e, in particolare ad Agrigento, sin dal 1295.
Ne dà conferma il testamento di Donna Isabella Chiaramonte del 6 dicembre 1362, in cui la stessa ordinava ai suoi eredi di erigerle, alla sua morte, un sepolcro in quella Tribuna nova ecclesiae conventus San Francisci, fatta costruire da Federico Chiaramonte.
Di quell’antico manufatto (Chiesa ed annesso convento), rimangono tutt’ora pregevoli testimonianze:
un magnifico portale affiancato da due eleganti bifore, in un misto di elementi decorativi gotici e locali, per l’appunto “chiaramontani” , prospiciente il cortile della Chiesa, probabile ingresso dell’antico convento;
una Cappella, il cui interno ben proporzionato, si articola su robusti pilastri ed archi ogivali le cui nervature si abbracciano nella volta a crociera, conferendo all’ambiente una particolare armonioso equilibrio, espressione di grazia oltre che di gusto ed eleganza che induce al raccoglimento ed alla preghiera.
Alla prima fabbrica di impianto chiaramontano, altre ne seguirono: nel 1788 quando fu aggiunto alla preesistente struttura un nuovo campanile.
La pianta della Chiesa è rettangolare, ad una sola navata senza transetto, con sette altari laterali;
Le pareti e la volta sono state affrescate dal pittore Lucio Gurreri che ha effigiato, sulla volta dell’abside, tra i santi, in un’affollata immagine paradisiaca, le figure di Mons. Michele Sclafani , e del Vescovo Mons. Giovanni Battista Peruzzo.
All’interno troviamo sull’altare centrale una suggestiva tribuna marmorea con colonne che custodisce la Madonna della Catena, opera del secolo XV di Antonello Gagini.
Sempre all’interno si trova la statua dell’Immacolata del XVII secolo. Di notevole interesse artistico anche un bel crocifisso in legno del ‘700, alcuni tondi dell’artista Domenico Provenzani e alcune cappelle del ‘200. Sul prospetto la chiesa si presenta con due torri campanarie e con statua in marmo bianco di San Francesco d’Assisi.
Santuario di San Calogero
La chiesa di San Calogero risale a un'epoca compresa tra il XIII e il XIV secolo[1], periodo in cui la città di Agrigento era governata dalla famiglia Chiaramonte[2]. L'edificio, di piccole dimensioni, è stato edificato fuori le mura dell'antica città medievale.
L'interno dell'edificio misura 21,20 metri per 9.[1] Esso è diviso in tre navate da una doppia fila di sei colonne corinzie che, un tempo, erano ornate da festoni in stucco, l'altare è un'opera del XVI secolo realizzata in legni pregiati con tarsie in bois de rose[3], d'arancio e di madreperla, probabilmente ad opera di artisti cappuccini, Nella zona della sagrestia sono presenti gli ex voto, ovvero tabelle o tavolette votive in cui il pittore dipinge i momenti particolari di un qualche evento pericoloso, con i fedeli in atto di disperata invocazione ed il miracoloso intervento di San Calogero
Santuario di San Giuseppe
Un primitivo tempio dedicato a San Giuseppe esisteva verosimilmente ad Agrigento già nel XVI secolo, circostanza attestata da un atto notarile (testamento) datato 3 ottobre 1562, costruzione assai più piccola e modesta dell'attuale.
L'edificio fu ingrandito, totalmente trasformato tra il 1656 e il 1660, intorno al periodo in cui nei pressi della chiesa sorse la Confederazione dell'Oratorio di San Filippo Neri dei Padri Filippini.
Facciata simmetrica con campanili laterali gemelli è ripartita su tre ordini per mezzo di cornicioni - marcapiano in pietra viva, nel primo ordine e includono nicchie sormontate da timpani triangolari, nel secondo ordine sono presenti incavi rettangolari incompleti sormontati da timpani ad arco, il terzo ordine incompiuto presenta due torrette campanarie appena abbozzate.
L'unico varco d'accesso del prospetto è incorniciato da un portale contraddistinto da massiccio architrave sormontato da timpano ad arco spezzato con stemma intermedio in bassorilievo.
L'apparato in stucco centrale raffigura il Padre Putativo a mezzobusto su medaglione sorretto da putti fra volute, riccioli e festoni. Al centro il quadrante vuoto sormontato da finestroni centrali al secondo ordine.
Il piano di calpestio è rialzato di un paio di metri rispetto alla sede stradale. Si arriva infatti al portale d'ingresso attraverso due scalinate laterali di raccordo.
Santuario Madonna della Rocca
La chiesa del Santuario della Madonna della Rocca fu costruita dalla baronessa Elisabetta Barresi nel 1636, per concessione di Mons. Francesco Traina, a seguito del ritrovamento, nella zona detta “ Rocca Ncravaccata”, del simulacro della Madonna della Rocca avvenuto intorno agli anni (1620-1625).
La chiesa del Santuario della Madonna della Rocca, con l’annesso ex Convento dei Padri Passionisti, fu costruita nel 1636. La facciata principale in pietra squadrata, si affaccia su un ampia gradinata. Ai lati due paraste, con capitello ionico, che sostengono un timpano di forma triangolare. Sopra il portale d’ingresso, incorniciato in pietra viva, è posto un rosone, arricchito da una vetrata policroma raffigurante la Vergine. L’interno a una navata con abside, le pareti sono scandite da lesene rosa con capitelli in stile corinzio, il fregio decorato in oro, al di sopra l’elegante volta a botte è abbellita da motivi floreali in oro, racchiusi in riquadri di colore verde, rosa e azzurro, il tutto a richiamare lo “stile classico rinascimentale”.
Esisteva in contrada Rocca In cavalcata un monastero degli Eremiti di Sant’ Antonio Abbate che furono i primi custodi del Santuario e appartenevano al venerando ordine del monachesimo orientale. E’ probabile che i monaci di Sant’ Antonio nascosero la Madonnina per preservarla, prima dalla lotta Iconoclastica (727-842) e in seguito dalla dominazione musulmana in Sicilia, (848-1040) nel territorio di Alessandria aveva i suoi insediamenti in contrada Chinesi. Nascosta per secoli in un anfratto della roccia fu miracolosamente ritrovata.
La tradizione popolare racconta che sul Colle di Rocca Incavalcata una cieca di nome Angelina raccoglieva verdure assieme alla madre, alla giovane, una volta rimasta sola, apparve la Vergine Maria che le rivela che in quel posto è sotterrata una statuetta di marmo e le comanda di recarsi dal sacerdote e insieme al popolo di scavare in quel luogo, per ritrovare un suo simulacro. Come testimonianza dell’apparizione la Vergine ridonò la vista ad Angelina.
Il Convento di San Pellegrino, ampliato nel Settecento, sorge su un’originaria fondazione normanna edificata sui resti di un fortilizio arabo nel sito in cui la leggenda colloca la vicenda del trionfo del santo vescovo sul drago divoratore. Da notare la facciata barocca dell’adiacente chiesa (1721) e, all'interno, il settecentesco simulacro ligneo di San Pellegrino e una statua marmorea datata 1755. L'Eremo, costruito nel XVII secolo, è collocato assieme alla piccola chiesa pertinente nella parte più alta del monte. La chiesetta presenta uno splendido portale in stile barocco. Percorrendo un atrio che si trova a sinistra della chiesa si accede a due profonde grotte legate al culto del mitico San Pellegrino, vescovo di Triocala, probabilmente sua originaria dimora.
Sia a Caltabellotta che nella frazione di Sant'Anna sono conservate delle reliquie, ma solo nel centro principale viene portata in processione. La reliquia, frammento dell'omero del santo, è conservata in un'urna d'argento, sormontata dalla figura del santo. Essa è portata dalla chiesa del Carmine, dove è normalmente custodita, alla chiesa di san Pellegrino il 17 agosto, vigilia della festa patronale.
Il giorno della festa, quando ancora l'agricoltura e l'allevamento erano attività di ogni famiglia, si svolgeva la fiera del bestiame e dell'agricoltura, al mattino presto. Oggi questa tradizione è stata sostituita da un pellegrinaggio dei fedeli all'eremo. Nel tardo pomeriggio, il simulacro del santo viene portato in processione per le vie del paese, fino a tarda notte.
Nella frazione di Sant'Anna, invece, la comunità festeggia il santo patrono il sabato antecedente la festa del santissimo Crocifisso di Montevergine, che cade la seconda domenica di agosto. Proprio a Sant'Anna, la tradizione vuole che sorgesse il forno dove avvenne il miracolo di San Pellegrino, che trasformò in pietra il pane e il lievito madre negatogli come ristoro. Oggi in quel luogo sorge la chiesa di San Pellegrino, nonché chiesa madre della piccola comunità.
Santuario Madonna di Rifesi, Burgio
Il Santuario è costituito da una Chiesa e da un annesso monastero benedettino, edificato secondo lo stile architettonico dell’arte normanna.
Le origini del Santuario Madonna di Rifesi risalgono al 1170 quando venne dificato dal normanno Ansaldo.
Il luogo fu anche monastero in dedicazione alla Vergine e denominato “Priorato di S.Maria Rifesi e della SS. Trinità”.
Nel 1188 alcuni monaci si insediarono nel monastero per volere del Vescovo di Agrigento Bartolomeo, i monaci erano provenienti dalla Siria da cui erano scappati dopo la caduta di Gerusalemme.
Nel corso del tempo il monastero è rimasto pressochè intatto svolgendo sempre il suo scopo di edificio religioso.
Santuario Santa Maria di Montevergine , Caltabellotta
Il santuario si adagia su di uno sperone di roccia ai piedi del Kratas a circa 340 mt. sul livello del mare, poco distante dal fiume Verdura.
Fu edificata da Francesco Alliata, principe di Villafranca, che nel 1624 fece costruire un villaggio, cui diede il nome di Sant’Anna.
La chiesa è ad una sola navata con tre altari per lato, da scoprire gli affreschi che sono venuti alla luce durante l’ultimo restauro. Al suo interno sono conservati alcuni capitelli ritrovati nella zona, pare appartenenti alla non più esistente chiesa di S. Giorgio, da cui sembra sia stato tratto anche il portale ogivale decorato e rozzamente manomesso da manovalanza priva di quella sensibilità necessaria per coloro i quali si accingono a restaurare un monumento o parte di esso.
Montevergine, composto dalla chiesa e dall’eremo annesso, è ubicato a ridosso della zona archeologica di Troccoli.
L’Eremo, affiancato per intero sul lato destro della chiesa, è distribuito su due elevazioni: a piano terra, sono locali non molto ampi, adibiti per i lavori dei frati, nel piano superiore sono dislocate le celle e il piccolo campanile. Il tutto è inserito in un contesto paesaggistico straordinario. Il complesso è arricchito, inoltre, da una fontana di forma circolare alimentata costantemente da una sorgente.
Chiesa di Santa Maria di Gesù o santuario di Maria Santissima Cacciapensieri, Cammarata
Convento dell'Ordine dei frati minori.
E' stata ricostruita nel XVIII secolo per pericolo di crollo della precedente.
Santuario Madonna dell”Aiuto, Campobello di Licata
Il Santuario Madonna dell’Aiuto è la chiesa Madre ed è in dedicazione a San Giovanni Battista. La consacrazione a Santuario risale al Settembre del 1947.
La devozione in questi luoghi alla Maria Ausiliatrice deriverebbe in origine dalla miracolsa guarigione di un malato di polmonite chiamato Arrigo.
In seguito a tale episodio si decise per l’edificazione della chiesa su consiglio di Padre Girolamo da Caltanissetta. Alla costruzione del santuario provvide il Barone Ramondetta nello stesso anno in cui, il 1681, Campobello di Licata nasceva come borgo feudale.
All’interno la chiesa si presenta a pianta basilicale a croce latina, con tre navate e canonica posizionata posteriormente rispetto all’abside.
Nel XVIII la struttura venne ampliata; sulla facciata invece il bel prospetto a tre ordini in stile barocco venne iniziato nel 1869, del 1875 è invece il campanile con l’orologio.
Santuario Madonna della Rocca, Canicattì
Sul versante di una collina che sovrasta Canicattì troviamo il Santuario Madonna della Rocca che comprende anche l’annesso convento dei Cappuccini.
Prima dell’edificazione del complesso conventuale , nel secolo XVIII, esisteva in questa zona un’edicola votiva in dedicazione alla Vergine, che in seguito a svariati ampliamenti divenne una cappella ed successivamente una chiesa riedificata nel 1796.
Nel frattempo l’edificio andava arricchendosi con opere come alcune tele di Francesco Guadagnino con la SS. Trinità e l’Ecce Homo. E’ invece del 1866 la statua eponima dello scultore palermitano Vincenzo Genovese.
Nel 1888 si diede la concessione per la costruzione di un convento accanto la chiesa visto il desiderio, già espresso sin dal secolo precedente, di creare una comunità di Cappuccini a Canicattì. Di notevole interesse all’interno troviamo i simulacri della Madonna della Rocca, di S. Filomena, di San francesco e il Crocifisso del 1864.
Chiesa S. Antonio, Cianciana
La Chiesa S. Antonio di Cianciana venne terminata nel 1670 ed in seguito affidata ai Padri Francescani Minori. Fu fortemente voluta dall’Eccellentissimo Principe Ludovico Joppolo dei baroni di Spagna.
All’interno della chiesa si possono ammirare le bellissime statue di San Francesco D’Assisi, San Giuseppe, San Benedetto da Cartagine, San Paquale, L’Ecce Homo, L’Immacolata, e Sant’Anna.
Santuario Beata Vergine Maria di Porto Salvo (Lampedusa E Linosa)
Chiesa Santa Maria Lavetere, Licata
La Chiesa Santa Maria Lavetere è l’edificio di culto più antico della città di Licata, essa fu infatti il primo Duomo.
La chiesa posssiede varie denominazioni tra cui Chiesa di Santa Maria di Gesù, dai Francescani, e Chiesa di Santa Maria del Monte.
La costruzione della chiesa originaria risale al 580 quando Santa Silvia, la madre di Papa San Gregorio Magno, decise per la sua edificazione al fine di ospitare una comunità di benedettine presenti in Sicilia.
Le ristrutturazioni successive vennero eseguite dai benedettini e risalgono agli inizi del 1300.
I padri Francescani apportarono varie modifiche alla chiesa, la ampliarono e lo unirono al convento a creare un complesso unitario nonchè ospedale civico.
Santuario Madonna delle Grazie, Montevago
Le origini del Santuario Madonna delle Grazie di Montevago sono strettamente legate al ritrovamento in aperta campagna di un dipinto su pietra raffigurante la Madonna di autore sconosciuto.
Testimonianze affermano che in passato il pianoro dove sorge il santuario fosse abitato dagli eremiti dell’ordine di Sant’Agostino.
Questi religiosi veneravano la Madonna SS. delle Grazie col Bambino Gesù.
Santuario di San Calogero – Naro
venne edificato nel 1599 al di sopra della "grotta" di san Calogero, dove la tradizione vuole che il santo nero abbia dimorato per una parte della sua vita. La facciata, più volte ripresa, ha aspetto barocco, sul lato destro della navata, vi è una piccola scalinata che dà accesso ad una chiesa sottostante che custodisce la statua di San Calogero. La statua raffigura il santo che tiene con il braccio sinistro una scatola d’argento che contiene le sue reliquie, ossia un osso omerale. Oltre alla statua, nella chiesa sotterranea, vi è la grotta dove viveva il santo.
Santuario di San Calogero al Monte – Sciacca
Sulla vetta del monte San Calogero, in una spianata da cui si gode un eccezionale panorama sia verso l'interno sia verso il mare, è il santuario omonimo, che custodisce una statua marmorea (San Calogero) di Giacomo Gagini
Le origini del Santuario risalgono alla fine del 1400 quando i pochi monaci di San Calogero, dopo alterne vicende, allestirono alcune stanze per loro sul Kronio, un piccolo ospedale e ritornarono definitivamente vicino alla grotta del Santo. La costruzione dell'attuale Santuario si deve al Vescovo Mariano Manno, il quale concepì l'ardito progetto e vi diede inizio nel 1530.
Santuario Madonna del Buon Consiglio – Porto Empedocle
Il Santuario Madonna del Buon Consiglio nel centro storico di Porto Empedocle in provincia di Agrigento. La chiesa al suo interno si presenta abbastanza ampia e caratterizzata da una singola navata.
All’interno troviamo ricche decorazioni che ornano le pareti, i colori dominanti vanno dal bianco al celeste, colori che donano quiete e suggestione a un luogo ricco di fascino come questo.
All’interno troviamo il bell’altare maggiore in marmi policromi con al centro il tabernacolo con due angeli ai lati in atteggiamento di preghiera.
Conclude l’opera un magnifico organo a canne, realizzato dai F.lli Cimino generosamente offerto dal Cavaliere Calogero Sessa.
Santuario Madonna dell’Olio – Bivona
Il santuario è dedicato alla Madonna dell'Olio, il cui titolo deriva da un olio minerale che affiora nei pressi della chiesa e utilizzato sia come combustile per lucerne sia, anticamente, per curare alcune malattie.
Intorno al 1540 la chiesa fu ricostruita sulla riva sinistra del fiume Santa Margherita, poiché il precedente edificio, che sorgeva sulla riva destra, era molto vicino al corso d'acqua, le cui piene lo avevano reso instabile. La chiesa era curata dalla Confraternita (o Compagnia) della Madonna dell'Olio, che deteneva lo ius patronatus su di essa.
Nel 1574 il pittore bivonese Cesare Oddo realizzò una tela raffigurante la Madonna dell'Olio, che sostituì la precedente immagine presente nella chiesa rurale.
Il 12 gennaio 1614 la chiesa fu concessa agli eremiti riformati di Sant'Agostino affinché vi costruissero un convento adiacente all'edificio sacro[5].
Gli eremiti agostiniani rimasero nel convento fino al 1665, quando papa Innocenzo X, tramite la bolla Instaurandae disciplinae, fece sopprimere l'ordine.
Il santuario è stato restaurato negli anni novanta.
Santuario Madonna dell’Aiuto – Canicattì
Piccolo santuario mariano, meta di pellegrinaggi anche da parte di molti fedeli provenienti della vicina Caltanissetta. La chiesa sorge sul posto dove esisteva una piccola edicola votiva, ad opera dei Martines, in cui era venerata un’immagine mariana, datata 1864, tuttora conservata all’interno della chiesa. Su questa edicola, venne edificata una piccola chiesa rurale, sostituita negli anni Settanta con l’attuale perché decisamente insufficiente a raccogliere il sempre crescente numero di devoti. All’interno, sono custoditi due grandi ex voto.
Santuario Madonna dell’Udienza – Sambuca di Sicilia
La chiesa, sorge nel luogo dove anticamente vi era una chiesa dedicata a Sant'Antonio Abate, fu edificata nel 1530. L’interno è a tre navate ritmate da cinque campate con archi a tutto sesto su pilastri che presentano, dalla parte rivolta verso la navata centrale, delle paraste di ordine corinzio con decorazioni dorate e bianche. Nella nicchia della navata centrale è adagiata la statua marmorea della Madonna dell'Udienza, di scuola gaginiana, di grande valore artistico e religioso. La Madonna, considerata la “mamma dei sambucesi”, viene festeggiata la terza domenica di maggio.
Santuario Madonna di Porto Salvo – Lampedusa
Piccolo santuario dalle origini antiche. E’ uno dei luoghi più importanti per Lampedusa, si ha notizia di esso già nel 1202. Una testimonianza storica la troviamo nella relazione che il governatore Bernardo Maria Sanvisente invia a Ferdinando II , dalla cui testimonianza si evince che la grotta fosse divisa in chiesa cattolica e moschea maomettana. Durante la seconda guerra mondiale però, il santuario venne distrutto da un bombardamento, lasciando indenne la statua della Madonna. I lampedusani devoti, ricostruirono il Santuario. Molto particolare è la festa che si celebra il 22 settembre di ogni anno in onore della Madonna di Porto Salvo, in quanto la Sacra Statua viene portata a spalla dai fedeli che con alte grida di “evviva” percorrono le vie dell’isola.
Santuario Maria Santissima Cacciapensieri – Cammarata
Quello di Cacciapensieri è un antico Santuario dove si venera, con fede viva, la taumaturga Madonna detta di Cacciapensieri.
La prima chiesa di S. Maria fu edificata dalla “dominatrix” Lucia di Cammarata prima del 1141 ». Poiché nel sec. XVIII la chiesa e il convento minacciavano rovina, dopo il 1759 fu iniziata la loro costruzione nella collina della Casazza. Dovettero essere completati verso la fine del secolo.La chiesa, ad una navata.
Si trovano opere interessanti come le statue della Madonna Bianca del Gaggini, di S. Francesco, S. Antonio, S. Pasquale del Bagnasco, della Madonna di Cacciapensieri e di – S. Giuseppe e i quadri di S. Francesco e S. Diego.
Uno degli ordini religiosi presenti nel territorio fino a qualche anno fa, era quello dei frati minori francescani. La chiesa con annesso il convento sono ubicati nel quartiere Santa Maria. La chiesa, dedicata alla MADONNA DI CACCIAPENSIERI, è stata elevata a Santuario dal Vescovo Luigi Bommarito. La struttura attuale fù ricostruita verso la metà del secolo XVIII, a seguito del pericolo di crollo della vecchia chiesa.
Vi si venera la miracolosa immagine della Madonna di Cacciapensieri. Nella volta sono raffigurati alcuni episodi prodigiosi legati alla devozione della Madonna. All’interno, sono da ammirare alcune statue di Rosario e Girolamo Bagnasco, una statua in marmo della Madonna della Neve attribuita ad Antonello Gagini, mentre nella sagrestia è collocato il fastigio della tomba degli Abatellis
LA STATUA DI MARIA SS. DI CACCIAPENSIERI
La Madonna di Cacciapensieri è una statua antichissima, una statua miracolosa. È una statua fatta di gesso e stucco.
Santuario Maria Santissima del Monte – Racalmuto
Il Santuario, dedicato alla Madonna del Monte è sempre stato il centro della religiosità dei racalmutesi. La chiesa sorge sul colle più alto dell’antico borgo medioevale e venne costruita nel 1738 per volere del sacerdote Pietro Signorino. La lunga scalinata e il campanile (costruito nella prima metà dell’800) conferiscono alla struttura grandiosità e bellezza. All’interno la chiesa custodisce la leggendaria statua in marmo bianco di Maria Vergine, di fattura gaginesca, e le bellissime statue di Gesù e dell'Addolorata.
Si accede al Santuario attraverso due ingressi: l'uno, il portale principale, che si apre in un piccolo sagrato circolare, "Firriatu di lu Munti"dal quale un'ampia e lunga gradinata (fine del XVIII) "Scalinata di lu Munti", delimitata ai lati da spesse ed alte mura, congiunge la Chiesa a "lu Chianu di la Batia", oggi Via Vittorio Emanuele. Dal secondo accesso si accede dal Largo Monte.
L'edificio, di stile barocco, ha la facciata principale divisa in tre sezioni, al centro da un rosone in pietra.
Sulla sommitā del prospetto, trova alloggio una riproduzione marmorea della Madonna del Monte. Sulla facciata su cui si apre l'ingresso principale, si nota un portale affiancato da colonne circolari con capitelli ornati poggiati su basamenti rettangolari in pietra e sormontati da un frontone ad arco spezzato arricchito da motivi ornamentali tra cui spicca il bassorilievo riproducente lo stemma di Racalmuto. Domina il secondo ordine della facciata una grande finestra protetta da una vetrata policroma su cui è raffigurata l'immagine della Madonna del Monte.
Il campanile, forma a torre con pianta quadrata. Entrando dall'ingresso principale l'attenzione viene colpita dal monumentale altare maggiore ligneo, inaugurato nel 1777 ed eretto a cura di Antonino Lo Brutto. Presenta una scalinata che dalla mensa del sacrificio converge verso il trono della Vergine che si raggiunge salendo dodici gradini. Esso custodisce la marmorea statua gaginiana della Vergine con in braccio il Bambino Gesų arrivata a Racalmuto nel 1503. Il trono è affiancato da due colonne doriche per lato, separate da un pilastro che mostra una lesena ben ornata: colonne e lesene hanno una base rettangolare che trova il suo appoggio sul settimo gradino. Sopra i loro sei capitelli si elevano altri sei pilastrini e il primo di ogni lato fa cornice alla gloria dello Spirito Santo. Infine un'ampia corona al di sopra chiude la composizione. La Vergine č circondata da nove angeli.
Dopo l'ingresso laterale si osserva un bassorilievo del '500 in alabastro che nella parte centrale raffigura la Resurrezione di Gesų. All'intorno in sei pannelli sono rappresentate scene della passione di Gesų. L'opera č arricchita da cornici, lesene e decorazioni.
La festa sbampà dal 1503 a Racalmuto. Festeggiamenti in onore di Maria SS. del Monte, Regina e Compatrona di Racalmuto. La festa si svolge la seconda settimana di luglio, ha inizio il venerdi dopo la prima domenica e dura circa cinque giorni. E' ricca di eventi di spettacoli. I giorni piu importanti della festa sono il venerdì, il sabato e la domenica con una conclusione di fuochi d'artificio spettacolari. Durante la festa si svolge la tradizionale "Fiera" di Maria SS. del Monte. La giornata di venerdì prevede la Rievocazione storica del miracolo avvenuto nel 1503.
Santuario Maria SS. Addolorata – Licata
La Chiesa di Sant’Agostino si trova a Licata, in provincia di Agrigento. Elevata a santuario nel 1973 con decreto vescovile, la costruzione della chiesa di S. Agostino risale al 1611, quando i padri agostiniani ottennero dal Vescovo di Agrigento il possesso dell’antica chiesa di Santa Margherita presso il regio Caricatore di grano. I Padri la trasformarono completamente girando la facciata della chiesa e vi edificarono accanto una casa per la loro comunità che la mantenne, seppur con qualche interruzione sino al 1735.
Questa chiesa incontra da sempre il favore dei lavoratori del porto che si sono affidati alla protezione della Madonna Addolorata, la cui settecentesca immagine lignea, attribuita a Giuseppe Piccone, è custodita sull’altare maggiore. La Vergine porta al collo un medaglione d’argento con le reliquie della colonna della flagellazione ed è coronata da uno stellario d’argento. Un pugnale pure d’argento emerge dal suo cuore trafitto dal dolore.
La festa dell’Addolorata di Sant’Agostino è molto importante per il paese: il venerdì prima della Domenica delle Palme si svolge l’Addolorata.
È una ricorrenza molto sentita e partecipata, ed apre di fatto le funzioni religiose della Settimana Santa. Il suo culto ha avuto inizio nel 1755 e si alimenta da una leggenda secondo la quale un giorno un veliero naufragò, durante una fortissima tempesta, nei pressi del porto di Licata. I marinai di quel luogo accorsero per soccorrerli ad aiutarli e scoprirono, con stupore, che il veliero conservava una statua lignea dell’Addolorata. Allora i licatesi chiesero al comandante del veliero di poter tenere in città la statua. Ricevutone l’assenso, essi la collocarono nell’altare maggiore di una piccola chiesa dei dintorni. La statua porta un medaglione con i segni della crocifissione, un aureola d’argento e un pugnale al seno. La chiesa il 13 aprile 1973 è stata elevata a Santuario con il titolo di “Maria SS. Addolorata”.
Di stile neoclassico, al suo interno la chiesa, che ha una sola piccola navata, custodisce un dipinto su tela (cm. 235×190) del ‘700 con la Madonna della cintura con il Bambino e i SS. Agostino e Monica ed un Crocefisso ligneo
La festa della Madonna Addolorata è caratteristica anche per il suono assordante che viene emanato dalle troccole al suo passaggio, per questo tradizionalmente veniva chiamata anche “a Madonna i trocculi“. Questi strumenti musicali, dapprima lignei (di origine ebraica), venivano comprati ai bambini, i quali li agitavano al passaggio della Madonna.
La festa della Madonna Addolorata apre ufficialmente i riti della Settimana Santa. Da sempre si narra che la Madonna esce il venerdì prima della Settimana Santa alla ricerca disperata del proprio figlio che purtroppo non trova.
Santuario Maria SS. di Monserrato – Licata
Santuario Sacro Cuore di Gesù – Canicattì
Dietro la Piazza XXIV Maggio, si giunge alla Via Duomo, una gradinata sale al sagrato della Chiesa San Pancrazio o Chiesa Madre.
I lavori di costruzione iniziarono nella prima metà del secolo XVIII, grazie all’iniziativa del barone Gaetano Adamo e del fratello don Carlo e possono essere considerati conclusi intorno al 1765. La chiesa viene consacrata il 25 maggio 1874.
Nel 1908 fu innalzato l’attuale prospetto, progettato nel 1901 da Ernesto Basile.
La chiesa di stile rinascimentale è dedicata a San Pancrazio di Antiochia, Patrono di Canicattì, il cui culto risale, originariamente il 9 luglio secondo il calendario ortodosso, mentre, oggi viene festeggiato il 3 aprile come da liturgia romana.
La Chiesa l’8 dicembre 1965 venne, elevata a Santuario del Sacro Cuore di Gesù.
Santuario Sant’Antonio Abate – Castrofilippo
La costruzione della Chiesa ebbe inizio intorno al 1608. Fu ristrutturata nel 1934 con una grande festa per tutto il popolo, quando l'antica e pregevole statua di S. Antonio Abate, di cui purtroppo ignoriamo l'Autore, fu riportata dalla Madrice alla sua chiesa sull'altare maggiore di mogano, scolpito a Castrofilippo nel 1933. Il 1° gennaio 1938 la chiesa fu elevata a Parrocchia mentre il 9 maggio 1971 ebbe la nomina di Santuario. L'interno è di stile classico-rinascimentale arricchita di stucchi ornamentali in oro zecchino. La volta è ornata da tre pitture su tela che raffigurano episodi della vita del Santo. Sei affreschi poi, tre per lato, fanno da cornice all'altare maggiore. La facciata richiama alla mente le antiche cattedrali, col suo stile goticizzante. Una delle due torri laterali ospita l'orologio i cui rintocchi, ogni mezz'ora, scandiscono il tempo ai castrofilippesi.
Santuario Santa Maria di Montevergine, Caltabellotta
Il luogo è sicuramente molto importante dal punto di vista spirituale, è situato ad oriente appena fuori l’abitato di S. Anna e si adagia su di uno sperone di roccia ai piedi del Kratas a circa 340 mt. sul livello del mare, poco distante dal fiume Verdura, edificato da Francesco Alliata, principe di Villafranca in quanto qui si conserva il pregevole crocifisso in legno risalente al ‘500 e venerato da tutta la comunità il quale pare sia stato portato fin qui dall’Africa dai seguaci di Sant’Agostino.
Il crocifisso oggi è conservato in chiesa sopra l’altare maggiore. All’interno il santuario si presenta a singola navata con suggestivi affreschi ritornati alla luce durante l’ultimo restauro.
Sempre all’interno troviamo una serie di capitelli recuperati nella zona e appartenenti alla non più esistente chiesa di San Giorgio.
I primi isediamenti monastici nella zona vanno fatti risalire tra il V e l’VIII secolo quando a seguito delle invasioni dei Vandali nel nord Africa i seguaci di Sant’Agostino si stabilirono in questi luoghi.
Sembra inoltre che alcuni religiosi vivessero nelle grotte vicine come eremiti come testimonia la grotta antistante il santuario chiamata “grotta del monaco”.
L’Eremo, affiancato per intero sul lato destro della chiesa, è distribuito su due elevazioni: a piano terra, sono locali non molto ampi, adibiti per i lavori dei frati, nel piano superiore sono dislocate le celle e il piccolo campanile. Il tutto è inserito in un contesto paesaggistico straordinario
Santuario Santissimo Crocifisso, Siculiana
Il santuario del SS. Crocifisso, nonché antica Matrice, il santuario si trova nel cuore del centro storico del paese. Nelle sue vicinanze i monumenti più importanti come il Castello Chiaramonte e il recente museo MeTe.
Il Santuario del SS. Crocifisso è stato edificato dai Padri Carmelitani alla fine del XVI secolo. A cavallo tra '700 e '800, la chiesa è di costruzione barocca ad unica navata con cupola su tamburo ottagonale. All'interno della cappella del Battistero sono custoditi una preziosa vasca ebraica per le abluzioni del XV sec. d.C., oggi utilizzata come fonte battesimale, e otto formelle in pietra alabastrina ritraenti scene dell'Antico Testamento. La vasca riporta in rilievo gli stemmi reali spagnoli degli Aragona e dei Castiglia. La loggia sovrastante l'ingresso della navata accoglie un magnifico organo a canne del 1939 restaurato e perfettamente funzionante. La facciata esterna del santuario è incompleta.
Il santuario è visitabile durante tutto l'anno, in quanto si tratta di un edificio religioso in uso. In particolare la festa del santo si tiene il 3 maggio, in cui si celebra messa solenne. In particolare all'interno del Santuario, tra i preziosismi decorativi di stile barocco si trovano numerose raffigurazioni pittoriche sia su tela che su intonaco. Importante anche la presenza di opere di Raffaello Politi, il quale raffigurò nella volta della navata la creazione di Adamo, la creazione di Eva e la Tentazione ad opera del serpente, copia dell'opera di Michelangelo nella cappella sistina.
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