Tagliere di salumi e formaggi, cosa mettere e come presentarlo come rappresentare un territorio
Tra gli antipasti più apprezzati c’è il tagliere di salumi e formaggi, versatile, pronto ad accontentare tutti i gusti, teniamo presente che il formaggio è un alimento praticamente privo di zuccheri, ecco perché miele, marmellate e composte creano un equilibrio di gusto, per renderlo all'altezza di ogni occasione è bene avere chiaro cosa mettere in un tagliere perchè sia impeccabile.
Cosa mettere in un tagliere
Si tratta del classico antipasto ma per la serie siamo nella regione siciliana, prodotti tipici che trovi, il bello sta nel fatto di poterne proporre infinite varianti giocando sulle combinazioni più sfiziose.
Aprire il menù offrendo ai propri ospiti una selezione di prodotti della zona da accompagnare ad un vino locale come ad una birra artigianale locale.
Il consiglio in più: oltre che i formaggi ed i salumi conosciuti, puntate su un paio di prodotti di nicchia, magari di piccoli produttori locali, per stupire i vostri ospiti, nello specifico:
1 formaggio fresco
1formaggio semi stagionato
1 formaggio stagionato
1 formaggio erborinato
Questo, a meno che non si voglia portare in tavola un tagliere di formaggi a tema, i formaggi andrebbero disposti in ordine, ovvero dal più delicato a quello dal sapore più forte e rigorosamente a temperatura ambiente.
In quanto ai salumi da mettere sul tagliere, anche in questo caso è meglio non esagerare, può andare bene anche un numero quanto i formaggi. Ovviamente una distinzione tra salumi cotti e crudi.
Veniamo alla parte più difficile, ovvero l’abbinamento tra formaggi e salumi. L’obiettivo un mix ben studiato che non annoi il palato.
Sono graditi anche accostamenti con sottaceti, sottolii, marmellate e/o anche solo della frutta secca. Ovviamente non può mancare il pane.
Se in genere tendono a contrastare i sapori più decisi dei formaggi stagionati, le marmellate stanno incredibilmente bene anche con il lardo; le mandorle, le noci ed i pistacchi, invece, sono perfetti se serviti insieme ai formaggi a pasta molle.
Formaggi siciliani tra storie e bontà senza tempo
Viaggiare in Sicilia senza assaggiare i suoi formaggi significa perdere una delle esperienze gastronomiche più autentiche dell’isola. Ogni area custodisce le proprie specialità, frutto del lavoro di generazioni di pastori e casari che, giorno dopo giorno, ripetono gesti antichi con una precisione quasi rituale.
L’arte del casaro
Essere casaro in Sicilia oggi significa svegliarsi all’alba, accudire pecore, capre o mucche e gestire una produzione che non tollera errori. La cura nella mungitura, nella trasformazione del latte, nella salatura e nella stagionatura è ciò che rende ogni formaggio unico. Visitare un caseificio permette di comprendere la dedizione di queste persone e di gustare poi un tagliere con occhi nuovi, consapevoli della fatica e della maestria che ci sono dietro.
Formaggi DOP siciliani
Alcuni dei formaggi più noti e tutelati includono:
Pecorino Siciliano DOP – Latte di pecore siciliane (Valle del Belice, Barbaresca, Comisana), pascolo spontaneo e salatura manuale. Tipica la forma impressa dai fasceddi, canestri di giunco che lasciano segni sulla crosta.
Vastedda del Belice DOP – Pecorino a pasta filata prodotto tra Agrigento, Trapani e Palermo. Solo sette aziende rispettano la tradizione.
Piacentinu Ennese DOP – Pecorino aromatizzato con zafferano e pepe nero, tipico della provincia di Enna, prodotto da sole dieci aziende familiari.
Ragusano DOP – Formaggio vaccino a pasta filata stagionato 3-12 mesi, originariamente prodotto con latte delle pregiate mucche di razza modicana.
Formaggi storici e Presidi Slow Food
I formaggi storici siciliani sono prodotti esclusivamente con latte crudo e cagli naturali. Tra questi troviamo:
Maiorchino (Presidio Slow Food) – Messinese, a base di latte di pecora e capra. Celebre per il torneo di Carnevale a Novara di Sicilia, dove forme di formaggio vengono fatte rotolare per le strade.
Caprino di Girgentana (Presidio Slow Food) – Agrigento, da capre Girgentane con corna a spirale.
Provola dei Nebrodi e delle Madonie (Presidi Slow Food) – Formaggi vaccini a pasta filata, dalla produzione artigianale tradizionale.
Fiore Sicano – Monti Sicani, Agrigento, crosta grigio-verde dovuta alla muffa naturale.
Tuma Persa – Uno dei pochi formaggi vaccini dei Monti Sicani, lasciato a fermentare 20 giorni nelle sue forme.
La regina dei dolci: la ricotta
Impossibile dimenticare la ricotta, ingrediente fondamentale della cucina siciliana, dai ripieni di pasta ai dolci più famosi come cannoli e cassate. Può essere di latte vaccino (principalmente nel Ragusano) o di pecora (nel resto dell’isola). Se non potete portarla fresca, una ricotta salata o al forno è perfetta da grattugiare su pasta e piatti tradizionali.
La Sicilia è così: ogni formaggio racconta la storia di un territorio, della sua vegetazione, del lavoro dei casari e dei pascoli. Dal Pecorino Siciliano al Maiorchino, dal Piacentinu Ennese al Fiore Sicano, ogni boccone è un viaggio tra profumi, tradizione e autenticità.
Non sono presenti ancora recensioni.